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SOMMARIO
1.I CONCORSI PER LA CASSAZIONE: TRA EUFORIA ED IPOCRISIA
2.INCARICHI DIRETTIVI (PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CASSAZIONE; PRES. TRIB. SORV. BRESCIA; PROCURATORE MINORI PERUGIA; PRES. TRIB. TERMINI IMERESE)
3.RISOLUZIONE IN MATERIA DI PROGRAMMI ORGANIZZATIVI DELLE PROCURE
4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5.IL PARERE DEL CONSIGLIO SULLA DISTRIBUZIONE DI 116 POSTI IN AUMENTO DI ORGANICO
6.FUORI RUOLO
7.NUOVA NOMINA AL COMITATO SCIENTIFICO
8.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
9.PUBBLICITA’ DEGLI INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI
10.BANDO PER STAGES ALL’ESTERO DEDICATO A “FORMATORI�
11.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
12.IL CORSO DI FORMAZIONE DEI FORMATORI
DALLE COMMISSIONI

Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1.I CONCORSI PER LA CASSAZIONE: TRA EUFORIA ED IPOCRISIA
Nella seduta di plenum del 5 luglio 2006 sono state definite le pratiche relative al conferimento (sostanzialmente automatico) del posto di consigliere della Corte di Cassazione dei magistrati di appello destinati all’ufficio del Massimario ovvero alla Procura Generale presso la stessa Corte, in attuazione del decreto legislativo 23 gennaio 2006 n. 24.
Un primo tassello della riforma Castelli è stato così (molto celermente) portato a compimento.
Nella medesima seduta di plenum è stata (finalmente ma tardivamente) definita anche – a distanza di 344 giorni dall’avvio - la pratica relativa alla copertura di 17 posti di consigliere della Corte di Cassazione pubblicati con telefax del 26 luglio 2005.
Ci siamo astenuti per tutte e tre le pratiche (per quella relativa alla progressione ope legis dei magistrati del Massimario unitamente ai consiglieri Marini e Di Federico, per le altre due pratiche unitamente soltanto a quest’ultimo) per le seguenti ragioni:
a) abbiamo voluto prendere le distanze, in modo formale, dalla tempistica che la maggioranza della Terza Commissione e la maggioranza del Consiglio hanno voluto imporre nella definizione delle pratiche in questione e, cioè, dal voluto e programmato ritardo (di circa quattro mesi) nella definizione della pratica relativa alla copertura dei 17 posti di consigliere della Corte di Cassazione, nonché dalla al contrario celerissima prima significativa applicazione della riforma Castelli (che, non casualmente, corrisponde a quella che riconosce un beneficio di carriera ad un discreto numero di magistrati);
b) abbiamo voluto prendere le distanze, altresì, dai metodi e dai ritmi di valutazione della Terza Commissione che – a discapito delle altre pendenze (sono a tutti i noti i ritardi che affliggono le procedure concorsuali relative ai posti di I e II grado, cui sono interessati un migliaio di colleghi) - ha proceduto all’inutile attribuzione analitica di punteggi ad oltre un centinaio di aspiranti, per quanto gli stessi fossero assai lontani dalla parte alta della graduatoria, con un aggravio di adempimenti del tutto ingiustificato e con sostanziale disinteresse per le risorse limitate ed i tempi ristretti a disposizione della Commissione;
c) abbiamo voluto dissociarci, in modo formale, dalla incomprensibile euforia che ha accompagnato l’approvazione delle delibere in questione, con una (degna di miglior causa) autocelebrazione della grande efficienza del Consiglio, che avrebbe offerto una straordinaria risposta alle esigenze della Suprema Corte di Cassazione (“in un solo giorno vengono coperti ben 41 posti vacanti della Corte di Cassazione e mai prima d’ora il Consiglio era arrivato a fare tanto� …. è stato affermato da almeno tre consiglieri con un incomprensibile orgoglio, apparentemente sincero);
d) abbiamo ritenuto, per contro, che si è trattato non già di una pagina di grande efficienza, quanto piuttosto dell’esatto contrario, atteso che - per la tardiva copertura dei 17 posti messi a concorso da quasi un anno - il Consiglio avrebbe dovuto chiedere scusa alla Corte di Cassazione ed ai suoi utenti; mentre, con la sollecita promozione ope legis dei magistrati interessati (….. non si poteva certo rischiare una sospensione della riforma) si è deciso di smobilitare da subito l’ufficio del Massimario, determinando vacanze che saranno coperte quando il futuro Consiglio, fra infinite difficoltà , riuscirà a gestire e definire il concorso appena bandito; va peraltro ricordato come la "promozione ope legis" in Cassazione si sia tradotta in una sostanziale compressione delle prerogative dell'autogoverno, eludendo la prassi concorsuale, accentuata dal dato che ben 25 dei 41 magistrati in questione erano approdati in precedenza al Massimario della Cassazione (12 su 26) o ai posti d’appello della Procura Generale (ben 15 su 17) in virtù di "concorso virtuale" derivante da precedente destinazione fuori ruolo....
e) abbiamo, in sintesi, ritenuto che il doveroso ed incontestabile ossequio alla volontà del legislatore avrebbe potuto essere portato a compimento con una tempistica più rispettosa delle esigenze di servizio piuttosto che quelle (di alcuni…) dei magistrati interessati.
-- Di seguito (in ordine di anzianità ) l’elenco dei 23 magistrati di appello in servizio presso la Corte di Cassazione (Ufficio del Massimario) che in virtù del disposto del decreto legislativo 23.1.2006 n. 24 (avente ad oggetto modifica all'organico dei magistrati addetti alla Corte di Cassazione) sono state destinati alla Corte di Cassazione con funzioni di consigliere:
Emilio MIGLIUCCI, Vittorio NOBILE, Roberta VIVALDI, Ulpiano MORCAVALLO, Maria Cristina GIANCOLA, Giacomo TRAVAGLINO, Stefano PETITTI, Ippolisto PARZIALE, Luigi SALVATO, Margherita CASSANO, Biagio VIRGILIO, Giovanni DIOTALLEVI, Maria VESSICHELLI, Giacinto BISOGNI, Patrizia PICCIALLI, Paola PIRACCINI, Giulio SARNO, Maria Rosaria SAN GIORGIO, Carlo DE CHIARA, Valerio NAPOLEONI, Raffaele Gaetano Antonio FRASCA, Giorgio FIDELBO, Luigi Alessandro SCARANO e Mario BERTUZZI (D.M. 30 aprile 1986).
Solo il dott. Pietro DUBOLINO, tra tutti i magistrati destinati al Massimario, non ha manifestato la propria disponibilità per il conferimento delle funzioni di legittimità , per cui lo stesso dovrà presentare domanda di trasferimento in occasione della pubblicazione del primo concorso ordinario per posti di primo grado, di appello o di legittimità ovvero potranno presentare domanda per l’attribuzione di funzioni direttive o semidirettive.
-- Questo invece l’elenco (in ordine di anzianità ) dei 16 colleghi in servizio nei posti di appello della Procura Generale della Corte di Cassazione che sono stati nominati sostituti procuratori generali della Cassazione:
Vito D’AMBROSIO, Enrico FERRI, Aurelio GALASSO, Rosario Giovanni RUSSO, Francesco Mauro IACOVIELLO, Riccardo FUZIO, Marcello MATERA, Santi CONSOLO, Francesco SALZANO, Ignazio Giovanni PATRONE, Renato FINOCCHI GHERSI, Antonio GIALANELLA, Antonio MURA, Carmelo SGROI, Federico SORRENTINO e Pietro GAETA (D.M. 12.11.81).
Permane nel ruolo di Magistrato di Appello destinato alla Procura Generale presso la Corte di Cassazione la Dott.ssa Elisabetta Maria CESQUI, che non ha manifestato la propria disponibilità al trasferimento. (e che parteciperà ai concorsi ordinari di mobilità orizzontale o verticale).
-- I 19 posti di consigliere di Cassazione a concorso ordinario sono stati attribuiti, in ordine di graduatoria concorsuale (con il punteggio riportato da ciascuno) a:
Mariaida PERSICO (sost. proc. gen. Napoli); Dario CULOT (Appello Venezia), punti 12,5;
Luigi BARTOLOMEI (Appello sez. lavoro Firenze); Paolo OLDI (Appello Brescia); Vito SCALERA (Appello Bari); Margherita MARMO (Appello Roma); Massimo VECCHIO (Pres. sez. Trib. Catanzaro); Giacomo PAOLONI (fuori ruolo all’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia), punti 12;
Raffaello FEDERICO (Trib. Parma); Adelaide AMENDOLA (fuori ruolo come assistente di studio alla Corte Costituzionale), punti 11,5;
Gaetanino ZECCA (Appello sez. lavoro Roma); Maria Silvia SENSINI (Appello Ancona); Pietro ZAPPIA (Appello Catania); Aldo CAVALLO (Appello Roma); Annamaria AMBROSIO (Appello Roma); Michele RENZO (Appello Ancona); Rocco Marco BLAIOTTA (Trib.Roma), punti 11.
Altra proposta, votata unicamente dai cons. Lo Voi e Mammone, sostituiva i dott. Renzo e Blaiotta con Michele PERRIERA (Appello Roma) e Marina MOLETI (Appello Messina).

2.INCARICHI DIRETTIVI (PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CASSAZIONE; PRES. TRIB. TERMINI IMERESE; PRES. TRIB. SORV. BRESCIA; PROCURATORE MINORI PERUGIA)
Presidente di sezione della Corte di Cassazione è stato nominato il dott. MICHELE DE LUCA (cons. Cassazione) con 17 voti (5Unicost, 5MD, 3MOV, Berlinguer, Marvulli) rispetto ai 4 voti (laici del Polo) attribuiti al dott. GIORGIO DI IORIO (cons. Cassazione).
Presidente del Tribunale di Termini Imerese è stato (ri)nominato (a seguito di annullamento da parte del giudice amministrativo di una precedente decisione del CSM del 10.4.2002) il dott. LEONARDO GUARNOTTA (pres. Trib. Termini Imerese) con 18 voti (6Unicost, 5MD, 3MOV, Berlinguer, Marvulli, Di Federico, Ventura Sarno) rispetto ai 3 voti (2MI, Spangher), riportati dal dott. ANTONIO CAROLLO (Trib. Termini Imerese).
Presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia e' stato nominato il dott. BENIAMINO SPIZUOCO (Trib. minori Brescia) con 11 voti (6Unicost, 2MI, 3 laici del Polo), prevalendo sul dott. FRANCESCO MAISTO (sost. proc. gen. Milano) cui sono andati 10 voti (MD, Movimento, Marvulli, Berlinguer), astenuto Rognoni.
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Perugia è stato nominato il dott. ALBERTO BELLOCCHI (sost. proc. gen. Perugia) con 12 voti (6Unicost, 2MI, 3laici del Polo, Berlinguer), prevalendo sulla dott.ssa GIOVANNA TOTERO (Trib. minori Perugia) cui sono andati 9 voti (Movimento, MD), astenuti Rognoni e Di Federico.
Nelle ultime due decisioni va rilevato (purtroppo ancora una volta…) come si siano sacrificate da parte della consueta maggioranza del plenum le specifiche professionalità di candidati particolarmente esperti nella materia della sorveglianza e minorile, per lo svolgimento di una prolungata e positiva permanenza in detti uffici.
I candidati risultati prevalenti in sede di ballottaggio non avevano invece mai, nemmeno per un solo giorno, svolto funzioni in uffici di sorveglianza o minorili.
Nonostante le decisioni contrarie del giudice amministrativo (che peraltro argomenta le sue motivazioni sulla base delle circolari del Consiglio), si continua a privilegiare il dato anagrafico sulla competenza specifica.

3.RISOLUZIONE IN MATERIA DI PROGRAMMI ORGANIZZATIVI DELLE PROCURE
Il plenum del CSM ha adottato (con l’astensione dei consiglieri Di Federico e Spangher) una risoluzione in via di urgenza (che si riporta di seguito) con cui si forniscono indicazioni operative ai Procuratori della Repubblica investiti del compito di modulare assetti organizzativi degli uffici sulla base delle tante (negative..) novità derivate dal Decreto Legislativo n. 106/06 sull'organizzazione delle Procure.
Si tratta di una proposta della settima commissione (rel. Primicerio, Aghina e Menditto) che, nel delicato momento di transizione derivato dalla vigenza di nuove disposizioni e un DDL in itinere diretto a sospenderne l'efficacia, si propone di evitare la stabilizzazione di nuovi assetti degli uffici di Procura, sin qui per la verità adottati da un numero ridotto di dirigenti degli uffici.
Nella delibera si prevede che tutti i provvedimenti dei Procuratori saranno esaminati dal Consiglio per "valutare in primo luogo la razionalità e congruità degli assetti organizzativi dell'ufficio e delle scelte compiute" e per consentire al Consiglio di "regolare compiutamente gli ulteriori effetti derivanti dalla nuova disciplina", con il necessario coordinamento, anche se ci auguriamo che la celere approvazione del decreto di sospensione muti gli scenari di riferimento..
Rilevante (per eludere palesi diseconomie) l'invito ai Consigli Giudiziari di "soprassedere" dall'esame dei criteri organizzativi già redatti sulla base della circolare sulle tabelle.
Questo il testo del provvedimento:
“In data 19 giugno è entrato in vigore il decreto legislativo n. 106 del 20 febbraio 2006 che contiene "Disposizioni in materia di organizzazione dell'ufficio del pubblico ministero a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera d) , della legge 25 luglio 2005, n. 150".
E' noto, peraltro, che il disegno di legge approvato il 9 giugno 2006 dal Consiglio dei ministri, in discussione al Senato, propone la sospensione dell'efficacia delle disposizioni contenute nel citato decreto, al pari di quelli n. 109/06 e 160/06.
Su tale disegno di legge il Consiglio ha formulato in data 22 giugno un articolato parere in cui si richiamano i precedenti pareri consiliari in cui erano stati evidenziati profili di illegittimità costituzionale della legge delega e quindi dei decreti legislativi delegati con riferimento, per quanto interessa in questa sede, "alla violazione dell'art. 112 Cost. (per l'esasperata gerarchizzazione degli uffici del p.m., oltre che per la denunciata abrogazione dell'art. 7 ter dell'ord. giud. previgente)", nonché ricordate le principali ricadute negative della nuova disciplina sull'organizzazione e quindi sull'efficienza degli uffici, anche requirenti.
Il Consiglio ha espresso parere favorevole al disegno di legge del governo per la necessità di procedere medio tempore alle necessarie modifiche normative dirette a restituire "al Consiglio le competenze costituzionalmente previste, e con ciò sanando un vulnus nel sistema degli equilibri costituzionali, prevenendo, nel contempo, un probabile futuro contenzioso", ed anche per le concrete difficoltà derivanti dalla applicazione dei decreti dovendosi "soprattutto richiamare il carattere non solo vasto e complesso delle radicali modifiche nell'organizzazione degli uffici, specialmente di quelli del p.m., e nel complessivo assetto della magistratura, ma anche la necessità di un immediato ma al tempo stesso globale e coerente intervento del Consiglio per evitare effetti negativi come quelli, ad esempio, che deriverebbe da una possibile disomogeneità dei modelli organizzativi degli uffici requirenti, che provocherebbe inevitabilmente incertezze gestionali e disorientamento degli utenti del servizio giudiziario"
In questa fase appare necessario un primo e urgente intervento consiliare che tenga conto del quadro normativo e della sua evoluzione, rinviando a una fase successiva un eventuale più compiuto intervento.
Dopo l'entrata in vigore della nuova normativa alcuni dirigenti di uffici di Procura hanno adottato provvedimenti organizzativi ai senso dell'art. 1 comma 6 del decreto, ritualmente trasmessi al Consiglio ai sensi del comma 7.
Dal primo esame dei provvedimenti emerge che in numerosi casi i dirigenti hanno confermato espressamente i criteri organizzativi in vigore, approvati dal Consiglio, procedendo alle sole modifiche necessitate dalla nuova normativa: disciplinando il visto per le misure cautelari reali e personali, come previsto dall'art. 3, e regolando i rapporti con la stampa conformemente a quanto previsto dall'art. 5. Questi provvedimenti appaiono conformi all'attuale dato normativo e compatibili col complessivo assetto degli uffici requirenti, frutto anche delle disposizioni consiliari –emanate in applicazione dei principi costituzionali- ancora vigenti e, comunque, rispondenti a esigenze di buon andamento degli uffici.
In limitati casi, invece, i dirigenti degli uffici, pur confermando in gran parte i vigenti criteri organizzativi, hanno previsto modalità di assegnazione degli affari talvolta pienamente discrezionali ovvero clausole di carattere generale dirette a dare esplicazione ad alcuni poteri che il decreto delegato attribuisce al dirigente, sia pure quale esercizio di una mera facoltà .
Il Consiglio procederà a una articolata analisi dei provvedimenti organizzativi emanati dai Procuratori, al fine di valutare in primo luogo la razionalità e congruità degli assetti organizzativi dell'ufficio e delle scelte compiute, anche per regolare compiutamente gli ulteriori effetti derivanti dalla nuova disciplina.
In presenza di specifiche situazioni che lo richiedano ovvero di casi di diretta applicazione della nuova disciplina tali da determinare perplessità interpretative o contrasti, il dirigente e i magistrati dell'ufficio potranno comunque interessare con urgenza direttamente il Consiglio che adotterà gli opportuni provvedimenti.
Si invitano, inoltre, i Consigli Giudiziari a soprassedere dall'esame dei criteri organizzativi degli uffici requirenti redatti in applicazione della vigente circolare sulle tabelle al fine di consentire il necessario coordinamento con quanto previsto da detta circolare e dalla nuova disciplina.�

4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Designazione unanime del dott. LUIGI RUSSO (Appello Catania) a Presidente di sezione del Tribunale di Catania e del dott. RENZO PAOLO PACHER (Appello Trento) a Presidente di sezione della Corte d’Appello di Trento, sez. distaccata di Bolzano.

5.IL PARERE DEL CONSIGLIO SULLA DISTRIBUZIONE DI 116 POSTI IN AUMENTO DI ORGANICO
Il plenum del CSM ha approvato il parere richiesto dal ministro (Castelli...) in ordine alla proposta di ripartizione dell'ultima tranche di aumento di organico dei magistrati nei vari uffici (116 unità ), sul totale di 1000 previsto dalla L. n.48/2001.
Rispetto alla proposta iniziale il Consiglio, revisionando analiticamente i flussi delle pendenze e delle sopravvenienze presso gli uffici giudiziari, ha sostanzialmente disatteso i criteri di valutazione (in alcuni casi del tutto cervellotici) utilizzati dal ministero, formulando una parere che si segnala per l'accuratezza di analisi dei rilievi statistici, che hanno portato a conclusioni spesso in radicale conflitto con quelle del ministero.
Il CSM ha così dimostrato una capacità di analisi di dati statistici, flussi dei procedimenti, situazioni di criticità degli uffici e di singoli settori all’interno degli uffici, nonostante la carenza di strutture ad hoc che sono precipue del Ministero per espressa disposizione costituzionale.
In particolare nella proposta (che per la sua “mole� è stata separatamente trasmessa in lista) si è rivalutata la situazione di disagio delle corti d'Appello (con specifico riferimento alle sezioni lavoro), per cui si è evidenziato un necessario incremento dell'organico rispetto all'irrisorio dato di 15 nuove unità oggetto dell'originaria proposta ministeriale.
Da rilevare infine come non si sia potuta offrire un'approfondita valutazione per gli uffici oggetto nelle precedenti tranches di incremento dell'organico, in difetto di dati di riscontro derivati da una modifica (peraltro più che ragionevolmente positiva) intervenuta in epoca troppo recente.
Naturalmente non possiamo che confidare nell’utile recepimento delle nostre osservazioni.

6.FUORI RUOLO
Deliberata la destinazione fuori ruolo di:
ENRICO GALLUCCI (Trib. Roma) all’Ufficio affari dell’amministrazione della giustizia della Presidenza della Repubblica;
FRANCA ZACCO (Pres. sez. Trib. Teramo) come collaboratore dell’Ufficio per gli affari giuridici e le Relazioni Costituzionali della Presidenza della Repubblica;
FRANCESCO MARIO BONITO (f.r. per mandato parlamentare come deputato) come collaboratore del sottosegretario all’interno on.le Marcella Lucidi.
Proseguono l’attività fuori ruolo:
LORETO D’AMBROSIO (f.r. presso l’Ufficio per gli Affari giuridici e le Relazioni Costituzionali della Presidenza della Repubblica) destinato fuori ruolo nel nuovo incarico di Consigliere per gli Affari giuridici e le Relazioni Costituzionali della Presidenza della Repubblica;
MARIO DE IORIS (f.r. presso il Gabinetto del Ministero per le pari opportunità ) prorogato nell’incarico di consigliere presso gli uffici di diretta collaborazione del Ministero per le pari opportunità .
ROBERTA CAPPONI (Presidente della Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri), prorogata nella destinazione fuori ruolo per altri due anni.

7.NUOVA NOMINA AL COMITATO SCIENTIFICO
Unanime designazione per il Comitato Scientifico (settore civile) della dott.ssa GIUSEPPINA LUCIANA BARRECA (Trib. sez. lavoro Roma).

8.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle 2004/2005 del Tribunale di Matera.

9.PUBBLICITA’ DEGLI INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI
Ottemperando a quanto disposto dal decreto legislativo 2 febbraio 2006, n.35 "Pubblicità degli incarichi extragiudiziari conferiti ai magistrati� (vigente a far data dal 14 maggio 2006), il plenum del CSM ha adottato le necessarie misure per adeguare le disposizioni vigenti in materia di incarichi extragiudiziari alla necessità di pubblicità e trasparenza imposte dal d.l.vo precedentemente indicato (va peraltro ricordato che uno specifico onere di pubblicizzazione degli incarichi sul sito web del Consiglio era stato già anticipato prima della riforma ordinamentale nella recente circolare consiliare in tema di incarichi, per l’approvazione di un emendamento da noi presentato).
Qui di seguito il dispositivo della delibera consiliare:
“Il testo del Capo 22 della circolare n. 15207 del 16 dicembre 1987 e successive modifiche è sostituito dal seguente: "Il Consiglio Superiore della Magistratura rende noto, mediante inserimento in apposita sezione del proprio sito internet, l'elenco degli incarichi extragiudiziari autorizzati nel semestre ai magistrati ordinari.
L'elenco, aggiornato alla fine di ogni semestre a partire dalla data di entrata in vigore del D.Lvo 2 febbraio 2006, n. 35, anche con cancellazione delle precedenti iscrizioni, salvo se queste ultime si riferiscano ad attività ancora in corso, è organizzato con ordine nominativo e dà indicazione del nome, cognome e ufficio di appartenenza del magistrato, dell'oggetto e della durata dell'incarico, dell'ente conferente, del compenso previsto ed autorizzato, nonché del numero di incarichi precedentemente svolti dal medesimo magistrato nell'ultimo triennio.�

10.BANDO PER STAGES ALL’ESTERO DEDICATO A “FORMATORI�
Nel quadro del programma di scambio per autorità giudiziarie nell’ambito dell’ U.E. per l’anno 2006, è stato approvato un interpello dedicato ai formatori che svolgano attività presso le strutture nazionali di formazione (a livello centrale o decentrato) esistenti presso i Paesi membri della Rete Giudiziaria Europea.
Il programma, concepito nell’ambito del cd. “Erasmus dei magistrati� prevede quattro stages (rispetto all’unico stage del 2005) di due settimane (2 in Francia, 1 in Spagna ed 1 in Belgio) presso i rispettivi istituti di formazione.
Scadenza per la presentazione delle domande il 20.7.2006.

11.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi all’incontro di studi su “L’acquisizione delle prove nello spazio giudiziario penale dell’ U.E.� (Durbuy, 3-6 ottobre 2006) i colleghi GIOVANNA ICHINO (Appello Milano), LARA GHIRARDI (p.m. Nuoro), PAOLO REMER (p.m. Rossano), GIULIA LABIA (p.m. Verona), PIERPAOLO FILIPPELLI (p.m. Napoli).

12.IL CORSO DI FORMAZIONE DEI FORMATORI
Con la partecipazione di larga parte dei magistrati impegnati nella “rete� distrettuale di formazione decentrata, si è svolto a Roma il 3 e il 4 luglio il periodico corso dedicato alla formazione dei formatori.
Confortati dalle indicazioni programmatiche del nuovo Guardasigilli, che confermando la necessità di istituire la Scuola della Magistratura ha al contempo esaltato il ruolo fondamentale svolto dalla formazione decentrata (meritevole anzi di essere ulteriormente rafforzata), si è potuto svolgere un confronto sull’attuale situazione nei vari distretti con una prospettiva concreta di “sopravvivenza� di un modello che ormai può vantare una più che positiva tradizione nell’ambito del progetto di formazione offerto dal C.S.M.
Dal confronto con i referenti locali sono emerse richieste di un maggior raccordo e coordinamento con la struttura centrale, la necessità di una rivisitazione delle cd. “giornate tabellari�, nonché una diffusa esigenza di una maggiore valorizzazione dell’attività di formazione del magistrato in sede di valutazione di professionalità (molti degli intervenuti hanno fatto riferimento all’innovativa obbligatorietà della presenza ad iniziative di formazione previsto per i magistrati onorari).
Particolare interesse ed attenzione è stata destinata al “report� dell’esperienza dei corsi di formazione a distanza (e.learning) recentemente conclusi in sede centrale, atteso che analoga metodologia formativa può essere agevolmente (ed economicamente) sperimentata anche in ambito distrettuale.

DALLE COMMISSIONI
QUINTA COMMISSIONE
Proposta unanime per l’ufficio direttivo di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Salerno per il dott. CARLO MARIA STALLONE (Presidente di sezione Appello Salerno).

NONA COMMISSIONE
Approvato il programma dei corsi di formazione per il 2007, che prevede un sensibile incremento numerico dei corsi (derivato anche dall’assenza di attività di formazione riservata agli uditori giudiziari, che nel prossimo anno non saranno presenti negli uffici per i noti ritardi delle procedure concorsuali).
Previste anche molte novità sul piano metodologico, improntate ad accentuare il collegamento con la formazione decentrata e ad estendere la cd. “formazione a distanza� (e.lerarning), la cui sperimentazione si è sviluppata quest’anno con risultati particolarmente promettenti.


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