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SOMMARIO:
1.TRASFERIMENTO D’UFFICIO EX ART. 18 DEL PROCURATORE AGGIUNTO DI ROMA, PASQUALE LAPADURA
2.IL PARERE SULLA FINANZIARIA
3.UNA CONTROVERSA VICENDA DI APPLICAZIONE EXTRADISTRETTUALE
4. L’OPZIONE PER IL TRAMUTAMENTO DELLE FUNZIONI GIUDICANTI E REQUIRENTI
5. UN RARO CASO DI RIENTRO IN SICILIA
6. DALLE COMMISSIONI

1. E’ stato disposto il trasferimento d’ufficio del dott. Pasquale Lapadura, Procuratore Aggiunto della Repubblica di Roma, per incompatibilità ex art. 18 con la figlia e il genero, entrambi avvocati a Roma. A seguito di una approfondita istruttoria, è risultato che i due professionisti svolgono attività anche nel settore penale, in maniera che non può definirsi occasionale, presso il Tribunale di Roma e la relativa Procura. Il dott. Lapadura ha fatto pervenire, nell’imminenza della decisione del CSM, un provvedimento del Procuratore Capo del 3 ottobre 2006, che lo esonera dal coordinamento del settore Esecuzioni. Il Consiglio, integrata la motivazione, ha ritenuto comunque sussistente la situazione di incompatibilità , sul rilievo che l’attività dei professionisti riguardava non solo il settore Esecuzioni. Inoltre, è stata notata la tardività del provvedimento del Procuratore, intervenuto solo pochi giorni prima della decisione finale. Nella sua nota il dott. Lapadura ha preannunciato la sua volontà di dimettersi (domanda già presentata) in caso di trasferimento d’ufficio.

2. Il Consiglio ha approvato all’unanimità il parere sul d.d.l. n. 1746/C – Legge Finanziaria 2007 - , ed in particolare sulle due norme che ci riguardano direttamente: l’art. 57 comma 4 (blocco parziale delle assunzioni, anche dei magistrati), e l’art. 64 (riduzione delle classi e degli scatti biennali). La delibera è conforme alla proposta della VI Commissione (rel. Patrono e Riviezzo), con qualche piccola modifica, già mandata in lista. Sui contenuti, è sufficiente richiamarsi alla lettura della delibera. Occorre sottolineare che si è riusciti a raggiungere l’unanimità , e il CSM è intervenuto con estrema tempestività . Risultati che non ci sembrano marginali. Il parere, ovviamente, si sofferma soprattutto sugli aspetti istituzionali, di contrasto con le norme costituzionali alla normativa proposta. In estrema sintesi, si dice che la materia della retribuzione dei magistrati, della sua struttura e del modello relativo, deve uscire dalla Legge Finanziaria. Da notare che nel corso del dibattito alcuni componenti laici hanno comunque posto il problema del controllo di professionalità dei magistrati, lamentando la sua attuale inesistenza, e dichiarandosi non contrari ad ipotesi di retribuzioni collegate ad un controllo qualitativo (e non meramente quantitativo) del lavoro svolto. In vari interventi abbiamo evidenziato, da una parte, l’impossibilità di collegare la retribuzione ad elementi di tal genere, e dall’altro che il controllo di professionalità va fatto attraverso le valutazioni periodiche, al cui mancato superamento possono conseguire anche effetti economici, di ritardo nella progressione. Sono argomenti per noi arcinoti, che fanno ormai parte del patrimonio comune associativo, ma che all’esterno fanno ancora presa. Per valorizzare gli aspetti positivi della discussione, c’è da registrare una preoccupazione volta al miglioramento del servizio giudiziario (che torna sempre negli interventi dei laici), anche se è evidente che le cause dei disservizi sono ben altre che la “produttività � dei magistrati. Certo il Consiglio deve fare la parte che gli compete, e sotto questo profilo, c’è il nostro massimo impegno a premiare la professionalità e colpire le neghittosità in ogni ambito. Notiamo invece che negli interventi di molti altri componenti togati prevale una logica difensiva, che spesso sfocia nel bieco corporativismo.

3. E’ stata esaminata una pratica di proroga per tre mesi dell’applicazione extradistrettuale di una collega da Ragusa a Foggia. La vicenda è peculiare: la collega, uditrice, è stata per poco più di un anno a Ragusa; poi, dal 19 gennaio 2005, è stata applicata extradistrettualmente a Foggia, sua città di origine, ed ora è stata proposta per il trasferimento definitivo a Foggia. Il Procuratore della Repubblica di Ragusa ha vibratamente protestato in questi anni. Senza nulla togliere alle esigenze di Foggia, che erano all’epoca e sono tuttora gravi, certo è che l’intera situazione lascia molto perplessi. I componenti di MI hanno votato contro la delibera (uno dei pochissimi casi finora risoltisi non all’unanimità ). Pur condividendone le ragioni, abbiamo votato a favore, perché ormai la situazione è definita, la collega sta per essere trasferita a Foggia, ed un ritorno a Ragusa per pochi mesi (dove non potrebbe avere un proprio ruolo, mentre a Foggia ha processi in corso) provocherebbe certamente più danni che vantaggi al servizio. Per questo, non abbiamo condiviso l’atteggiamento di MI, che ci è sembrato strumentale. La vicenda, al di là degli aspetti specifici (si trattava di una guerra “tra poveri�), pone un problema di gestione delle applicazioni extradistrettuali. In poco tempo, abbiamo avuto già due casi (vedi bollettino n. 3 del 2006, per un caso da Lametia Terme a Perugia) di applicazioni problematiche, da sedi molto poco ambite ad altre apparentemente più appetibili, in sostanza anticipatori di trasferimenti definitivi, che pongono l’esigenza di riflettere sull’opportunità di eventuali cambiamenti della normativa sotto due profili: una maggiore attenzione (ora vi sono previsioni blande) alla capacità del distretto di provvedere autonomamente a coprire le situazioni di sofferenza, soprattutto se si tratta di distretti in cui vi sono uffici non troppo gravati (anche attraverso le tabelle infradistrettuali, i magistrati distrettuali, le applicazioni endodistrettuali, ecc.); l’opportunità o meno di limitare a determinate categorie di colleghi (da individuare) la possibilità di dare la disponibilità alle applicazioni extradistrettuali.

4. approvato dal plenum il trasferimento in Sicilia della dr.ssa Chiara Vicini. Fiorentina d’origine, trasferita 5 anni fa dal Tribunale di Sciacca al Tribunale di Avezzano, coniugata con il collega dr. Cersosimo, romano, anch’egli trasferito dalla Procura di Sciacca al Tribunale di Roma in forza della legge sulle sedi disagiate, adesso, in controtendenza, ritorna nell’isola alla volta del Tribunale di Trapani.

5. Nel plenum del 12 ottobre u.s. il CSM ha approvato all’unanimità la delibera avente ad oggetto la disciplina della opzione per il passaggio dalle funzioni giudicanti alle requirenti, e viceversa, prevista dall’art. 16 del decreto legislativo n. 160/2006.
L’attuale iter parlamentare (ddl Mastella) che, verosimilmente, si concluderà con una sospensione della riforma Castelli sulle “carriere�, ha reso meno traumatica la decisione consiliare, che pure si presentava come un atto dovuto (speriamo “a futura memoria�) nella attuale vigenza del d.lgs. n. 160 e nella previsione di una sospensione che, in ogni caso, interverrebbe solo dopo il 28 ottobre p.v., termine di decadenza per la presentazione delle relative opzioni.
L’esame della proposta della Terza Commissione proveniva da un rinvio dalla seduta plenaria di quindici giorni addietro, disposto per mettere a punto alcuni dettagli tecnici del provvedimento ma anche, sostanzialmente, per attendere il delicato passaggio del ddl al Senato ed evitare il rischio di possibili strumentalizzazioni politiche dell’operato dell’organo di autogoverno.
La delibera, già trasmessa all’attenzione di tutti i magistrati, dopo aver sintetizzato il contenuto dell’art. 16 del citato decreto, pone alcuni paletti interpretativi in merito alla specifica opzione: si tratta di una procedura speciale, le cui norme si applicano solo nell'ambito del procedimento in oggetto; conseguentemente, le procedure di trasferimento “pendenti� proseguiranno secondo le regole stabilite nella vigenza della precedente normativa. La domanda in questione è revocabile, è svincolata dal termine di legittimazione e non può essere surrogata da eventuale domanda di trasferimento pendente che implichi ugualmente un passaggio di funzioni. Infine, sempre in ragione del carattere specifico della procedura, la presentazione della domanda per il passaggio delle funzioni non pregiudica la facoltà di presentare istanze di tramutamento secondo le norme dell'ordinamento vigente, né determina revoca implicita delle domande di tramutamento ordinario eventualmente pendenti, né limita gli eventuali diritti acquisiti.

6. Dalle Commissioni:
Terza: proposto il collocamento fuori ruolo della dott.ssa Bruna Albertini (presso la Direzione Generale “Ufficio di cooperazione Europcaid, Unità , Sicurezza e Migrazione�) e del dott. Riccardo Rosetti (presso l’Ufficio legislativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze), nonché la conferma fuori ruolo della dott.ssa Antonia Garzia (presso il Ministero delle Pari Opportunità , in qualità di Vice Capo del settore legislativo), del dott. Sandro Ricci (quale agente contrattuale presso la Commissione Europea con sede in Bruxelles) e della dott.ssa Valeria Procaccini (presso il Dipartimento della Giustizia Minorile).
E’ iniziata la discussione in ordine al ricollocamento in ruolo degli ex Consiglieri del CSM, con particolare riguardo in ordine alla posizione di quei Consiglieri che provenivano dall’ufficio del Massimario della Corte di cassazione, con funzioni di appello, non più previste a seguito della nota riforma ordinamentale.
Quarta: proposte all’unanimità relative ad una non nomina alle funzioni direttive superiori di un magistrato appartenuto alla massoneria (unanimità ) e ad un rigetto di riammissione nell’ordine giudiziario ai sensi della c.d. legge Carnevale di un magistrato assolto in sede penale da accuse di aver favorito una associazione mafiosa (voto contrario del solo cons. Anedda).
Quinta: è stata eseguita l’audizione dei 4 aspiranti più quotati per il posto di Procuratore della Repubblica di Avezzano; pur essendo un ufficio di piccole dimensioni, i candidati sono magistrati assai anziani e significativamente titolati. Nell’ordine, sono comparsi i d.ri De Siervo, Paraggio, Giannelli e Barbieri; di essi ben tre al momento sono fuori ruolo con incarichi di rilievo al Ministero (De Siervo, Paraggio e Barbieri), la quarta è consigliere in Corte a Salerno. La proposta del relatore Patrono è stata a favore di De Siervo e ad essa abbiamo aderito noi (Petralia) e MD (Maccora); tre voti ha preso pure la proposta alternativa del dr. Barbieri (Berruti, proponente, Bergamo e Siniscalchi).
Da rilevare, in via generale, che finora, sulle prime tre pratiche trattate in V°, per due di esse (oltre Avezzano, per la 1° Presidenza della Cassazione) è stata avvertita l’esigenza di procedere con audizione.
Inoltre, il relatore ha riferito sul posto di Presidente del Tribunale di Civitavecchia, concludendo in favore del dr. Gargani. All’esito di una serrata discussione, quest’ultimo ha prevalso con tre voti a favore (Berruti, Bergamo e Patrono), due contrari e favorevoli invece al candidato Almerighi (Petralia, Maccora) e un astenuto (Siniscalchi).
A seguire, è stata fatta da Petralia la relazione sul posto di Procuratore della Rep.ca di Udine e nell’immediato prosieguo saranno trattati i posti di Procuratore Rep.ca minori Trieste, Presidente Corte Appello Reggio Calabria.
In settimana (forse) s’inizieranno anche i semidirettivi, anch’essi da trattare in stretto ordine di anzianità (di concorso, ovviamente, e non di vacanza come è invece per i direttivi). I primi verosimilmente saranno i posti di presidente di sezione di Milano, Bologna, Catania, Catanzaro.
Nona: sono stati distribuiti i corsi del 2007 tra i relatori, tenendo conto, nella maggior parte dei casi, della specifica professionalità d’origine di ciascuno. Nel resto, attività routinaria. Lunedì ci sarà un incontro programmatico con il comitato scientifico, i rapporti con il quale sono all’attenzione della commissione. Sembra, in ultimo, che in finanziaria figuri uno stanziamento del Tesoro per la Scuola di collocazione ministeriale. Se così è, sarà inevitabile un depotenziamento, se non addirittura uno svuotamento, della IX°, dei suoi progetti e delle sue prerogative.

Mario Fresa DinoPetralia Ciro Riviezzo
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