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SOMMARIO
1.SULL’ORGANIZZAZIONE INTERNA DELL’UFFICIO DI PROCURA
2.INCARICHI DIRETTIVI: ANCORA TRA ANZIANITA’ E SPECIALIZZAZIONE
3.SUL COMPUTO DELLA LEGITTIMAZIONE AI FINI DEL TRASFERIMENTO
4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5.FUORI RUOLO
6.IN VISITA AL C.S.M. I COLLEGHI DEL CONSIGLIO SPAGNOLO
7.L’INCONTRO DEDICATO AI FORMATORI DELLA MAGISTRATURA ONORARIA
8.SUGLI INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI NELLE FEDERAZIONI SPORTIVE
9.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
10.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
11.CORSO DI FORMAZIONE CON L’A.B.I. IN MATERIA DI LAVORO
12.SUL NUMERO DI PROVE SOSTENIBILI DAL CANDIDATO NEL CONCORSO PER UDITORE
DALLE COMMISSIONI
Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1.SULL’ORGANIZZAZIONE INTERNA DELL’UFFICIO DI PROCURA
Rispondendo ad un quesito formulato dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, il plenum del CSM, con una delibera adottata con la sola astensione dei cons. Mammone, Lo Voi, Di Federico e Rognoni, ha operato alcune puntualizzazioni con specifico riferimento sia ai tempi di permanenza nei gruppi di lavoro, sia al nuovo assetto prefigurato dal decreto legislativo pubblicato a seguito della riforma ordinamentale, che possono essere di utilità a quanti operano all'interno degli uffici requirenti, in questi giorni impegnati nel procedimento di predisposizione del programma organizzativo per il prossimo biennio:
“Il Consiglio,
- vista la nota n. 692 del 27.3.2006 con cui il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, nella fase di elaborazione del programma organizzativo dell'ufficio secondo le direttive previste dalla circolare consiliare in materia di tabelle degli uffici giudiziari per il biennio 2006/2007, chiede di conoscere:
1) se nella predisposizione del programma organizzativo degli uffici di Procura debbasi fare riferimento alle previsioni normative comprese nel Decreto Legislativo 20 febbraio 2006 n.106, avente ad oggetto "Disposizioni in materia di riorganizzazione dell'ufficio del pubblico ministero, a norma dell'art.1, comma 1 lettera D della legge 25 luglio 2005, n.150";
2) se il disposto di cui alla lettera "r" del comma 1 dell'art.2 della legge n.150/2005, che prevede che "il magistrato possa rimanere in servizio presso lo stesso ufficio svolgendo il medesimo incarico per un periodo massimo di 10 anni" sia riferibile solo ai magistrati giudicanti ovvero anche per quelli inquirenti (ivi compresi i Procuratori aggiunti);
3) come debba intendersi il limite da evitare di "periodi eccessivamente prolungati" di permanenza nelle medesime funzioni per i magistrati dell'ufficio del pubblico ministero previsto dal paragrafo 64 punti 1 e 7 della circolare consiliare summenzionata che, se rigorosamente riferito alla situazione della Procura della Repubblica di Torino, in cui molti sostituti (ed alcuni Procuratori aggiunti) hanno superato il limite di permanenza di otto anni nel settore specializzato di riferimento, potrebbe determinare una situazione di diseconomia organizzativa senza vantaggi per la funzionalità del servizio.
OSSERVA
- nella predisposizione del programma organizzativo dell'Ufficio di Procura per il biennio 2006/2007 non può farsi riferimento alle previsioni normative del Decreto Legislativo 20 febbraio 2006 n.106, avente ad oggetto "Disposizioni in materia di riorganizzazione dell'ufficio del pubblico ministero, atteso che lo stesso non è ancora vigente per cui devesi far riferimento a quanto statuito nella circolare consiliare in materia di tabelle degli Uffici Giudiziari, per il biennio 2006/2007.
- con riferimento alla norma richiamata dal Procuratore di Torino, contenuta nella legge di delega al Governo per la riforma dell'Ordinamento Giudiziario, regolante i criteri secondo cui il legislatore delegato dovrà attenersi in materia di ultradecennalità dei magistrati presso lo stesso ufficio, come già deliberato da questo Consiglio (v. per tutte delibera n. 364/FT/2006 in risposta a nota del dott. Gaggiotti, consigliere della Corte di Appello di Ancona) ogni attività interpretativa deve necessariamente essere rinviata allorquando entrerà in vigore il relativo decreto legislativo delegato; - quanto infine al quesito interpretativo correlato alla norma della circolare diretta a contemperare le esigenze di specializzazione interne agli uffici di Procura con la rotazione periodica dei magistrati diretta a favorire l'acquisizione di una professionalità comune a tutti i pubblici ministeri all'interno dell'ufficio (par. 64.1), va rilevato come in assenza di una specifica indicazione del periodo di massima permanenza dei sostituti all'interno di gruppi di lavoro specializzati, il dirigente dell'ufficio debba prevedere un limite temporale di destinazione al medesimo settore che possa ritenersi corrispondente all'acquisizione di un'adeguata specializzazione, senza debordare in "periodi eccessivamente prolungati", come previsto dal par. 64.7 della circolare medesima.
Trattasi di una previsione che rientra nella discrezionalità del Procuratore della Repubblica e che risulta vincolata sia dai principi dettati dalla circolare sia dalla tutela della funzionalità organizzativa dell'ufficio di Procura. Con specifico riferimento a quest'ultimo parametro, cui si ispira tutta la normazione secondaria consiliare in materia tabellare, va segnalato come la (necessaria) preventiva programmazione della rotazione dei sostituti all'interno delle sezioni specializzate consenta di ovviare alle disfunzionalità conseguenti evidenziate nella sua nota dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino ed in ogni caso, a fronte di un paventato eccesso di mobilità interna all'ufficio derivante dalla maturazione simultanea del limite di permanenza all'interno delle sezione da parte di un numero rilevante di sostituti, possa ragionevolmente ricorrersi ad una graduazione nei trasferimenti interni alle sezioni, secondo criteri di priorità cronologica;
delibera di rispondere al quesito del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino come in parte motiva�.

2.INCARICHI DIRETTIVI: ANCORA TRA ANZIANITA’ E SPECIALIZZAZIONE
Non è purtroppo infrequente il confronto, in sede di designazione ad incarichi direttivi, tra chi contrappone comparativamente l’anzianità di servizio alla specifica competenza professionale, e quasi sempre, in virtù delle dinamiche maggioritarie di questa consiliatura, è la prima opzione a prevalere.
Merita pertanto menzione il risultato di una prolungata discussione, per il conferimento dell’incarico direttivo di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Trieste, in cui si sono confrontate le proposte in favore del dott. NUNZIO SARPIETRO (pres. aggiunto gip/gup del Trib. di Trieste), privo di un’esperienza specifica nel settore della sorveglianza, e del dott. PAOLO CANEVELLI (Trib. sorveglianza di Roma), magistrato particolarmente esperto e noto nel settore, in virtù di una professionalità acquisita sia quale p.m. (dirigendo l’ufficio esecuzione della Procura di Roma), sia nel tribunale di sorveglianza che presso il D.A.P., nonché membro di commissioni di studio dedicate all’esecuzione delle pene, organizzatore e relatore di numerosi incontri di studio sui temi della detenzione, dei laboratori di autoformazione per magistrati di sorveglianza, ecc.
Nonostante una (a nostro avviso) evidente maggiore qualificazione attitudinale del dott. Canevelli all’incarico richiesto, il plenum si è impegnato in una prolungata discussione, atteso il sostegno offerto alla posizione del dott. Sampietro (più anziano in carriera di tre anni) dai consiglieri di Unicost, MI e i laici del Polo.
In sede di voto sulla nostra richiesta di ritorno in commissione, per un più approfondito esame circa l’ipotizzabile sussistenza di una situazione di incompatibilità parentale del dott. Sarpietro con riferimento all’ufficio richiesto, si è potuto eludere ( o differire..?) la sua nomina per 12 voti a 11, convergendo sulla richiesta di ritorno in commissione anche il voto dei cons. Marvulli, Delli Priscoli e Rognoni (astenuto Di Federico).

3.SUL COMPUTO DELLA LEGITTIMAZIONE AI FINI DEL TRASFERIMENTO
Rispondendo ad un quesito, il CSM ha approvato una delibera che riepiloga i criteri di computo del periodo di legittimazione dell’uditore (ma enunciando criteri di più ampia portata) ai fini della domanda di trasferimento:
“vista l’istanza in data 8 settembre 2005 con la quale la dott.ssa Alessandra CONVERSO, uditore giudiziario con funzioni di sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, chiede di conoscere i tempi di legittimazione al trasferimento per gli uditori con funzioni in servizio presso la prima sede e se, ai fini della stessa, venga computato il periodo di astensione facoltativa per congedo parentale nonché il meccanismo di computo dei punteggi aggiuntivi;
rilevato che il Consiglio Superiore, già con circolare prot. n. 11233 in data 11 giugno 1999, al punto 9 lett. E, ha stabilito che quando la normativa primaria e le Circolari del Consiglio fanno riferimento a "effettivo esercizio di funzioni o di servizio" non possono essere computati ai fini del periodo minimo di permanenza i periodi di astensione dal lavoro, salvo i periodi di astensione obbligatoria (stante la specifica tutela assicurata dalla legge in tale ambito);
rilevato che tale esegesi, che si impone anche alla luce di quanto già statuito e interpretato per quanto concerne l'art. 1 della L. 2 aprile 1979 n. 97 (relativa alla nomina a magistrato di tribunale): la normativa in materia di avanzamenti in carriera non è improntata al principio della progressione automatica nella qualifica di grado superiore e l'effettivo esercizio delle funzioni costituisce una condizione obiettivamente necessaria per il passaggio alla stessa qualifica superiore, anche ai fini della redazione di un parere del Consiglio Giudiziario, che deve essere reso compiutamente, sulla base di un arco temporale congruo di valutazione della professionalità acquisita dal magistrato; tuttavia lo spostamento in avanti della valutazione di professionalità , anche a causa di assenze dal lavoro legate ad astensione obbligatoria in ossequio delle garanzie di legge, non incide sulla decorrenza della nomina a magistrato di tribunale;
considerato che tale interpretazione del concetto di effettivo esercizio delle funzioni, unitamente alle garanzie previste dalla legge in favore della donna lavoratrice che si astiene obbligatoriamente per gravidanza e maternità , porta a ritenere che per usufruire dei punteggi aggiuntivi previsti dalle circolari del C.S.M. non si possano computare i periodi di astensione, fatta eccezione per quelli di astensione obbligatoria, nonché del computo del beneficio di cui all'art.5 comma 1 L.133, mentre ai fini dei benefici pevisti dall'art.3 L. n.356 e dall'art.5 comma 2 L.133 tutti i periodi di astensione vanno invece calcolati
DELIBERA
di rispondere al quesito nei termini indicati in premessa.�

4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Designazioni unanimi per l’incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Brescia per il dott. AUGUSTO ANGELO BITONTE (Appello Brescia), e per l’incarico di Presidente aggiunto della sezione gip/gup del Tribunale di Venezia in favore della dott.ssa GIULIANA GALASSO (Trib. Padova).
Per l’incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Varese prevalenza del dott. OTTAVIO D’AGOSTINO (Trib. Varese) con 12 voti (Unicost. Laici del Polo, MI) sul dott. OSCAR MAGI (Trib. Milano) che ha riportato 9 voti (MD. Movimento, Berlinguer e Marvulli), astenuto Rognoni.
Per l’incarico di Presidente della sezione gip/gup del Tribunale di Bologna, dopo prolungata discussione, incentratasi sul precedente disciplinare della censura riportata dal dott. FLORIDIA, nell’esercizio delle funzioni di presidente aggiunto della medesima sezione, il plenum ha nominato il dott. GIORGIO GIUSEPPE FLORIDIA (Presidente aggiunto sez. gip/gup Trib. Bologna) con 1 consueti 12 voti (Unicost, laici del Polo, MI) rispetto ai 9 voti (MD, Movimento, Berlinguer, Marvulli) riportati dal dott. LEONARDO GRASSI (sost. proc. gen. Bologna), astenuti Delli Priscoli e Rognoni.

5.FUORI RUOLO
Confermata fuori ruolo la dott.ssa SIMONA MAGNANENSI (assistente alla Corte Costituzionale) al servizio studi e massimario della Corte Costituzionale per un anno;
Prorogato sino al 4.7.2007 il dott. MARIO REMUS nell’incarico di esperto della Rappresentanza permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo;
prorogati sino al 31.7.2006 nella loro attività fuori ruolo quale collaboratore della Commissione parlamentare Mitrokhin il dott. AGOSTINO CORDOVA (cons. Cassazione) e LORENZO MATASSA (p.m. Firenze);
non autorizzato il dott. GIOVANNI SCHIAVON (sost. proc. gen. Cassazione) alla destinazione fuori ruolo quale coordinatore degli uffici presso l’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione, atteso il suo rientro a funzioni giudiziarie dal precedente incarico fuori ruolo di direttore dell’Ispettorato del Ministero della Giustizia da un periodo inferiore ai cinque anni previsti dalla circolare vigente.

6.IN VISITA AL C.S.M. I COLLEGHI DEL CONSIGLIO SPAGNOLO
Nel corso di questa consiliatura il C.S.M. ha accentuato l’attività di scambio di esperienze con gli organi di governo della magistratura presenti in Europa ed in altri continenti, anche a mezzo di un efficiente servizio di relazioni internazionali, che cura l’aggiornamento del panorama ordinamentale extranazionale.
Nell’ultimo anno, dopo viaggi di lavoro di rappresentanze consiliari in Argentina e Francia, ed aver ricevuto delegazioni provenienti dall’Ucraina e dall’ Afganistan, il Consiglio ha ospitato una delegazione del Consejo General del Poder Judicial spagnolo, particolarmente interessato all’organizzazione interna dell’organo di governo autonomo della magistratura italiano, ed anche all’assetto ordinamentale della nostra magistratura onoraria, in vista di un avanzato progetto riformatore diretto ad affiancare in Spagna al già presente giudice di pace (magistrato onorario non professionale con competenza civile contenuta alle controversie di valore non superiore ai 90 Euro), un “giudice di prossimità � con competenze per larga parte comuni al giudice di pace italiano.
Di qualche interesse la prefigurazione di una stabilizzazione a tempo indeterminato di questa nuova figura di magistrato, selezionato tra gli avvocati con sei anni di esperienza professionale, presente solo nelle grandi città , con possibilità di accedere dopo nove anni alla carriera ordinaria.

7.L’INCONTRO DEDICATO AI FORMATORI DELLA MAGISTRATURA ONORARIA
In data 8 e 9 maggio sono convenuti a Roma rappresentanti di tutte le Commissione distrettuali per la formazione della magistratura onoraria, per operare un primo consuntivo delle attività svolte da questa originale struttura “mista�, varata dal C.S.M. nel 2004 e destinata alla maggiore professionalizzazione delle varie componenti della magistratura onoraria.
Si è potuto così riscontrare l’avviamento di un innovativo programma di formazione, da tempo atteso dai magistrati onorari, che ha ricevuto uno specifico apprezzamento anche dal Presidente Ciampi nel corso della sua visita di commiato al CSM, in cui sono state investite risorse finalizzate a molteplici iniziative formative, in cui si è positivamente sperimentata l’obbligatoria partecipazione della componente non togata della giurisdizione.
All’esito di un monitoraggio delle principali problematiche riscontrate, l’ottava commissione si è impegnata ad approntare strumenti di servizio e di comunicazione che consentano una maggiore diffusione delle conoscenze e delle esperienze tra le varie commissioni

8.SUGLI INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI NELLE FEDERAZIONI SPORTIVE
Qualche nota di chiarimento sull'argomento degli incarichi sportivi conferiti a magistrati al fine di valutare compiutamente le relative problematiche.
Com’è noto la disciplina delle autorizzazioni per lo svolgimento d’incarichi sportivi da parte dei magistrati è contenuta nel punto 16 della circolare n. 15207 del 16 dicembre 1987. Tale disposizione prevedeva la possibilità di autorizzazione per funzioni giudicanti “in deroga al punto che precede (-incarichi conferiti da privati- ndr) � mentre il secondo comma contemplava la possibilità di autorizzazione di funzioni requirenti o inquirenti sino alla stagione sportiva 1996/97 ed il terzo comma prevedeva che il Consiglio “po’ definire, sentite le federazioni interessate, il numero massimo dei magistrati autorizzabili, l’ampiezza del loro impegno ed il divieto di trattare vicende o questioni suscettibili di interferenze con l’esercizio delle specifiche funzioni giudiziarie di ciascuno�.
Con delibere in data 28 luglio 1999 e 7 luglio 2004 sono state apportate modifiche. In particolare la delibera del luglio 1999 al fine di favorire la rotazione nell’espletamento degli incarichi di giudice sportivo (confermandosi l’esclusione di incarichi comportanti funzioni requirenti) ha escluso la possibilità di rinnovo di autorizzazioni a magistrati che abbiano prestato tali funzioni per più di cinque anni nel decennio precedente e si è prevista una “moratoria� di cinque anni, decorrenti dall’entrata in vigore della delibera stessa (28 luglio 1999) e scadenti quindi il 28 luglio 2004.
Con la delibera del 7 luglio 2004 si è inteso dare risposta ad alcune sollecitazioni pervenute dal Presidente del CONI riguardanti in particolare: la proroga per almeno altri tre anni del termine quinquennale di “moratoria�; la soppressione di limiti massimi di permanenza per i magistrati nominati ai vertici degli organi apicali della giustizia sportiva; la riammissione dell’autorizzabilità di incarichi sportivi comportanti lo svolgimento di funzioni requirenti.
Il Consiglio ha ribadito la non autorizzabilità allo svolgimento di funzioni requirenti; ha aumentato per gli “incarichi di giustizia sportiva di natura apicale (ovvero di giudice titolare di un ufficio monocratico o di presidente di un collegio giudicante) � il limite di inibizione portandolo da cinque a sette anni nel decennio; ha prorogato il periodo di “moratoria� di due anni per gli incarichi “apicali� e di un anno per gli altri incarichi, termini decorrenti entrambi dalla data di approvazione della delibera stessa (7 luglio 2004). Ne consegue che, secondo tale disposizione, la disciplina dei limiti alla autorizzabilità è operativa dalla data del 7 luglio 2006 per gli incarichi di giudice sportivo “apicali� ed alla data del 7 luglio 2005 per agli altri incarichi di giustizia sportiva.
Come risulta evidente l’attuale disciplina è particolarmente macchinosa (tanto che il Consiglio ha dovuto intervenire con una delibera interpretativa sul meccanismo delle proroghe) ed è il frutto di un evidente compromesso tra la richiesta del CONI di avere la disponibilità di magistrati per la garanzia di imparzialità che gli stessi offrono e la tendenza del consiglio a restringere l’area delle autorizzazioni o comunque creare delle rotazioni per evitare perniciose “incrostazioni�.
In occasione della modifica della circolare sugli incarichi extragiudiziari la proposta proveniente dalla commissione prevedeva la soppressione dei commi 2 e 3 sopra indicati e la sostituzione con il seguente testo “Il numero massimo dei magistrati per i quali è concedibile l’autorizzazione è definito con apposita delibera ogni cinque anni, sentite il CONI e le Federazioni. L’autorizzazione non può essere concessa se il magistrato richiedente ha svolto funzioni di giudice sportivo per oltre cinque anni nel decennio precedente. Non sono autorizzabili gli incarichi di componente degli organi requirenti della giustizia sportiva�.
In sede di plenum il correlatore Mammone ha proposto un emendamento volto a stralciare la disciplina relativa agli incarichi sportivi in quanto “la Commissione non ha dato una risposta esauriente alla problematica sollevata recentemente dal decreto legge 17 ottobre 2003 n. 280 che conferisce agli organi di giustizia sportiva un nuovo ruolo istituzionale, statuendo che gli stessi debbano obbligatoriamente essere aditi prima che possa essere richiesta la pronuncia del giudice amministrativo. Questa particolare e del tutto nuova collocazione istituzionale della giustizia sportiva non è stata adeguatamente valutata dalla Commissione al fine dell’inquadramento degli incarichi sportivi nell’ambito di quelli extragiudiziari�.
L’emendamento Mammone è stato approvato con 11 voti a favore, 3 contrari (Aghina, Arbasino e Fici) e sette astensioni.
Attualmente è in fase di discussione la nuova disciplina sulla base di una articolata richiesta del CONI anche alla luce della disciplina della legge 17 ottobre 2003 n. 280 in tema di “disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva� che ha sancito la autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale.

9.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle 2004/2005 dei seguenti uffici giudiziari: Corte d’Appello di Napoli, Trib. minori Campobasso, Procura minori Campobasso, Procura Generale della Corte d’Appello di Campobasso.
Non approvate le tabelle del Tribunale di Varese.

10.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi all’incontro di studi di Bruxelles (giugno 2006) su “Pene e misure alternative� i dott. MARIA IDA GURGO DI CASTELMENARDO (Trib. sorv. Messina) e SERGIO MARIA SPADARO (p.m. Milano).
Ammesso all’incontro di studi di Wustrau (26.6-1.7) su “Il diritto dei consumatori� il dott. STEFAN TAPPEINER (Trib. Bolzano).

11.CORSO DI FORMAZIONE CON L’A.B.I. IN MATERIA DI LAVORO
Nel quadro di una collaborazione istituzionale volta a promuovere iniziative dirette alla promozione di incontri di interesse comune ai magistrati e agli operatori bancari e facendo seguito alle precedenti iniziative formative già realizzate con l'Associazione Italiana Bancaria, il Consiglio ha organizzato una giornata di studi sul tema “Le controversie di lavoro secondo l'attuale riforma del processo di Cassazione e dell'arbitrato� che si terrà in Roma, presso la sede conferenze del CSM, in data 15 giugno 2006.
Per richiedere la partecipazione all’incontro, riservato ad operatori del settore bancario ed a 50 magistrati di legittimità e di merito, addetti alla materia del lavoro, operanti nel distretto di Roma, è stato diramato un interpello con scadenza 30 maggio 2006.

12.SUL NUMERO DI PROVE SOSTENIBILI DAL CANDIDATO NEL CONCORSO PER UDITORE
In risposta a specifici quesiti, diretti ad accertare la possibilità di sostenere il concorso a seguito della consumazione delle tre prove previste dall’art.126 dell’Ordinamento Giudiziario, conformandosi ad un parere elaborato dall’ufficio studi, il plenum del CSM ha deliberato di rispondere che la dichiarazione di non idoneità al concorso in magistratura si cristallizza al momento della pubblicazione dei risultati delle prove scritte.
La preclusione alla partecipazione al concorso in magistratura non si determina se la terza inidoneità sia resa nota successivamente alla data di pubblicazione del bando di concorso e, quindi, quella data costituisce il limite temporale entro il quale il requisito negativo di cui all’art. 126, comma I, RD 12/41 non deve essere intervenuto per poter essere ammessi al concorso in magistratura.
Trattasi di indicazione che si presenta di particolare utilità nella prevedibile sovrapposizione concorsuale che potrà determinarsi di qui a pochi mesi, quando verrà diramato il calendario delle prove scritte del prossimo concorso per uditore giudiziario.

DALLE COMMISSIONI
QUARTA COMMISSIONE
Qualche nota di chiarimento sull'argomento degli incarichi sportivi conferiti a magistrati al fine di valutare compiutamente le relative problematiche.
Com’è noto la disciplina delle autorizzazioni per lo svolgimento d’incarichi sportivi da parte dei magistrati è contenuta nel punto 16 della circolare n. 15207 del 16 dicembre 1987. Tale disposizione prevedeva la possibilità di autorizzazione per funzioni giudicanti “in deroga al punto che precede (-incarichi conferiti da privati- ndr) � mentre il secondo comma contemplava la possibilità di autorizzazione di funzioni requirenti o inquirenti sino alla stagione sportiva 1996/97 ed il terzo comma prevedeva che il Consiglio “po’ definire, sentite le federazioni interessate, il numero massimo dei magistrati autorizzabili, l’ampiezza del loro impegno ed il divieto di trattare vicende o questioni suscettibili di interferenze con l’esercizio delle specifiche funzioni giudiziarie di ciascuno�.
Con delibere in data 28 luglio 1999 e 7 luglio 2004 sono state apportate modifiche. In particolare la delibera del luglio 1999 al fine di favorire la rotazione nell’espletamento degli incarichi di giudice sportivo (confermandosi l’esclusione di incarichi comportanti funzioni requirenti) ha escluso la possibilità di rinnovo di autorizzazioni a magistrati che abbiano prestato tali funzioni per più di cinque anni nel decennio precedente e si è prevista una “moratoria� di cinque anni, decorrenti dall’entrata in vigore della delibera stessa (28 luglio 1999) e scadenti quindi il 28 luglio 2004.
Con la delibera del 7 luglio 2004 si è inteso dare risposta ad alcune sollecitazioni pervenute dal Presidente del CONI riguardanti in particolare: la proroga per almeno altri tre anni del termine quinquennale di “moratoria�; la soppressione di limiti massimi di permanenza per i magistrati nominati ai vertici degli organi apicali della giustizia sportiva; la riammissione dell’autorizzabilità di incarichi sportivi comportanti lo svolgimento di funzioni requirenti.
Il Consiglio ha ribadito la non autorizzabilità allo svolgimento di funzioni requirenti; ha aumentato per gli “incarichi di giustizia sportiva di natura apicale (ovvero di giudice titolare di un ufficio monocratico o di presidente di un collegio giudicante) � il limite di inibizione portandolo da cinque a sette anni nel decennio; ha prorogato il periodo di “moratoria� di due anni per gli incarichi “apicali� e di un anno per gli altri incarichi, termini decorrenti entrambi dalla data di approvazione della delibera stessa (7 luglio 2004). Ne consegue che, secondo tale disposizione, la disciplina dei limiti alla autorizzabilità è operativa dalla data del 7 luglio 2006 per gli incarichi di giudice sportivo “apicali� ed alla data del 7 luglio 2005 per agli altri incarichi di giustizia sportiva.
Come risulta evidente l’attuale disciplina è particolarmente macchinosa (tanto che il Consiglio ha dovuto intervenire con una delibera interpretativa sul meccanismo delle proroghe) ed è il frutto di un evidente compromesso tra la richiesta del CONI di avere la disponibilità di magistrati per la garanzia di imparzialità che gli stessi offrono e la tendenza del consiglio a restringere l’area delle autorizzazioni o comunque creare delle rotazioni per evitare perniciose “incrostazioni�.
In occasione della modifica della circolare sugli incarichi extragiudiziari la proposta proveniente dalla commissione prevedeva la soppressione dei commi 2 e 3 sopra indicati e la sostituzione con il seguente testo “Il numero massimo dei magistrati per i quali è concedibile l’autorizzazione è definito con apposita delibera ogni cinque anni, sentite il CONI e le Federazioni. L’autorizzazione non può essere concessa se il magistrato richiedente ha svolto funzioni di giudice sportivo per oltre cinque anni nel decennio precedente. Non sono autorizzabili gli incarichi di componente degli organi requirenti della giustizia sportiva�.
In sede di plenum il correlatore Mammone ha proposto un emendamento volto a stralciare la disciplina relativa agli incarichi sportivi in quanto “la Commissione non ha dato una risposta esauriente alla problematica sollevata recentemente dal decreto legge 17 ottobre 2003 n. 280 che conferisce agli organi di giustizia sportiva un nuovo ruolo istituzionale, statuendo che gli stessi debbano obbligatoriamente essere aditi prima che possa essere richiesta la pronuncia del giudice amministrativo. Questa particolare e del tutto nuova collocazione istituzionale della giustizia sportiva non è stata adeguatamente valutata dalla Commissione al fine dell’inquadramento degli incarichi sportivi nell’ambito di quelli extragiudiziari�.
L’emendamento Mammone è stato approvato con 11 voti a favore, 3 contrari (Aghina, Arbasino e Fici) e sette astensioni.
Attualmente è in fase di discussione la nuova disciplina sulla base di una articolata richiesta del CONI anche alla luce della disciplina della legge 17 ottobre 2003 n. 280 in tema di “disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva� che ha sancito la autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale.

QUINTA COMMISSIONE
Proposte unanimi della commissione per i posti di:
Presidente della Corte d’Appello di Ancona, proposto il dott. ANTONIO BUONAJUTO (Presidente di sezione della Corte d’Appello di Napoli);
Presidente della Corte d’Appello di Cagliari, proposto il dott. VINCENZO OLIVERI (Presidente di sezione della Corte d’Appello di Cagliari);
Presidente di sezione della Corte d’Appello di Firenze, proposto il dott. ANTONIO CHINI (Trib. Siena);
due posti di Presidente di sezione del Tribunale di Verona per i dott. ANTONIO IEVOLELLA (Trib. Verona) e VINCENZO RIZZO (Appello Trento).
Divisione della commissione per l’incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Perugia, affiancandosi alla proposta di maggioranza (4 voti: De Nunzio, Meliadò, Lo Voi e Berlinguer) in favore del dott. ALBERTO BELLOCCHI (sost. Proc. Gen. Perugia) quella di minoranza (Salvi) in favore del dott. VITTORIO PARAGGIO (vice capo dipartimento della giustizia minorile presso il Ministero della Giustizia), astenuto Di Federico.

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