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SOMMARIO
1.IL NUOVO GRUPPO DI LAVORO SUL TERRORISMO
2.TUTTO ARCHIVIATO PER LA VICENDA DI REGGO CALABRIA
3.MANCA IL NUMERO LEGALE PER IL PARERE SULLA "EX CIRIELLI"
4.DELIBERA A TUTELA PER GIANCARLO CASELLI
5.APPRODA IN PLENUM LA CIRCOLARE SULLE TABELLE PER IL BIENNIO 2006/2007
6.FUORI RUOLO
7.ANCORA SULLA ULTRADECENNALITA'
8.INCARICHI SPORTIVI
9.SULLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DEL NUOVO ANNO GIUDIZIARIO
10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
11.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI

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1.IL NUOVO GRUPPO DI LAVORO SUL TERRORISMO
Nella sua prima attività esterna, il neocostituito gruppo di lavoro per lo studio di iniziative di contrasto al terrorismo internazionale (composto dai consiglieri Aghina, Buccico, Lo Voi, Primicerio, Salvi e Schietroma), ha riunito il 24 novembre presso la sede consiliare tutti i Procuratori distrettuali per una ricognizione dei principali problemi in materia.
Coralmente ribadita la necessità di un interscambio tra i vari uffici, si sono raccolte unanimi indicazioni sull'esigenza che il CSM perori la costituzione di un modello organizzativo centrale dedicato al contrasto al terrorismo, anche per superare l'attuale anomalia che vede l'Italia nei rapporti esterni rappresentata da ben 26 punti di contatto (quanti sono i distretti), rendendo più che problematici i rapporti di cooperazione internazionale.
La richiesta di costituzione di una Procura Nazionale Antiterrorismo è venuta da tutti i partecipanti, anche se solo una minoranza ne ha prefigurato anche una specifica competenza diretta ed esclusiva in sede investigativa, incidendo così sulla tradizionale competenza territoriale.
La maggioranza degli interventi ha invece proposto l'istituzione di una procura con funzioni di coordinamento, sul modello della D.N.A., intervento pregiudiziale ad ogni altro, ivi compresa la stessa "banca dati" in materia di terrorismo (di indiscutibile utilità), che postula una struttura centrale cui essere collegata.
Tra gli altri problemi operativi evidenziati: quello dell'incremento degli interpreti, l'accentuazione di modelli organizzativi dedicati all'interno degli uffici di procura, la revisione del limite di permanenza nelle sezioni, la necessità di una formazione comune con i magistrati addetti al giudizio, peraltro di non agevole individuazione specializzante.
Al gruppo di lavoro ora il compito, naturalmente nell'ambito delle competenze propositive ed esecutive proprie dell'organo di governo autonomo della magistratura, di predisporre le più idonee risposte alle (tante) richieste evidenziate da chi è nel quotidiano impegnato in un settore investigativo così delicato e difficile.

2.TUTTO ARCHIVIATO PER LA VICENDA DI REGGO CALABRIA
Dopo oltre un anno di attività istruttoria, polemiche interne all'ufficio, accertamenti istruttori e, da ultimo, anche una visita in loco della settima commissione, il plenum del CSM ha (a maggioranza) archiviato la posizione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, dott. ANTONINO CATANESE (su cui la prima commissione si era divisa con tre voti per l'archiviazione e tre voti per l'apertura di una procedura di incompatibilità ex art.2 L. Guar.), e quella del dott. FRANCESCO MOLLACE (sostituto procuratore a Reggio Calabria).
Nonostante la declamata volontà "di fare chiarezza a 360 gradi" e di "accendere i riflettori"sull'intricata situazione calabrese, si è prevenuti ad una decisione sicuramente deludente, sostanzialmente asseverativa di una situazione ordinaria ed immeritevole di intervento da parte del Consiglio, e questo nonostante che per due volte, nel giro di pochi anni, la prima commissione abbia dovuto occuparsi dei conflitti esistenti tra il Procuratore di Reggio Calabria ed alcuni suoi sostituti.
Ben altro a nostro avviso era emerso dagli accertamenti e dalle audizioni svolte ed anche dalle ultime acquisizioni derivate dalla visita a Reggio Calabria della settima commissione consiliare, elementi tutti idonei a non prefigurare quanto alla Procura una situazione di"
piccola svizzera" come suggestivamente qualificata dal dott. Catanese.
Anche per acquisire questi ultimi accertamenti (intervenuti dopo il voto della proposta all'esame del plenum) abbiamo richiesto il ritorno in commissione della pratica, ma l'esito archiviativo (si è ritenuto trattarsi di mere incomprensioni derivanti da una diversa interpretazione di norme ordinamentali e per di più risalenti nel tempo) è stato determinato dal voto di 13 consiglieri (MI, Unicost, laici del Polo, Marvulli) contro 7 (MD, Movimento, Berlinguer), astenuti Rognoni e Schietroma.
La diffusa consapevolezza che la "questione calabrese" meritasse qualcosa di diverso di una archiviazione, ha indotto i consiglieri laici del Polo a richiedere l'apertura di una pratica per esaminare complessivamente la situazione degli uffici calabresi.
Si sarebbe dovuto e potuto utilizzare le acquisizioni sin qui operate dal Consiglio, ma si è invece preferito chiudere una pagina per poi aprirne un'altra, e sempre avente il medesimo oggetto.
Scelta difficilmente giustificabile, poiché l'esperienza consiliare insegna come non sia importante l'apertura delle pratiche, quanto il modo ed i tempi in cui si riesce a chiuderle.
Di seguito il comunicato emesso (con i colleghi di MD) a chiusura di una pagina tra le meno felici della consiliatura:
Il Consiglio oggi pomeriggio ha deciso a maggioranza di archiviare la pratica di trasferimento d'ufficio nei confronti del procuratore della Repubblica di Reggio Calabria e di un sostituto, il dr.Mollace.
Dopo che il Ministro della giustizia aveva rinunciato alla proposta di trasferimento per il procuratore, insistendo per il solo sostituto, la Prima Commissione del Consiglio ha svolto nella prima parte del 2005 un'ampia istruttoria che si è conclusa nel luglio scorso con due proposte
contrapposte: una di archiviazione dell'intera vicenda (relatore Spangher e votanti Di Federico e Riello) ed un'altra che ipotizzava l'archiviazione del solo Mollace e l'elevazione di una contestazione formale di incompatibilità ambientale e funzionale al procuratore Catanese (rel.Marini, votanti dr.Aghina e Salvi).
Riducendo l'intera vicenda ad una semplice lite fra due magistrati, la (consueta) maggioranza consiliare ha messo la parola fine agli accertamenti sui gravissimi problemi di funzionalità che la procura reggina ha manifestato fino a pochi mesi fa e che noi abbiamo chiesto con forza di
poter esaminare ed approfondire ancora. Si è persa così un'occasione in cui il Consiglio poteva, specie dopo la recente visita agli uffici calabresi, finalmente iniziare a fare chiarezza.
Domani si aprirà il dibattito su un'altra pratica - richiesta dai consiglieri della Cdl - relativa alla situazione calabrese, che deve ancora essere istruita e richiederà accertamenti complessi e tempi lunghi, e che comunque appare inutile perché già in Prima e Settima commissione sono pendenti pratiche di oggetto simile.
La nuova iniziativa non farà certo dimenticare l'esito pessimo della votazione di oggi (in cui il Consiglio si è rivelato organo di autotutela piuttosto che di autogoverno) e non restituirà il tempo perduto rispetto ad una realtà gravissima che non può tollerare dalle istituzioni risposte formali e declamazioni a vuoto.

3.MANCA IL NUMERO LEGALE PER IL PARERE SULLA "EX CIRIELLI"
Dopo una ulteriore interruzione del plenum per mancanza del numero legale (dovuto all'assenza di alcuni consiglieri laici della Cdl), il voto sul parere predisposto in materia dalla sesta commissione del Consiglio è stato vanificato dall'intervenuta approvazione della legge che ha riformulato i meccanismi prescrittivi dei reati.
Ancora una volta quindi, su un provvedimento legislativo da cui deriveranno gravi ed inesorabili ricadute (anche sotto il profilo organizzativo) per gli uffici giudiziari, non è stata possibile alcuna deliberazione dal parte dell'organo di governo autonomo della magistratura.

4.DELIBERA A TUTELA PER GIANCARLO CASELLI
Come si ricorderà la procedura per la copertura del posto di Procuratore Nazionale Antimafia è stata accompagnata dall'approvazione di due provvedimenti legislativi direttamente incidenti sulla stessa (la proroga dell'incarico al PNA Vigna e la previsione d'immediata applicabilità della parte della riforma dell'odg riguardante la determinazione dell'età massima per gli incarichi direttivi).
In quest'arco di tempo si sono registrate dichiarazioni alla stampa chiaramente lesive della figura professionale di Giancarlo Caselli.
Su richiesta delle componenti consiliari del Movimento e di MD è stata avviata una pratica (rel. Arbasino) che ha portato alla risoluzione a tutela del magistrato approvata dal plenum con i voti contrari dei consiglieri Buccico e Ventura Sarno ( Di Federico e Spangher volontariamente assenti).
La motivazione della delibera si limita a riportare, in ordine cronologico, le dichiarazioni del sen. Antonino Caruso: gli sforzi per lasciare Vigna al suo posto sono finalizzati soprattutto ad evitare che il suo sostituto diventi Caselli" e del sen. Luigi Bobbio (se ne riportano solo alcune) " .. potrà essere ritoccato anche il termine che riguarda la scadenza del mandato del capo della direzione distrettuale antimafia Pier Luigi Vigna… nel caso in cui ci fossero dei problemi con il decreto o con la sua conversione in legge c'è sempre pronto il paracadute che pensiamo di inserire nella riforma" ovvero" Voglio essere sicuro che il successore di Vigna non sia Caselli perché quest'ultimo non mi sembra presentare le necessarie caratteristiche d'imparzialità".
Ovvero: "… Caselli non merita quel posto proprio dal lato meritocratico. Non hanno convinto gli esiti delle inchieste degli ultimi anni quando era a Palermo. E' come se diventasse amministratore delegato di un'azienda uno che in un'altra dello stesso settore ha accumulato tantissimi disavanzi di bilancio".
La delibera esprime preoccupazione poiché le dichiarazioni riportate oltre a rappresentare l'esercizio delle prerogative del Parlamento come orientate non a fini di interesse generale ma anche ad incidere, in senso sfavorevole per uno degli aspiranti, sull'esito di una procedura di competenza del CSM, integrano oggettivamente una ingiustificata denigrazione della figura professionale del dott. Caselli.
In relazione al dibattito di plenum va sottolineato come a fronte di una indiscutibile offensività delle espressioni usate dai parlamentari dichiaranti, la tutela del dott. Caselli sia stata considerata un fatto quasi scontato, dandosi rilievo ad altri aspetti che hanno portato il cons. Aghina a rilevare il paradosso per cui il dott. Caselli, da magistrato oggetto di "tutela" fosse divenuto quasi un imputato.
Infatti da parte dei consiglieri di Unicost (intervenuti quasi tutti) si è "messo in mora" il Vice Presidente che non avrebbe adeguatamente dato riscontro ad una richiesta dei consiglieri stessi di essere a loro volta "tutelati" dalle dichiarazioni del dott. Caselli relative al loro atteggiamento nel corso della procedura nella nomina del PNA.
Da parte dei consiglieri di MI si è invece ringraziato il Vice Presidente per il suo autorevole e tempestivo intervento subito dopo le predette dichiarazioni del dott. Caselli e si è aggiunto che il voto veniva espresso con "imbarazzo".
Il cons. Di Federico ha lasciato l'aula in quanto contrario alle pratiche a tutela non senza aver però svolto un intervento che toccava anche il merito della procedura di nomina del PNA. Il cons. Spangher ha presenziato a tutto il dibattito ma poi ha lasciato l'aula in segno di protesta per l'intervento (a suo dire troppo sbilanciato "pro Caselli") del Vice Presidente (che ha poi votato a favore della delibera).
I consiglieri Ventura Sarno e Buccico hanno votato contro in quanto, pur ritenendo soggettivamente le frasi inopportune, le hanno collocate nell'esercizio del diritto costituzionale della liberta di espressione; astenuti Marvulli e Favara.

5.APPRODA IN PLENUM LA CIRCOLARE SULLE TABELLE PER IL BIENNIO 2006/2007
Presentata in plenum la proposta della settima commissione (relatori i cons. Aghina, Menditto e Primicerio) relativa alla circolare per la composizione delle tabelle degli uffici giudiziari per il biennio 2006-2007 (già trasmessa in lista).
Atteso l'impegno dell'esame di un articolato particolarmente elaborato, la discussione sia differita ad un prossimo plenum di dicembre.
Si tratta di un testo che per sommi capi riprende la precedente circolare, ma che contiene al contempo interessanti modifiche ed innovazioni, frutto dell'esperienza dell'ultimo biennio.
In particolare merita di essere segnalata la previsione, presso ciascun distretto, di una "commissione flussi" di supporto all'attività dei dirigenti degli uffici e del Consiglio Giudiziario, con il compito di elaborare preventive valutazioni statistiche sui "numeri" della giustizia, a supporto (e verifica) delle scelte organizzative degli uffici.
Si tratta della novità più rilevante della circolare, derivata anche dalla positiva esperienza nata nel distretto di Milano, finalizzata anche ad assicurare una flessibilità del modello organizzativo alle esigenze di lavoro.
Viene valorizzato in sostanza l'apporto conoscitivo derivato da un gruppo di lavoro incentrato su nuove attribuzioni conferite ai referenti per l'informatica, che potranno avvalersi dell'attività anche di altri magistrati del distretto, funzionari statistici e rappresentanti del CISIA (la proposta di maggioranza della commissione ne prevede però soltanto l'utilizzazione eventuale ed esterna alla commissione)
Tra le principali novità della nuova circolare, che su alcuni punti non marginali perviene con doppie proposte di maggioranza e di minoranza, possono ricordarsi:
a) un'ulteriore indicazione per la partecipazione di tutte le componenti alla predisposizione del programma tabellare: mediante utilizzazione dei dati sui flussi dei procedimenti, apporto del dirigente amministrativo e del Presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati,ascolto anche delle richieste di utilizzazione di v.p.o. e g.o.t.;
b) un'accentuazione del favor verso la costituzione di sezioni specializzate;
c)incremento numerico dei magistrati addetti alla funzione gip/gup, che si parametrano nelle sedi di DDA nel nuovo rapporto di 2/5 rispetto al numero dei p.m., prevedendosi che in ogni caso dovrà tenersi espressamente conto del rapporto con il carico di lavoro dei giudici del dibattimento;
d) la specifica previsione per cui il dirigente dell'ufficio, a fronte di una evidente riduzione del numero e delle pendenze complessive di una sezione o di un settore, può disporre la sospensione dell'attività di una o più sezioni o di uno o più collegi;
e) l'inserimento di numerose modifiche (su richiesta del comitato pari opportunità) dirette a salvaguardare la condizione dei magistrati donna in situazione di gravidanza ovvero per agevolare l'espletamento della cura dei figli minori da parte del magistrato:ad es.vietando il mutamento delle loro funzioni tabellari né della sede di esercizio delle funzioni in assenza di consenso; recependo l'eventuale richiesta di esonero dall'assegnazione a sezioni distaccate; inibendo l'assegnazione di nuovi affari al magistrato in congedo di maternità, paternità o parentale; sospendendo il computo del periodo di permanenza decennale, ovvero del periodo di permanenza nella DDA per la sospensione obbligatoria per maternità e quella facoltativa per un periodo superiore a tre mesi;
f) la ridefinizione dei criteri di utilizzazione dei g.o.t. e modalità di impiego dei v.p.o.
g) il rafforzamento della verifica di effettività dell' "esonero" da una percentuale del lavoro giudiziario in favore dei componenti dei Consigli Giudiziari, dei referenti per l'informatica e dei referenti per la formazione decentrata;
h) una più puntuale disciplina dei magistrati distrettuali: necessità di comunicazione dei provvedimenti con anticipo adeguato, audizione preventiva dei medesimi,proroga, ecc;
i) la rimodulazione dei criteri di valutazione degli aspiranti nei concorsi interni e determinazione dei procedimenti da portare a termine in caso di mobilità interna;
l) la specializzazione per settore della procedura di applicazione extradistrettuale ed un più accurato dettaglio dei criteri di selezione degli aspiranti.

6.FUORI RUOLO
Non concessa la destinazione fuori ruolo quale prosecutor international presso l'UNMIK in Kossovo al dott. EMILIO GATTI (Trib. Genova), perché impegnato nel collegio penale che ha in avanzata trattazione il processo del cd. G8.
Torna in ruolo la dott.ssa FABRIZIA GARRI (f.r. presso il garante per la protezione dei dati personali), con destinazione la Corte d'Appello di Roma, sez. lavoro.

7.ANCORA SULLA ULTRADECENNALITA'
L'arroccamento su posizioni di rigida difesa del principio del divieto di ultradecennalità tabellare può determinare un qualche imbarazzo quando si tratta di dare concreta applicazione alla relativa disciplina.
In un tribunale metropolitano un magistrato aveva chiesto di rivalutare il problema della sua ultradecennalità in sezione, dimostrando che dal momento della sua destinazione vi era stato un radicale cambiamento dell'area di materie di competenza, residuando solo materie analoghe incidenti nella misura del 27,86% del totale.
Da rilevare che una buona parte delle competenze trasmigrate riguardava la materia della proprietà industriale e intellettuale passata all'apposita sezione, nella quale pure operava il magistrato in questione come secondo incarico, ed incidente, sul totale del suo impegno, nella misura del 40%; (per espressa disposizione di circolare (punto 3.5) questa materia non rileva ai fini della ultradecennalità).
In plenum sono giunte due proposte :l'una (rel. Menditto) che aveva ottenuto in commissione anche i voti dei cons, (Meliadò e Tenaglia) sosteneva la sussistenza dell'ultradecennalità (e quindi la necessità di spostare il magistrato dalle sue funzioni tabellari) per essere rimasto "inalterato" il nucleo centrale delle attribuzioni della sezione ed irrilevante la "percentuale di attività svolta dal singolo magistrato"; l'altra (votata dal solo Arbasino), diretta ad evidenziare l'insussistenza della ultracecennalità dovendosi aver riferimento (come da relazione accompagnatoria alla circolare) anche alla materia trattata e non già al mero dato della collocazione nominativa tabellare ed essendo, nel caso di specie, del tutto insussistenti le ragioni a fondamento della imposizione del limite (appannamento dell'interesse del magistrato, incrostazioni etc).
All'esito del dibattito di plenum la maggioranza ha accolto la richiesta del consigliere Marini volta ad un ritorno della pratica in commissione per una rimeditazione.
Il problema del mutamento forzato di destinazione tabellare per superamento del limite decennale tabellare continua a determinare problemi nell'organizzazione degli uffici, ove si pensi ad esempio che nell'approvazione delle tabelle del Tribunale di Roma si è richiesta l'adozione della procedura derivata dall'ultradecennalità per ben 23 magistrati.

8.INCARICHI SPORTIVI
Nel precedente notiziario avevamo dato conto della elaborazione in essere in quarta commissione sul tema degli incarichi di giustizia sportiva.
Al plenum sono intanto approdate numerose pratiche con proposte conformi ai criteri decisi in commissione, elaborati al fine di risolvere alcuni problemi applicativi della disciplina delle delibere del CSM del luglio 1999 e del luglio 2004, diretti a distinguere tra gli incarichi apicali (per tali dovendosi intendere, secondo la delibera del luglio 2004, quelli di giudice titolare di un ufficio monocratico o di presidente di un collegio giudicante) e quelli non apicali.
Per i primi è inibita la riconferma o la nomina se l'interessato nel decennio antecedente abbia ricoperto incarichi di giudice sportivo per più di sette anni, per i secondi il limite è di cinque anni nel decennio.
Al fine di consentire alle Federazioni di preordinare le rotazioni era stata concessa, con la delibera del 1999, una "moratoria" di cinque anni e con la delibera del luglio 2004 una ulteriore proroga di due anni per gli apicali ( scadente nel luglio 2006) e di un anno ( oramai scaduta) per i non apicali.
Le numerose proposte giunte al plenum riflettevano la applicazione di questi principi e comportavano la non autorizzazione per non apicali che avevano maturato i cinque anni nel decennio precedente e l'autorizzazione sino al luglio 2006 per apicali che avevano maturato sette anni di incarichi nel decennio.
A seguito del dibattito e su richiesta del cons. Mammone (che ha dedotto un'erronea interpretazione della disciplina nella parte riguardante la rilevanza degli incarichi sportivi anteriori al 1999) tutte le pratiche sono state rinviate ad un prossimo plenum per consentire una rimeditazione della materia.
Si tratta di un tema che, al di là del problema interpretativo posto, meriterebbe una nuova e completa disciplina. Invece, come abbiamo già ricordato, la stessa è stata stralciata sempre su richiesta del cons. Mammone (con il nostro voto contrario) dalle modifiche apportate alla circolare sugli incarichi extragiudiziari e la disciplina che rimane in vigore appare contorta, poco chiara e tesa a bilanciare le pressanti esigenze delle Federazioni Sportive e dei colleghi interessati con quelle della necessaria alternanza e del preminente interesse del regolare svolgimento delle funzioni giudiziarie ordinarie.

9.SULLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DEL NUOVO ANNO GIUDIZIARIO
Approvata una delibera sulle modalità di inaugurazione dell'anno giudiziario 2006, materia su cui è intervenuto il legislatore con la legge delega di modifica dell'ordinamento giudiziario, che ha investito del discorso ufficiale l'organo giudicante.
Si segnala la seguente parte della delibera:
"Il consiglio superiore ritiene che la natura delle cerimonie di inaugurazione, che costituiscono, pur nella solennità delle forme, un autentico momento di riflessione sui complessi temi della giustizia e di pacato confronto tra magistrati, avvocati ed esponenti delle istituzioni, imponga di superare gli stretti limiti delle categorie di coloro che per legge possono intervenire, in modo da consentire la più ampia partecipazione della società civile.
Pertanto è coerente con questa impostazione ammettere a svolgere interventi anche altri soggetti, pur non espressamente previsti dalla legge, nei limiti di tempo assegnati all'assemblea e con l'unica condizione che la prenotazione sia effettuata entro le ore quattordici del giorno precedente
l'assemblea generale e, ovviamente, nei limiti di durata delle assemblee che dovranno avere termine entro le ore tredici.
Gli interventi eventuali, confermando quanto già previsto dalle precedenti circolari, potranno essere dei rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati, delle associazioni di magistrati onorari e degli avvocati e del personale amministrativo, delle Università e degli enti locali, nonché di ogni altra associazione interessata ai problemi dell'amministrazione della giustizia. Gli interventi dovranno avere la durata al massimo di cinque minuti."

10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle per il biennio 2004/2005 del Tribunale di Milano e del Tribunale di Roma.

11.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Amessi all'incontro di studio di Parigi (28.11.- 2.12) su "Giustizia e politica in Europa" i colleghi ANTONIO BALSAMO (Trib. Palermo) e ROSARIO MINNA (Proc. aggiunto Firenze)

DALLE COMMISSIONI
QUINTA COMMISSIONE
Dopo lunga "gestazione" la commissione ha nuovamente affrontato le proposte di nomina per Presidente di sezione della Corte di Cassazione: proposto il dott. ENRICO PAPA (cons. Cassazione) con 4 voti (Di Federico, Meliadò, De Nunzio, Lo Voi) ed il dott. VINCENZO PROTO (Cons. Cassazione) con 2 vori (Berlinguer e Salvi).
Proposta unanime per l'incarico direttivo di Presidente del Tribunale per i minori di Venezia per la dott.ssa ADALGISA FRACCON (Trib. Milano).
Proposta unanime per il dott. GIOVANNI PAOLO MICCICHE' (Presidente del Tribunale di Enna) a Presidente di sezione della Corte d'Appello di Palermo.
Proposta unanime per il dott. FRANCESCO MARIA CARUSO (Appello Caltanissetta) per l'incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale di Ferrara.
Per l'incarico semidirettivo di Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, proposto con 4 voti ( Di Federico, De Nunzio, Salvi e Meliadò) il dott. AMEDEO BERTONE (p.m. Catania), e con un voto (Lo Voi) il dott. BIAGIO INSACCO (Appello Palermo), astenuto Berlinguer.

SETTIMA COMMISSIONE
Completata l'attività relativa alla predisposizione della proposta della circolare sulle tabelle per il prossimo biennio, la commissione ha calendarizzato l'esame delle tabelle dei Tribunali di Napoli e di Bari.

NONA COMMISSIONE
Nell'ambito delle attività collegate al programma di formazione internazionale, una delegazione della commissione si recherà dal sei all'otto dicembre ad Edimburgo, dove è in programma l'assemblea generale dell' EJTN (Rete giudiziaria formazione europea).
La più interessante iniziativa realizzata quest'anno con l'egida dell' European Judical Training Network è stata l'attività di "scambio" di magistrati posta in essere essenzialmente con la Francia (il c.d. Erasmus dei giudici), che ha visto 20 magistrati italiani compiere stages di formazione presso uffici e colleghi francesi (al contempo è stata data reciproca, analoga ospitalità formativa a magistrati francesi presso uffici giudiziari italiani).
Per il 13 dicembre, presso il C.S.M., è stata organizzata un'iniziativa diretta a promuovere questa interessante e proficua attività di "scambio" (che si intende rinnovare anche per il 2006), sia mediante una comunicazione dell'attività svolta diretta agli organi di informazione, sia attraverso una verifica delle attività poste in essere nei vari paesi, ascoltando l'esperienza dei magistrati che hanno partecipato agli stages.
Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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