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SOMMARIO
1. La prima settimana…
2. Commissione trasferimenti CSM: sintesi programmatica
3. Attorno alla V commissione
4. Comunicazione del Vice Presidente, sen. Nicola Mancino, nella seduta dell'assemblea plenaria del 13 settembre 2006

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1. La prima settimana…
Si è conclusa la prima settimana di lavori della nuova consiliatura. In realtà , è stata una settimana dedicata soprattutto all'organizzazione, ed infatti tutte le sedute delle Commissioni si sono occupate della ricognizione dell'esistente e dei criteri di distribuzione del lavoro (quasi dappertutto automatici, tranne, ad esempio, la Sesta (riforme), per la quale, tutti d'accordo, abbiamo privilegiato le competenze specifiche). Dino e Mario vi hanno riferito in particolare, dei primi lavori di due Commissioni operative, quali la Quinta (direttivi e semidirettivi) e la Terza (trasferimenti). Su tutti i lavori incombe la spada di Damocle dell'esito parlamentare del ddl di sospensione della riforma dell'ordinamento giudiziario che, com'è ovvio, condiziona pesantemente l'operato del CSM in quasi tutte le sue articolazioni. Il primo Plenum si è dedicato in particolare all'esame di alcune pratiche di Terza Commissione (trasferimenti a posti d'appello), tutte esitate all'unanimità .
L'evento politicamente più significativo della settimana è stata certamente la comunicazione fatta al Plenum dal Vice-Presidente Mancino in ordine all'attuazione della riforma Castelli. E' stata preceduta da una riunione informale tra i componenti, laici e togati, dedicata ai problemi generali ed organizzativi, nella quale ciascuno ha espresso la propria opinione, ma tutti, soprattutto i togati, hanno evidenziato la estrema problematicità della situazione che si verrebbe a creare se la riforma dovesse essere concretamente attuata. In particolare, per noi Dino Petralia ha espresso la convinzione che sarebbe stato opportuno un intervento del Vice-Presidente, che riassumesse le preoccupazioni comuni e le rappresentasse al Parlamento. Dopo una giornata di frenetici contatti, questa soluzione è prevalsa, ed infatti Mancino in apertura di Plenum ha fatto la comunicazione che tutti conoscete, e che abbiamo subito inviato a Gioacchino Natoli che ha provveduto a inoltrarla in lista. A noi pare che sia stata fatto un buon lavoro, perché è venuta fuori una posizione sostanzialmente unanime del CSM (nessuno ha espresso opinioni distinte), ciò che con altre soluzioni non sarebbe stato possibile, com'è facile intuire. Il taglio tecnico dato alla comunicazione (anche se non senza evidenti implicazioni politiche), ha consentito di porre il Parlamento di fronte alla responsabilità istituzionale di evitare la sostanziale paralisi dei lavori consiliari. Vedremo nella prossima settimana se il corso dei lavori sul ddl di sospensione della riforma confermerà la convinzione ottimistica che sta esprimendo in questi giorni il Ministro Mastella. Certo, se ciò dovesse accadere, si apre una fase nuova, nella quale anche il CSM sarà impegnato a dare il suo apporto tecnico al Parlamento in ordine alle modifiche da apportare. Sarà l'ennesima occasione da non sprecare per affrontare in modo positivo i problemi che pure affliggono la nostra organizzazione.
Tra le questioni di carattere generale che abbiamo cominciato ad affrontare e che ritengo essenziale, c'è quella dell'informazione sull'attività del CSM. E' questione urgente provvedere ad una tempestiva e completa informazione a cura dell'ufficio, per evitare che singoli e gruppi ne facciano strumento di clientela o di propaganda. Già ora si vede che pure sulle questioni minime o pubbliche (ad esempio pubblicate sul sito Csm), c'è una corsa a chi dà prima le informazioni sulla propria lista. Per non parlare delle informazioni individuali sull'esito delle procedure. Arrivare un'ora o mezza giornata prima o dopo è vissuto come una vittoria - o una sconfitta -. Anche questa è questione morale, ed uso distorto delle competenze consiliari. Porremo di nuovo il problema al più presto. Diversa è la questione sulle valutazioni dell'attività consiliare, per le quali è giusto e doveroso che i componenti rendano conto ai colleghi delle loro scelte e commentino quelle degli altri. Ma con un minimo di approfondimento, e senza cedere alla frenesia dettata dai tempi ai quali la tecnologia ci sta abituando.

2. Commissione trasferimenti CSM: sintesi programmatica

Lo stato delle pendenze.
La Terza Commissione del CSM, al primo anno della consiliatura 2006/2010, riscontra una pendenza di ben 242 pratiche, fissate all'ordine del giorno del 24 luglio 2006 e non esitate.
Esse sono così ripartite:
4 pratiche di collocamento fuori ruolo
3 pratiche di ricollocamento in ruolo
3 pratiche di riammissione nell'ordine giudiziario
9 pratiche di trasferimenti c.d. extra ordinem (stato di salute, incompatibilità , ricongiungimento al coniuge militare trasferito d'autorità , ecc.)
20 pratiche di contenzioso amministrativo, alcune delle quali assai risalenti nel tempo (anni 1991, '94, '97, 2001.)
1 pratica di rilascio di copia atti
8 pratiche di modifica della circolare n. 1509 del 1993, le quali potrebbero essere riunite in un'unica pratica di carattere generale finalizzata ad una organica modifica delle regole sui tramutamenti
2 pratiche di monitoraggio delle situazioni di fuori ruolo protratto oltre i termini di cui alla circolare consiliare
34 pratiche varie (tematiche di carattere generale, istanze, quesiti, magistrati di collegamento, ecc.)
158 pratiche di copertura di posti pubblicati.

Le pubblicazioni in atto.
Il quadro delle pubblicazioni in atto è il seguente:
1. copertura di 1 posto di Commissario aggiunto per la liquidazione degli usi civici per Lazio, Toscana, Umbria
2. copertura di 4 posti di consigliere della Corte di Cassazione riservati per meriti insigni (legge n. 303/1998)
3. copertura di 1 posto pubblicato con telefax del 24 marzo 2005 (giudice sez. lavoro Napoli)
4. copertura di 4 posti pubblicati con telefax del 26 luglio 2005 (magistrati del massimario)
5. copertura di 26 posti pubblicati con telefax 19 dicembre 2005 (posti di appello)
6. copertura di 173 posti pubblicati con telefax del 27 dicembre 2005 (posti di primo grado)
7. copertura di 8 posti pubblicati con telefax del 31 gennaio 2006 (distretto di Bolzano)
8. copertura di 19 posti pubblicati con telefax del 19 maggio 2006 (magistrati del massimario)
Di prossima scadenza inoltre vi sono le seguenti pubblicazioni:
1. copertura di 31 posti pubblicati con telefax del 25 luglio 2006 (posti di cassazione), scadenza termini 26 ottobre 2006
2. copertura di 57 posti pubblicati con telefax del 26 luglio 2006 (posti di appello), scadenza termini 15 novembre 2006
3. copertura di 2 posti pubblicati con telefax del 26 luglio 2006 (sostituto Parma), scadenza termini 10 ottobre 2006

Valutazioni di carattere generale.
Lo stato delle numerose pendenze e, in particolare, i ritardi con i quali sono stati espletati nella passata consiliatura i concorsi per i trasferimenti ordinari, vanno ricollegate invero al tema della irragionevole durata delle pratiche consiliari, che si riverbera inevitabilmente in una serie di disfunzioni negli uffici giudiziari e, in ultima analisi, nella irragionevole durata dei processi (vacanze prolungate negli organici degli uffici giudiziari determinano inevitabilmente un allungamento dei tempi processuali).
Il monito proveniente dal Capo dello Stato, seguito con convinzione dall'ex Vicepresidente del CSM Rognoni e poi dal neo eletto Vicepresidente Mancino, secondo cui ancora oggi esiste un forte potere delle correnti dell'ANM che condiziona e rallenta le scelte consiliari per piegarle agli interessi localistici e dei gruppi organizzati, va pertanto condiviso in quanto espressione di un disagio dell'opinione pubblica e dello stesso corpus della magistratura, che vedono nei tempi lunghissimi di espletamento delle pratiche motivi di inefficienze e disfunzioni degli uffici giudiziari, nonché preoccupazioni correlate ai sospetti, spesso fondati, di "patologie correntizie".
Non è un caso che le ferme critiche del Capo dello Stato siano state svolte in riferimento soprattutto alla gestione del personale. Una procedura concorsuale non può durare a lungo, specie se ciò è dovuto alla ricerca di un punto di equilibrio tra le correnti e le componenti laiche, una sorta di pacchetto-compromesso che accontenti tutti.
Occorre salvaguardare l'esigenza che si deliberi presto e bene, anche a costo di rinunciare all'unanimità dei consensi, se ciò si palesa indispensabile.
In questo quadro sarebbe opportuno prevedere un termine massimo entro il quale il relatore sia tenuto a formulare la proposta in commissione per la copertura dell'ufficio vacante, con potere-dovere sostitutivo del Presidente, in caso di ingiustificato superamento del termine (stabilire termini per i singoli tipi di procedimento non serve a nulla se non c'è uno strumento di diretto sollecito coercitivo al relatore). A tal fine occorre attendere una modifica regolamentare di cui deve farsi carico la competente Commissione.

L'accesso alle funzioni di legittimità ed all'ufficio del massimario.
Anche in relazione alle pratiche di copertura dei posti vacanti presso la Corte di Cassazione e la Procura Generale (e presso l'ufficio del massimario), la passata consiliatura ha impiegato tempi intollerabili secondo il parametro del buon andamento dell'amministrazione. Ed anche in questi casi ciò è dipeso in buona parte dai rilevati aspetti patologici.
Non può ignorarsi, d'altra parte, che le procedure di accesso alle funzioni di legittimità sono particolarmente complesse, sia per il numero notevolissimo di partecipanti (mai inferiore ai 150), sia per il peso che in esse va attribuito alle "particolari attitudini allo studio ed alla ricerca scientifica". Ciò comporta, per il relatore della pratica, lo studio approfondito dei fascicoli personali, con specifico riferimento anzitutto all'attività giurisdizionale significativa, ma anche alle pubblicazioni scientifiche, a volte monografiche, alle sentenze oggetto di pubblicazione, a volte numerose, alle relazioni a convegni, seminari, congressi.
Si pone, indubbiamente, sia un problema di tempo, sia un problema di oggettiva valutazione dei dati attinenti alle attitudini allo studio ed alla ricerca, la cui soluzione non può trovarsi soltanto nel contributo, pure lodevole, dei magistrati addetti alla segreteria.
Nell'immediato (ed in attesa di riforme normative o regolamentari) la copertura di ben 23 posti dell'ufficio del massimario e 31 posti di consigliere della Corte di cassazione, rappresenta una delle priorità nell'ambito della prima programmazione della Terza Commissione. Come noto, l'ufficio del massimario è risultato "svuotato", a seguito della attuazione del d.lgs. 23 gennaio 2006, n. 24 che ha modificato l'organico della cassazione ed ha consentito il trasferimento ipso iure alle funzioni di legittimità di numerosi magistrati di appello applicati. Sicché attualmente presso l'ufficio del massimario svolgono le funzioni solo 14 magistrati, a fronte dei 37 magistrati previsti in pianta organica.
Per quanto riguarda la copertura dei 31 posti di consigliere della Corte di cassazione, la scadenza dei termini per la proposizione delle domande, fissata al 26 ottobre, rende ragionevole prevedere l'inizio dei lavori per il relatore dopo circa un mese (è il tempo che abitualmente occorre al personale amministrativo per raccogliere e sistemare, anche in via informatica, le migliaia di documenti allegati alle numerose domande).
Anche in vista di quella scadenza è necessario ed urgente un adeguato potenziamento della struttura organizzativa della Terza Commissione (magistrati segretari e personale amministrativo), attualmente sottodimensionata in relazione alle molteplici attività cui è preposta.

I trasferimenti ordinari.
La materia dei trasferimenti ordinari è complessa, oggetto di stratificazioni normative ed oggi di alcune rigidità strutturali. Tutto questo richiede un intervento ponderato e complessivamente attento alle posizioni di tutti i magistrati interessati che, senza rischiare di determinare forzose ed inaccettabili contrapposizioni dettate da interessi settoriali e contingenti, persegua una riforma condivisa, rispettosa delle nuove esigenze e delle aspettative legittimamente maturate.
La gestione di questi trasferimenti presenta aspetti problematici ed organizzativi diversi rispetto a quelli che si evidenziano per la copertura degli uffici di legittimità .
Qui la discrezionalità del CSM, nell'attribuzione dei vari punteggi utili a formare le graduatorie, è assai limitata. La circolare vigente prevede numerose voci di punteggi automatici e vincolati, per cui un rafforzamento della struttura amministrativa e di quella informatica, con relativo ammodernamento dei software utilizzabili, potrebbe già di per sé abbreviare i tempi delle procedure.
Va però osservato, in prospettiva di medio termine, che le procedure di trasferimento ordinario potrebbero essere adeguate alle nuove esigenze degli organici della magistratura, tendenti alla piena copertura. Ad oggi, infatti, sono vacanti presso gli uffici giudiziari solo 1038 posti, destinati a ridursi drasticamente, tenuto conto che un concorso di accesso alla magistratura è in stato di avanzata procedura (siamo all'esame delle prove scritte ed è prevedibile che il D.M. di nomina dei nuovi uditori sia reso non prima dell'autunno 2007) ed un altro concorso è stato già bandito (si prevede l'espletamento della prova di preselezione informatica per il prossimo autunno).
Verso la fine di questa consiliatura potrebbero aversi seri problemi di mobilità ordinaria, soprattutto orizzontale (da uffici di primo grado ad altri uffici di primo grado).
I pochi posti che potranno essere pubblicati saranno sempre più ambiti, compresi quelli ove si richiede un alto tasso di specializzazione (lavoro, minori, sorveglianza, ecc.).
Potrebbero allora essere modificate le regole della circolare, attribuendosi maggiore spazio ai criteri attitudinali. Potrebbe in particolare prevedersi un sistema di raccordo tra spostamenti tabellari e trasferimenti, in modo da pubblicare posti, per quanto possibile, "titolati" (ad esempio, giudice sezione fallimentare Tribunale Roma).
In questo quadro, andrà poi rivisto il sistema dei benefici per i magistrati provenienti da sedi disagiate (quelli attribuiti dalla legge, ma anche quelli attribuiti con circolare consiliare).
In particolare, la previsione della prescelta assoluta che accompagnava l'assegnazione degli uditori giudiziari nelle sedi dichiarate annualmente disagiate rispondeva all'esigenza di far fronte alle forti scoperture di organico nel meridione ed alla necessità di garantire stabilità nelle sedi non richieste e per di più di difficile impatto ambientale. Con questa disciplina normativa si è stabilito un "patto" tra Stato e magistrati che va salvaguardato, pena la possibile violazione dei principi costituzionali di uguaglianza e di buona amministrazione. E' necessaria dunque una modifica delle attuali regole che, non incidendo ovviamente sui diritti quesiti, configuri una diversa disciplina per il futuro.

Assegnazione di sede agli uditori giudiziari e prossime pubblicazioni ordinarie.
I tempi dei concorsi in atto per l'accesso alla magistratura sono tali da escludere che, nel corso di questo anno consiliare, si debba procedere alla complessa procedura di assegnazione delle sedi agli uditori giudiziari.
Questa circostanza, tuttavia, si riverbera negativamente sulla possibilità di poter pubblicare in tempi brevi ulteriori posti vacanti, senza porre seriamente a rischio di scopertura gli uffici disagiati meridionali, notoriamente poco ambiti e che non potranno essere coperti per molto tempo (almeno due anni e mezzo) con un nuovo contingente di uditori giudiziari.
Il discorso si ricollega ad una tematica più ampia e generale, quella della necessità che la Terza Commissione (e, quindi, il CSM) riaffermi la propria competenza a gestire con efficacia la politica del personale e dei flussi migratori. Per troppo tempo, infatti, si è proceduto a pubblicazioni plurime nel corso di ogni anno, in deroga a quanto stabilito dalla circolare sui tramutamenti (che prevede due pubblicazioni annue ad aprile e novembre) ed in accoglimento delle numerose e pur legittime istanze provenienti dai più diversi uffici, da dirigenti e altri magistrati.
Le pubblicazioni ordinarie devono tornare ad essere un utile strumento di regolazione dei flussi migratori e di rigorosa valutazione comparativa delle esigenze di personale dei diversi uffici.
Lo scopo primario delle pubblicazioni ordinarie non è quello di "accontentare" il maggior numero possibile di aspiranti al trasferimento, ma è quello di porre gli uffici obiettivamente più "sofferenti" in grado di funzionare. Per avere un quadro preciso delle diverse esigenze, la Terza Commissione ha necessità di operare, per così dire, "a bocce ferme", dopo aver esaurito le pendenze relative ai precedenti concorsi.
Sicché, per poter procedere, in adempimento a quanto previsto in circolare, alla prossima pubblicazione di novembre, sarebbe necessario aver definito le numerose procedure concorsuali in atto. E ciò, purtroppo, sarà impossibile - tenuto conto dei termini autunnali di scadenza delle domande - quanto meno con riferimento alla copertura dei 31 posti di cassazione e dei 57 di appello.

I tempi di intervento per le necessarie modifiche alla circolare n. 15098 del 1993.
Come già evidenziato pendono diverse pratiche relative alla modifica di singoli punti della circolare n. 15098 del 1993, che tra l'altro è stata più volte oggetto, nel corso del tempo, di interventi ampliativi o modificativi. Sembra opportuno procedere ad una riunione di queste pratiche per discutere unitariamente di una organica modifica della circolare in questione, che tenga conto dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale e che adegui la materia dei trasferimenti alle mutate prospettive di mobilità .
Quanto ai tempi di intervento, essi dipendono anzitutto dalle sorti immediate della riforma ordinamentale vigente (esame del ddl in parlamento, sospensione, ecc.). E' appena il caso di rilevare che, in questa situazione, l'impatto della riforma ordinamentale - ove non sospesa per tempo dal parlamento - sarebbe catastrofico. Come noto, la legge prevede un complicato sistema c.d. a doppio binario per gli avanzamenti di grado e l'accesso alle funzioni superiori (con riserve di quote di posti ai vincitori di concorsi per titoli ed esami nelle pubblicazioni annuali) e, nell'immediato, impone nella disciplina transitoria di esercitare entro il 28 ottobre 2006 l'opzione per l'eventuale scelta definitiva delle funzioni giudicanti o requirenti. Questi sono due esempi di ricadute della nuova legge sull'attività della Terza Commissione che, per i numerosi dubbi di interpretazione che si potrebbero determinare, imporrebbero con urgenza puntuali chiarimenti in sede di normativa secondaria. In ogni caso, potrebbe essere opportuno richiedere subito un parere all'Ufficio Studi sulle prime applicazioni del nuovo ordinamento giudiziario relative ad attività di competenza della Terza Commissione.
Ove intervenisse la sospensione degli effetti della riforma ordinamentale, si potrebbe invece attendere una prima sperimentazione pratica dei principi e delle regole attualmente vigenti per poi valutare l'opportunità di procedere all'intervento di modifica della circolare prima della prossima pubblicazione ordinaria o verso la fine di questo primo anno di consiliatura.

Gestione dei collocamenti fuori ruolo.
Infine, in relazione alla gestione dei collocamenti fuori ruolo - e sempre in ipotesi di sospensione degli effetti della riforma ordinamentale - è urgente porre a compimento il monitoraggio relativo alla durata dei diversi incarichi, in maniera tale da assicurare il rispetto dei termini massimi di cui alla circolare n. 15672 del 20 luglio 2000 (5 anni continuativi per ogni fuori ruolo e 10 anni complessivi).
Nell'ipotesi in cui emergano posizioni di incarichi fuori ruolo non più in regola con quanto previsto in legge ed in circolare, andranno convocati gli interessati per essere ascoltati in relazione all'acquisizione delle domande relative al ricollocamento in ruolo.


3. Attorno alla V commissione
Oggi è iniziata l'attività della V° commissione. Anche la V°, come pressocchè tutte le altre commissioni, finisce per essere numericamente una specie di "Plenum" appena ridotto. Infatti già la prima riunione anche di questa commissione ha visto partecipare quasi il doppio dei componenti
effettivi. Questo fenomeno - per la verità ben comprensibile per via di una certa "ansia da prestazione" che caratterizza l'inizio della nuova attività consiliare e non ascrivibile invece, almeno allo stato, ad "appetiti" di tipo economico - se cronicizzato, rischia però di determinare un significativo appesantimento del dibattito interno ed una dilatazione del programma temporale.
Poco da riferire di significativo sui lavori odierni.
Interessante la scelta dei distretti di riferimento territoriale per le assegnazioni delle pratiche per i semi-direttivi. A me sono toccati i distretti di Bari, Lecce, Taranto, Catanzaro e Reggio Calabria; i 4
siciliani andranno a Siniscalchi, Napoli a Bergamo, Berruti s'interesserà dei distretti di Brescia, Milano, Trento, Bolzano, Torino, Trieste e Venezia, Maccora di quelli di Ancona, Bologna, Genova, Firenze e Perugia, Patrono, infine, di quelli di Sassari, Cagliari, Salerno, L'Aquila, Potenza, Campobasso e Roma.
Per i direttivi e gli altri affari si seguirà rigidamente un criterio alfabetico/temporale.
Ma la vera "spina nel fianco" per i lavori della commissione (come peraltro per pressocchè tutti i lavori consiliari) è data, come tutti sappiamo, dall'incertezza che regna sulle sorti dell'ordinamento. E così, anche in V° - come Mario vi ha ricordato per la 3° - si è deciso di chiedere al
Comitato di Presidenza l'apertura di una pratica per lo studio delle problematiche connesse al nuovo O.G. ed alle sue ricadute sull'attività di V°.
Dal canto mio, ho subito proposto - in linea con l'idea che abbiamo energicamente "speso" in campagna elettorale - che l'ordine del giorno dei lavori della V° contempli una successione cronologica delle pratiche trattabili che tenga conto non dell'epoca della pubblicazione, bensì di
quella della vacanza del posto direttivo, con l'impegno che i relatori osservino strettamente la cronologia delle pratiche assegnate, a pena di repremimende presidenziali. La proposta è stata immediatamente accolta e conseguentemente gli odg prevederanno da oggi in poi questo tipo di
successione cronologica.
Circa la possibile modifica regolamentare con la previsione di un tempo massimo e della conseguente sostituzioone del relatore inadempiente, sarà nostra cura avanzare in V° un sollecitazione diretta alla 2° (Regolamento) per l'opportuna modifica.
Va detto inoltre che, a dire del V.Presidente, numerose e significative saranno le modifiche al regolamento, a più voci ritenuto antiquato, farraginoso e a tratti inutilmente articolato.
Alla prossima, nell'ambito del consueto Notiziario, le notizie salienti della più viva e palpitante attività di questa e delle altre commissioni.

4. Comunicazione del Vice Presidente, sen. Nicola Mancino, nella seduta dell'assemblea plenaria del 13 settembre 2006

Il Consiglio superiore della magistratura ha già adottato, negli anni e nei mesi scorsi, molteplici pareri sul disegno di legge delega di modifica dell'ordinamento giudiziario e poi, dopo l'approvazione della legge n. 150/2005, sui singoli decreti legislativi emessi in attuazione della delega. Oggi, nel momento di avvio dei propri lavori, viene avvertita la necessità di una riflessione sulle ricadute che la nuova normativa avrà sull'efficienza del sistema giudiziario.
Alcuni dei decreti legislativi emessi in attuazione della delega rischiano, infatti, di creare un vero e proprio ingorgo nell'attività del Consiglio in settori fondamentali, con gravi ripercussioni sull'effettività del servizio giustizia: ciò in conseguenza sia di previsioni specifiche della nuova disciplina sia della man-canza o, comunque, delle lacune e dell'inadeguatezza della disciplina transitoria.
Per non restare nel generico è opportuno evidenziare alcuni degli effetti prodotti dalla nuova disciplina in questa fase di prima applicazione.
Si teme, infatti, una situazione di blocco dei procedimenti riguardanti la mobilità orizzontale e verticale (cioè dei trasferimenti) dei magistrati, con gravi ricadute anche sul conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, e ciò causerà un rilevante pregiudizio non solo per le funzioni consiliari e per le legittime aspettative dei magistrati, ma - soprattutto - per la domanda di giustizia dei cittadini, compromessa dal prolungamento delle scoperture degli uffici.
In base alla nuova normativa, infatti, il Consiglio superiore dovrà individuare annualmente i posti da assegnare per i trasferimenti orizzontali (cioè tra uffici dello stesso grado) e segnatamente per quelli funzionali da giudice a pubblico ministero e viceversa. I tempi di definizione delle procedure per i trasferimenti orizzontali si prevedono più lunghi di quelli attuali (già non particolarmente brevi) e diventerà assai difficile e pressoché improbabile rispettare il termine annuale (pur previsto dalla legge) per la procedura ad essi relativa, inevitabilmente e sensibilmente rallentata dalla necessità di provvedere anzitutto ai trasferimenti da funzione a funzione (con espletamento del relativo concorso), dai tempi di valutazione della competente Commissione e dalle procedure di deliberazione consiliare.
Analogamente, la mobilità verticale (quella cioè da uffici di primo grado a uffici di appello o di legittimità ) potrà subire una rilevante dilatazione dei tempi concorsuali: la relativa procedura, infatti, prevede una preliminare individuazione annuale dei posti di secondo grado e di legittimità da assegnare con i trasferimenti orizzontali e, solo all'esito dell'espletamento del concorso, l'assegnazione dei posti con i trasferimenti verticali, che avverrà in parte con concorso per titoli ed esami (30% dei posti) e per la parte residua con un concorso per soli titoli.
A una procedura già così laboriosa si deve aggiungere il tempo necessario per le attività delle commissioni di concorso che dovranno valutare i titoli ed espletare gli esami. Inoltre, e si deve tener conto anche del fatto che la platea dei legittimati a partecipare al concorso per titoli ed esami sarà accresciuta, potendo ad esso accedere anche magistrati che abbiano compiuto otto anni dalla nomina a uditore giudiziario (per i posti di secondo grado) o diciotto anni (per i posti di legittimità ). La conseguenza è la difficoltà , in concreto, di rispettare il termine annuale previsto dalla legge per la pubblicazione dei posti di secondo grado e di legittimità , con inevitabili riflessi sul sistema complessivo della mobilità dei magistrati e sul funzionamento della "macchina giustizia".
Quanto al settore disciplinare (punto particolarmente delicato dello status dei magistrati), si prevede un considerevole aumento dei procedimenti, in quanto, da un lato, l'azione disciplinare è diventata obbligatoria per il procuratore generale - sono state inserite ipotesi di segnalazione obbligatoria di condotte potenzialmen-te rilevanti sotto il profilo disciplinare; è stato di fatto eliminato il trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale non derivante da causa incolpevole -, dall'altro lato, è stato diminuito il tempo per lo svolgimento del giudizio, il cui decorso procura l'estinzione dell'azione disciplinare.
La sezione disciplinare ha definito negli scorsi anni numerosi procedimenti pur a fronte di cospicue sopravvenienze, ma il numero sproporzionato di procedimenti che potranno essere generati dal nuovo meccanismo, ne renderà assai difficoltosa la definizione in tempi brevi; tanto più che non è stato previsto alcun filtro riguardante i casi di manifesta infondatezza della segnalazione.
Se si tiene conto, infatti, del numero attuale dei procedimenti in fase istruttoria e degli esposti già oggi inviati al Csm o agli uffici giudiziari, è agevole percepire l'ordine di grandezza con cui la sezione disciplinare dovrà misurarsi.
Non va trascurato, inoltre, il fatto che la segnalazione obbligatoria conseguente al riconoscimento dell'indennizzo per l'eccessiva durata del procedimento (legge Pinto) ha determinato negli ultimi anni, e con ritmo crescente, l'apertura presso la Procura generale di numerosissime pratiche, e che quelle future potrebbero presumibilmente tutte transitare attraverso la sezione disciplinare.
La congestione della sezione disciplinare, in assenza di strumenti regolamentari e di una adeguata normativa transitoria, potrà determinare il paradosso della sottoposizione a procedimento di un gran numero di magistrati (anche per fatti di non particolare rilievo) e di una sorta di impropria amnistia e di sostanziale impunità , invece, per le ipotesi più gravi (essendo un così elevato numero di procedimenti non gestibile negli stretti termini di decadenza previsti dalla nuova normativa).
L'assenza di una qualsivoglia disciplina transitoria e quindi di precise indicazioni normative porrà alla sezione disciplinare numerosi e delicati problemi connessi anche con la trasformazione del rito da inquisitorio a (parzialmente) accusatorio. Senza dire dell'impianto sostanziale, rispetto al quale il passaggio alla tipizzazione degli illeciti incide profondamente, per quanto attiene i procedimenti pendenti, non solo sulla modalità di contestazione, ma sulla struttura stessa della condotta disciplinarmente rilevante.
In questa situazione, allo scopo di offrire un contributo di conoscenza al Ministro Guardasigilli, avendone ricevuto specifico mandato, esprimo, a nome del Consiglio Superiore della Magistratura, le preoccupazioni riguardanti l'inevitabile rallentamento e le difficoltà operative che riguardano settori fondamentali dell'attività consiliare e le conseguenze sull'efficace funzionamento dell'amministrazione della giustizia.

Mario FRESA Dino PETRALIA Ciro RIVIEZZO





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