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1) Un caso di applicazione di un magistrato di sorveglianza.
2) Il Comitato Pari OpportunitÃ
3) La visita del Ministro Mastella al CSM
4) La delibera sull’indulto
5) La vicenda dei Fuori Ruolo
6) Il ricollocamento dei componenti del CSM
7) Il Primo Presidente della Cassazione
8) Una vicenda relativa al ritorno di una collega dal TAR
9) Sulla formazione decentrata a Napoli. Ricorso del collega Sergio Beltrani
10) Le rogatorie di Milano e il Ministro Castelli
11) Caso Laub
12) Presidente Tribunale Minorenni Caltanisetta
Dalle commissioni
1) Un caso di applicazione di un magistrato di sorveglianza. In una pratica si è posto un problema di interpretazione della circolare del CSM sulle applicazioni, ed in particolare se sia possibile applicare un uditore giudiziario dal Tribunale di Sorveglianza ad un Ufficio di Sorveglianza. Il caso di specie era particolarmente spinoso, perché un uditore giudiziario, appena giunto alla prima sede, era stato subito applicato dal Tribunale di Sorveglianza di Bari all’Ufficio di Sorveglianza di Foggia. L’interpretazione letterale della circolare era, secondo noi, chiara, nel senso che le disposizioni di carattere generale sulle applicazioni (tra le quali l’esclusione degli uditori dalle applicazioni) sono richiamate espressamente solo per le Corti d’Assise, mentre (nello stesso contesto normativo) non sono richiamate né per gli Uffici di Sorveglianza né per quelli Minorili. La ratio deve ravvisarsi, evidentemente, nel fatto che si tratta di uffici piccoli, per i quali è necessario non porre troppi laccioli, e perché l’esigenza di non “distrarre� l’uditore nel primo periodo di servizio, particolarmente delicato per la sua formazione, è stata ritenuta meno forte per gli uffici estremamente specializzati come Sorveglianza e Minorile. Abbiamo però sostenuto che la posizione dell’uditore merita una particolare protezione, per cui la soluzione di applicare l’uditore deve costituire l’estrema ratio, in assenza di altre soluzioni possibili all’interno dell’ufficio. Abbiamo, perciò chiesto il ritorno della pratica in Commissione per verificare questi presupposti di fatto. La proposta, appoggiata anche da altri, è risultata perdente, per cui sulla successiva votazione che verteva sulla questione di diritto, abbiamo votato a favore della delibera (l’applicazione, peraltro, si era ormai conclusa). Pur condividendo le ragioni di particolare prudenza nel gestire le applicazioni degli uditori, non ci è sembrato superabile il dato normativo, se non a condizione di una inaccettabile forzatura.
2) Il Comitato Pari Opportunità E’ stato rinnovato il Comitato Pari Opportunità del CSM. La composizione è stata modificata nel passato Consiglio, ed è ora composto dal Presidente della VI Commissione (Riforme), da due componenti del CSM (che sono individuati nella componente laica Celestina Tinelli e nella collega Luisa Napolitano, che già aveva fatto parte del Comitato in quota ANM), da due esperti nominati da Ministeri, e da sei componenti nominati dalle associazioni della magistratura. Abbiamo invitato ANM e ADMI a nominare congiuntamente i sei componenti di loro spettanza. Se le associazioni non troveranno un accordo sulle relative modalità , sarà il CSM a determinare le quote spettanti a ciascuna di esse.
3) La visita del Ministro Mastella al CSM. Sulla visita del Ministro Mastella al CSM, abbiamo già inviato in lista sia l’intervento del Ministro che quello che ha svolto il nostro rappresentante Ciro Riviezzo a nome del gruppo. In estrema sintesi, poiché dell’Ordinamento Giudiziario e della questione retributiva avevano già parlato altri, dopo brevi accenni a questi versanti, nel poco tempo concesso abbiamo ritenuto di dover approfondire i temi dell’efficienza degli uffici e della resa del servizio, come l’Ufficio per il Processo, la Magistratura Onoraria, la Commissione Mista CSM-Ministero sui flussi, eccetera. Abbiamo fatto un espresso richiamo alla drammaticità della situazione napoletana.
4) La delibera sull’indulto. E’ stata approvata la delibera sull’indulto, già trasmessa in lista. In sintesi estrema, il Ministro ci aveva chiesto se era possibile stabilire delle priorità , nelle quali i processi con pena verosimilmente “indultati� fossero posposti agli altri. Abbiamo risposto che il CSM non può stabilire simili criteri, destinando alla prescrizione alcuni processi (in altri casi, peraltro eccezionali, si è fatta l’operazione esattamente inversa, sollecitando la definizione accelerata di alcuni processi) e ricordando che nella storia repubblicana all’indulto si è sempre accompagnata l’amnistia, che è responsabilità del Parlamento decidere se emanare o meno. Abbiamo fatto presente che nella situazione attuale per diversi anni (almeno cinque, secondo calcoli grossolani), la stragrande maggioranza dei processi (oltre l’80 %) finirà con pene condonate, con senso di frustrazione anche degli operatori. E’ stata approvata anche altra delibera sull’indulto, nella quale, a richiesta del Ministro, abbiamo dato atto che la magistratura, con grande spirito di sacrificio di tutti gli addetti, ha applicato la legge nei tempi dovuti, senza che vi sia stato alcun disservizio.
5) La vicenda dei Fuori Ruolo. In diverse pratiche si è posto il problema del superamento del limite legale massimo, stabilito per legge, del numero dei magistrati Fuori Ruolo. In Terza Commissione, il Presidente Mario Fresa ha sollecitato al riguardo una riflessione, e si sta avviando un monitoraggio per verificare il rispetto dei limiti temporali dei colleghi che sono Fuori Ruolo, al fine di provvedere al richiamo in servizio di chi ha superato questi limiti. Va fatta anche una riflessione sul fatto se vi è un potere del CSM di sindacare i motivi per i quali vari Enti (soprattutto i Ministeri) chiamano magistrati ad incarichi che implicano il Fuori Ruolo, anche al fine di verificare dove sia utile che vadano i magistrati e dove no, e per evitare appannamenti dell’immagine di indipendenza dei colleghi.
6) Il ricollocamento dei componenti del CSM. Sono stati ricollocati in ruolo gli ex componenti del CSM, nei posti di provenienza. In seguito si esaminerà la questione relativa alla applicabilità (e legittimità , anche a livello costituzionale) della norma che prevede un “blocco� in tale situazione per due anni, con divieto di fare domande per posti direttivi, semidirettivi, ecc. .
7) Il Primo Presidente della Cassazione. In Plenum era giunta la pratica per la nomina del Primo Presidente della Cassazione, con l’indicazione unanime per il collega Vincenzo Carbone. In seguito, è giunta una “restituzione in archivio� da parte del P.G. della Cassazione degli atti relativi ad una indagine preliminare in sede disciplinare, sul presunto svolgimento da parte di Carbone di un incarico di insegnamento universitario senza autorizzazione (questione per la quale vi era già stato in passato un procedimento disciplinare rispetto al quale Carbone era stato assolto; l’attuale vicenda riguarda il periodo successivo alla assoluzione). Tutti i colleghi togati, con richiesta firmata da Berruti, Patrono, Pepino e Riviezzo, hanno chiesto a questo punto il ritorno della pratica in Commissione per approfondimenti. Ritorno che è stato approvato con i voti contrari dei laici del Polo e qualche astenuto. In V Commissione sono stati fatti gli ulteriori accertamenti e svolta una nuova audizione di Vincenzo Carbone. All’esito, tre componenti (Patrono, Petralia, Maccora) hanno votato per la riapertura del concorso, e tre (Siniscalchi, Berruti e Bergamo) per Carbone. La pratica passa ora al Plenum. Abbiamo già messo in lista un commento sull’intera vicenda. Giova sottolineare che il Consiglio si è mosso solo sulla base della segnalazione del P.G. della Cassazione, che ha accertato fatti specifici – ora definitivamente acclarati anche a seguito dell’audizione del dott. Carbone - che sono stati valutati in quanto tali. In precedenza erano giunti alcuni esposti anonimi che, in quanto tali, erano stati archiviati direttamente dalla Prima Commissione (rel. Riviezzo), senza nemmeno essere letti, seguendo rigorosamente la normativa in materia. Ci si misura, quindi, sui fatti, e non sugli anonimi che, come è stato detto, hanno un’unica destinazione possibile: il cestino.
8) Una vicenda relativa al ritorno di una collega dal TAR. Una collega, che aveva vinto il concorso al TAR e preso possesso del nuovo incarico, ha chiesto di essere ricollocata nel ruolo dei magistrati ordinari, come le spetta. Si è posto il problema del posto dove assegnarla, ed in particolare se dovesse essere ricollocata nel posto di provenienza (di quando era magistrato ordinario) oppure se dovesse esserle assegnato il posto con un concorso “virtuale� ed in tal caso se le spettassero alcuni punteggi aggiuntivi (avvicinamento al coniuge, ecc.). Ad li dà del caso specifico, la vicenda ha meritato una ampia (forse troppo) discussione, in quanto alcune componenti (in particolare Unicost) volevano trarre da questo caso la soluzione di rilevanti problemi che si pongono per il rientro in ruolo dei Fuori Ruolo, ed in particolare sulla attribuibilità di alcuni punteggi. Abbiamo fatto presente che il caso di specie è regolato da una normativa specifica, e che da esso non si possono trarre indicazioni per la soluzione di casi diversi, che meritano di essere approfonditi nella sede propria. La delibera è poi passata all’unanimità .
9) Sulla formazione decentrata a Napoli. Ricorso del collega Sergio Beltrani. Dopo una vicenda giudiziaria, innescata dal collega Beltrani che lamentava l’ingiusta sua pretermissione nella scelta dei formatori decentrati napoletani, conclusasi con sentenza del TAR e del Consiglio di Stato a lui favorevole (assenza di un esame comparativo delle posizioni degli aspiranti), la IX commissione ha ritenuto di confermare la scelta pregressa, adottando una motivazione - ora per allora - rispondente al canone della comparazione. Alla seduta di plenum del 9 novembre si è registrata una proposta alternativa a cura del gruppo di M.I. tendente a valorizzare la professionalità del Beltrani a preferenza di quella di uno dei due altri aspiranti. Il plenum, a maggioranza, ha deliberato il ritorno in commissione e la vicenda avrà dunque il suo ulteriore corso in commissione. Qui merita riportarla per il “novum� - affacciatosi per via giudiziale - offerto dalla necessità di motivare comparativamente gli aspiranti al posto di formatore decentrato; novità che ha condotto indietro in commissione alcune proposte licenziate al plenum senza siffatta motivazione.
10) Le rogatorie di Milano e il Ministro Castelli . Il Plenum ha approvato, con soli due voti contrari (in Commissione era passata all’unanimità ) una delibera (relatore Riviezzo) riguardante il caso, molto noto, del richiamo da parte del Ministro Castelli di una rogatoria all’estero chiesta dalla Procura di Milano nell’ambito di uno dei processi a carico dell’allora Primo Ministro Berlusconi, a seguito dell’entrata in vigore del cd. lodo Schifani. In estrema sintesi, il Consiglio, premesso che il caso concreto aveva perso di attualità , tuttavia ritiene che è comunque opportuno pronunciarsi sul quesito posto per gli evidenti risvolti di carattere generale (il caso potrebbe riproporsi, e riguarda i rapporti tra A.G. e Ministro), ed afferma che il Ministro non può rifiutare la rogatoria per motivi processuali (che vanno valutati unicamente dall’A.G.), e che, una volta inoltrata all’Autorità straniera, non può richiamarla, nemmeno per i motivi per cui avrebbe potuto inizialmente rifiutarla. Ciò per evitare interferenze con l’attività giudiziaria. La delibera integrale è già circolata nelle liste. Ci sembra un risultato di grande rilievo, per i contenuti e per il metodo con il quale è stato ottenuto. La pratica giaceva in Consiglio da oltre tre anni.
11) Caso Laub. In relazione alla nomina a magistrato di appello della dott.ssa Manuela Laub, giudice del Tribunale di Monza, in plenum è sorta discussione a causa dell’intervento dei consiglieri di MI, che hanno chiesto il ritorno della pratica in commissione per ulteriore istruttoria e che poi hanno votato in senso contrario alla proposta di progressione in carriera. Questi in sintesi i fatti: il Consiglio Giudiziario di Milano, recependo le indicazioni contenute nel rapporto informativo del Presidente del Tribunale di Monza, ha espresso all’unanimità parere contrario evidenziando una situazione caratterizzata da luci ed ombre e ritenendo le seconde prevalenti sulle prime. In primo luogo, il C.G., ha giudicato positivamente il profilo della preparazione e della capacità tecnico-professionale. In secondo luogo, però, ha segnalato difetti di laboriosità e di diligenza del magistrato scrutinato. Da un lato, invero, ha rappresentato una produttività della dott.ssa Laub inferiore a quella degli altri giudici della IV sezione civile, ritenendo non adeguate le giustificazioni addotte a discarico e consistenti nello svolgimento, in contemporanea, delle funzioni di giudice tutelare nonché nell’applicazione, per un semestre del 2002, al settore penale. Dall’altro, poi, ha messo in luce che il magistrato ha depositato molte sentenze in ritardo e non ha fornito chiarimenti o giustificazioni ai Capi degli Uffici in relazione ai ritardi nel deposito dei provvedimenti a seguito dei rilievi ispettivi ricevuti sia quando era giudice del Tribunale di Verbania, sia per l’attività svolta al Tribunale di Monza. Per effetto di questi ritardi la dott.ssa Laub è stata peraltro assolta in sede disciplinare.
Questi rilievi, a nostro parere, non erano tali da escludere una valutazione positiva, sia pure in termini di sufficienza, ai fini della nomina a magistrato di Corte d’appello.
Invero, la produttività della dott.ssa Laub, anche a voler prendere in considerazione i soli prospetti statistici elaborati dalla Cancelleria, non è apparsa né modesta in cifra assoluta, né sensibilmente inferiore a quella media della Sezione. Il giudice disciplinare, del resto, non solo ha definito “infondata� la contestazione di “scarsa laboriosità �, ma ha espressamente parlato di “accettabili livelli di produttività �.
Una volta ridimensionata l’entità dei profili problematici in tema di laboriosità e di diligenza, la valutazione di professionalità per la nomina della dott.ssa Laub a magistrato di Corte d’appello non poteva non avere esito positivo: invero, a fianco di una produttività e di una diligenza sulla soglia della sufficienza, abbiamo ritenuto presenti, con la maggioranza del CSM, una preparazione ed una capacità tecnico-professionale fuori discussione, riconosciute espressamente anche dal Presidente del Tribunale e dal Consiglio Giudiziario, nonché doti di equilibrio in ordine alle quali non è stato espresso alcun rilievo critico. Abbiamo altresì rilevato come la motivazione perplessa ed in termini di sufficienza, adottata dal CSM, peserà comunque come un macigno in sede di eventuali e future valutazioni comparative ai fini del conferimenti di incarichi di rilievo.
12) Presidente Tribunale Minorenni Caltanisetta: Finalmente si chiude la più antica vicenda direttivi che questo CSM ha ereditato dal precedente. Al plenum è stata approvata all’unanimità la nomina del dr. Pier Giorgio Ferreri al posto di Presidente del Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta. Si ricorderà che quel posto era stato in precedenza assegnato al dr. Antonio Novara sulla scorta di una “specificità � di funzioni desunta dall’esperienza di consigliere della Corte; ciò a preferenza del dr. Ferreri che vantava di contro lunghe e dirette funzioni minorili. Il giudice amministrativo, adito dal Ferreri, ha riconosciuto a questi ampia ed incondizionata ragione, cosicché al “nuovo� esame in commissione ha prevalso il suo profilo rispetto a quello del Novara, frattanto insediatosi al posto direttivo nisseno che ora dovrà lasciare. Da segnalare - circostanza già riferita nel corso dei primi notiziari - che, in corso d’esame in quinta, il dr. Novara ha preferito revocare la domanda.


Dalle commissioni

I° Commissione : Stiamo elaborando la nuova circolare sull’art. 2 della Legge Guarentigie (ormai divenuto definitivo nella sua nuova versione a seguito della legge Mastella che non lo ha modificato), che ne riduce molto la portata, riducendolo ai casi “indipendenti da colpa�. Si è molto discusso su questa nozione, per cercare di capire se essa corrisponde a quella di “fatto rilevante dal punto di vista disciplinare�, oppure avesse una portata più ampia. Nel frattempo, stiamo elaborando anche le modifiche alla Circolare sulle incompatibilità (art. 18 e 19). Abbiamo licenziato, all’unanimità , (relatore Riviezzo) la risoluzione sul cd. “caso Fitto� che riguarda la Procura di Bari, e per il quale vi era stato anche un intervento del Presidente della Camera Bertinotti. A breve dovrebbe andare in Plenum e daremo notizie più precise. Abbiamo inoltre licenziato alcune vecchie pratiche a tutela che, per la loro lontananza nel tempo (episodi singoli risalenti al 2003-2004) avevano perso gran parte della loro importanza. Anche su di esse daremo notizie più precise quando passeranno in Plenum.

II Commissione: Stiamo riflettendo sulla modifica al Regolamento, e sul notiziario ufficiale del C.S.M. . Su questo, continuiamo a notare che si verifica una “corsa� tra i vari gruppi a dare prima degli altri le notizie ufficiali che escono dalle Commissioni e dal Plenum. Nelle mailing-list dei colleghi, spesso le stesse notizie vengono date tre-quattro volte, a distanza spesso di poche ore, da ciascun gruppo. E’ nostra intenzione, in attesa di trovare una soluzione istituzionale, muovere un passo nei confronti dei rappresentanti dei vari gruppi per cercare un accordo “pattizio� per dare tutti le medesime notizie ufficiali (spesso riprese dal sito del CSM, come ordini del giorno e simili) allo stesso momento, una sola volta, anche nelle liste locali delle varie Giunte. Ci sembra che questo sarebbe un segnale di serietà del CSM , che andrebbe nel senso di rifiutare di fare informazione a fini di proselitismo correntizio, al di là delle declamazioni di principio. Diversa, ovviamente, è la questione dell’analisi critica delle decisioni, che è rimessa alle valutazioni di ciascuno.

III Commissione : La Commissione (come può evincersi dai resoconti trisettimanali nella mailing list) sta lavorando intensamente in ordine alla copertura dei numerosissimi posti ordinari, di primo grado e di appello, pubblicati nella scorsa consiliatura. Numerose le difficoltà , derivanti anzitutto dalla pioggia di revoche di domande e richieste di “accantonamento� delle proposte, formulate dagli interessati. Tale circostanza sta inducendo la Commissione ad adottare “correttivi� e “restrizioni�, con modifiche di circolare, in previsione della prossima pubblicazione. Detta pubblicazione, per evitare dannosi accavallamenti di procedure e rischi concreti di scoperture degli uffici più disagiati in mancanza di prossime assegnazioni di uditori giudiziari, non potrà avvenire prima dell’anno nuovo. La Commissione ha poi confermato, dopo ampia e accuratissima discussione, le proposte formulate per la copertura dei posti del Tribunale di Napoli, assegnando i punteggi aggiuntivi per provenienza da uffici “a copertura urgente� anche ai magistrati provenienti da circondario limitrofo o addirittura dalla stessa sede di Napoli, e ciò per l’assorbente considerazione che la circolare del 1999 in tema di sedi disagiate (pur di difficoltosa interpretazione) era meramente ricognitiva dell’assetto di normazione secondaria preesistente e che questo assetto distingueva (sebbene irrazionalmente) i benefici attribuibili agli uditori giudiziari in prima sede da quelli attribuibili ai magistrati già trasferiti in seconda o successiva sede. Si cercherà di porre argini alla irrazionalità del sistema con modifiche di circolare in previsione della prossima pubblicazione.

IV Commissione: Molto lavoro deriva dalle molteplici richieste di incarichi extragiudiziari che vengono esaminate (soprattutto per la nostra attenzione al rispetto delle regole) con il massimo scrupolo in riferimento all’osservanza della circolare consiliare e dei limiti che essa pone. Sono venuti in rilievo, ad esempio, casi di tentativi “aggiramento� dei limiti al potere autorizzatorio del CSM in materia di insegnamento, derivanti da plurime comunicazioni, intervallate da un mese all’altro, di singole lezioni universitarie o, peggio, per conto di società private (IPSOA, ecc.). E’ più volte emerso, al di là della mera forma della comunicazione (per conseguente presa d’atto), un vero e proprio incarico di collaborazione, impeditivo di autorizzazione nel caso di enti privati conferenti. Ciò ha in un caso di rilievo (Paolo Corder, già componente del comitato scientifico del CSM) indotto l’interessato a rinunziare alla richiesta.
Prosegue una proficua discussione, aperta su nostro impulso, in relazione alla organizzazione o partecipazione di magistrati a scuole di preparazione ai concorsi e, in particolare, al concorso di accesso in magistratura (attività rigorosamente vietate dalla nostra circolare). Il fenomeno sta assumendo aspetti preoccupanti anche per il coinvolgimento di personaggi noti nella magistratura ed anche in sede associativa.
Proliferano infine istanze di aspettative o congedi straordinari per motivi di studio, dottorati di ricerca o altro, che sottraggono risorse agli uffici giudiziari e rendono più difficoltosa la giurisdizione nelle sedi ove si verificano. A volte si tratta di veri e propri diritti dei richiedenti, ma non può farsi a meno di rilevare la negatività del fenomeno, indicativo di un malessere di molti colleghi verso la giurisdizione in crisi.

V° Commissione: Proseguono i lavori di quinta con la copertura dei posti direttivi di Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria (proposto all’unanimità Luigi Gueli, presidente di sezione della corte d’appello di Roma), di Proc.re della Rep.ca presso il Tribunale per i minorenni di Trieste (proposto all’unanimità Domenico Massimo Miceli, consigliere della corte d’appello di Roma), di Presidente del Tribunale di Casale Monferrato (proposto all’unanimità Vittorio Angelino, proc.re della rep.ca del luogo), di presidente di sezione della Corte d’appello di Napoli (proposto all’unanimità Roberto Bochicchio, presidente aggiunto Gip Napoli, già nominato Presidente del Tribunale “fantasma� di Giugliano; nomina successivamente revocata per la non attivazione di quel presidio giudiziario che, come si ricorderà , era conseguito, insieme ad altri, alla legge sul decongestionamento dei grandi uffici metropolitani). Quanto ai semidirettivi, sono stati coperti i 2 posti di presidente di sezione del tribunale di Bologna (proposti all’unanimità Leonardo Grassi, sost. P.G. e Giuseppe Colonna consigliere corte d’appello, entrambi del luogo), di presidente di sezione della corte d’appello di Catania (all’unanimità approvata la proposta in favore del dr. Alfio Scuto, consigliere della corte d’appello del luogo), di aggiunto Procura Napoli (andata all’unanimità al collega Aldo De Chiara).

VI Commissione: Stiamo esaminando un parere sui ddl in materia di intercettazioni telefoniche. Nel frattempo, il Ministro ne chiede altri sui ddl più vari (in materia di immigrazione, ecc.). Ovviamente risponderemo per le parti di competenza consiliare, e cioè che hanno ricadute sull’organizzazione. Prosegue l’attività internazionale, soprattutto con riguardo alle attività della Rete dei Consigli di Giustizia d’Europa (Pres. Berlinguer) e della Consulta dei Giudici d’Europa (Pres. Il collega Lello Sabato).

VII Commissione : La Settima Commissione si è recata il 27 novembre in visita agli uffici giudiziari napoletani, ascoltando tutti i Capi degli Uffici. Per noi, che non abbiamo rappresentanti in Commissione, era presente Ciro Riviezzo. Faremo una riflessione più approfondita sugli esiti, verificando la possibilità di misure straordinarie (come una pubblicazione dei posti ancora vacanti del distretto), ma ciò che possibile dire sin da subito è che è forte la preoccupazione relativa alle carenze degli organici, soprattutto del personale amministrativo. Particolarmente apprezzabili le audizioni del neo Presidente del Tribunale, Carlo Alemi, che sta affrontando una difficile situazione (un esempio: le tabelle del Tribunale non vengono approvate dal 2001), e del Procuratore della Repubblica Lepore, accompagnato dagli aggiunti Paolo Mancuso e Franco Roberti, che hanno illustrato efficacemente e con competenza la situazione degli uffici in relazione alla problematica situazione criminale della città e della provincia.

VIII Commissione : Sta per essere licenziato il parere sulla modifica degli organici degli uffici del Giudice di Pace, che dovrebbe consentire l’indizione dei concorsi, ora bloccati.

IX commissione: un interessante spunto di riflessione è stato offerto da una pratica relativa alle doglianze avanzate da un privato che ha chiesto la cancellazione dei suoi dati identificativi (nome e cognome) nel testo di una relazione svolta da un collega nell’ambito di un incontro di formazione decentrata. E’ stato interessato l’ufficio studi che ha concluso nel senso di ritenere ragionevole l’istanza, dando nel contempo utili indicazioni sul “se� e “come� provvedere alla anonimizzazione dei dati negli ambiti di formazione. Anche la struttura informatica del Consiglio è stata interessata e la conclusione cui probabilmente potrà giungersi riguarderà l’attivazione di un sistema informatico di controllo e validazione dei testi, da svolgersi a cura del consiglio (si consideri che l’inserimento delle relazioni di formazione decentrata avviene a cura dei centri periferici ove essa si svolge), che possa servire ad evitare indebite pubblicità , laddove esse non dovranno farsi. Utile in ogni caso riferire qui che le “ragioni di giustizia�, addotte dal codice della privacy come esimente della pubblicazione di dati personali, paiono ricorrere anche nell’ambito qui in discorso, ossia quello della formazione. Sia che essa avvenga via intranet (cosmag.it) sia via internet (csm.it).
Criteri di (inedita?) attenzione assistono frattanto le pratiche relative alla conferma dei componenti del comitato scientifico.
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