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SOMMARIO
1.L'ATTUAZIONE ACCELERATA DELLA DELEGA SULLA CASSAZIONE
2.INCARICHI DIRETTIVI (PRESIDENTI DI CORTE D'APPELLO DI CAGLIARI E PERUGIA; PROCURATORE GENERALE DI CATANIA)
3.SULLA SELEZIONE DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DI AVVOCATO
4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5.TRASFERIMENTI IN PREVENZIONE DI DECLARATORIA DI INCOMPATIBILITA'
6.SULLA SINDACABILITA' DELL'ASTENSIONE
7.FUORI RUOLO
8.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
9.RINNOVO DELLE COMMISSIONI PER LA FORMAZIONE DELLA M.O.
10.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
11.INTERPELLO PER LA COMMISSIONE DI CONCORSO PER UDITORE
DALLE COMMISSIONI

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1.L'ATTUAZIONE ACCELERATA DELLA DELEGA SULLA CASSAZIONE
Proseguendo in una linea di ammirevole coerenza, nonostante le valutazioni contrarie del primo presidente della Cassazione, del gruppo consultivo della Suprema Corte e dell'ANM, la maggioranza del Consiglio, dopo aver deciso di posporre ogni valutazione finale del concorso ordinario per la copertura di 17 posti di consigliere (bandito sin dal 26.7.2005 !!) al passaggio "ipso iure" in Cassazione dei magistrati d'appello ivi applicati, ha ulteriormente ritenuto di accelerare l'attuazione "de facto" del decreto legislativo attuativo della delega prevista dalla riforma dell'Ordinamento Giudiziario.
E' stato così approvato nel plenum del 16 maggio (con i voti contrari dei rappresentanti di MD e del Movimento, che inutilmente hanno anche avanzato una questione preclusiva diretta a contestare la dedotta trattazione urgente della pratica), con altrettanta ammirevole tempestività , il bando per la copertura di 19 posti di magistrato di Tribunale applicati in Cassazione, attuando l'aumento di organico previsto da un decreto legislativo entrato in vigore solo il 4 maggio (ma va anche detto che negli intendimenti della maggioranza della terza commissione vi era la volontà di essere ancor più solerti quanto ai tempi di approvazione…).
Con una scelta affatto neutra (anche con riferimento ai tempi di legittimazione degli aspiranti), si è giustificata in plenum la scelta "per venire incontro alle esigenze della Cassazione" (che peraltro, come detto, aveva espresso valutazioni contrarie….), e sulla presupposizione di un adempimento necessitato dal decreto legislativo (non certamente "autoapplicativo").
In tutta evidenza si è operata una scelta chiaramente "politica" quanto ai tempi della decisione, nel pieno delle polemiche e delle richieste di moratoria di una riforma che invece si è inteso "istantaneamente" applicare.
Non vi è chi non veda difatti la difficoltà di sospendere un decreto che ha già determinato effetti…
Inutilmente abbiamo anche rimarcato l'inopportunità organizzativa derivante da una congestione di concorsi che la terza commissione non riesce a gestire simultaneamente, ad evidente discapito di quanti incentrano legittime attenzioni sulla sollecita definizione delle procedure di mobilità interna, cui si ricollegano aspettative rilevanti sulle esigenze personali e professionali dei colleghi.
Invece di attenuare i ritardi già incombenti sulle procedure di mobilità in atto (di primo e di secondo grado), si è preferito concentrare le attività della terza commissione sulle dinamiche di copertura dei posti di Cassazione appena creati dalla riforma.
Per una volta un Consiglio Superiore accusato (sovente anche a ragione) di estrema lentezza nella gestione delle procedure di copertura di incarichi direttivi, semidirettivi o dei posti per mobilità orizzontale o verticale, non potrà patire alcun rilievo, visto il "record" di tempestività applicativa della riforma ordinamentale (evidentemente criticata solo a parole ma non certo nelle condotte…), ma non riusciamo a ricavare alcuna soddisfazione da quanto è accaduto.

2.INCARICHI DIRETTIVI (PRESIDENTI DI CORTE D'APPELLO DI CAGLIARI E PERUGIA; PROCURATORE GENERALE DI CATANIA)
Designazione unanime per VINCENZO OLIVERI (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Palermo) a Presidente della Corte d'Appello di Cagliari, e di ANTONIO BUONAJUTO (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Napoli) a Presidente della Corte d'Appello di Perugia.
GIOVANNI TINEBRA (Capo dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria), accede con voto unanime alle funzioni direttive di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Catania.

3.SULLA SELEZIONE DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DI AVVOCATO
Tra gli impegni che possono incombere "lateralmente" alle funzioni giurisdizionali, un posto di preminenza deve essere assegnato (per la gravosità del compito) a quello di componente della commissione di esame di avvocato.
Si tratta di una nomina effettuata dal Ministro della Giustizia, che si avvale delle indicazioni dei presidenti delle Corti d'Appello, senza alcun intervento da parte del C.S.M., che non deve concedere alcuna autorizzazione, ritenendosi che detta attività integri un vero e proprio dovere d'ufficio.
Nella necessità di individuare dei criteri per la designazione dei "commissari", il Consiglio ha approvato - rispondendo ad un quesito in materia - una delibera (già trasmessa in lista), di cui si riportano le conclusioni:
"…. si ritiene che non vi sia per il presidente della Corte d'Appello che designa i magistrati per la nomina a componenti della commissione d'esame d'avvocato un obbligo di indicare l' elenco di tutti i magistrati nominabili a tale incarico e dei motivi della loro mancata designazione, potendo il presidente della Corte soddisfare altrimenti l'obbligo di motivazione dei criteri generali e specifici di scelta in modo tale che il provvedimento riguardi comunque tutti i magistrati nominabili per quell'incarico.
Non vi sono preclusioni alla nomina a componente della commissione d'esame d'avvocato per magistrati che esercitano alcune particolari funzioni né per esigenze specifiche legate alla peculiarità della funzione esercitata in un ufficio, anche se occorre affermare che sempre il presidente della Corte d'Appello insieme al provvedimento di designazione dei magistrati può adottare tutte quelle direttive o gli ulteriori provvedimenti necessari per far fronte alle disfunzioni, che possono scaturire dalle sue designazioni per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali; tali atti potranno anche essere adottati dai dirigenti degli uffici per quanto di loro competenza."

4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Decisione unanime per due posti di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Bari in favore dei dott. FRANCESCO MONTARULI (Appello Bari) e ALDO NAPOLEONE (Presidente di sezione del Tribunale di Bari).
Assegnato a maggioranza l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Sassari con 16 voti (Unicost, Movimento, MI, laici del Polo, Berlinguer) alla dott.ssa PLINIA CLARA AZZENA (Trib. Sassari), rispetto ai 5 voti (MD) confluiti sul dott. MARIANO GIOVANNI AGOSTINO BRIANDA (Trib. Sassari).
Nomina unanime della dott.ssa ANNA ALLEGRO (Trib. Salerno) all'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Nocera Inferiore.

5.TRASFERIMENTI IN PREVENZIONE DI DECLARATORIA DI INCOMPATIBILITA'
Come è noto, la particolare procedura di incompatibilità disciplinata dall'art. 2 R.D.L. 31.5.1946, n.511, contempla la possibilità , per il magistrato per cui si prospetti un trasferimento d'ufficio, di rimuovere la situazione di incompatibilità mediante una domanda di trasferimento ad altra sede, che determina conseguentemente (ove accolta), la chiusura del procedimento ex art.2.
Nella settimana è stata disposta l'archiviazione delle procedure di incompatibilità ambientale e funzionale aperte nei confronti del dott. GIUSEPPE SURACI (Presidente del Tribunale di Messina), trasferito alla Corte d'Appello di Palermo, e del dott. GIUSEPPE MARABOTTO (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pinerolo), trasferito alla Corte d'Appello di Genova.

6.SULLA SINDACABILITA' DELL'ASTENSIONE
Chiamato a pronunziarsi su un quesito formulato da una collega, il C.S.M. ha approvato la seguente delibera - che si segnala per l'ampia portata applicativa - diretta a delimitare l'ambito di sindacabilità , da parte del dirigente, della dichiarazione di astensione formulata da un magistrato dell'ufficio:
"Il quesito è formulato a seguito della reiezione di un'istanza di astensione della richiedente presentata in corso di causa in ragione della circostanza che la stessa era debitrice di un istituto di credito, parte in causa, per aver stipulato con lo steso un contratto di mutuo garantito da ipoteca immobiliare. Il Presidente della Corte ha ritenuto che la causa di astensione obbligatoria di cui all'art. 51, c. 1, n. 3, c.p.c. (esistenza di rapporto di credito o debito tra il giudice ed una delle parti) in questo caso non sussista, in quanto non ha ravvisato una rilevanza tale della posizione debitoria da rendere possibile in astratto la non parzialità o la mancanza di serenità del giudice. Pertanto, ha rigettato l'istanza dichiarandola "non fondata", sulla base della valutazione che "si tratta di rapporto con un ente impersonale garantito da un contratto di mutuo e l'entità del debito di per sé non rilevante per la banca non lo è nemmeno per il giudice …".
La ricorrente, ritenendo che nella fattispecie l'esistenza del contratto di mutuo abbia determinato una ragione di debito verso una delle parti di causa che rende obbligatoria l'astensione e che avrebbe dovuto rendere superflua ogni valutazione di opportunità da parte del Presidente della Corte, ha avanzato il dubbio che il Presidente stesso nell'adottare il provvedimento abbia esorbitato dai suoi poteri e chiede se la dichiarazione di astensione possa essere oggetto di sindacato da parte del dirigente dell'ufficio chiamato a pronunziarsi su di essa e quale debba essere l'atteggiamento che il magistrato deve tenere in presenza della valutazione dallo stesso effettuata.
Gli istituti dell'astensione e della ricusazione riguardano entrambi il presupposto processuale dell'imparzialità e terzietà del giudice e si ricollegano ai principi costituzionali dell'obbedienza del giudice solo alla legge (art. 101) e del diritto delle parti processuali a che il giudizio sia tenuto da un giudice terzo, nell'ambito di un giusto processo (art. 111).
L'art. 51 del codice di procedura civile prevede le ipotesi in cui il magistrato è tenuto ad astenersi (c. 1) e quelle in cui lo stesso magistrato può chiedere di essere autorizzato ad astenersi (c. 2). Nel primo caso i motivi di astensione sono tassativamente indicati (c. 1, nn. 1-5, astensione obbligatoria) e possono condurre anche alla ricusazione ad iniziativa di una delle parti processuali, nel secondo caso l'astensione trova origine in motivi di mera convenienza che non possono essere oggetto di ricusazione (astensione facoltativa). L'art. 78 disp. att. del c.p.c. prevede che "il giudice istruttore, che riconosce l'esistenza di un motivo di astensione a norma dell'art. 51 del codice, deve farne espressa dichiarazione oppure istanza scritta al presidente del tribunale appena ricevuto il decreto di nomina".
Tale disposizione distingue tra la dichiarazione del motivo di astensione e la presentazione dell'istanza di astensione, nella sostanza rimarcando la tradizionale distinzione tra la astensione obbligatoria che opera automaticamente e la astensione facoltativa, che opera solo se la relativa istanza viene accolta.
Il punto interessato dal quesito è quello dell'individuazione dei poteri del magistrato che dirige l'ufficio a fronte della dichiarazione di esistenza del motivo di astensione obbligatoria o dell'istanza di astensione facoltativa, in quanto mentre è evidente che in quest'ultimo caso deve compiere una valutazione del motivo di opportunità dedotto, non è chiaro se nel primo caso egli debba limitarsi a prendere atto della dichiarazione del motivo di astensione o non possa in qualche modo sindacare la dichiarazione fatta dal giudice.
La Commissione richiama il parere dell'Ufficio Studi n. 108/06 del 10.4.06 (all. a), che riporta la giurisprudenza della Corte di legittimità e pone in rilievo che l'autorizzazione ad astenersi è richiesta solo per le ipotesi di astensione di cui all'art. 51, c. 2, c.p.c. (gravi ragioni di convenienza), e non per le ipotesi di astensione obbligatoria, rileva che il provvedimento del capo dell'ufficio (di rigetto o accoglimento dell'istanza di astensione) è, comunque, atto autorizzativo di carattere ordinatorio con evidenti ricadute giurisdizionali, essendo destinato ad incidere sull'individuazione stessa del giudice..
Sulla base di questi elementi deve, innanzitutto, rilevarsi la competenza del C.S.M. a rispondere al quesito, investendo esso materia attinente l'organizzazione della giurisdizione, sottratta alla disponibilità delle parti e rimessa solo all'iniziativa del giudice.
Deve essere, inoltre, posto in risalto che, sul piano deontologico "a fronte del fondamentale rilievo che nel sistema costituzionale assumono i beni protetti dal dovere di astensione (imparzialità e terzietà del giudice) … di grandissima intensità deve essere l'impegno del magistrato nell'individuazione delle situazioni di pericolo e nel perseguimento, con tutta la determinazione necessaria, delle possibilità che l'ordinamento appresta per evitare il grave pregiudizio che la mancata astensione reca alla credibilità della giurisdizione e del magistrato stesso".
Pertanto, "se è vero che la legge non offre rimedi al magistrato che abbia presentato istanza di astensione nei confronti del provvedimento che non lo accolga, resta pur fermo che è dovere del magistrato presentare l'istanza ed eventualmente reiterarla o comunque assumere anche le opportune iniziative, all'interno dell'amministrazione della giurisdizione … per evitare la lesione dei principi del giusto processo" (Cass. Sez. un., 22.11.04 n. 21947).
Tanto premesso, rispondendo al quesito del magistrato richiedente, può affermarsi che il capo dell'ufficio investito della dichiarazione del motivo di astensione non può limitarsi ad una passiva ricezione ed alla presa d'atto di quanto dichiarato dal giudice.
Il principio della terzietà ed imparzialità deve trovare, infatti, un necessario contemperamento con il principio del giudice naturale, anch'esso di livello costituzionale (art. 25 Cost.), di modo che il dirigente dell'ufficio investito della dichiarazione del motivo di astensione deve valutare la sussistenza delle circostanze dedotte a sostegno della dichiarazione stessa.
Solo la puntuale corrispondenza della fattispecie denunziata con quelle previste dai nn. 1-5 dell'art. 51, c. 1, del c.p.c. legittima la sostituzione del magistrato e, quindi, la coerente conciliazione del principio di terzietà e imparzialità con quello di salvaguardia del giudice naturale.
In conclusione, il capo dell'ufficio di fronte alla dichiarazione di astensione del magistrato giudicante di una causa civile, con provvedimento adeguatamente motivato,deve: a) nel caso di astensione obbligatoria, verificare la corrispondenza della fattispecie denunziata quale motivo di astensione a una di quelle fissate dall'art. 51, c. 1, nn. 1-5, c.p.c.; b) nel caso di astensione facoltativa, valutare la situazione di fatto rappresentata dal richiedente e le ragioni di convenienza ai fini dell'accertamento della possibilità di violazione dell'imparzialità e terzietà della giurisdizione affermate dall'art. 111 Cost. Inoltre, le valutazioni del capo dell'ufficio saranno dirette ad evitare, nell'interesse del buon andamento dell'ufficio, ingiustificate sottrazioni da parte dei giudici dalle cause loro assegnate con danno conseguente per l'organizzazione del lavoro e violazione del principio del giudice naturale.".

7.FUORI RUOLO
Deliberata la destinazione fuori ruolo di:
GIANFRANCO MANZO (cons. Cassazione), quale capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia;
ETTORE FERRARA (cons. Cassazione), quale capo di Gabinetto al Ministero della Giustizia;
MASSIMO DE PLANO (Trib. Genova), quale esperto nazionale presso la Commissione Europea "Ufficio di cooperazione Europeaid", per un anno.
Confermata la destinazione fuori ruolo di GIANFANCO VERUCCI (capo dell'Ufficio legislativo al Ministero della Giustizia) quale esperto presso il servizio ispettivo e consultivo tributario del Ministero dell'Economia per la durata di un triennio.

8.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Non approvate le tabelle 2004/2005 del Tribunale di Salerno e del Tribunale di Bari; approvate con una serie di rilievi cui ottemperare nella predisposizione del nuovo progetto tabellare quelle del Tribunale di Grosseto, del Tribunale di Pescara e del Tribunale di Avellino.
Approvata la proposta organizzativa della Procura di Montepulciano e, per il biennio 2006"007, quelle della Procura minori Brescia e Procura Mantova.

9.RINNOVO DELLE COMMISSIONI PER LA FORMAZIONE DELLA M.O.
Deliberato dal plenum un interpello per la verifica della disponibilità a far parte delle Commissioni
distrettuali per la formazione della magistratura onoraria, il cui (primo) mandato biennale scade il prossimo 1.9.2006.
La selezione degli aspiranti avrà riguardo alle specifiche esperienze (anche didattiche) nell'ambito della formazione professionale, con particolare riguardo al settore di competenza della magistratura onoraria, acquisita tramite l'attività professionale svolta, pubblicazioni scientifiche, partecipazione a corsi (anche in qualità di docente), comprovata capacità organizzativa, pregresso ruolo di
affidatario di magistrati onorari in tirocinio.
Statuita l'incompatibilità con il ruolo di componente del Consiglio giudiziario, referente informatico e di referente distrettuale per la formazione decentrata dei magistrati togati.
Attesa la prima fase sperimentale di avvio delle commissioni, si è deciso di prevedere quale titolo preferenziale il positivo svolgimento delle funzioni di componente delle Commissioni in scadenza.

10.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessa all'incontro di studi di Ottenstein (Au) (29.5-1.6) su "Seminario su diritto commerciale ed economia", la dott.ssa ANTONELLA TROISI (Trib. sez. lavoro Bergamo).
Ammesso all'incontro di studi su "Prova penale e progressi scientifici" (Parigi, 29.5/2.6) il dott. MARCO SANINI (p.m. Cuneo).
Ammessi all'incontro di studi su "La criminalità economica e finanziaria e la corruzione" (Lisbona, 22-23.6) i dott. IVO GIUDICE (Appello Bari) e LUCA FERRERO (Trib. Torino).
Selezionati per il corso virtuale in e.learning su "Regolamenti del C.E. Bruxelles I e II: lo spazio giudiziario europeo in materia civile e commerciale": LUIGI AGOSTINACCHIO (Trib. Bari), MARGHERITA MARMO (Appello Roma), VALENTINO LENOCI (Trib. Brindisi), GIOVANNI FANTICINI (Trib. Reggio Emilia), CRISTINA COLOMBO (Trib. Bolzano), MARIA TERSA GERACE (Trib. Locri), SILVIA BARISON (Trib. Livorno), STEFANIA BILLI (Trib. lav. Roma), NICOLO' CRASCI' (Trib. Messina) ROBERTO PELUSO (Trib. Torre Annunziata).
Ammessi al corso su "Cybercriminalità in Europa" (Parigi, 3-7 luglio), i colleghi DANIELA RINALDI (Trib. Bari), ROBERTA LICCI (p.m. Brescia) e FABIO LICATA (Trib. Palermo).
Ammesse al corso su "Sistemi comparati dei rapporti di lavoro: il licenziamento" (Barcellona, 10-12 luglio), le dott.sse PAOLA MALANETTO (Trib. lavoro Torino) e PAOLA GHINOY (Appello lavoro Genova).

11.INTERPELLO PER LA COMMISSIONE DI CONCORSO PER UDITORE
Diramato a tutti gli uffici l'interpello con cui si richiedono le disponibilità a far parte della commissione (24 magistrati) per il concorso a 350 posti di uditore giudiziario indetto con D.M. 23.3.2004 (già trasmesso in lista).
Requisito richiesto la qualifica non inferiore a quella d'Appello.
La selezione dei magistrati avverrà tenendo conto: 1. del curriculum professionale e della qualificazione specifica; 2. dell'attitudine scientifico-didattica, delle pregresse esperienze d'insegnamento universitario; 3. dell'esigenza di garantire una equilibrata distribuzione territoriale in modo da contenere la presenza di magistrati provenienti dal medesimo distretto, escludendo di massima la nomina di più magistrati appartenenti al medesimo ufficio di merito, ovvero di magistrati appartenenti ad uffici aventi in atto una vacanza di organico superiore al 20%; 4. dell'eventuale pendenza a carico degli aspiranti di procedimenti penali, disciplinari o procedimenti ex art. 2 L.G., quando siano relativi a fatti che possano incidere sulla credibilità nello svolgimento dell'incarico; 5. della partecipazione a commissioni di esame o di concorso (quali ad esempio avvocato, notaio ecc.).
Cause di esclusione: lo svolgimento di funzioni direttive o semidirettive; l'aver fatto parte di Commissioni esaminatrici in concorsi per uditore giudiziario precedentemente banditi; la provenienza da uffici con vacanza di organico superiore al 20%; lo svolgimento di attività in uffici in cui siano in corso applicazioni extradistrettuali; lo svolgimento di funzioni di referente per la formazione decentrata - togata e onoraria - o per l'informatica; il ruolo di componente del Consiglio Giudiziario; la nomina a componente del Consiglio direttivo o l'insegnamento nelle Scuole per le professioni legali per più di dieci ore complessive successivamente al 31.12.04; l'insegnamento in corsi di preparazione al concorso per uditore giudiziario.

DALLE COMMISSIONI
TERZA COMMISSIONE
L'intervenuta soppressione dei trenta posti di magistrato di appello destinati alla Corte di Cassazione e dei ventidue posti di magistrato di appello destinato alla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, è stata disposta la revoca della pubblicazione di 4 posti di Magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione e di 4 posti di Magistrato di appello destinato alla Procura Generale della Corte di Cassazione, disposta con in data 26 luglio 2005.

QUARTA COMMISSIONE
In sede di esame della pratica destinata a regolamentare la disciplina degli incarichi extragiudiziari di natura sportiva, per cui la maggioranza del plenum aveva disposto uno "stralcio" rispetto alla circolare in materia di incarichi, la commissione si è determinata a maggioranza a proporre in sede plenaria una modifica del capo 16 della circolare nel senso che " gli incarichi sportivi conferiti dal CONI e dalle Federazioni affiliate non sono autorizzabili" e si è previsto che "il Consiglio con apposita pratica approfondirà profili di eventuale autorizzabilità in relazione ad attività sportive dilettantistiche e valuterà altresì le problematiche applicative della nuova disciplina".
Per quanto riguarda gli incarichi relativi alla FIGC, si confronteranno due proposte: la prima intesa a consentirne l'espletamento fino al 31.12.2006 (anche per agevolare la definizione dei procedimenti in corso), la seconda che prevede la loro caducazione al 20.6.2006.

QUINTA COMMISSIONE
Per l'incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Perugia, a seguito della revoca del dott. PARAGGIO, il cons. Salvi ha espresso il proprio voto in favore della dott.ssa GIOVANNA TOTERO (Trib. minori Perugia), che affianca la proposta già formulata in favore del dott. BELLOCCHI (sost. proc. gen. Perugia);
A seguito di annullamento da parte del giudice amministrativo della precedente nomina del Presidente del Tribunale di Termini Imerese, rinnovata la proposta in favore del dott. LEONARDO GUARNOTTA (Pres. Trib. Termini Imerese) con cinque voti (De Nunzio, Di Federico, Salvi, Meliadò e Berlinguer), mentre il voto del cons. Lo Voi è andato al dott. ANTONIO CAROLLO (Trib. Termini Imerese).
Proposte unanimi per Presidente del Tribunale di sorveglianza di Salerno in favore del dott. MARIO AMODIO (Presidente del Tribunale di sorveglianza di Potenza) e per Presidente di sezione del Tribunale di Catania in favore del dott. LUIGI RUSSO (Appello Catania).
Dopo prolungata "attesa" e numerose sedute della commissione, formulate tre proposte per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo: per GIUSEPPE PIGNATONE (Proc. agg. Palermo) i voti dei cons. Lo Voi e Di Federico, per RENATO NUNZIO PAPA (Proc. agg. Catania) quelli dei cons. De Nunzio e Meliadò, per GUIDO LO FORTE (Proc. agg. Palermo) quello del cons. Salvi, astenuto il cons. Berlinguer.
Nel contempo proseguono i lavori per definire i molti (troppi…) concorsi ancora pendenti: vi sono ben 28 procedure per il conferimento di incarichi direttivi e 35 per incarichi semidirettivi ancora in attesa di proposta.

NONA COMMISSIONE
All'esame della commissione il programma delle attività di formazione per il 2007, nonché il programma del tradizionale incontro dedicato alla "formazione dei formatori" che si terrà nella prima decade di luglio.
Dovranno altresì essere selezionati i magistrati da destinare agli stages di formazione in paesi europei, in attuazione del programma di scambio (denominato Erasmus dei magistrati),per cui anche quest'anno sono state presentate numerose domande di partecipazione: 295 per i 25 moduli di due settimane destinati a magistrati con anzianità superiore a tre anni, e 32 per i sette stages di tre settimane riservati a magistrati con meno di tre anni di anzianitÃ

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