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SOMMARIO
1.IL PRIMO PLENUM DEL CONSIGLIO CON IL PRESIDENTE NAPOLITANO
2.STOP AGLI INCARICHI SPORTIVI
3….MA CONTINUA L'AUTORIZZAZIONE DI ALTRI INCARICHI
4.FUORI RUOLO: SOLO "ANDATA"?
5.INCARICHI DIRETTIVI (PROCURATORE RAVENNA; PRES. TRIB. MINORI TRENTO; PRES. TRIBUNALE POTENZA)
6.TRASFERIMENTO PER INCOMPATIBILITA' DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI MILANO
7.LA DELIBERA SULLA VISITA DEL CSM IN CALABRIA: UN'OCCASIONE MANCATA
8.SUI CRITERI PER L'ASSEGNAZIONE A FUNZIONI MONOCRATICHE PENALI
9.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
10.VARATO IL CORSO ANNUALE PER LA FORMAZIONE DEI FORMATORI
11.MAGISTRATI ED ELEZIONI PRIMARIE
12.SULLA VERIFICA DELL'ASSENZA DALL'UFFICIO PER MOTIVI DI SALUTE
13.LA NON RIAMMISSIONE IN SERVIZIO DEL DOTT. ROMANO DOLCE
14.INIZIATIVE PER LA RETE DI FORMAZIONE ONORARIA
15.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
16.NUOVO MAGISTRATO ALL'UFFICIO STUDI DEL CSM
17.AMMISSIONI A CORSI INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI
Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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1.IL PRIMO PLENUM DEL CONSIGLIO CON IL PRESIDENTE NAPOLITANO
In data 8 giugno il presidente Napoletano è intervenuto per la prima volta al C.S.M. presiedendo una seduta straordinaria del plenum.
Dopo l'intervento del vicepresidente Rognoni e del neoministro Mastella (di cui abbiamo apprezzato particolarmente l'impegno ad una "concertazione istituzionale permanente" sulla giustizia), sono seguiti gli interventi dei consiglieri Di Federico, Berlinguer, De Nunzio, Salmè, Mammone e Aghina (il testo di quest'ultimo intervento è sul sito www.movimentoperlagiustizia.it).
Successivamente Napoletano ha rimarcato la necessità di tenere aperte le porte al dialogo per
superare le tensioni tra politica e giustizia, in un clima di serenità ed equilibrio, nella ricerca di soluzioni il piu' possibile condivise sui temi fondamentali dell'amministrazione della giustizia.
Come anche il suo predecessore Ciampi, anche Napoletano ha voluto far riferimento al tema della durata dei processi, inteso come il più grave problema che affigge la giustizia nel nostro Paese "la cui mancata soluzione indebolisce seriamente la fiducia dei cittadini nell'operato della
magistratura e che ci espone a censure in sede europea''.
In questo campo, Napolitano ritiene fondamentale l'operato del C.S.M. in un rapporto di leale collaborazione con il ministro della Giustizia, e lo invitato ad individuare indicatori di efficienza,
di distribuzione delle risorse, di promozione della professionalità e di cura della formazione dei
magistrati.
Sollecitando la celerità delle nomine ad incarichi direttivi ("che non possono passare sotto le forche caudine di interminabili tentativi di mediazione") il presidente della Repubblica ha sottolineato l'importanza della vigilanza che il Consiglio Superiore esercita, non soltanto sulla disciplina in senso stretto dei magistrati, ma sul comportamento complessivo dei medesimi, che investe anche le condotte non direttamente attinenti alla funzione giudiziaria.
Apprezzamento è stato espresso per la prontezza con cui il Consiglio ha affrontato la questione degli incarichi a magistrati ordinari in materia di giustizia sportiva, concludendo che: "soltanto
un alto concetto dell'autogoverno può rendere possibili risultati così rapidi ed efficaci, che valgono a preservare e rafforzare l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati e la loro imparzialità , bene indispensabile per consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni."

2.STOP AGLI INCARICHI SPORTIVI
Il Consiglio ha oggi approvato all'unanimità la non autorizzabilità degli incarichi sportivi, l'apertura di una pratica volta ad approfondire profili di eventuale autorizzabilità in relazione ad attività sportive dilettantistiche e sulle problematiche applicative della nuova disciplina.
Sul regime transitorio relativo alle autorizzazioni in corso, punto sul quale si erano manifestate posizioni differenziate, si è stabilito che le autorizzazioni in corso cessano di efficacia immediatamente, provvedendosi all'uopo entro il 22 giugno 2006 su proposta della commissione competente.
Da parte nostra abbiamo seguito, sul tema generale della autorizzabilità degli incarichi sportivi, una linea di opposizione alla permanenza di una regola autorizzativi che è in linea con la tradizionale posizione del movimento rappresentata nei verbali di plenum sin dal 1994 allorchè la maggioranza consiliare deliberò la loro autorizzabilità "in deroga" ai criteri generali della circolare.
Ci è sembrato giusto lasciare ad una successiva riflessione la valutazione relativa ad incarichi nel settore dilettantistico aventi in genere un mero fine "ricreativo".
Sulla disciplina transitoria abbiamo seguito una linea che corrisponde ad una concezione istituzionale del nostro ruolo. Avevamo ritenuto in commissione che fosse necessario concedere un periodo limitato di tempo per consentire alla Federazione interessata di provvedere alla sostituzione senza quindi incidere immediatamente sulle autorizzazioni in atto e ciò sino al 31/12/2006.
Negli ultimi giorni è emerso però che la Procura di Napoli ha configurato nell'indagine in atto, tra le finalità della associazione a delinquere, anche il condizionamento della CAF, il Presidente di questo organismo è risultato indagato, ed infine il commissario straordinario della FIGC ha manifestato il suo intendimento di procedere ad un radicale ricambio dei componenti della CAF.
Si è pertanto imposta una decisione drastica, condivisa da tutto il Consiglio, con la sola eccezione del cons. Di Federico che si è opposto al punto c) del dispositivo della delibera che riportiamo di seguito.
Nonostante la decisione finale presenti aspetti di possibile generalizzazione nei confronti dei colleghi impegnati in incarichi sportivi diversi da quelli della FIGC che tante polemiche hanno determinato negli ultimi mesi, crediamo di aver seguito una linea coerente e rigorosa senza farci condizionare dalla preoccupazione di piegare le nostre scelte a finalità diverse da quelle istituzionali.
L'impegno in materia di incarichi extragiudiziari non può però seguire il flusso di ondate emotive, dovendo preoccuparsi l'organo di autogoverno di prevenire ogni possibile situazione di inopportunità ed appannamento dell'esercizio della giurisdizione; a questo proposito abbiamo nella
precedente settimana richiesto l'apertura di pratiche dirette a monitorare il rispetto della recente circolare in materia di incarichi extragiudiziari sia per quanto riguarda l'esercizio dell'attività di giudice tributario da parte dei magistrati (per cui è previsto un particolare regime di controllo), sia per quanto riguarda il nuovo regime di divieto di svolgere attività di gestione privata di corsi di formazione per i concorsi di avvocato e uditore giudiziario.
Di seguito il testo della delibera approvata dal plenum:
"Premesso che, nella seduta antimeridiana del giorno 12 ottobre 2005, l'Assemblea Plenaria ha deliberato l'apertura di una pratica presso la IV Commissione referente avente ad oggetto la "Nuova disciplina della autorizzazione degli incarichi di giustizia sportiva" e che detta pratica è all'esame della Commissione;
- preso atto che - a seguito delle gravi vicende emerse nel settore del gioco del calcio si è accentuata l'urgenza di adottare una disciplina la quale si faccia carico dell'esigenza di evitare pericoli di appannamento dell'immagine dei valori di indipendenza ed imparzialità , sia con riferimento ai singoli magistrati beneficiari di incarichi sportivi, sia, più in generale, con riferimento all'ordine giudiziario nel suo complesso;
- rilevato che la storia della normazione consiliare in tema di autorizzabilità degli incarichi sportivi si è evoluta nel tempo in modo sempre più restrittivo, in quanto dalla originaria previsione secondo cui gli stessi erano semplicemente "soggetti ad autorizzazione" (originaria formulazione del paragrafo 16 della circolare n. 15207 del 9 dicembre 1987), si è poi passati alla fissazione di un numero massimo di magistrati autorizzabili ed alla contestuale esclusione dell'ammissibilità di incarichi diversi da quelli attinenti la giustizia sportiva (delibera del 27 aprile 1994), nonché, successivamente, al divieto di incarichi requirenti ed inquirenti (delibere del 10 aprile 1996 e del 16 luglio 1997), e si è pervenuti, infine, a stabilire la necessità di una nuova disciplina in linea con la legge 17 ottobre 2003, n. 280;
considerato che le federazioni sportive, ossia gli enti da cui promanano quasi tutti gli incarichi di giustizia sportiva, pur esercitando insieme attività di diritto privato ed attività autoritative di diritto pubblico, hanno "natura di associazione con personalità giuridica di diritto privato" e "sono soggette, per quanto non espressamente previsto nel presente decreto, alla disciplina del codice civile e delle relative disposizioni di attuazione" (art.15 comma 2 D.Lgs. 23 luglio 1999, n. 242), e che pertanto, con riferimento agli incarichi da queste conferiti, in assenza di una specifica disciplina, deve ritenersi applicabile quella dettata in linea generale dal capo 15 della circolare n. prot. 15207 del 16-12-1987 come modificata dalla delibera n. prot. 21686 del 17-10-2005, secondo cui "gli incarichi conferiti da privati, anche quando siano previste forme di finanziamento o partecipazione pubblica, non sono autorizzabili";
- considerato, inoltre, che il CONI, pur essendo un soggetto di diritto pubblico in quanto dotato di "personalità giuridica di diritto pubblico" (art. 1 D.Lgs. 23 luglio 1999, n. 242), non è un organo costituzionale, né un'Autorità indipendente o un ente pubblico funzionale all'attuazione di primari valori costituzionali, e che pertanto, con riferimento agli incarichi da questo conferiti, in assenza di una specifica disciplina, deve ritenersi applicabile quella dettata dal capo 13 della circolare n. prot.15207 del 16-12-1987 come modificata dalla delibera n. prot. 21686 del 17-10-2005, secondo cui gli "incarichi, non espressamente previsti per i magistrati da specifiche disposizioni di legge, conferiti da altre pubbliche amministrazioni e da altri enti pubblici (…) non sono autorizzabili in linea di principio, fatta eccezione unicamente per quelli concernenti le attività di insegnamento, studio e ricerca nonché attività culturali in genere, purché abbiano per oggetto materie attinenti le funzioni giudiziarie";
- ritenuto, peraltro, che, da un lato, potrebbero residuare profili di eventuale autorizzabilità in relazione ad attività sportive dilettantistiche, in specie ove l'incarico tenda a configurarsi come
l'esplicazione di un'attività meramente ricreativa, e che, dall'altro, non possono essere esclusi problemi nell'applicazione della nuova disciplina, la quale, per la prima volta, esclude radicalmente l'autorizzabilità degli incarichi sportivi conferiti dal CONI e dalle Federazioni affiliate;
- rilevato inoltre che numerosi uffici requirenti della giustizia ordinaria hanno avviato indagini per gravi ipotesi di reato, da cui l'obbiettiva e concreta sovrapposizione tra attività della giustizia sportiva e della giustizia ordinaria con conseguente inopportunità di una ulteriore prosecuzione degli incarichi in corso, cosicché appare necessario provvedere urgentemente alla revoca degli incarichi in atto, anche al fine di evitare gravi pregiudizi al prestigio della magistratura;
- osservato, infine, che rispetto alla preoccupazione - avvertita dal Consiglio in una prospettiva di sensibilità istituzionale - di arrecare un potenziale pregiudizio alla celere definizione dei procedimenti di giustizia sportiva, i cui organi verrebbero privati di un certo numero di componenti, può evidenziarsi che presso gli organi di primo grado delle diverse Federazioni, operano numerosi giudici sportivi, la gran parte dei quali non magistrati ordinari, che potranno sostituire questi ultimi in tempi brevissimi, in considerazione della procedura di nomina estremamente agile prevista dagli statuti e dai relativi codici di giustizia sportiva;
- ravvisata, quindi, la necessità di fissare un'anticipata cessazione dell'efficacia delle autorizzazioni già concesse, per evitare la prosecuzione per lungo tempo di incarichi assolutamente non più autorizzabili in forza della nuova regolamentazione;
- osservato infine che alla presente delibera dovrà essere data immediata attuazione attraverso provvedimenti di revoca delle autorizzazioni già disposte, per i quali appare opportuno fissare un termine, al fine di evitare ogni situazione di incertezza;
delibera
a) Il testo del capo 16 della circolare n. 15207 del 16 dicembre 1987 e successive modifiche è sostituito dal seguente: "Gli incarichi sportivi conferiti dal CONI e dalle Federazioni affiliate non sono autorizzabili".
b) Le autorizzazioni in corso devono cessare immediatamente di avere efficacia e all'uopo il Consiglio provvederà entro il 22 giugno 2006 su proposta della Commissione competente.
c) Il Consiglio con apposita pratica approfondirà profili di eventuale autorizzabilità in relazione ad attività sportive dilettantistiche e valuterà altresì le problematiche applicative della nuova disciplina."
__,_._,___
3….MA CONTINUA L'AUTORIZZAZIONE DI ALTRI INCARICHI
Nel medesimo plenum in cui per ragioni di opportunità si è deciso il divieto di autorizzabilità di incarichi sportivi, nonché si è negata l'autorizzazione ad incarichi (per poche ore di impegno annue) che avrebbero potuto determinare un appannamento nell'apparenza esterna di indipendenza e terzietà dei magistrati, la maggioranza del Consiglio ha reiterato l'autorizzazione al dott. ANTONIO MARTONE (sostituto procuratore generale presso la Cassazione) per lo svolgimento dell'incarico di componente della Commissione di garanzia nell'attuazione della legge sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali sino al marzo 2009 (di cui il dott. Martone è stato sin qui presidente).
Inutilmente abbiamo dedotto l'esistenza di ostacoli alle esigenze di servizio derivanti dall'espletamento di un incarico particolarmente gravoso (come può anche dedursi dal compenso di 4400 Euro mensili), nonché la sussistenza di potenziale conflitto con l'esercizio delle funzioni giurisdizionali derivanti dalla natura dell'incarico attribuitogli, tale da determinare un concreto rischio di compromissione dei valori di indipendenza e imparzialità del magistrato.
Come già accaduto tre anni fa, la maggioranza del plenum con 11 voti (Unicost. MI, Spangher, Ventura Sarno, Caldarera, Delli Priscoli) contro 10 (MD, Movimento, Di Federico, Berlinguer) ha autorizzato l'incarico come si legge in motivazione anche "..in considerazione delle eccellenti qualità professionali e delle grandi capacità organizzative.." del magistrato.
Difficile che i magistrati che si vedono respingere autorizzazioni ad attività extragiudiziarie dal Consiglio possano trovare convincente questa "soggettivizzazione" della procedura che si incentra sulla persona del richiedente più che sulla natura di un incarico che dovrebbe essere più convenientemente svolto "fuori ruolo".

4.FUORI RUOLO: SOLO "ANDATA"?
Il "cambio" dell'esecutivo sta determinando (come era d'altronde prevedibile) un incremento nelle destinazioni fuori ruolo di magistrati, prevalentemente destinati a compiti di collaborazione nei vari ministeri.
Solo nelle ultime due settimane si sono avute più di dieci richieste di collocamento fuori ruolo, ed altre ne sono annunciate per i prossimi giorni.
Quello che ci pare incongruo invece è che non si determina un rientro nella giurisdizione dei tanti magistrati fuori ruolo, anche ove risulti superato il limite quinquennale previsto dalla circolare in materia, che prevede limitate eccezioni solo per alcuni, determinati incarichi (Circolare n. P-15972 del 20 luglio 2000 e successive modifiche del 4 giugno 2003).
Non abbiamo pertanto votato l'autorizzazione a permanere fuori ruolo oltre il limite previsto, ed attendiamo ancora che in terza commissione si dia seguito alla richiesta avanzata dal cons. Fici di attivare le procedure per il "ritorno" nella giurisdizione di tutti quei magistrati (in numero non irrilevante) che hanno superato il limite quinquennale in incarichi per cui non opera alcuna deroga.
Questi i 19 "fuori ruolo" da ultimo autorizzati dal plenum, cui fanno riscontro soltanto due "rientri":
CARMELO CELENTANO (f.r. quale vice segretario generale presso il C.S.M.) è confermato fuori ruolo con le nuove funzioni di vice capo di Gabinetto al Ministero della Giustizia;
ACHILLE TORO (procuratore aggiunto a Roma) è destinato fuori ruolo quale capo di Gabinetto al ministero dei trasporti;
ALESSANDRO GIORDANO (f.r. quale direttore dell'Ufficio I° del Ministero della Giustizia), prosegue la destinazione fuori ruolo quale capo della segreteria del sottosegretario alla Giustizia on. Daniela Melchiorre.
ROBERTO PARZIALE (Trib. Roma) è destinato fuori ruolo prosegue la destinazione fuori ruolo quale capo della segreteria del sottosegretario alla Giustizia on. Luigi Scotti;
VALERIA PICCONE (Trib. Benevento) è destinata fuori ruolo quale Capo della segreteria del sottosegretario sen. Alberto Maritati presso il Ministero della Giustizia;
CLAUDIO CASTELLI (Trib. Milano) è destinato al Ministero della Giustizia con funzioni di Capo del Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, del personale e dei servizi;
SILVIA DELLA MONICA (f.r. presso la Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin) è confermata fuori ruolo con le nuove funzioni di Capo del Dipartimento presso il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità ;
ARCIBALDO MILLER è confermato fuori ruolo quale Capo dell'Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia;
GUGLIELMO GARRI (f.r. quale addetto alla Segreteria generale della Presidenza della Repubblica) è confermato fuori ruolo nel nuovo incarico di Capo dell' Ufficio Legislativo del Ministero dell'Istruzione;
GIOVANNI CANNELLA (Appello lavoro Catania) è destinato fuori ruolo quale capo dell'Ufficio legislativo del Ministero della Solidarietà Sociale;
MONICA TARCHI (f.r. addetta all'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia) è confermata fuori ruolo con l'incarico di consigliere giuridico presso il Ministero per le Politiche Europee;
MARCO MESCOLINI (magistrato distrettuale requirente presso la Procura Generale di Bologna) è destinato fuori ruolo quale Capo dell'Ufficio del vice ministro dell'Economia e delle Finanze sen. Roberto Pinza;
MAURIZIO SALUSTRO è confermato fuori ruolo quale giudice internazionale del Dipartimento della Giustizia, Primo Pilastro, presso la Missione per l'Amministrazione ad interim in Kosovo fino al 30 giugno 2007;
FERDINANDO BAUTIER DE MONGEOT (Trib. Aosta) è destinato fuori ruolo quale twinning adviser presso l'European Agency for Reconstruction di Skopje;
DOMENICO AIROMA è prorogato nelle sue funzioni fuori ruolo di consulente presso la Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e delle collegate attività illecite sino al 31 dicembre 2006;
ANTONIO MARUCCIA è confermato quale collaboratore a tempo pieno della Commissione Parlamentare Antimafia sino al 31 dicembre 2006;
ROBERTO AMOROSI è confermato fuori ruolo quale esperto giuridico presso il Servizio del contenzioso diplomatico del Ministero degli Affari Esteri sino al 30 settembre 2006;
MARINA PERRELLI (Trib. Grosseto) è destinata fuori ruolo all' Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni;
ILEANA FEDELE (f.r. presso il Ministero della Giustizia) è confermata fuori ruolo assumendo il nuovo incarico di esperto presso l'Ufficio dell'Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella P.A.;
ADELE RANDO (f.r. con funzioni di vice capo dell'Ufficio Legislativo presso il Ministero della Giustizia), rientra in ruolo con concorso virtuale al Tribunale di Roma;
FEDERICO PRATO (f.r. presso la Direzione Generale "Giustizia e Affari Interni" della C.E. con messa a disposizione presso l'OLAF), rientra in ruolo con concorso virtuale alla Corte d'Appello di Trieste.

5.INCARICHI DIRETTIVI (PROCURATORE RAVENNA; PRES. TRIB. MINORI TRENTO; PRES. TRIBUNALE POTENZA)
Nominato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna dalla consolidata e perseverante maggioranza consiliare con 11 voti (5Unicost, 2MI, 4laici del Polo) il dott. ROBERTO MESCOLINI (sostituto procuratore generale a Bologna) che ha prevalso sul dott. GIOVANNI COLANGELO (procuratore aggiunto a Bari) cui sono andati 10 voti (3Mov, 5MD, Berlinguer, Marvulli), astenuti Delli Priscoli e Rognoni.
A nulla è valso evidenziare la positiva esperienza in un incarico semidirettivo del dott. Colangelo, atteso che nella proposta di maggioranza, per evidenziare la prevalenza comparativa del dott. Mescolini (magistrato di brillante curriculum ma privo di esperienze apicali o semidirettive se non interinali, si è indicata "una pluralità di esperienze direttive" comprensiva anche della dirigenza (??) della Pretura di Fidenza assegnata in prima sede come uditore con funzioni….
Naturalmente a non diverse conclusioni ha condotto l'esame delle proposte per l'assegnazione dell'incarico direttivo di Presidente del Tribunale per i minori di Trento, assegnato alla dott.ssa BERNADETTE SANTANIELLO (Appello Trieste) per 11 voti (5Unicost, 2MI, 3laici del Polo, Delli Priscoli) che ha prevalso sul dott. LUCIANO SPINA (Trib. minori Trento) cui sono andati 9 voti (5MD, 3Movimento, Berlinguer), astenuti Marvulli, Di Federico, Rognoni.
Anche in questa occasione la maggioranza consiliare ha inteso premiare la maggiore anzianità di un candidato (senza alcuna precedente esperienza negli uffici minorili) rispetto alla specifica qualificazione professionale di chi, come il dott. Spina, poteva vantare una prolungata e brillante esperienza nel settore minorile, nonché direzione pro-tempore del medesimo ufficio per cui aspirava.
L'animato dibattito che ha preceduto la decisione ha rappresentato l'ennesima dicotomia esistente in Consiglio tra chi intende privilegiare la mera anzianità di carriera rispetto alla valorizzazione di specifiche professionalità , funzionali alla direzione di uffici giudiziari in cui è richiesta dalla stessa circolare consiliare l'acquisizione di esperienze specialistiche.
Inutilmente abbiamo richiamato in discussione il recentissimo deliberato del Consiglio di Stato che, annullando una decisione del Consiglio su cui abbiamo già avuto modo di interloquire (vedi sul sito www.movimentoperlagiustizia.it il "Non ci posso credere" a proposito della nomina del Presidente del Tribunale per i minori di Caltanissetta), ha avuto modo di chiarire come "…è noto - ed è stato ripetutamente ribadito dalla giurisprudenza della sezione - che, ai fini del conferimento dell'incarico di Presidente del Tribunale per i minorenni, deve aversi riguardo alla professionalità e all'esperienza acquisite nel settore, nonché all'impegno culturale esplicato nel medesimo settore. Solo nel caso di sostanziale equivalenza dell'esperienza professionale specifica può farsi ricorso alla diversificazione delle pregresse esperienze giudiziarie per giustificare il giudizio finale di prevalenza di un aspirante" (C. di Stato, n. 3197 del 14.3.2006).
Abbiamo ascoltato invece interventi in cu si è tuonato contro il pericolo "magistrature speciali" (dovendosi intendere tra queste la magistratura minorile….), di "frammentazione della giurisdizione", del pericolo di determinare in sede di valutazione rispetto a magistrati con una professionalità specialistica dei "fratelli poveri"…
Ancora una volta, comunque, ha prevalso l'orientamento diretto ad assumere l'anagrafe quale criterio discretivo privilegiato, con orgogliosa affermazione da parte di consiglieri di Unicost - a fronte del richiamo alle decisioni in materia di assegnazione di uffici direttivi minorili - dell'errore insito nel far riferimento a precedenti decisioni, poichè "…ogni pratica ha la sua storia…".
La teorizzazione dell'impossibilità di far riferimento a precedenti peraltro ci sembra smentita dai fatti: indipendentemente dall'espresso giudizio di disvalore verso la prevedibilità delle decisioni, la maggioranza consiliare persevera invece in una monotona ripetizione sempre della medesima storia….
Ancora divisione del plenum per il conferimento dell'incarico di Presidente del Tribunale di Potenza, per cui ha prevalso il dott. GIULIANO TAGLIALATELA (Pres. di sezione del Tribunale di Napoli) con 13 voti (Unicost, MI, laici del Polo, Berlinguer, Delli Priscoli) sul dott. VINCENZO ALBANO (Pres. di sezione del Tribunale di Napoli) cui sono andati 8 voti (MD e Movimento).

6.TRASFERIMENTO PER INCOMPATIBILITA' DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI MILANO
Con la sola, abituale, astensione del vice presidente Rognoni è stata approvata la proposta della prima commissione di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale del dott. Francesco Castellano presidente del tribunale di Sorveglianza. Come è noto le condotte riguardano il coinvolgimento del dott. Castellano in rapporti personali con l'allora presidente Unipol ing. Consorte, condotte che sono state apprezzate, nella proposta, come indicative di un "magistrato sistematicamente disponibile a dare in merito ai procedimenti penali coinvolgenti l'ing. Consorte; e per dare questi consigli egli non ha esitato a caldeggiare - le tesi della difesa dell'imputato presso il Procuratore di Milano e presso il sostituto titolare delle indagini, a studiare le questioni di diritto intertemporale la cui risoluzione era già all'esame del giudice, a riferire al diretto interessato, a distanza di poche ore dalla casuale conoscenza, dell'esistenza ( quanto meno dell'esistenza) di un esposto contro l'Unipol presentato nell'ambito di una delle vicende economico finanziarie più rilevanti degli ultimi anni" .
Il magistrato si è difeso deducendo che i suoi interessamenti presso la Procura di Milano tendevano a segnalare la erroneità di una impostazione giuridica seguita dalla procura e che i suoi contatti con l'ing. Consorte , al quale sulla vicenda Unipol si era limitato a dare suggerimenti di massima trasparenza, erano relativi a ragioni diverse che ha indicato.
Il dott. Castellano poco più di un anno fa era stato destinato all'importante incarico direttivo dalla abituale maggioranza dominante in consiglio (Unicost, MI Laici del Polo) mentre con i colleghi di MD ed il consigliere Berlinguer avevamo sostenuto la candidatura del dott. Antonio Lombardi (cfr. il Notiziario dal CSM del 7.2.2005, in cui avevamo riportato il resoconto della discussione in plenum, in cui - tra l'altro- avevamo evidenziato come ostativo all'assunzione dell'incarico richiesto, la partecipazione del dott. Castellano (a Roma) al Consiglio Superiore della Giustizia Tributaria).
Oggi, nello stesso plenum in cui all'unanimità non sono state approvate le tabelle del Tribunale di sorveglianza di Milano, coloro che lo hanno eletto hanno votato senza esitazione per il trasferimento del dott. Castellano ma, occorre rilevarlo, occorrerebbe una riflessione seria sulle dinamiche che portano alla espressione di valutazioni di idoneità che, nei fatti, vengono poco dopo così radicalmente smentite.

7.LA DELIBERA SULLA VISITA DEL CSM IN CALABRIA: UN'OCCASIONE MANCATA
Approdata in plenum la relazione successiva alla visita di una delegazione del C.S.M. negli uffici giudiziari di Reggio Calabria e Locri.
La delibera compendia un'analitica resocontazione dello stato di disagio, drammaticamente riscontrato presso uffici autenticamente "di frontiera", in cui abbiamo potuto rilevare carenza di strutture, mezzi e personale, per fronteggiare un'emergenza che non è soltanto relativa alla criminalità organizzata, ma anche ad un contenzioso civile e di lavoro (specie presso il Tribunale di Locri), affidato prevalentemente a magistrati particolarmente giovani (alla Procura di Locri tutti gli otto sostituti in organico sono di prima nomina, ed il più "anziano" è del D.M. 2003) che operano con grande abnegazione ma anche tra non poche difficoltà .
Al di là della doverosa ricognizione dell'esistente, abbiamo però osservato in sede di dibattito l'assenza nella relazione di qualsiasi valutazione critica sulla gestione organizzativa degli uffici, con particolare riguardo alla Procura di Reggio Calabria, che pure aveva costituito oggetto di ripetuta attenzione da parte del Consiglio.
Rilevando il pericolo di un'autoreferenzialità che non evidenziasse (come pure doveroso) alcune criticità riscontrate in loco, abbiamo pertanto formulato (con i colleghi di MD) il seguente emendamento integrativo: "Dagli elementi acquisiti e, in particolare, dall'audizione del Procuratore Nazionale Antimafia, è emersa una non sufficiente attività di coordinamento della DDA e la necessità di una maggiore cura nell'assicurare il travaso di esperienze tra i magistrati che lasciano la DDA e coloro che vengono assegnati a tale ufficio. E' altresì emersa una non sufficiente capacità di motivare i colleghi più giovani e di assicurare la necessaria coesione dell'ufficio".
Ci sembrava francamente il minimo per riportare, in un monitoraggio che ambiva di essere completo, la situazione che avevamo riscontrato, ma ancora una volta la consueta maggioranza - nonostante il voto a favore dell'emendamento anche del vicepresidente Rognoni (che solitamente preferisce astenersi) - intendendo evidentemente l'organo di autogoverno come organo di autotutela, ha respinto la nostra proposta che non è stata approvato per 9 voti (3 Movimento, 4 MD, Berlinguer, Rognoni) contro 11 (5Unicost. 2MI, 4laici del Polo).
Di conseguenza ci siamo astenuti (con i consiglieri di MD) dal voto finale sulla delibera, che peraltro presenta elementi interessanti di riflessione, ed alla cui stesura abbiamo attivamente collaborato, ed ancor più faremo ora perchè le autorità cui è indirizzata provvedano effettivamente ad intervenire.
A nostro parere comunque si è trattato di un'occasione persa, perchè un Consiglio che non riesce ad essere autocritico evidenziando (se pure in forma sfumata...) deficienze riscontrate all'interno della magistratura non è evidentemente credibile, non potendosi riversare sempre all'esterno le responsabilitÃ

8.SUI CRITERI PER L'ASSEGNAZIONE A FUNZIONI MONOCRATICHE PENALI
Rispondendo ad un quesito in merito del Presidente del Tribunale di Bergamo, il plenum si è occupata dei criteri per l'assegnazione dei magistrati allo svolgimento di funzioni monocratiche penali;
Di seguito il contenuto della delibera:
"rilevato che il quesito posto trova risposta nella risoluzione approvata dall'Assemblea Plenaria nella seduta del 20.4.2001 sulle problematiche applicative della circolare sulle tabelle del biennio 2000/2001, risposte ai quesiti posti dagli uffici giudiziari, dove al paragrafo 8 - Assegnazione dei magistrati alle sezioni (uditori) - testualmente si legge:
"Il C.S.M. ha ritenuto che il divieto di costituire il tribunale in composizione monocratica con un magistrato che abbia esercitato la funzione giurisdizionale per meno di tre anni attenga alla solo materia penale: il par. 45.2 della circolare prescrive che l'identificazione delle funzioni penali assegnate agli uditori è da operarsi nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 7 - bis O.G., come novellato dall'art. 57 L. n. 479/99. Tale soluzione poggia, a fronte del dato testuale della norma che fa riferimento tout court al Tribunale in composizione monocratica, sulla considerazione che l'intervento novellatore dell'art. 7 - bis O.G. ha riguardo esclusivo al settore penale.
Peraltro l'espressione "magistrato che abbia esercitato la funzione giurisdizionale per non meno di tre anni" deve intendersi riferita anche a coloro che abbiano esercitato funzioni inquirenti. Si osserva a tal proposito che l'articolo unico della L. 30 maggio 1965, n. 579 prescrive che "gli uditori giudiziari possono,..........essere destinati, con funzioni giurisdizionali, nei tribunali, nelle procure della Repubblica.....", dando così una chiara ed inequivoca indicazione per la qualificazione giurisdizionale, e non meramente giudiziaria, delle funzioni inquirenti.
Parimenti l'art. 1 co. 2° L. 2 aprile 1979, n, 98, relativa alla nomina a magistrato di tribunale, prescrive che "in ogni caso, per la nomina a magistrato di tribunale è necessario che l'uditore abbia effettivamente esercitato le funzioni giurisdizionali per non meno di un anno.....", senza possibilità di dubbi sul fatto che nella nozione di funzioni giurisdizionali rientri anche l'esercizio delle funzioni inquirenti"; delibera di rispondere al quesito posto dal Presidente del Tribunale di Bergamo come in parte motiva."

9.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Conferito con 15 voti favorevoli e 7 astensioni (Aghina, Arbasino, Fici, Menditto, Salmè, Marini, Rognoni) motivate dal dissenso per l'attribuzione del punteggio ad altro aspirante, l'incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale di Avellino al dott. MICHELE RESCIGNO (Appello Napoli).

10.VARATO IL CORSO ANNUALE PER LA FORMAZIONE DEI FORMATORI
Approvato il programma per l'annuale appuntamento dedicato alla "Formazione dei formatori", incontro anche quest'anno dedicato all'indimenticata memoria di Carlo Verardi, che avrà luogo a Roma il 3 e il 4 luglio.
L'appuntamento, che prevede una riflessione sui temi della formazione con tutti i componenti del Comitato Scientifico ed i formatori che operano nei vari distretti, quest'anno assume una particolare caratterizzazione sulla scorta della previsione di una Scuola della magistratura che sembra "cancellare" la positiva esperienza della formazione decentrata.
Sarà quindi un'occasione per riflettere ed offrire alla riflessione di chi può (e deve…) modificare scelte non irreversibili una ricognizione dell'esistente e le potenzialità per il futuro.

11.MAGISTRATI ED ELEZIONI PRIMARIE
Rispondendo ad una nota del Presidente del Tribunale di sorveglianza di Bolzano con la quale si richiedeva un parere circa la possibilità (ed opportunità ) di partecipazione dei magistrati alle votazioni per le c.d. "elezioni primarie", il Consiglio, con una sintetica deliberazione, ha rilevato l'insussistenza di limiti normativi o deontologici alla partecipazione al voto dei magistrati nelle c.d. elezioni primarie.

12.SULLA VERIFICA DELL'ASSENZA DALL'UFFICIO PER MOTIVI DI SALUTE
Rispondendo ad un (singolare) quesito proposto dal Presidente del Tribunale di Foggia, concernente la possibilità di sottoporre magistrati, che chiedono di usufruire di congedo straordinario o di aspettativa per motivi di salute, a visite mediche collegiali, il plenum ha risposto che non vi è detta possibilità , sulla base delle disposizioni normative vigenti, e il relativo accertamento dovrà essere affidato ad un solo sanitario in servizio presso l'A.S.L. competente.
13.LA NON RIAMMISSIONE IN SERVIZIO DEL DOTT. ROMANO DOLCE
Il dott. Dolce, sostituto procuratore a Como, si era dimesso dall'ordine giudiziario nel dicembre 1977 a seguito di procedimento penale a suo carico per gravi reati.
Dopo una condanna in primo grado era stato assolto dalla corte di appello di Brescia per la mancanza dell'elemento soggettivo dei delitti contestatigli.
E' stata quindi presentata richiesta di riammissione in servizio ai sensi dell'art. 3 comma 57 della legge n. 350/2003 ( la c.d. legge "Carnevale"). Dopo un lungo dibattito il plenum ha approvato con 10 voti a favore ( Movimento, MD, Lovoi, Berlinguer), la proposta del cons. Arbasino di non accoglimento della istanza mentre 7 (Unicost, Caldarera, Spangher) voti sono andati alla proposta del cons. Stabile di riammissione e due ( Rognoni e Ventura Sarno) sono state le astensioni.
Secondo la proposta risultata soccombente la riammissione andava disposta ex lege in presenza dei requisiti "formali" espressamente indicati conseguendo alla necessaria riammissione in servizio la reviviscenza non solo del rapporto di lavoro ma anche dei procedimenti disciplinari a suo carico estintisi con sentenza per la avvenuta cessazione di appartenenza all'ordine giudiziario.
Secondo la tesi risultata maggioritaria un interpretazione costituzionalmente orientata portava a ritenere la permanenza in capo al CSM ( art. 105 Cost.) di una valutazione discrezionale di tipo attitudinale allo svolgimento delle funzioni. Nel caso di specie al magistrato erano state disciplinarmente contestate condotte riferite anche a fatti diversi da quelli oggetto del procedimento penale e tali da essere indicative di una inidoneità allo svolgimento delle funzioni giudiziarie.
Come si ricorderà il CSM nell'ambito del "caso Carnevale" aveva sollevato conflitto di attribuzioni vanti alla Corte Costituzionale la quale ne aveva dichiarato la inammissibilità poiché la questione di costituzionalità poteva essere sollevata " nei corso di uno dei giudizi comuni che possono essere attivati dagli interessati a seguito dell'adozione, da parte dello stesso CSM, dei provvedimenti regolati dalle norme in questione: con ciò ammettendosi quindi la possibilità di una interpretazione diversa da quella "ex lege" .

14.INIZIATIVE PER LA RETE DI FORMAZIONE ONORARIA
Acquisendo una serie di indicazioni derivate dall'incontro dei primi di maggio dedicato ai componenti delle Commissioni distrettuali per la formazione onoraria, il plenum ha deliberato di prevedere sul sito istituzionale del CSM sul web un link che consenta di accedere al materiale relativo alla formazione dei magistrati onorari (fornito dalle varie commissioni distrettuali), nonché di allestire una mailing-list dedicata alle attività di formazione.
Si intensifica così l'attività volta alla maggiore professionalizzazione della magistratura onoraria, favorendo un circuito virtuoso in cui sarà possibile partecipare e condividere le rispettive esperienze e iniziative.

15.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle per il 2004/2005 del Tribunale di Taranto.
Approvate con una serie di rilievi cui uniformarsi per il prossimo programma tabellare quelle della Procura di Roma, Tribunale di Latina, Tribunale di Bergamo.
Non approvate le tabelle del Tribunale di sorveglianza di Milano e del Tribunale di Vigevano.

16.NUOVO MAGISTRATO ALL'UFFICIO STUDI DEL CSM
E' il dott. ALESSANDRO D'ANDREA, proveniente dal Tribunale di Termini Imerese.

17.AMMISSIONI A CORSI INTERNAZIONALI
Ammessi al corso su "Cooperazione giudiziaria nelle controversie transfrontaliere per responsabilità genitoriale" (Barcellona, 2-5.10.2006) i colleghi TERESA CHIODO (Trib. minori Catanzaro) e PAOLO CORDER (Trib. Venezia).

DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
In via di completamento la proposta per il plenum per il passaggio "ipso iure" in Cassazione dei magistrati d'Appello applicati in Cassazione ed alla procura Generale della Cassazione, nonché quella per il concorso ordinario a consigliere di Cassazione.
Iniziata la valutazione anche per la copertura di quattro posti di magistrato di Tribunale applicati in Cassazione.
Le prime due proposte (giudice di Tribunale di Piacenza e p.m. a Catania) del bollettino ordinario dei posti di primo grado pubblicato nel dicembre 2005 sono approdate in plenum.

QUINTA COMMISSIONE
Proposte unanimi per Presidente del Tribunale di Napoli in favore di CARLO ALEMI (Presidente del Tribunale di S. Maria C. Vetere), per Presidente del Tribunale di Firenze in favore del dott. ENRICO OGNIBENE (Presidente di sezione del Tribunale di Firenze) e per Presidente del Tribunale di Lucca in favore del dott. GABRIELE FERRO (Presidente di sezione del Tribunale di Lucca).
Per l'incarico direttivo di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Genova, proposta unanime per GIULIANA DEIANA (Presidente del Tribunale di sorveglianza di Sassari).
Per l'incarico semidirettivo di Procuratore aggiunto a Brescia quattro voti (De Nunzio, Meliadò, Di Federico e Lo Voi) a favore del dott. FABIO SALAMONE (p.m. Brescia), ed uno (Salmè) a favore del dott. BRUNO MARESCA (Tribunale Firenze); a seguito della successiva revoca del dott. Maresca, si è raggiunta l'unanimità sulla proposta a favore del dott. Salamone.
Nessuna definizione purtroppo ancora per la procedura di nomina del nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo; dopo l'intervenuta revoca di uno dei tre magistrati proposti in precedenza (il dott. Renato Papa, procuratore aggiunto a Catania), i consiglieri (de Nunzio e Meliadò) che ne avevano espresso l'indicazione e che a termini di regolamento devono essere messi in condizione di esprimere una nuova valutazione, hanno per due successive sedute di commissione richiesto un rinvio.

NONA COMMISSIONE
Completato l'esame del programma dei corsi di formazione previsti per il 2007 (per cui è previsto un significativo incremento dell'offerta formativa, anche in considerazione dell'assenza di iniziative destinate agli uditori giudiziari, assenti dagli uffici giudiziari per il prossimo anno), la commissone ha varato la struttura delle giornate di chiusura dei corsi di formazione a distanza (e.learning) sperimentati per la prima volta quest'anno.
Nella prima data prevista (il 23 giugno) si chiuderà a Roma il corso dedicato al "Giudizio penale d'appello", con un incontro diretto non solo ad un riepilogo dei temi affrontati nei 40 giorni di corso, ma anche una ricognizione dell'innovativo strumento metodologico, la cui positiva verifica potrebbe essere confermata anche per il 2007.

GRUPPO DI LAVORO SUL TERRORISMO
Il sette giugno, nel quadro delle attività programmate dal gruppo di lavoro per lo studio di iniziative di contrasto al terrorismo internazionale, costituito presso il C.S.M., si sono incontrati trenta magistrati impegnati nel settore, provenienti da tutti i distretti d'Italia.
Nel corso dei lavori si sono approfondite le tematiche che preludono alla predisposizione di una risoluzione del Consiglio che affronti in chiave propositiva i principali problemi, specie di ordine organizzativo e di coordinamento, che sono stati rappresentati dai magistrati impegnati in indagini in materia di terrorismo.



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