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SOMMARIO
1.NOMINATO UN NUOVO CONSIGLIERE LAICO DEL CSM
2.IL C.S.M. E L'ALLARME PER LA RIDUZIONE DELLE RISORSE DESTINATE ALL'INFORMATICA
3.NOMINA CONTRASTATISSIMA DI UN PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CASSAZIONE
4.RIENTRANO GLI AUMENTI ECONOMICI AI CONSIGLIERI
5.INCARICHI DIRETTIVI (PROCURATORE LAGONEGRO, PROCURATORE MINORI L'AQUILA)
6.IL SECONDO CORSO DI FORMAZIONE PER REFERENTI INFORMATICI
7.PRESIDENTE DI SEZIONE DEL TRIBUNALE DI MILANO: "COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA TI NOMINERÒÒÒ….."
8.ALTRI INCARICHI SEMIDIRETTIVI
9.FUORI RUOLO
10.FINANZIATA PER IL 2006 LA FORMAZIONE DISTRETTUALE PER LA MAGISTRATURA ONORARIA
11.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
12.AMMISSIONI A CORSI INTERNAZIONALI
13.TERMINATE LE PROVE SCRITTE DEL CONCORSO IN MAGISTRATURA
DALLE COMMISSIONI

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1.NOMINATO UN NUOVO CONSIGLIERE LAICO DEL CSM
Dopo prolungata "gestazione", il parlamento in seduta comune ha provveduto all'elezione del prof. MARIO CALDARERA (ordinario di diritto amministrativo presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università Magna Grecia di Catanzaro) in sostituzione dell'avv.to ANTONIO MAROTTA, nominato deputato, reintegrando ad otto consiglieri la componente non togata del C.S.M.

2.IL C.S.M. E L'ALLARME PER LA RIDUZIONE DELLE RISORSE DESTINATE ALL'INFORMATICA
Le comunicazioni pervenute da molti uffici giudiziari, relative ad una situazione di generale sofferenza delle strutture informatiche, indicate prossime alla paralisi per carenze di risorse, in specie per quanto riguarda l'assistenza dei servizi, hanno trovato clamorosa conferma durante il corso di formazione organizzato per i referenti distrettuali per l'informatica dal C.S.M. (vedi infra sub n.5), in cui (in uno ad un documento sottoscritto da tutti i presenti) sono stati forniti dati e cifre particolarmente allarmanti (anche dai responsabili del settore presso il Ministero della Giustizia).
Si configura pertanto una situazione in stridente, clamoroso contrasto con l'ottimistica comunicazione del ministro della Giustizia, operata solo alcuni giorni or sono in Parlamento, in cui si sono enfatizzati i grandi risultati conseguiti nell'informatizzazione del servizio giustizia, e che abbiamo subito denunciata, nelle "cerimonie" inaugurali dell'anno giudiziario.
Si è altresì predisposta una risoluzione che si riporta di seguito (approvata dal plenum con l'unico voto contrario del cons. Ventura Sarno), in cui si è richiesto un sollecito intervento da parte del Ministro, pur sempre responsabile dell'organizzazione e del funzionamento dei servizi relativi alla giustizia secondo l'art.110 Cost. (norma ancora non oggetto di revisione costituzionale...).
In questi anni si è diffusa la consapevolezza dell'importanza dello strumento informatico per accelerare i processi e migliorare le funzionalità complessiva dell'organizzazione giudiziaria ed il servizio giustizia reso ai cittadini; nel contempo è stato progressivamente -se pur faticosamente- portato avanti il progetto di informatizzazione dei servizi giudiziari, rendendo irreversibile il ritorno a forme di organizzazione ormai superate.
Il 2 agosto 2002, all'atto dell'elezione del V. Presidente di questo Consiglio, il Presidente della Repubblica ha sollecitato "una svolta coraggiosa nel campo dell'informatica per affrontare il problema della durata eccessiva dei processi".
Nella seduta consiliare del 18 dicembre 2002 il Ministro della Giustizia ha affermato l'importanza dell'informatica e la necessità di "procedere al più presto con il processo di informatizzazione".
Costante è stato l'impegno del Consiglio nel favorire e promuovere lo sviluppo dell' informatica presso gli uffici, anche attraverso l'opera dei magistrati referenti distrettuali per l'informatica.
Pur se lo strumento informatico appare sempre più vitale per il funzionamento degli uffici giudiziari, la legge finanziaria del 2006 prevede una riduzione complessiva degli stanziamenti relativi ai servizi informatici del Ministero della Giustizia:
-per le spese correnti sono stati stanziati 56.420.572 euro, rispetto a 98.080.248 euro previsti nel 2005, con una riduzione del 42%.
In particolare, si prevedono per l'assistenza sistemistica e della rete, 44.285.199 euro rispetto a 81.977.740 euro del 2005, con una riduzione del 46%;
-per gli investimenti sono stati stanziati 26.942.928 euro, rispetto a 38.747.369 euro del 2005, con una riduzione del 30%.
Peraltro le somme stanziate in alcuni casi sono perfino insufficienti a fare fronte agli impegni già assunti.
Le somme stanziate impongono una riduzione consistente degli investimenti, impedendo il rinnovo delle dotazioni informatiche degli uffici sempre più obsolete, e -in misura ancora più rilevante- rendono problematica l' erogazione dei servizi di assistenza e manutenzione, ridotti in questi giorni ai soli interventi urgenti e indifferibili. La gravità della situazione è stata rappresentata ripetutamente al Consiglio con riferimento alle ricadute sulla celebrazione dei processi -civili e penali- e sulle indagini in materia di terrorismo che necessitano di un urgente adeguamento delle apparecchiature informatiche.
In mancanza di un concreto e tempestivo ripensamento è ipotizzabile un rallentamento se non l'arresto del processo di informatizzazione degli uffici giudiziari faticosamente avviato in questi anni con ricadute gravissime sull'organizzazione degli uffici giudiziari e sulla lunghezza dei processi.
Al Ministro della Giustizia, che il Consiglio ha invitato ad un confronto sui temi dell'organizzazione con delibera dell'1 dicembre 2004, spetta per costituzione la responsabilità di adottare i provvedimenti in materia di organizzazione e funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Ciò premesso, il Consiglio auspica che siano adottati tutti gli interventi necessari per evitare il verificarsi dei gravi pregiudizi ricordati in premessa;
dispone che presso la competente commissione si apra una pratica, da trattare con urgenza, relativa alle ricadute organizzative conseguenti alle gravi difficoltà di funzionamento dei servizi informatici presso gli uffici giudiziari.

3.NOMINA CONTRASTATISSIMA DI UN PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CASSAZIONE
Dopo un prolungato esame istruttorio della quinta commissione, si è "sbloccata" la procedura concorsuale relativa alla nomina del primo dei posti vacanti di Presidente di sezione della Cassazione (vi sono altri cinque posti ancora in attesa di copertura).
Si tratta innegabilmente di selezioni particolarmente complesse, dovendosi operare valutazioni comparative tra una numerosa platea di colleghi di prolungata esperienza e qualificazione professionale.
A fronte di una tradizionale unanimità che ha contraddistinto da alcuni anni queste designazioni, si sono invece confrontate in plenum due proposte, entrambe in favore di consiglieri della Corte: il dott. ENRICO PAPA e il dott. VINCENZO PROTO.
Dopo un lungo dibattito, il voto ha premiato il dott. PAPA, che ha prevalso con 12 voti (Unicost, MI, 4 laici del Polo) rispetto agli 11 voti conseguiti dal dott. PROTO (Movimento, MD, Marvulli, Berlinguer, Favara), astenuto Rognoni.
La motivazione ed il dibattito hanno evidenziato due modelli contrapposti di valutazione, atteso che la prevalenza del dott. PAPA è stata motivata, piuttosto che attraverso una difficile ma pur sempre possibile (ed anzi doverosa) disamina comparata del lungo percorso professionale, operando un ricorso al dato che lo ha ritenuto (testualmente): "… prevalente su magistrati che lo seguono nel ruolo, pur in possesso di altissime qualità professionali, perché con più limitata capacità organizzativa, non paragonabile alla positiva esperienza di direzione di un tribunale per ben cinque anni".
In sostanza secondo l'indicazione risultata maggioritaria la scelta di prevalenza comparativa del dott. PAPA sul dott. PROTO (ma anche su altri autorevoli aspiranti quali ad es. PREDEN, LATTANZI, COSENTINO, MENSITIERI, ecc.) è derivata non solo e non tanto dalla sua maggiore anzianità di servizio (si tratta in tutti i casi di magistrati nominati con D.M. 1963 o 1964), ma dall'esercizio delle funzioni di Presidente del Tribunale di Larino dal 1992 al 1997.
Difficile poter ritenere esaustiva e convincente una valutazione siffatta, specie con riferimento alla tipologia di incarico da conferire, e del resto estranea al percorso valutativo più penetrante ed approfondito imposto dalla circolare.
Inutili si sono evidenziati anche gli appelli dei vertici della Cassazione, che hanno richiesto un approccio diverso da quello imposto da una logica di appartenenza

4.RIENTRANO GLI AUMENTI ECONOMICI AI CONSIGLIERI
In ottemperanza a quanto previsto dalla legge finanziaria 2006, è stata approvata con voto unanime dal plenum la proposta del Comitato di Presidenza che ha ridotto del 10% le indennità dei consiglieri del Consiglio per le sedute dell'assemblea plenaria, della sezione disciplinare e delle commissioni.
Opportunamente la decurtazione è intervenuta con esclusivo riferimento a quanto corrisposto nel 2005.
Si sono di conseguenza "sospesi" gli aumenti, inevitabilmente derivati dal diverso rapporto percentuale tra plenum e commissione, disposti nel mese di dicembre (senza il nostro voto) e che avevano determinato valutazioni (a nostro avviso legittime) di inopportunità, confermate del resto da una decisione che l'ha neutralizzata ma che avrebbe potuto essere evitata ove le nostre preoccupazioni, esplicitamente espresse in plenum alla vigilia dell'approvazione della finanziaria, fossero state recepite per tempo.

5.INCARICHI DIRETTIVI (PROCURATORE LAGONEGRO, PROCURATORE MINORI L'AQUILA)
Designazione unanime quale nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori de L'Aquila della dott.ssa ANNA PASSANNANTI (p.m. minori Roma) e per Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro del dott. GIANCARLO GRIPPO, confermato nell'incarico successivamente all'annullamento da parte del Consiglio di Stato della precedente nomina dell'11.10.2000.

6.IL SECONDO CORSO DI FORMAZIONE PER REFERENTI INFORMATICI
Si è concluso presso la struttura congressuale del C.S.M. il secondo corso di formazione destinato ai referenti per l'informatica.
Larga parte del corso è stata dedicata all'illustrazione delle "griglie" di rilevazione dei flussi dei procedimenti presso gli uffici giudiziari, che connotano come peculiare novità la circolare sulla composizione delle tabelle degli uffici giudiziari valide per il prossimo biennio.
Si è evidenziata l'importanza delle rilevazioni statistiche, demandate alla "commissione flussi" in sede distrettuale, non solo con riferimento ad una verifica di congruità dell'organizzazione del lavoro operata dal dirigente presso ogni ufficio giudiziario, ma anche ai fini dell'attuazione del principio costituzionale del giusto processo (quanto ai tempi di definizione).
Il confronto con funzionari del ministero ha consentito di porre le basi per un proficuo coordinamento diretto anche e soprattutto ad uniformare gli standard definitori delle varie "voci" statistiche.
Le informazione diffuse in ordine al "taglio" delle risorse destinate al servizio informatico, hanno determinato in tutti la più viva preoccupazione per le comunicazioni in questi giorni trasmesse
dai locali Cisia, nelle quali si è appreso di una riduzione quasi integrale
dei servizi di "assistenza tecnica unificata".
In particolare una nota del 17.1.2006 si è preannunciata:
- la cessazione di ogni presidio e manutenzione delle sale server dei Tribunali non sede di distretto;
- la limitazione dell'assistenza per i soli interventi urgenti cd. "bloccanti";
- la limitazione dell'assistenza - sempre per interventi urgenti - alle postazioni di lavoro considerate "critiche" entro il quorum del 15% delle postazioni di lavoro totali attuali.
Tutti i referenti distrettuali per l'informatica di conseguenza, con un documento trasmesso al C.S.M., che ha dato luogo ad una risoluzione approvata dal plenum (v. sub n.2), hanno sottolineano
come la quasi totale riduzione delle risorse si traduca in un sostanziale azzeramento dell'assistenza
unificata con l'arresto del faticoso processo di informatizzazione degli uffici giudiziari avviato in questi anni, tanto nei settori penali che civili.

7.PRESIDENTE DI SEZIONE DEL TRIBUNALE DI MILANO: "COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA TI NOMINERÒÒÒ….."
Con una delibera del 24 luglio 2002 il CSM aveva conferito a maggioranza il posto di presidente di sezione del tribunale di Milano al dott. ENRICO TRANFA (giudice del Trib. di Milano), mentre la minoranza del plenum si era espressa in favore del dott. RAFFAELE MARTORELLI (Trib. Milano).
A seguito di ricorso del candidato soccombente sia il TAR Lazio che il Consiglio di Stato annullavano la delibera affermando il principio secondo il quale "il procedimento di conferimento delle funzioni semidirettive ai magistrati, essendo rivolto ad individuare il candidato maggiormente idoneo a ricoprire il posto, implica necessariamente che i requisiti attitudinali e di merito siano valutati in modo analitico per tutti i candidati, ed in particolare per coloro che raggiungano il massimo del punteggio o punteggi poco differenziati, con una coerente graduazione, per ciascuna voce, del risultato delle valutazioni……ciò esclude l'ammissibilità di un raffronto che - come nel caso di specie - sarebbe avvenuto in modo implicito…….richiedendosi un'espressa comparazione dei requisiti riconosciuti ai candidati, con riferimento a ciascuno dei tre parametri stabiliti, ai fini della valutazione ponderata degli stessi in rapporto allo specifico ufficio semidirettivo oggetto del conferimento".
La decisione, molto rilevante, ha imposto al Consiglio una rivisitazione delle prassi valutative in sede di concorsi per incarichi semidirettivi, confermando la tesi (sin qui inutilmente sostenuta in materia dai consiglieri del Movimento), della necessità di operare valutazioni comparative tra gli aspiranti (in precedenza messa).
Ancora una volta, però, si sono affrontate due proposte ed ancora una volta ha prevalso quella a favore del dott. TRANFA con 13 voti (Unicost, MI, Laici del Polo, Favara) su quella a favore del dott. MARTORELLI cui sono andati 8 voti (Movimenti, MD, Berlinguer), astenuto Rognoni.
Secondo la proposta di maggioranza, il dott. TRANFA (con 10 punti d'anzianità) prevale sul dott. MARTORELLI (con punti 9,5 d'anzianità) per la maggiore attitudine (punti 4) avendo il dott. Tranfa una più "variegata" esperienza professionale (giudice civile e penale, con presidenza di collegi al tribunale e GIP), avendo collaborato alla organizzazione dell'ufficio GIP di nuova costituzione ed essendo stato inserito in una commissione di cinque GIP per la formazione del progetto organizzativo di quell'ufficio.
Il dott. MARTORELLI, pretore civile e penale nonché giudice penale con pluriennale presidenza di collegi di importanti processi penali in materia di criminalità organizzata e reati contro la pubblica amministrazione ed ha altresì presieduto di fatto una sezione per oltre due anni con lusinghieri risultati è stato ritenuto, nella proposta di maggioranza, meritevole di un punteggio inferiore attitudinale (punti 3) che del tutto ingiustificatamente penalizza e mortifica la sua indiscussa capacità professionale ed attitudine specifica rispetto al posto in discussione.
Nella motivazione di maggioranza è stata stigmatizzata la sua prolungata permanenza presso una sezione penale, e questo pochi giorni dopo aver valorizzato la più lunga permanenza di un magistrato presso una sezione gip/gup (v. notiziario del 16.1.2006).
Non l'avremmo mai creduto ma l'ormai remoto motivo di Tony Dallara è ancora cantato a squarciagola perlomeno nel Consiglio.

8.ALTRI INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Altra decisione plenaria ha riguardato la copertura del posto di Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Caltanissetta.
Il plenum del 26 gennaio 2006 ha affrontato l'esame delle due proposte alternative della Quinta Commissione: quella di maggioranza (4 voti in commissione: Salvi, De Nunzio, Meliadò, Di Federico) in favore del dottor AMEDEO BERTONE (p.m. Catania), ha riportato - all'esito di un contrastato dibattito di plenum - 12 voti (Unicost, MD e Schietroma); quella di minoranza (1 voto in commissione: Lo Voi) in favore del dottor BIAGIO INSACCO (Appello Palermo), ha riportato 8 voti (MI, Mov. Buccico, Ventura Sarno, Spangher); 3 le astensioni (Rognoni, Caldarera, Berlinguer).
Si trattava di due candidati dall'ottimo profilo professionale (al riguardo non si è registrato nel dibattito di plenum alcun contrasto) e, nella proposta di maggioranza, il più giovane dottor BERTONE è stato preferito al dottor INSACCO, in ragione di un punteggio aggiuntivo maturato a seguito del suo trasferimento d'ufficio alla Procura di Catania, all'epoca sede disagiata.
A nulla è valso il rilievo, che pure è stato con forza argomentativa prospettato nei lavori di Commissione, che il trasferimento a Catania del dottor BERTONE costituiva per lo stesso un rientro nella sua sede di provenienza e, quindi, tutt'altro che un sacrificio: il rispetto della circolare imponeva l'attribuzione del punteggio (e, d'altra parte, il dottor BERTONE si era messo a disposizione per un trasferimento "d'ufficio", in mancanza di altri aspiranti ed aveva lasciato un prestigioso ufficio come la direzione nazionale antimafia).
Per tali ragioni in una precedente votazione di commissione il Movimento (cons. Fici) aveva votato in favore del dottor BERTONE, pur restando sacrificato l'altro brillante concorrente, in favore del quale si erano espressi altri in commissione (Berlinguer, Mammone e Buccico).
"Dura lex sed lex" ha dovuto prendere atto il dottor INSACCO.
Senonché, in epoca successiva alla prima proposta della Quinta Commissione (3 voti per Insacco e 3 voti per Bertone) quest'ultimo, proposto per il posto (più gradito) di sostituto procuratore generale presso la Procura Generale di Catania, ha revocato la relativa domanda, senza fare attenzione alla revoca implicita che ne derivava anche del posto di procuratore aggiunto di Caltanissetta.
Una regola severa (anche se ribadita in neretto nel bando e, sempre in neretto, per richiamare l'attenzione, nelle stesse comunicazioni che vengono sottoposte all'attenzione dei proposti), ma imposta da esigenze di funzionalità del Consiglio (regola successivamente modificata e resa meno drastica), sempre applicata nei lavori della Terza Commissione e qualche mese addietro applicata anche dalla Quinta Commissione (posto di presidente di sezione del Tribunale di Palermo, proposto dottor Scaduto, ritenuto implicitamente revocante per l'intervenuta sua revoca per il posto di sostituto procuratore della Repubblica di Caltanissetta).
"Dura lex sed lex" avrebbe dovuto essere anche per il dottor BERTONE; ma non è stato così.
E' per questo che i consiglieri del Movimento hanno votato per la proposta di minoranza in favore del dottor INSACCO, sul presupposto dell'intervenuta revoca (implicita) del dottor BERTONE e pur non condividendo quella superflua parte della motivazione, in cui il relatore della proposta ha ritenuto, per completezza, di valutare anche il dottor BERTONE (la cui domanda doveva essere ritenuta decaduta), attribuendo allo stesso un punteggio inferiore a quello attribuito al dottor Insacco.
Una questione apparentemente complessa, con riferimento alla quale si rimanda - per coloro che volessero approfondire - alle articolate proposte alternative ed al dibattito di plenum.
Designazioni unanimi invece per il dott. FRANCESCO MARIA CARUSO (Appello Caltanissetta) per Presidente di sezione del Tribunale di Ferrara, per il dott. PIERLUIGI STOLFI a Presidente di sezione del Tribunale di Lodi, per il dott. EDMONDO BRUTI LIBERATI (sost. proc. gen. Milano) a Procuratore aggiunto a Milano.

9.FUORI RUOLO
Prorogata la destinazione fuori ruolo della dott.ssa ELISABETTA RISPOLI (dir. gen. affari civili del Ministero della Giustizia) assegnata ad attività di massimazione presso il Servizio studi e massimario della Corte Costituzionale.

10.FINANZIATA PER IL 2006 LA FORMAZIONE DISTRETTUALE PER LA MAGISTRATURA ONORARIA
Come intervenuto in precedenza per la "rete" di formazione decentrata destinata ai magistrati professionali, il plenum ha provveduto a finanziare per il 2006 anche le commissioni per la formazione dei magistrati onorari, stanziando l'importo complessivo di Euro 310.000,00, ripartito proporzionalmente tra i vari distretti di Corte d'Appello.
Si tratta di una realtà operativa positivamente attiva sul territorio, ci cui occorrerà operare una prima verifica anche in funzione di coordinamento trascorsi due anni dalla sua istituzione.

11.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle dei seguenti uffici giudiziari: Procura di Novara, Corte d'Appello di Brescia.
Approvate con osservazioni cui ottemperare le tabelle del Tribunale di Venezia.

12.AMMISSIONI A CORSI INTERNAZIONALI
Ammessi all'incontro di studio di Parigi (30.1-3.2.2006) su "La convenzione europea dei diritti dell'uomo: le modalità nella sua utilizzazione", i colleghi: SILVIA BALDI (Trib. Milano), PAOLA DI NICOLA (Trib. Latina) e VIVIANA ANZIANO (Trib. Napoli).

13.TERMINATE LE PROVE SCRITTE DEL CONCORSO IN MAGISTRATURA
Concluse in settimana a Roma e Milano le prove scritte del concorso per uditore giudiziario.
Rispetto alle attese (circa 18000 ammessi agli scritti), si sono presentati in 5998 ed hanno consegnato in poco più di 4000.
Si tratta di un numero inferiore alle attese, ma comunque molto elevato, atteso che negli ultimi due concorsi non si era superato il numero massimo di 2000 consegne.
I lavori della commissione pertanto non potranno ragionevolmente concludersi prima di dodici mesi.
Da rilevare che per la prima volta si accederà alla magistratura senza aver redatto un tema di diritto privato, poiché il sorteggio ha "privilegiato" tracce di diritto amministrativo e diritto penale, che qui si riportano di seguito:
I) Individuati i caratteri del giudicato amministrativo si prendano in esame gli effetti del giudicato amministrativo di annullamento degli atti della procedura espropriativa sulla reintegrazione dei diritti reali lesi, senza trascurare la ricognizione dei successivi poteri della PA.
II) L'incidenza del diritto comunitario sul diritto penale e gli strumenti del giudice nazionale in caso di contrasto tra la norma interna e quella comunitaria. Valuti il candidato la compatibilità dell'art 4 comma 4 bis della legge 301(o 401) del 1989 introdotto (l'art 4 ) dalla finanziaria del 2000 con il principio di libero stabilimento e di libera prestazione di servizi.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Proposto all'unanimità per l'incarico di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Brescia il dott. ANGELO AUGUSTO BITONTE (Consigliere Corte d'Appello di Brescia).
Per il posto di Presidente di sezione del Tribunale di Trani il dott. ANTONIO GAGLIARDI (Consigliere Corte d'Appello di Bari).

Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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