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SOMMARIO
1.IL COMMIATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CON IL C.S.M.
2.NOMINATO IL NUOVO PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE
3.SULL’APPLICAZIONE DEL LIMITE DI DECENNALITA’ TABELLARE
4.INCARICHI DIRETTIVI (PRES. C. APP. ANCONA; PRES. T. CAGLIARI; PRES. T. CASALE MONFERRATO; PRES. T. LANUSEI; PROC.NICOSIA; PROC.PRATO; PROC.VERCELLI)
5.SULLE MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DEI CONCORSI AI FINI DELLA MOBILITA’ INTERNA AGLI UFFICI
6.ALLA PARTENZA IL NUOVO PROGETTO DI “SCAMBIO” EUROPEO DEI MAGISTRATI
7.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
8.INTERPELLO PER IL PRIMO CORSO CIVILE DI FORMAZIONE A DISTANZA
9.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
10.NUOVE DESIGNAZIONI AL COMITATO SCIENTIFICO
DALLE COMMISSIONI

Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1.IL COMMIATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CON IL C.S.M.
In occasione di un plenum straordinario del Consiglio del 26 aprile, il Presidente della Repubblica Azelio Ciampi, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, ha presieduto per l’ultima volta l’organo di governo autonomo della magistratura. Rivolgendo un indirizzo di saluto al C.S.M.
Qui di seguito alcuni passaggi essenziali del discorso del Presidinte della Repubblica:
''Il paese deve potere contare sulla serenità, sulla riservatezza e sul superiore equilibrio del magistrato, e per questo è necessaria una particolare attenzione alla necessità di non alimentare tensioni, evitando reazioni emotive anche davanti ad attacchi ritenuti ingiusti, diretti sia a singoli magistrati sia all'intero ordine giudiziario.
Da sempre i magistrati hanno mostrato coraggio civile e fisico: lo attesta il lungo e glorioso elenco di coloro che sono giunti al sacrificio della vita per garantire la legalità, poiché la giustizia è valore fondante della nostra democrazia.
Sta per concludersi il mio mandato presidenziale e debbo dichiarare che il mio più grande rammarico è quello di non aver visto avviato a soluzione il problema della durata del processo, che obiettivamente incide sulla credibilità stessa dello stato.
Non si ripeterà mai abbastanza che la giustizia ritardata è giustizia denegata, con grande perdita di fiducia da parte dei cittadini.
I magistrati devono assolvere con senso di responsabilità, con solerzia e con doveroso riserbo l'alta funzione di interpretazione e applicazione della legge.
Il magistrato deve parlare con i suoi atti ed essere consapevole dei limiti che le norme etiche, non solo quelle scritte, impongono alle sue presenze e ai suoi comportamenti anche fuori delle aule di giustizia. Il giusto orgoglio di essere magistrato coniugandosi con la riservatezza e l'umiltà nell'esercizio del suo alto ufficio e nella sua stessa condotta di vita, troverà rispondenza nella stima e nel rispetto dei propri concittadini.
Se l'intangibilità dei principi di autonomia e indipendenza della magistratura deve essere sempre fuori discussione, tuttavia le norme dettate dalla Costituzione affinchè i magistrati possano svolgere senza condizionamenti i loro compiti non debbono divenire motivo di orgoglio esteriore.
In tal senso il Csm non può esimersi da un'opera di attenta vigilanza sul momento deontologico dell'attività dei magistrati, perchè il magistrato non soltanto deve essere indipendente e autonomo, ma deve anche apparire tale, adeguando a questa esigenza il suo comportamento in ogni occasione, anche al di fuori dell'esercizio delle sue funzioni. La giustizia è connotato essenziale della vita dello Stato e in essa forma e sostanza debbono necessariamente coincidere''.
Il vicepresidente Rognoni, intervenendo subito dopo il discorso di Ciampi, ascoltato ''con intensa emozione e con animo profondamente grato'', ha ricordato “le molte e importanti ragioni per ringraziare il presidente'' e la consapevolezza che per tutto il periodo in cui si è sviluppata l’attività del Consiglio “non è mai mancata la percezione di avere su di noi l'attenzione serena, esigente e partecipe del Capo dello Stato''.
Rognoni ha sottolineato ''la doverosa ricerca dell'intesa, dell'armonia e della collaborazione tra tutti i responsabili di pubbliche funzioni'' che è stata ''costantemente enunciata e praticata dal presidente Ciampi'', anche in riferimento alla giustizia. Richiami che il Csm ha avvertito, ha aggiunto, ricordando come proprio in questo ambito si siano collocati ''i pareri su progetti legislativi che il Consiglio ha doverosamente prospettato al Guardasigilli''.
Rognoni si è anche detto “ben consapevole delle difficoltà incontrate per certi meccanismi delle nostre procedure, e non solo'', e proprio per questo ha giudicato ''proficui'' i rilievi che Ciampi ha rivolto al Consiglio: ''rilievi critici ma anche di incoraggiamento e sprone per superare ostacoli e ritardi nel nostro lavoro''.

2.NOMINATO IL NUOVO PROCURATORE GENERALE DELLA CASSAZIONE
Nel medesimo plenum del 26 aprile è stato nominato all’unanimità nuovo Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione il dott. MARIO DELLI PRISCOLI (Procuratore aggiunto della Cassazione).
Si tratta di un magistrato di comprovata esperienza (D.M. 31.3.1958) che dopo sei anni di permanenza presso il Tribunale di Roma con funzioni di presidente di sezione (dove ha ricoperto l’incarico di direttore dell’Ufficio Documentazione e Automazione (UDA), è approdato nel 1992 alla Procura generale presso la Cassazione con funzioni di sostituto procuratore generale, per poi passare a presidente di sezione nel 1998 e, da ultimo nel 2004, alle funzioni di Procuratore Generale aggiunto presso la Corte di Cassazione.
Da menzionare ulteriormente l’incarico ricoperto di vice direttore del settore civile del Massimario e, quindi di tutto l’ufficio del Massimario dal maggio del 2001.
Un curriculum professionale che gli ha garantito lo convinta adesione dell’intero plenum del Consiglio, di cui il dott. Delli Priscoli da oggi fa parte quale membro di diritto.

3.SULL’APPLICAZIONE DEL LIMITE DI DECENNALITA’ TABELLARE
In una complessa fase intermedia, in cui non sono ancora vigenti una serie di nuove disposizioni previste dai decreti legislativi attuativi della delega ordinamentale, si intensifica la formulazione di quesiti di carattere organizzativo, con cui il Consiglio viene sollecitato a fornire indicazioni utili per la predisposizione dei programmi tabellari.
Da ultimo, il Presidente del Tribunale di Roma ha chiesto al Consiglio di specificare la compatibilità della previsione che limita a dieci anni la permanenza nella medesima posizione tabellare, con quanto previsto dalla riforma ordinamentale a tal proposito:
Qui di seguito la delibera approvata dal plenum in argomento:
“Il Consiglio,
- vista la nota n. 15252 in data 12.12.2005 con cui il Presidente del Tribunale di Roma
PREMESSO
che in relazione al punto della circolare sulle tabelle (paragrafo 46) che vieta la permanenza ultradecennale soprattutto in determinate sezioni (del contenzioso di famiglia, societario, fallimentare), è stato sollevato il problema della compatibilità di tale prescrizione con quelle della legge delega sull'ordinamento giudiziario;
che, infatti, alcuni magistrati hanno rilevato che la situazione è profondamente mutata a seguito delle riforma sull'ordinamento giudiziario perchè l'art. 2 comma 9 lett. h) della legge delega dispone che, "in deroga al regime ordinario di cui al comma 1 lett. r), i magistrati i quali, alla data di efficacia del primo dei decreti legislativi, emanati nell'esercizio della delega, abbiano compiuto il periodo di dieci anni di permanenza nell'incarico dello stesso ufficio, possono permanervi, nei limiti stabiliti dalla normativa vigente e dai commi 29 e 30, fermo restando che, una volta ottenuto il passaggio ad altro incarico o il tramutamento eventualmente richiesto, si applicano le norme di cui al citato comma 1 lett. r)”.
Chiede di conoscere l'avviso del Consiglio Superiore sulla problematica in questione.
OSSERVA
La norma in questione è contenuta nella legge di delega al Governo per la riforma dell'Ordinamento Giudiziario e reca i criteri secondo cui il legislatore delegato dovrà attenersi in materia di ultradecennalità dei magistrati presso lo stesso ufficio.
Essa non ha efficacia precettiva diversa da quella di principio cui deve attenersi il legislatore delegato e ogni attività interpretativa deve necessariamente essere rinviata allorquando entrerà in vigore il relativo decreto legislativo delegato (n.b.: il 22 giugno 2006).
Allo stato trova applicazione la normativa di cui al paragrafo 46 della circolare consiliare sulla formazione delle tabelle di organizzazione degli uffici giudiziari per i magistrati ultradecennali;
delibera
di rispondere al quesito posto dal Presidente del Tribunale di Roma come in parte motiva.”

4.INCARICHI DIRETTIVI (PRES. C. APP. ANCONA; PRES. T. CAGLIARI; PRES. T. CASALE MONFERRATO; PRES. T. LANUSEI; PROC.NICOSIA; PROC.PRATO; PROC.VERCELLI
Nomina “ai calci di rigore” per il nuovo Presidente della Corte d’Appello di Ancona.
Terminati a parità di voti dopo un primo ballottaggio i due candidati proposti dalla commissione con 11 voti a testa: il dott. MARIO BUFFA (Presidente di sezione della Corte d’Appello di Lecce), cui sono andati i voti di MD, Movimento, Berlinguer, Marvulli, Di Federico ed il dott. VINCENZO OILVERI (Presidente di sezione della Corte d’Appello di Palermo), indicato da Unicost, MI, Spangher, Caldarera, Ventura Sarno, analogo risultato si è riproposto anche all’esito del secondo scrutinio.
Di conseguenza, come da regolamento (astenuto Rognoni), l’incarico apicale è stato attribuito al dott. MARIO BUFFA, in quanto più anziano in carriera.
Designazioni unanimi invece per due incarichi apicali in Sardegna: nuovo Presidente del Tribunale di Cagliari è il dott. LEONARDO BONSIGNORE (Presidente del Tribunale di sorveglianza di Cagliari), mentre nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei è il datt. SERGIO GORJAN (Appello Trieste).
Quasi unanime la designazione del nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli: designato il dott. GIORGIO MARIA ANTONIO VITARI (Procuratore di Ivrea), astenuti solo i consiglieri Ventura Sarno, Caldarera e Rognoni.
Per la nomina del nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Prato ha prevalso il dott. PIERO TONY (sost. proc. gen. Firenze), sul dott. RENZO DELL’ANNO (sost. proc. gen. Firenze) cui sono andati soli voti dei cons. Lo Voi e Mammone, astenuto Rognoni.
Ribadita la designazione del dott. CARMELO ZUCCARO all’incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nicosia (attualmente ricoperto) che ha prevalso sul dott. PASQAULINO BRUNO (Trib. Enna), cui sono andati solo i voti dei cons. Lo Voi, Mammone e Di Federico (astenuti Caldarera e Rognoni), dopo l’annullamento da parte del giudice amministrativo della precedente delibera di nomina del 9.5.2001.

5.SULLE MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DEI CONCORSI AI FINI DELLA MOBILITA’ INTERNA AGLI UFFICI
Nel rispondere ad un quesito specifico, il plenum ha approvato una delibera (che si riporta di seguito) che chiarisce le modalità di scelta da adottare per i concorsi all'interno del medesimo ufficio cui siano stati assegnati più uditori.
Le valutazioni operate possono costituire una "guida" utile per i giovani colleghi (ma anche per tutti i magistrati che si vengono a trovare in analoga situazione a seguito di trasferimento “plurale” ad altro ufficio), atteso che le conseguenze che differenziano (in specie quanto alla successiva possibilità di partecipare a concorsi interni) l'assegnazione d'ufficio o l'assegnazione a domanda spostano la legittimazione rispettivamente da un anno a due anni.
“ Il Consiglio, visto il quesito avanzato dal Consiglio Giudiziario di Milano per il tramite del Presidente della Corte di Appello di Milano, concernente il criterio da adottare per l'assegnazione di più uditori giudiziari destinati al medesimo ufficio, con particolare riferimento alla natura della assegnazione;
OSSERVA
La materia dell'assegnazione degli uditori giudiziari con funzioni al singolo ufficio nell'ambito della sede scelta è disciplinata al par. 45 Circolare. La normativa in questione è tesa a salvaguardare la corretta formazione del magistrato sì da consentirgli di conoscere in tempo utile (prima della fase di tirocinio cd "mirato") le funzioni che concretamente svolgerà nella sede di destinazione: in tale ottica si spiega la disciplina di cui al par. 45.2 che indica tempi celeri per l'espletamento di un concorso interno, non appena viene pubblicato l'elenco delle sedi da assegnare agli uditori, in modo che i posti vacanti (che non potranno essere quelli che per disposizione normativa non possono essere assegnati agli uditori giudiziari) saranno destinati agli uditori.
La ratio indicata è, poi, sottolineata dalla disposizione diretta al dirigente dell'ufficio che dovrà comunicare l'esito del concorso e relativa variazione tabellare "senza indugio al Consiglio Superiore, al Consiglio Giudiziario competente ed agli uditori interessati".
La disposizione di chiusura della materia (par. 45.3) prevede che le proposte così formulate sono vincolanti e non possono essere successivamente modificate o derogate se non per gravi motivi di servizio dell'ufficio o di salute del magistrato non altrimenti superabili (comunque una modifica del genere dovrà essere comunicata al Consiglio distrettuale per gli uditori giudiziari ed al Consiglio Superiore, che se non la ritiene giustificata, annulla la decisione).
Una volta individuati posti da assegnare agli uditori, nel rispetto della disciplina prevista dal citato par. 45 della Circolare e quindi all'esito del concorso interno, si pone l'esigenza di assegnare gli uditori giudiziari ai posti rimasti vacanti.
E' evidente che nessun problema interpretativo si pone se è solo un uditore ad essere assegnato all'ufficio. Infatti questi sarà destinato al posto rimasto vacante all'esito del concorso interno senza alcuna possibilità di scelta.
L'ipotesi in questione è evidentemente assoggettata alla disciplina della assegnazione d'ufficio e come tale seguirà il regime giuridico proprio delle assegnazioni d'ufficio (ivi compreso quanto previsto dal par. 36 in materia di legittimazione nell'ambito dei successivi concorsi interni).
Discorso diverso si pone allorquando siano più gli uditori assegnati ad un ufficio. Infatti i posti vacanti all'esito del concorso interno saranno più di uno, il che comporterà una attività da parte del dirigente dell'ufficio tesa ad individuare l'assegnazione del singolo uditore giudiziario al singolo posto vacante. Tale attività non potrà che essere improntata ai principi generali in materia di assegnazioni di posti ai magistrati dell'ufficio. In tal senso una volta assegnata la sede agli uditori il dirigente dell'ufficio dovrà interpellare gli uditori destinati all'ufficio circa la loro volontà rispetto alla assegnazione dei posti disponibili.
In tal modo a seconda delle preferenze indicate e relativo ordine di priorità potrà determinarsi una situazione in base alla quale ogni uditore viene assegnato al posto richiesto, ovvero che più uditori richiedono lo stesso posto. Il dirigente non potrà che attenersi alle regole generali previste per i concorsi interni in modo da assegnare le sedi tenendo conto delle preferenze ed in caso di più richieste per lo stesso posto dei criteri previsti dal par. 37 Circolare (nel caso di specie unicamente a quello dell'anzianità di ruolo).
Risulta chiaro che il regime giuridico proprio della assegnazione del singolo uditore risulterà a domanda o d'ufficio a seconda se ha richiesto o meno il posto assegnatogli.
Ultima notazione è da fare circa le modalità di svolgimento di questa sorta di "concorso" per uditori. Le particolari circostanze non consentono di prevedere un formale bando notificato agli interessati proprio per ragioni di celerità. Di talchè è il dirigente dell'ufficio che dovrà adottare la procedura che ritiene opportuna purché risulti in modo chiaro se i posti sono stati assegnati a prescindere da una manifestazione di volontà ovvero se l'uditore è stato assegnato a posto per il quale ha manifestato una preferenza;
delibera di rispondere come in parte motiva.”

6.ALLA PARTENZA IL NUOVO PROGETTO DI “SCAMBIO” EUROPEO DEI MAGISTRATI
Dopo il lusinghiero successo riscontrato nel 2005 dall’iniziativa di “scambio” di magistrati all’interno dell’U.E. (l’Italia ne è stata leader con il più alto numero di partecipanti), anche per il 2006 il C.S.M., nell’ambito di un progetto che ha l’egida della Rete Europea di formazione giudiziaria, ripropone l’interpello ai magistrati che intendano offrire la loro disponibilità per “stages” presso uffici giudiziari stranieri.
Per il 2006 il numero dei magistrati ammessi agli stages è incrementato sino a 32, di cui 7 (per un periodo di tre settimane) riservati a magistrati con un'anzianità di servizio inferiore a tre anni dalla data di immissione nel possesso delle funzioni, e 25 (per un periodo di due settimane) riservati a magistrati con anzianità superiore a tre anni.
Le domande di partecipazione a quello che si suole definire come “Erasmus dei magistrati” (su un modulo già trasmesso in lista), da presentarsi entro il 15 maggio, dovranno ricomprendere l'indicazione dei paesi comunitari di preferenza (tra: Germania, Lettonia, Austria, Olanda, Belgio, Portogallo, Spagna, Romania, Finlandia, Slovacchia e Francia) oltre alla conoscenza della lingua abbinata al paese ospitante.

7.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Nomina unanime per FRANCO MESSINA (Trib. Trapani) a Presidente di sezione del Tribunale di Agrigento, mentre molto più complessa si è rivelata la nomina di due posti a concorso di Presidente di sezione del Tribunale di Venezia.
Tre le originarie proposte: mentre tutte comprendevano il dott. MAURIZIO GIONFRIDA (Trib. Padova), per la seconda indicazione le proposte erano in favore del dott. GIAN MARIA PIETROGRANDE (Appello Venezia), della dott.ssa DANIELA PERDIBON (Appello Venezia) e del dott. CESARE ALBANELLO BUSETTO (Appello Venezia).
Acclarata la nomina del dott. Gionfrida, assoluta incertezza si profilava per la seconda nomina.
Dopo due successive votazioni in cui la proposta in favore del dott. Pietrogrande riportava 9 voti (Unicost, Spangher, Ventura Sarno, Caldarera), quella in favore della dott.ssa Perdibon 9 voti (MD, Movimento, Berlinguer) e quella in favore del dott. Albanello Busetto 2 voti (Lo Voi e Mammone), si procedeva ad una successivo ballottaggio tra le due proposte più votate che - ove confermata la situazione di parità - avrebbe comportato la nomina della dott.ssa Perdibon in quanto più anziana in carriera.
Confermati tutti i voti precedentemente espressi, all’astensione del cons. Lo Voi (in uno a quella del vicepresidente Rognoni), faceva riscontro il voto del cons. Mammone in favore del dott. Pietrogrande, che risultava pertanto designato nell’incarico semidirettivo per 10 voti a 9 sulla dott.ssa Perdibon.

8.INTERPELLO PER IL PRIMO CORSO CIVILE DI FORMAZIONE A DISTANZA
Approvato dal plenum, dopo l’avvio sperimentale di analoga iniziativa nel settore penale sul tema “Il giudizio d’appello”, anche l’interpello per acquisire le disponibilità alla partecipazione ad un corso di formazione a distanza (e-learning) in materia penale, sul tema “La consulenza tecnica d’ufficio”.
Anche per questa seconda iniziativa sperimentale, di cui verranno monitorati i risultati in un incontro corale nel mese di luglio, si verificherà l’utilità metodologica di questa innovativa offerta formativa.
Il programma del corso si incentra su quattro "schede" illustrative di altrettanti profili tematici, che verranno inserite in apposito spazio sul sito web del C.S.M., in virtù di un link accessibile mediante password unicamente ai (30) magistrati ammessi alla partecipazione al corso provvisti di accesso ad internet sul personal computer.
Il primo punto riguarda la selezione del perito: in un'apposita scheda informativa si darà conto della posizione dottrinale che ritiene attuabile, almeno nelle controversie relative a diritti disponibili, una designazione convenzionale delle parti che abbia efficacia regolarmente cogente per il giudice.
Il secondo punto riguarda il ruolo e la funzione del consulente tecnico di parte, che appare una variabile dipendente di premesse alcune delle quali si pongono rispondendo in un senso o nell'altro a domande rivenienti da questioni più generali.
Il terzo punto riguarda la relazione corrente tra il procedimento di consulenza tecnica e l' istruzione probatoria entro la quale
il sub-procedimento si svolge; in particolare, si valutano le eventuali ripercussioni delle preclusioni maturate in fase istruttoria sui dati informativi disponibili dal perito.
Il quarto punto riguarda la motivazione della decisione, recettiva o meno che sia dell' opinione del perito e il suo controllo.
Le domande di partecipazione al corso (riservato a magistrati con funzioni di primo grado nel settore civile), sulla base di un modello già trasmesso in lista, scadono il 10 magio.

9.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate (con osservazioni) le tabelle per il biennio 2004/2005 del Tribunale di Macerata.
L’approvazione del programma organizzativo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Messina segna l’inizio dell’ esame dei programmi organizzativi per il biennio 2006/2007.

10.NUOVE DESIGNAZIONI AL COMITATO SCIENTIFICO
Con designazione unanime dei colleghi MARCO ALMA (Trib. Milano) e FILIPPO SPIEZIA (p.m. Salerno), si è integrata la composizione del Comitato Scientifico per il settore penale.

DALLE COMMISSIONI
TERZA COMMISSIONE
Pubblicate sul sito del CSM, dopo le graduatorie per i posti a trasferimento di secondo grado, anche quelle relative ai posti di primo grado pubblicati nel dicembre 2005.
Da rilevare il numero particolarmente elevato delle domande: 1860 magistrati hanno presentato richiesta di trasferimento per un totale di 5371 posti richiesti (nell’ultimo bollettino vi erano state 1593 domande per 4256 posti).

QUINTA COMMISSIONE
Proposte unanimi della commissione per:
GIOVANNI TINEBRA (f.r. quale capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) per Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catania;
VITTORIO PERILLO (Trib. Salerno) per Presidente di sezione del Tribunale di Nocera Inferiore;
ALDO NAPOLEONE (Pres. sez. Trib. Bari) e FRANCESCO MONTARULI (Appello Bari) per due posti di Presidente di sezione della Corte d’Appello di Bari.
RENZO PAOLO PACHER (Appello Bolzano) per Presidente di sezione della Corte d'Appello di Bolzano.
Ormai consuete (e prevalenti) divisioni della commissione per le successive proposte:
Per l’incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna proposto con quattro voti (De Nunzio, Lo Voi, Meliadò e Di Federico) il dott. ROBERTO MESCOLINI (sost. proc. gen. Bologna) mentre due voti (Berlinguer e Salvi) sono andati al dott. GIOVANNI COLANGELO (Proc. aggiunto Bari).
Per l’incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Montepulciano proposto con cinque voti (De Nunzio, Lo Voi, Meliadò, Di Federico e Berlinguer) il dott. PIETRO ALLOTTA (p.m. Latina) mentre un voto (Salvi) è andato al dott. GIUSEPPE PACI (Trib. Montepulciano).

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