Get Adobe Flash player
Nuova pagina 2

SOMMARIO
SALUTO CON L'ULTIMO NOTIZIARIO DELLA CONSILIATURA
1.IL PLENUM DEL CSM CON FRATTINI DEDICATO ALL'ATTIVITA' INTERNAZIONALE
2.INCARICHI DIRETTIVI (PRES. C. APP. CATANZARO; PRES. C. APP. MESSINA; PROC. GEN. CAGLIARI; PROC. GEN. GENOVA; PRES. T. AVELLINO; PRES. T. ENNA; PRES. T.. FIRENZE; PRES. T. MASSA; PROC. PISTOIA; PROC. SPOLETO; PRES. T. MIN. TRIESTE; PRES. T. SORV. AVELLINO; PRES. T. SORV. GENOVA)
3.A VUOTO L'ULTIMO PLENUM DEL CSM PER MANCANZA DEL NUMERO LEGALE
4.LA RELAZIONE AL PARLAMENTO
5.FUORI RUOLO
6.APPROVATO IL PROGRAMMA DEI CORSI DI FORMAZIONE PER IL 2007
7.FUMATA NERA PER L'ACCESSO IN CASSAZIONE PER MERITI INSIGNI
8.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
9.RIFORMA DISCIPLINARE E ATTIVITA' DELLA PRIMA COMMISSIONE
10.LE DISPOSIZIONI TABELLARI A TUTELA DELLA LAVORATRICE MADRE VANNO ESTESE AI MAGISTRATI DISTRETTUALI
11.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
12.ANCORA NOMINE DI REFERENTI PER L'INFORMATICA
13.SULLE MODALITA' DI FRUIZIONE DEL CONGEDO ORDINARIO AL DI FUORI DEL PERIODO FERIALE
14.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
15.GIUDICI DI PACE E TUTELA DELLA MATERNITA'
16.NUOVA PUBBLICAZIONE DI 57 POSTI IN APPELLO
17.PER UN EFFETTIVO ESONERO PARZIALE DAL LAVORO GIUDIZIARIO DEI COMPONENTI DEI CONSIGLI GIUDIZIARI
18.ERASMUS DI "FORMATORI"
DALLE COMMISSIONI

Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

Nuova pagina 1



SALUTO CON L'ULTIMO NOTIZIARIO DELLA CONSILIATURA
Con questo numero terminano i nostri notiziari per la fine della consiliatura del CSM.
Tutti i resoconti, molte volte critici, che abbiamo trasmesso "in rete", costituiscono una sorta di "diario di viaggio" della nostra esperienza consiliare, ed anche una archivio di fatti, iniziative, piccole e grandi battaglie quotidiane, cui operiamo rinvio....; in ogni caso ogni nostra condotta è stata sempre offerta al vaglio critico dei colleghi.
Indipendentemente dai risultati, riteniamo di avere sempre denunziato le non episodiche patologie
consiliari, mediante una testarda comunicazione settimanale diretta ad accentuare la trasparenza delle dinamiche interne, agevolati dallo strumento telematico.
Riteniamo di avere determinato a questo proposito una "svolta" comunicativa (che ha caratterizzato il Movimento per la Giustizia) ineludibile: la rappresentatività democratica e l'autorevolezza del Consiglio non può che trovare giovamento nella più ampia forma di divulgazione delle sue attività , operata anche in forma di valutazione critica, per un autogoverno che partecipi del contributo più ampio possibile dei magistrati.
Va in particolare a tutti i colleghi del Movimento per la Giustizia il nostro ringraziamento per averci fatto sentire, nelle varie iniziative di raccordo con l'attività consiliare, convegni, contatti diretti, mail, ecc.. sempre orgogliosi di rappresentarli all'interno del Consiglio.
Rientriamo quindi nei nostri uffici di provenienza, salutando l'ingresso al Consiglio di Ciro Riviezzo, Mario Fresa e Dino Petralia (che continueranno una doverosa azione di trasparenza dell'attività consiliare), cui va il nostro augurio di non sottoscrivere mai resoconti di "incredulità " (il nostro periodico "non ci posso credere", ha costituito una sorta di "blob" degli ordini del giorno....) nella loro prossima attività in Consiglio.
Ai tanti magistrati che abbiamo incontrato - dal vivo e in forma...virtuale- in questi quattro anni, ma anche ai tanti la cui attività di silenziosa abnegazione emerge dalla "carte" consiliari, va il nostro saluto più affettuoso: la loro attenta "vicinanza" alla vita quotidiana dell'organo di autogoverno ed al nostro operato è quello che più ci mancherà nel prossimo futuro, ma al tempo stesso il più prezioso patrimonio di umanità e di esperienza che potremo portare con noi.

1.IL PLENUM DEL CSM CON FRATTINI DEDICATO ALL'ATTIVITA' INTERNAZIONALE
Il 26 luglio si è svolto un plenum è stato dedicato esclusivamente all'attività internazionale di competenza del Consiglio, cui ha partecipato per la prima volta il vicepresidente della Commissione Europea on. Franco Frattini (titolare del portafoglio per lo spazio di libertà , giustizia e sicurezza), che ha sviluppato un intervento dedicato ad illustrare le linee d'azione della
Commissione per incentivare lo sviluppo di uno spazio giudiziario europeo.
Successivamente i cons. Salmè ed Aghina, presidenti rispettivamente della sesta e della nona commissione consiliare, hanno presentato una risoluzione dedicata al ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura nella costruzione di uno spazio europeo per la giustizia, la libertà e la sicurezza che, dopo ampio dibattito, è stata successivamente approvata all'unanimità .
Di seguito il contenuto del dispositivo della risoluzione (trasmessa integralmente in lista con il testo dell'intervento):
"Il Consiglio superiore della magistratura
considerato che la costruzione ed il rafforzamento dello spazio europeo di libertà , sicurezza e giustizia richiede, oltre all'adozione da parte degli organi dell'Unione di misure legislative per il riavvicinamento delle legislazioni nazionali, il rafforzamento della cooperazione giudiziaria,
basata soprattutto sul principio del mutuo riconoscimento;
considerato che il mutuo riconoscimento si fonda sulla fiducia reciproca tra gli Stati membri, che presuppone la conoscenza dei singoli ordinamenti, e sulla fiducia dei cittadini nella buona qualità dei sistemi giudiziari dei diversi Paesi dell'Unione, la quale richiede che la tutela dei diritti sia realizzata attraverso processi giusti, efficaci e di durata ragionevole;
considerato che il Consiglio superiore della magistratura ha prestato la massima attenzione e ha espresso il più forte impegno per la realizzazione di condizioni favorevoli alla costruzione dello spazio giuridico europeo, in particolare:
- promuovendo la costituzione della Rete europea dei Consigli di giustizia, avvenuta a Roma il 20 maggio 2004, assumendone anche la presidenza e il coordinamento di gruppi di lavoro;
- partecipando attivamente alla Rete europea di formazione giudiziaria e designando un magistrato italiano quale Segretario;
- assumendo le posizioni di vertice nelle due Reti come riconoscimento dell'importanza del ruolo svolto per la nascita e il buon funzionamento delle stesse;
- curando la formazione europea dei magistrati italiani, alla quale ampio spazio è dedicato dalla Relazione al Parlamento del 2004, sia mediante azioni formative gestite direttamente sia favorendo, anche in attuazione di programmi comunitari, la partecipazione di magistrati italiani a iniziative di formazione all'estero e di magistrati stranieri a esperienze di formazione italiane e partecipando al programma di "scambio" ;
- promuovendo in tutti gli uffici giudiziari italiani, fin dal 2003, iniziative pubbliche per la celebrazione ogni anno della giornata europea per la giustizia civile;
- partecipando fin dalla sua costituzione con un proprio delegato, che attualmente ne ha assunto la presidenza, al Consiglio consultivo dei giudici europei presso il Consiglio d'Europa;
- partecipando all'attività della Rete di Lisbona;
- adottando iniziative per una migliore organizzazione degli uffici giudiziari al fine di accelerare la definizione dei processi di più lunga durata e curando la diffusione di una cultura dell'efficienza nella magistratura italiana;
- approvando due risoluzioni, nel 1999 e nel 2000, e nel 2001 una Relazione al Parlamento sulla tematica della ragionevole durata dei processi;
- favorendo la partecipazione dei magistrati italiani alla Rete europea per la cooperazione penale e contribuendo alla migliore conoscenza delle attività della Rete stessa;
- adottando misure, nell'ambito della propria competenza, per agevolare la presenza di magistrati italiani nelle istituzioni e negli organismi europei e internazionali;
- sostenendo, come responsabili o partecipanti a programmi europei, la crescita delle istituzioni e il rafforzamento dei principi dello Stato costituzionale di diritto nei Paesi candidati;
- costituendo un Gruppo di lavoro consiliare per i problemi del terrorismo interno e internazionale;
- istituendo, nell'ambito della propria organizzazione, un'apposita struttura amministrativa di supporto dell'attività internazionale (Ufficio per le relazioni internazionali) si impegna a proseguire e rafforzare le iniziative e le azioni intraprese, nonché a promuovere la reciproca conoscenza dei magistrati dei Paesi dell'Unione mediante partecipazione ai programmi di scambio;
ritenuto che per il perseguimento delle finalità sopra indicate è essenziale una sinergia con il Ministero della giustizia, sia sul piano interno, per la realizzazione dell'efficienza e della qualità del servizio giudiziario, sia su quello internazionale, per quanto riguarda il miglioramento della cooperazione giudiziaria;
auspica una piena attuazione del principio della leale collaborazione tra il Consiglio superiore della magistratura ed il Ministro della giustizia;
preso atto della disponibilità , anche finanziaria, dichiarata dal Commissario europeo alla giustizia, libertà e sicurezza per sostenere l' azione di tutti gli enti e istituzioni che hanno per finalità di favorire la costruzione dello spazio europeo di libertà , sicurezza e giustizia;
auspica che possano essere intensificati i rapporti tra l'Unione e la Rete europea per la formazione giudiziaria e possa essere sostenuta e favorita la partecipazione del Consiglio italiano, anche come membro della Rete europea dei Consigli di giustizia, alle iniziative per la valutazione della qualità della giustizia e per l'analisi dell'impatto delle normative europee negli ordinamenti interni."
Dopo la risoluzione menzionata, sono state approvate altre due significative risoluzioni dedicate: a) agli interventi per favorire il funzionamento della rete di cooperazione penale; b) agli interventi per favorire la partecipazione dei magistrati italiani alle istituzioni, giudiziarie e non giudiziarie, europee e internazionali.

2.INCARICHI DIRETTIVI (PRES. C. APP. CATANZARO; PRES. C. APP. MESSINA; PROC. GEN. CAGLIARI; PROC. GEN. GENOVA; PRES. T. AVELLINO; PRES. T. ENNA; PRES. T.. FIRENZE; PRES. T. MASSA; PROC. PISTOIA; PROC. SPOLETO; PRES. T. MIN. TRIESTE; PRES. T. SORV. AVELLINO; PRES. T. SORV. GENOVA)
L'ultima settimana di plenum è stata caratterizzata dalla definizione di ben tredici procedure di designazione ad incarichi direttivi, un numero record, ove si pensi che in tutto l'ultimo anno della consiliatura le nomine sono state 48.
Potrà questa anche costituire una "prassi", ma non ci sembra che possa essere ricompresa nella fisiologia dell' attività del Consiglio, ed anzi va stigmatizzato il ritardo con cui si è provveduto alla copertura di posti apicali sovente vacanti da tempo.
Sei le nomine intervenute all'unanimità :
- per l'incarico di Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, nominato il dott. PIETRO ANTONIO SIRENA (cons. Cassazione);
- per l'incarico di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Cagliari, il dott. ETTORE ANGIONI (Procuratore presso il Tribunale per i minori di Cagliari);
- nuovo Procuratore generale presso la Corte d'Appello di Genova è il dott. LUIGI ANTONIO ROVELLI (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Genova);
- nuovo Presidente del Tribunale di Enna è il dott. GIOVANNI RUSSO (Pres. sez. Appello Caltanissetta);
- per l'incarico di Presidente del Tribunale di Massa designato il dott. CARLO VALLINI (Pres. sez. Trib. Pisa);
- per l'incarico di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Genova nominata la dott.ssa GIULIANA DEIANA (Presidente del Tribunale di sorveglianza di Sassari).
L'incarico di Presidente del Tribunale di Firenze è stato conferito al dott. ENRICO OGNIBENE (Pres. sez. Trib. Firenze), dopo che era stata respinta una richiesta di ritorno in commissione votata soltanto da sette consiglieri di MD e del Movimento, con 8 astensioni (MD, Aghina, Arbasino, Rognoni).
L'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, è stato conferito al dott. GIANFRANCO RIGGIO (cons. Cassazione) con 9 astenuti (MD, Movimento, Rognoni).
quello di Presidente della Corte d'Appello di Messina è stato conferito al dott. GIUSEPPE FAZIO (Presidente del Tribunale di Patti), con 2 astensioni (Rognoni ed Aghina);
quello di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Avellino al dott. CARLO MARIA STALLONE (Pres. sez. Appello Salerno), con 2 astensioni (Rognoni ed Aghina).
Più marcata la divisione del plenum per il conferimento dell'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia, conferito al dott. RENZO DELL'ANNO (sost. proc. gen. Firenze) che ha prevalso con 12 voti (MI, MD, Movimento, Berlinguer, Delli Priscoli) sul dott. UGO ADINOLFI (Procuratore di Biella) cui sono andati i 6 voti dei consiglieri di Unicost (astenuti Rognoni, Spangher, Ventura Sarno, Di Federico e Caldarera).
Analogo contrasto ha caratterizzato la nomina del nuovo Presidente del Tribunale di Avellino, per cui ha prevalso il dott. MASSIMO AMODIO (Pres. sez. Trib. Napoli) con 11 voti (MD, Movimento, Delli Priscoli, Marvulli, Berlinguer) sul dott. PASQUALE PERRETTI (Presidente del Tribunale di Ariano Irpino), su cui sono confluiti 10 voti (Unicost e laici del Polo), astenuti MI e Rognoni.
La decisione più incerta si è avuta per l'incarico di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Trieste, conferito dal plenum al dott. NUNZIO SARPIETRO (pres. aggiunto gip Trib. Trieste) "ai calci di rigore", essendo terminate in parità (undici voti per parte) le due successive votazioni che lo hanno visto contrapposto al dott. PAOLO CANEVELLI (Trib. sorveglianza Roma).
A favore del dott. Sarpietro 6Unicost, 2MI, Spangher, Ventura Sarno e Caldarera), mentre hanno indicato il dott. Canevelli altri undici consiglieri (3Movimento, 5MD, Berlinguer, Marvulli e Delli Priscoli), astenuti Rognoni e Di Federico.
A parità di consensi il dott. Sarpietro ha prevalso grazie alla maggiore anzianità .
La scelta ha contrapposto da un lato, un magistrato come il dott. Sarpietro, sicuramente apprezzabile per qualità e quantità della attività giudiziaria (ma privo di esperienza specifica nel settore della sorveglianza), e dall'altro chi, come il dott. Canevelli, poteva vantare con una lunga e specifica esperienza nel settore della sorveglianza presso l'ufficio di Sorveglianza di Roma e quindi al Ministero della Giustizia come Direttore dell'Ufficio Studi e ricerche del DAP e quindi direttore del casellario Giudiziale Centrale funzioni svolte tutte con lusinghieri giudizi intervallate da un periodo come apprezzatissimo magistrato addetto all'ufficio studi del CSM.
Ancora una volta la scelta (se pure questa volta particolarmente sofferta) del plenum, ha finito per penalizzare la specifica professionalità rispetto al posto in concorso (non è certo la prima volta, e sin qui il giudice amministrativo è sempre intervenuto per porre rimedio…).
L'aspetto della vicenda che però merita di essere conosciuto riguarda la potenziale incompatibilità parentale del dott. Sampietro, la cui la moglie svolge le funzioni di sostituto procuratore generale a Trieste, un ufficio (con soli tre magistrati in organico) che svolge come è noto funzioni di p.m.nei giudizi avanti al tribunale di sorveglianza.
Il dott. Sarpietro non aveva reso la prescritta dichiarazione in sede di concorso all'incarico apicale, ed una prima proposta a suo favore era stata in precedenza portata all'attenzione del plenum ignorando totalmente la circostanza.
Avevamo sollevato il problema, dopo aver rinvenuto negli atti una nota dell'avv.to Generale di Trieste che "spontaneamente" riferiva come nel caso di destinazione del dott. Sarpietro al Tribunale di Sorveglianza avrebbe provveduto, con ordine di servizio, ad escludere la moglie dai turni presso quell'ufficio.
L'omissione del dott. Sarpietro integra una violazione di obbligo espressamente previsto dalla circolare sulle incompatibilità (punto 45), per è disposta la comunicazione al titolare dell'azione disciplinare (punto 48), in quanto fattispecie espressamente prevista come infrazione disciplinare dall'art. 2 del d. lgs 23.2.06 n. 209.
Chi ha sostenuto la proposta Sarpietro lo ha fatto ignorando questi aspetti, rivelatori quanto meno di scarsa conoscenza delle norme ordinamentali, e quindi incidente nel giudizio attitudinale: a loro avviso la dichiarazione dell'avv.to Generale aveva risolto tutti i problemi.
Non è servito neppure obiettare che la nuova formulazione dell'art. 19 O.G. prevede una espressa incompatibilità per i piccoli tribunali tra magistrati coniugi (o legati da vincolo parentale stretto) operanti nell'ufficio giudicante e requirente.
Non è servito neppure obiettare che la prima commissione (competente sulla materia delle incompatibilità ) proprio per pregnanza delle modifiche introdotte con la nuova disciplina aveva sospeso l'esame delle pratiche di incompatibilità ex art. 19 proprio per studiare a fondo il problema.
Si è ritenuto invece che il plenum potesse pronunciarsi senza acquisire un parere e la nostra proposta di ritorno della pratica in commissione è stata respinta.
Da ultimo va rilevato, a testimonianza di un più che singolare caso di "autogoverno" in sede locale per la scelta di un dirigente di un ufficio che, come altro magistrato della Procura generale ha inteso supplire l'omessa comunicazione del dott. Sarpietro alla quinta commissione, così lo stesso ufficio - prima ancora della decisione del Consiglio, ma ineludibilmente anticipandola - ha presentato un programma organizzativo diretto ad escludere la consorte del dott. Sarpietro dai turni quale p.m. presso il Tribunale di sorveglianza.

3.A VUOTO L'ULTIMO PLENUM DEL CSM PER MANCANZA DEL NUMERO LEGALE
Il Consiglio Superiore della Magistratura ha terminato il 28 luglio la sua consiliatura in un modo (se possibile..) ancora peggiore di quello che ha connotato l'inizio di questo travagliato quadriennio.
Convocato un plenum straordinario a seguito di richiesta di differimento avanzata nella seduta di ieri dal cons. Di Federico, a norma dell'art.45 del Regolamento interno, che consente a ciascun consigliere di richiedere il rinvio al plenum successivo delle pratiche presentate in via d'urgenza
all'assemblea per un maggior approfondimento, si è dovuta oggi verificare la mancanza del numero legale dei componenti "laici", per l'assenza dei consiglieri del Polo Spangher e Caldarera (peraltro giustificato), per cui si è determinato lo scioglimento della seduta senza la possibilità di procedere al voto.
Da tempo, ma inutilmente, la componente del Movimento ha richiesto, oltre che la determinazione di chiare regole deontologiche per i consiglieri, anche la modifica di una norma regolamentare (l'art.45) che nel corso di questa consiliatura ha determinato plurime utilizzazioni strumentali e ostruzionistiche, prevedendo un'obiettivazione delle ragioni della richiesta di rinvio (nel caso di specie il cons.Di Federico aveva esplicitamente anticipato la sua contrarietà alla proposta, concernente la candidatura del CSM ad ospitare la Conferenza europea dei giudici).
Abbiamo sollecitato la trasmissione del verbale della (inutile) ultima
seduta del plenum al Presidente della Repubblica, evidenziando l'anomalia delle vigenti disposizioni in tema di numero legale, più volte utilizzate - da parte di una esigua minoranza - per paralizzare l'attività del Consiglio, con evidente scarso rispetto per il funzionamento dell' istituzione.
Resta il nostro rammarico per un così negativo epilogo della consiliatura.

4.LA RELAZIONE AL PARLAMENTO
Approvata (con il voto contrario dei quattro consiglieri laici del Polo) nel plenum del 27 luglio la Relazione al Parlamento del CSM, dedicata nel 2007 a raccogliere tutti i pareri espressi dall'organo di autogoverno sul disegno di legge delega e sugli schemi dei decreti delegati.
Si tratta di un documento che riepiloga tutta la complessa attività consultiva operata dal Consiglio sulla riforma ordinamentale (per la verità sin qui non oggetto di particolare attenzione), che si è inteso far precedere da un'introduzione in cui sono stati evidenziate le caratteristiche principali della riforma, con specifico riferimento al quadro costituzionale di riferimento.
Ampio lo spazio dedicato alle proposte alternative avanzate dal Consiglio, specie in tema di valutazione di professionalità , Scuola della magistratura e responsabilità disciplinare.
La risoluzione (il testo integrale è inserito sul sito www.movimentoperlagiustizia.it) compendia un impegno che ha occupato per anni il Consiglio in tutte le sue articolazioni (con particolare riguardo all'Ufficio Studi), e che si è inteso offrire come contributo costruttivo al nuovo Parlamento che dovrà occuparsi a brevissimo della correzione della controriforma ordinamentale.

5.FUORI RUOLO
GALILEO D'AGOSTINO (Trib. Roma) è destinato fuori ruolo quale magistrato di collegamento per il Regno di Spagna.
Destinazione a funzioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie del dott. Luigi BOBBIO (f.r. per mandato parlamentare) quale addetto alla Segreteria del Vice Presidente della Camera dei deputati on.le Meloni.
ANTONIO RUFFINO (Trib. Napoli) è destinato fuori ruolo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri quale collaboratore del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi.
Confermato fuori ruolo il dott. GIUSEPPE NICASTRO (f.r. al Ministero della Giustizia con funzioni amministrative) con nuova destinazione alla Corte Costituzionale quale assistente di studio del Presidente, dott. Franco BILE.
Confermato fuori ruolo il dott. UMBERTO DE AUGUSTINIS nell'incarico di Vice Capo del Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Confermato fuori ruolo il dott. FRANCESCO FRETTONI (f.r. presso l'Ufficio del coordinamento legislativo-finanze del Ministero dell'Economia e delle Finanze) e nuova destinazione al Ministero per gli Affari Regionali con funzioni di Vice Capo dell'Ufficio Legislativo del Dipartimento per gli affari regionali e per gli enti locali.
Confermata fuori ruolo la dott.ssa SILVIA CORINALDESI (f.r. presso la Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin) con nuova destinazione, quale consigliere giuridico, al settore legislativo del Ministero delle Politiche per la Famiglia.
Torna in ruolo il dott. LUIGI DI PAOLA (f.r. presso il Gabinetto del Ministro della Giustizia), destinato al Tribunale di Roma sez. lavoro.

6.APPROVATO IL PROGRAMMA DEI CORSI DI FORMAZIONE PER IL 2007
Approvata dal plenum la delibera (rel. Aghina) comprensiva del programma dei corsi di formazione per l'anno 2007 per corsi "nazionali" (già trasmessa in lista): scadenza per la presentazione delle domande di ammissione il 15 novembre 2006 (potrà essere richiesta la partecipazione sino ad un massimo di quattro corsi ordinari, oltre ad uno di formazione a distanza).
Si tratta di un'importante delibera che impegna il Consiglio proseguire nella propria intensa attività formativa nella fase di attuazione della Scuola della magistratura.
Di seguito le principali novità contemplate dal programma:
-- incremento complessivo dell'offerta formativa, che per il 2007 raggiunge il numero "record" di 55 corsi (di cui 26 nel settore penale, 22 in quello civile e del lavoro, 7 interdisciplinari), cui si sommeranno come da prassi i corsi realizzati nel corso dell'anno "a interpello" sulle novità normative, in vista di un "traguardo" di ammessi che dovrebbe superare ampiamente le 5000 unità .
-- esordio nella programmazione annuale della novità metodologica della "formazione a distanza" (e.learning), positivamente sperimentata nel 2006 in due corsi "laboratorio" dedicati per il settore penale a "Il giudizio d'appello" e per il settore civile "La consulenza tecnica d'ufficio".
Nel 2007 si intende ulteriormente sperimentare questa novità formativa con cinque corsi ad hoc: due corsi civili (Prima comparizione delle parti e trattazione della causa, Il danno da illecito extracontrattuale), un corso di lavoro (Problematiche in materia previdenziale), e due corsi penali (L'udienza preliminare, La tutela penale dell'ambiente), tutti programmati con la metodologia della formazione a distanza, che prevede una discussione telematica (della durata di circa due mesi) del gruppo dei magistrati ammessi al corso (in numero di 30) guidata da coordinatori, su "schede" tematiche periodicamente inserite sul sito web del CSM, cui accedere mediante password riservata.
Al termine del corso, incentrato essenzialmente sul "forum" di discussione dei partecipanti, è prevista una sessione centrale a consuntivo del dibattito.
Per ampliare il livello di conoscenza di questo modulo innovativo di formazione, a tutti i magistrati che ne faranno richiesta verrà attribuita una password per consentire l'accesso e la sola lettura del forum di discussione di un corso di e.learning.
Sul sito intranet del CSM sono stati inseriti i materiali di discussione del corso sul giudizio penale d'appello.
-- nuovo modulo di durata dei corsi: l programma del 2007 prevede la sperimentazione prevalente (oltre ai corsi previsti in tre o cinque sessioni) di un modulo di corso non più strutturato sulle tradizionali cinque sessioni di lavoro, ma su quattro sessioni, con inizio del corso alle ore 15:00 del primo giorno e termine dei lavori alle ore 13:00 del terzo.
-- metodologia del confronto a due voci con l'avvocatura: alcuni corsi sono strutturati con un'ampia partecipazione di avvocati (nella misura del 40% e del 30%), e con una esposizione (discussing) "a due voci" (un magistrato ed un avvocato) per ciascun argomento in programma (per il corso penale) o coordinamento dei gruppi di studio (per il corso civile);
-- raccordo operativo con la formazione decentrata per quattro corsi "condivisi": l'esigenza di un più stretto e sinergico raccordo con la formazione decentrata, si realizza nel 2007 mediante un raccordo organizzativo inteso ad esaltare il contributo offerto in sede distrettuale nella realizzazione di alcuni corsi, sia quanto all'apporto di conoscenze riversato dalla sede decentrata a quella centrale (per un confronto specialistico), sia con riferimento al percorso inverso, inteso ad amplificare in sede locale il risultato dell'iniziativa centrale.
Per il corso penale "La normativa in materia di stupefacenti" (24-26 ottobre) e quello civile "L'illecito civile contrattuale e extracontrattuale" (12-14 novembre) è prevista la partecipazione di un formatore decentrato nonché di un magistrato per ciascun distretto (selezionato su indicazione dei formatori decentrati tra i partecipanti al corso distrettuale precedentemente organizzato).
Il corso penale "Il giudice e l'acquisizione della prova" (5-7 febbraio) e quello civile "La riforma del processo civile" (26-28 febbraio) sono strutturati con una partecipazione secondo criteri territoriali, prevedendosi l'ammissione (secondo gli ordinari meccanismi di selezione) di almeno due magistrati per ogni distretto, al fine di garantire lo sviluppo di successive, analoghe iniziative in sede decentrata, in cui divulgare i temi affrontati (anche in sede di dibattito) durante il corso.
-- riproposizione dei corsi di riconversione civile e penale per offrire un'adeguata offerta formativa ai casi di "migrazione" interna ai settori della giurisdizione.
-- rivisitazione dei criteri di ammissione ai corsi e formazione delle liste d'attesa: una revisione dei punteggi attribuiti ai parametri di ammissione, intesa ad esaltare le esigenze di partecipazione di chi non ha partecipato ai corsi di formazione negli anni precedenti, con preferenza rispetto a chi non ha operato la domanda di ammissione, dovrebbe limitare al massimo la possibilità di reiterate esclusioni dall'offerta formativa del Consiglio.

7.FUMATA NERA PER L'ACCESSO IN CASSAZIONE PER MERITI INSIGNI
Nell'ultimo notiziario avevamo dato notizia dell'esito dei concorsi indetti per gli anni 2004 e 2005 per la nomina di professori universitari ed avvocati all'ufficio di consigliere di Cassazione in attuazione dell'art.106 Cost.
La copertura dei posti riservati per l'anno 2003, all'esito di un bando cui avevano cocorso un professore universitario e diciotto avvocati, non ha portato ad un risultato positivo, in quanto - ritirata una proposta a favore dell'avv.to ALBERTO FIGONE del Foro di Genova - anche quelle in favore degli avvocati RICCARDO CONTE (del Foro di Milano) e ANTONIO GEMELLI (del Foro di Messina), non hanno riportato la maggioranza in plenum, all'esito di una prolungata discussione diretta ad evidenziare la necessitò di valutare con particolare rigore le domande degli aspiranti, e verificare di conseguenza i presupposti dei "meriti insigni" che legittimano l'accesso alla Corte di legittimità .

8.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Numerose nomine (otto) operate "in limine" anche per incarichi semidirettivi:
GIANLORENZO PICCIOLI (Appello L'Aquila) a Presidente di sezione della Corte d'Appello di L'Aquila; DOMENICO ANTONIO MOSCA (Pres. sez. Trib. Catanzaro) a Presidente di sezione della Corte d'Appello di Catanzaro; MARIA IMMACOLATA IANNIBELLI (Trib. Torino) a Presidente di sezione del Tribunale di Torino; VINCENZO RIZZO (App. Trento) a Presidente di sezione del Tribunale di Verona; BARTOLO CORRAO (Trib. lav. Catania) a Presidente di sezione lavoro del Tribunale di Catania; MARIO RICATTI (Pres. sez. Trib. Civitavecchia) a Presidente di sezione del Tribunale di Rieti; MASSIMO D'ARIENZO (Appello Genova) a Presidente di sezione del Tribunale di Genova, tutte all'unanimità .
A maggioranza soltanto la designazione del dott. FABIO SALAMONE (p.m. Brescia) a Procuratore aggiunto a Brescia, con 17 voti a favore, 3 contrari (Civinini, Salvi, Marini) e 4 astensioni (Rognoni, Salmè, Menditto, Delli Priscoli).

9.RIFORMA DISCIPLINARE E ATTIVITA' DELLA PRIMA COMMISSIONE
Con una delibera approvata dal plenum all'unanimità , il Consiglio ha affrontato i riflessi derivati dall'entrata in vigore del decreto legislativo 23-2-2006 n.109 sulle attività della prima commissione, ed in particolare della norma transitoria che impone la trasmissione al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione per le sue determinazioni in ordine all'azione disciplinare di tutti gli atti pendenti relativi ai procedimenti ex art.2 L.Guar. (incompatibilità ambientale e funzionale), ritenendosi in questi ricompresi anche quelli ancora nella fase preliminare, senza che vi sia stata la formale contestazione dell'addebito.
E' stata comunque investita la prima commissione del compito di verificare sia l'astratta riconducibilità della fattispecie alle diverse ipotesi disciplinari tipizzate nella stessa legge, sia che condotta ascritta al magistrato non appaia incolpevole ad un esame sommario esame o ad un accertamento preliminare.
E' noto che riforma ordinamentale determina una rilevante compressione delle prerogative consiliari in materia, con questa risoluzione tuttavia il Consiglio ha identificato i propri spazi di intervento residui.
In esito alla delibera, sono stati quindi trasmessi al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione molte procedure di incompatibilità (tra cui quelle relative alla dott.ssa GALLINI e ai dott. MARABOTTO, MANCUSO, PADULA, LA RANA, VITALONE), in alcuni casi anche già aperte e notificate ai magistrati.

10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle 2004/2005 dei seguenti uffici giudiziari:
Tribunale di Lamezia Terme; Tribunale di Arezzo; Corte d'Appello di Catanzaro; Tribunale di Vallo della Lucania; Tribunale di Locri.
Non approvato il programma organizzativo della Procura di Locri.

11.LE DISPOSIZIONI TABELLARI A TUTELA DELLA LAVORATRICE MADRE VANNO ESTESE AI MAGISTRATI DISTRETTUALI
Rispondendo ad un quesito proposto da una collega, magistrato distrettuale presso la Corte d'Appello di Salerno, in ordine alle modalità di applicazione della circolare n. 160/96 del 10.4.1996 e successive modifiche ai magistrati distrettuali, il plenum ha approvato una delibera con cui si intendono estese anche ai magistrati distrettuali le disposizioni tabellari (art.42 della circolare 2006-2007) dirette a ridurre al minimo le difficoltà tipiche della lavoratrice madre e che onerano il dirigente dell'ufficio "di prevedere una organizzazione del lavoro interno tale da configurare un impegno lavorativo dei magistrati in gravidanza o con prole di età inferiore ai tre anni (o che abbiano adottato prole minore con situazione pertanto equivalente) "non inferiore quantitativamente, ma diverso e compatibile con i doveri di assistenza che gravano sulla lavoratrice".

12.ANCORA NOMINE DI REFERENTI PER L'INFORMATICA
Di seguito le ulteriori designazioni operate (in un parterre mai come questa volta estremamente ridotto di aspiranti) per l'incarico di referente distrettuale per l'informatica:
- per il distretto di Venezia: il dott. Gian Maria PIETROGRANDE (Presidente di Sezione del Tribunale di Venezia), per il settore penale;
- per il distretto di Campobasso il dott. Giovanni Giuseppe FALCIONE (Tribunale di Campobasso), per il settore penale;
- per il distretto di Roma il dott. Mauro Lambertucci (Tribunale di Roma), per il settore civile;
- per il distretto di Catanzaro il dott. Sergio CALIO' (Presidente di Sezione del Tribunale di Castrovillari), per il settore penale;
- per il distretto di Salerno il dott. Giorgio JACHIA (Tribunale di Salerno), per il settore civile, e la dott.ssa Antonella GIANNELLI (Appello Salerno), per il settore penale;
disposta la ripubblicazione a concorso dei seguenti posti di referente distrettuale informatico:
Distretto di Venezia: settore civile; Distretto di Campobasso: settore civile; Distretto di Roma: settore penale; Distretto di Catanzaro: settore civile, con termine 15 settembre 2006 per la presentazione delle domande.

13.SULLE MODALITA' DI FRUIZIONE DEL CONGEDO ORDINARIO AL DI FUORI DEL PERIODO FERIALE
Sul quesito posto dal Presidente del Tribunale di Avellino in ordine alle modalità di fruizione del congedo ordinario al di fuori del periodo feriale, questa la delibera approvata dal plenum:
"Le direttive dettate dal Consiglio in ordine alle modalità di fruizione delle ferie prendono avvio dalla circolare n. 5857 del 1981, esplicata anche dalla nota 6219 del 9.5.1988: in detta regolamentazione, affermata l'applicabilità della disposizione primaria ai magistrati, è stato sancito il dovere di godere delle ferie continuativamente in coincidenza del periodo feriale fissato ai sensi dell'art. 90, II comma, dell'Ordinamento Giudiziario e la fruibilità in ogni caso delle ferie entro il primo semestre dell'anno successivo qualora l'utilizzazione del congedo sia stata differita per ragioni di servizio.
La circolare del 25.1.1997 n. 1457 ha, altresì, statuito che spetta ai dirigenti degli uffici disporre per una diversa distribuzione del periodo di congedo durante l'anno, con possibilità di recupero nel primo semestre dell'anno successivo, gravando sui medesimi dirigenti il dovere di vigilare affinché i magistrati addetti all'ufficio osservino il rispetto del termine perentorio del primo semestre dell'anno successivo per il godimento delle ferie, favorendone con la loro gestione la fruizione.
Alla luce delle precisazioni che precedono, quanto alla risposta al quesito si osserva: dalle circolari sopra richiamate si evince il principio che la concessione delle ferie ai magistrati costituisce un vero e proprio diritto riconosciuto come irrinunciabile dalla Costituzione per ogni lavoratore, diritto che può essere ragionevolmente contemperato con le esigenze del servizio giudiziario.
Il problema per i magistrati sorge dall'individuazione di un periodo feriale e nel contempo dalla necessità di assicurare in tutto l'anno la trattazione dei procedimenti e processi che non subiscono interruzioni nel periodo di sospensione dei termini processuali, come previsti dalla legge 7.10.1969 n. 742. Ciò rende più problematica la risoluzione della questione relativa alle modalità di recupero delle ferie in periodi diversi o ulteriori rispetto a quelli stabiliti, potendo residuare un cospicuo numero di giorni di ferie per ciascun magistrato.
E' necessario prevedere che vi sia una adeguata programmazione dell'intero periodo di ferie del magistrato, con l'eventuale eccezione di pochi giorni, sin dalla predisposizione delle tabelle feriali per contemperare le opposte esigenze sopra evidenziate. Il magistrato - per ragioni di buona amministrazione - eviterà di fissare le udienze che da calendario cadano in concomitanza con il periodo di ferie indicato. La programmazione del periodo di ferie dovrà essere concordato dai magistrati con il dirigente dell'ufficio, sul quale grava il dovere sia di vigilare in ordine al rispetto del termine perentorio per la fruibilità differita del medesimo diritto sia di garantire la funzionalità del servizio. Proprio per assicurare detta ultima esigenza, il Consiglio ha previsto che le ferie siano godute in modo continuativo.".

14.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi all'incontro di studio su "La circolazione delle sentenze civili in Europa" (Parigi, 26-28.9.2006) i dott. MARCELLO BASILICO (Trib. Genova) e CINZIA CASANOVA (Trib. Genova).

15.GIUDICI DI PACE E TUTELA DELLA MATERNITA'
Il Consiglio ha approvato una significativa delibera (in esito ad una serie di quesiti che prendevano le mosse da un'incerta formulazione normativa) che riconosce ai giudici di pace di sesso femminile il diritto di astenersi dallo svolgere le loro funzioni giurisdizionali onorarie per tutto il periodo di aspettativa obbligatoria, con corrispondente divieto per i dirigenti degli uffici di adibirle in quello stesso periodo allo svolgimento delle funzioni.
La delibera, preceduta da articolati pareri del Comitato Pari Opportunità (che aveva ritenuto la piena applicabilità del d.Lgs 151/2001), e dell'Ufficio studi del CSM (che aveva concluso in senso opposto), non ritiene direttamente applicabile il d. lgs. n. 151/2001 (in senso contrario un emendamento presentato dal cons. Salmè), poiché il suo campo di applicazione è chiaramente delimitato dall'esercizio di una tipica prestazione da lavoro dipendente, laddove il Giudice di Pace è un funzionario onorario vincolato solamente da un rapporto di servizio - e solamente in tal senso può dirsi eterodiretto - e non da un rapporto di ufficio che solo consentirebbe di considerarlo un pubblico dipendente che svolge una tipica prestazione di lavoro subordinato, cui debbono essere riconosciuti una retribuzione propriamente detta e le forme di previdenza ed assistenza proprie di tale categoria di lavoratore.
Di sicuro rilievo l'affermazione per cui la durata dell'incarico dei giudici di pace deve ritenersi prorogata per tutto il periodo di aspettativa obbligatoria fruito, così da eludere ricadute negative sul versante economico per il mancato introito delle indennità riconosciute ai giudici di pace nel periodo di aspettativa, che viene evitato proprio col prolungamento dell'incarico stesso

16.NUOVA PUBBLICAZIONE DI 57 POSTI IN APPELLO
Come ultimo atto della consiliatura in materia di mobilità , è stato approvato dal plenum un bollettino che pone a concorso 57 posti in uffici d'Appello (scadenza termini per la presentazione delle domande: 30 ottobre/15 novembre), che si aggiunge così a quello per i posti di appello e di primo grado ancora in via di definizione, di magistrati di tribunale applicati in Cassazione (due bandi), e per consigliere di Cassazione, tali da determinare non poco lavoro per la prossima terza commissione del Consiglio.

17.PER UN EFFETTIVO ESONERO PARZIALE DAL LAVORO GIUDIZIARIO DEI COMPONENTI DEI CONSIGLI GIUDIZIARI
Provvedendo in esito ad un monitoraggio diretto a verificare l'effettività dell'esonero parziale dal lavoro giudiziario dei componenti dei Consigli Giudiziari (reso indisponibile dall'ultima circolare sulle tabelle), il Consiglio ha approvato una delibera con cui:
- attesa la residuale ottemperanza in modo equivalente e conforme al disposto della circolare n. P5566/2002 del 14 marzo 2002, quanto alla concessione dell'esonero parziale dal lavoro giudiziario solo per tutti i componenti dei Consigli Giudiziari presso le Corti d'Appello di FIRENZE, GENOVA, MILANO, PALERMO, PERUGIA, TORINO.
- ritenuta la necessità di uniformare, rispetto a quanto previsto dal Consiglio Superiore della Magistratura in tema di esonero parziale dal lavoro giudiziario, l'attività dei componenti elettivi dei Consigli Giudiziari;
delibera
- di invitare i Presidenti dei Consigli Giudiziari di BRESCIA, CAGLIARI, CALTANISSETTA, CATANIA, L'AQUILA, POTENZA, REGGIO CALABRIA, SALERNO e TRENTO, ANCONA, BARI, CAMPOBASSO, CATANZARO, LECCE a comunicare a questo Consiglio, entro il 30 ottobre 2006, le modalità di concessione dell'esonero parziale conferito ai componenti elettivi dei Consigli Giudiziari, che sin d'ora si autorizza nella misura massima prevista dalla circolare n. P5566/2002 del 14 marzo 2002 (e pertanto nella misura del 10% per i componenti dei Consigli Giudiziari di CALTANISSETTA, CAMPOBASSO, POTENZA e TRENTO; del 20% per i componenti dei Consigli Giudiziari di ANCONA, BRESCIA, L'AQUILA, REGGIO CALABRIA, SALERNO e TRIESTE; del 30% per i componenti dei Consigli Giudiziari di BARI, CAGLIARI, CATANIA, CATANZARO e LECCE);
- di invitare i Presidenti dei Consigli Giudiziari di BOLOGNA, MESSINA, NAPOLI, ROMA e VENEZIA ad uniformare, entro il 30 ottobre 2006, l'entità dell'esonero parziale conferito a tutti i componenti dei rispettivi Consigli Giudiziari.

18.ERASMUS DI "FORMATORI"
In esito a precedente interpello, nell'ambito del "Progetto di scambio" realizzato grazie all'egida della rete Europea di formazione giudiziaria, sono stati selezionati quattro magistrati "formatori" per stages all'estero dedicati ai temi della formazione:
Paola ACCARDO (Appello Milano), Referente per la formazione decentrata del Distretto di Milano, è stata ammessa allo stage in Belgio, presso il Consiglio Superiore;
Carlo RENOLDI (Trib. Sorveglianza di Cagliari), Referente per la formazione decentrata del Distretto di Cagliari, settore penale, ammesso allo stage in Spagna, presso la Scuola giudiziaria del Consiglio Generale del Potere Giudiziario;
Nunzia GATTO (Sost. Proc. Gen. Milano), Referente per la formazione decentrata del Distretto di Milano, settore penale e Isabella MARIANI (Trib. Firenze), Referente per la formazione decentrata del Distretto di Firenze, settore civile, sono state ammesse allo stage in Francia, presso la Scuola della magistratura.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Proposta unanime della commissione per il posto vacante di Presidente di sezione del Tribunale di verona (a seguito della revoca del dott. Corrado Pascucci), in favore del dott. BENEDETTO MACCA (Trib. Brescia).

Share