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SOMMARIO
1. Presidente Sezione Catanzaro
2. Procuratore della Repubblica Tribunale Udine e Presidente Tribunale Milano
3. Un’applicazione extradistrettuale negata.
4. La pubblicità delle sedute dei Consigli Giudiziari e il loro rinnovo
5. Parere sul DDL sull’immigrazione clandestina
6. CSM, fuori ruolo e privilegi
7. CSM e limiti al fuori ruolo
Dalle Commissioni


DAL PLENUM

1. Presidente di sezione Catanzaro

Mercoledì 24 gennaio, l’assemblea plenaria del CSM ha deliberato (relatore Petralia) la nomina del dr. Giuseppe Neri, giudice del Tribunale di Catanzaro, al posto di Presidente di Sezione del medesimo Tribunale. Si è trattato di una decisione non unanime, così come non unanime era stata la proposta in V° Commissione (favorevoli tutti i componenti ad eccezione del cons. Berruti di Unicost).

In sede di commissione, infatti, il componente Berruti aveva segnalato una serie di ritardi nel deposito delle sentenze da parte del dr. Neri, traendone fonte in una relazione interlocutoria, a firma e cura del Presidente della sezione civile del Tribunale di Catanzaro dr. Mosca, da questi indirizzata al Presidente dl Tribunale nell’ambito della procedura relativa alla formazione del progetto tabellare per il biennio 2006-2007. Ebbene, la Commissione, in forza di tale segnalazione, ha ritenuto di dedicarsi ad una complessa ed esauriente istruttoria (plurime richieste di informazioni al Presidente; audizione del dr. Neri; acquisizioni documentali), all’esito della quale ha avuto modo di accertare, in maniera chiara ed inequivoca, che i ritardi attribuibili al Neri erano più che giustificati dalla davvero impressionante mole di procedimenti a lui assegnati (tutte le cause di vecchio rito con riserva di collegialità in numero di 537; la contestuale assegnazione delle cause pendenti sul ruolo presidenziale e di nuovi procedimenti in misura doppia rispetto agli altri colleghi) e dalle plurime applicazioni ad altri uffici (oltre al Tribunale per i Minorenni, anche la Corte d’Assise del luogo, per la trattazione, dapprima, di alcuni complessi dibattimenti, successivamente, in qualità di presidente, di tutti i processi pendenti, con il relativo carico di adempimenti amministrativi). Peraltro, il dr. Neri, a lume degli atti del fascicolo, offriva di sè un profilo professionale del tutto apprezzabile: presidenza di fatto della sezione civile, composta da n. 10 giudici; coordinamento del settore delle esecuzioni civili; valutazioni del Consiglio Giudiziario in termini costanti di eccellenza; valutazioni di ampio apprezzamento del lavoro svolto e della dedizione impressa dal giudice Neri da parte del medesimo dr. Mosca in occasione della relazione relativa al precedente progetto tabellare 2004-2005. Lo stesso tenore della sua audizione è stato assolutamente positivo; nessun tono di supponenza o di apodittica giustificazione bensì atteggiamento di massima umiltà, di profonda ragionevolezza e di pacata, serena spiegazione degli aspetti “contestatigli”.

Ciò posto, il relatore, preso atto della frattanto intervenuta revoca degli altri aspiranti, sì che il dr. Neri era rimasto unico e solo candidato legittimato, proponeva la nomina del predetto per il semidirettivo a concorso. Il non elevato punteggio attribuito, pari a punti 14,5 (8,5 di anzianità + 2 su 4 di attitudini + 2 su 4 di merito + 2 di funzioni omologhe), teneva in debito conto la obiettiva parentesi di dèfaillance lavorativa del dr. Neri, pur valorizzando l’indubbia idoneità ad assumere le funzioni richieste (così il passaggio motivazionale: “…Ora, se la somma delle esperienze anche direttive acquisite dal dr. Neri nel corso della sua più recente carriera induce a configurarne un profilo di particolare idoneità all’esercizio delle funzioni cui aspira, va tuttavia segnalato che non sempre, nell’arco temporale di tali esperienze, l’indubbia attitudine al coordinamento si è coniugata con le necessarie prerogative di capacità auto-organizzativa e versatilità ad assumere impegni pluridisciplinari nel rispetto delle mete di scadenza e di soluzione degli affari propri di ogni singolo settore di attività…”, risolto, nel prosieguo dell’atto, in forza di specifiche e diffuse argomentazioni, strettamente ancorate ai fatti e alle emergenze). Proposta che - si ripete - aveva convinto tutti con l’unica eccezione del cons. Berruti.

In plenum il dissenso si è fatto plateale e francamente sopra le righe: si è detto, da parte dei consiglieri di Unicost, oltre ogni obiettiva risultanza, che il dr. Neri rappresentava un modello di antidirigente e che il Consiglio mai avrebbe dovuto ratificare una nomina, quale quella in discorso, concernente un magistrato improduttivo se non addirittura ai limiti dell’opportunismo. Alle motivatissime argomentazioni del relatore Petralia si sono fronteggiati i toni enfatici e moralistici provenienti dal gruppo Unicost; il dibattito, nel suo complesso, ha però fatto registrare un diffuso clima di condivisione e di apprezzamento da parte della maggioranza dei consiglieri, convintisi della giustezza della proposta.

Così l’esito della votazione: a favore: Petralia, Riviezzo, Fresa, Pepino, Pilato, Cesqui, Maccora, Volpi, Tinelli, Siniscalchi, Bergamo, Patrono; contro: Berruti, Mannino, Napolitano, Carrelli Palombi, Viola, Roia, Ferri, Romano, Anedda; astenuti: Saponara, Vacca, Delli Priscoli (P.G.).

Ripetendo adesso ciò che sullo specifico argomento è stato già detto in lista, va qui ribadito che la pratica Neri ha avuto il pregio di far pubblicamente risaltare la dose di anticorpi che questo CSM ha mostrato di possedere verso atteggiamenti grettamente “ragionieristici” che, sulla scorta di dati all’apparenza formalmente negativi, avrebbero potuto far liquidare presto e male la vicenda. Generando ingiustizia piuttosto che ristabilendo regole. Concludendo, va detto che il plenum ha saputo sapientemente scorgere, tra le pieghe di aspetti professionali apparentemente infelici, la vera sostanza del profilo professionale del candidato Neri e la sua attitudine a ricoprire le funzioni semidirettive richieste.

Del tutto informalmente e con vera soddisfazione di recente si è appreso che i giudici del Tribunale di Catanzaro avrebbero plaudito alla scelta del collega Neri e - sembrerebbe - stiano preparando un documento di ampia condivisione alla decisione del Consiglio.

Una pagina, dunque, di indubbia qualità dei lavori consiliari.



2. Procuratore della Repubblica Tribunale Udine e Presidente Tribunale Milano

Approvata all’unanimità in plenum la proposta della V°, a sua volta unanime (relatore Petralia), che vede il dr. Antonio Biancardi, sostituto procuratore generale a Venezia, assegnatario del posto di Procuratore della Repubblica di Udine. Al di là del profilo professionale senz’altro positivo, è stata valorizzata la peculiarità delle pluriennali esperienze requirenti del candidato e, in particolare, la pregressa direzione di fatto della Procura di Bassano del Grappa nonché l’approfondita conoscenza del territorio veneto, suffragata anche da varie applicazioni in altre procure della regione. Biancardi, a parità di valutazione, è stato preferito, in quanto più anziano, ai già procuratori di Biella (Adinolfi) e di Tolmezzo (Cavalieri), mentre, rispetto all’ultimo aspirante - il dr. Angelo Domenico De Palma, presidente di sezione a Bari - è risultato prevalente, avendo quest’ultimo svolto pressocchè sempre funzioni giudicanti in territori, peraltro, assai lontani e diversi da quello veneto.

Analoga unanimità, anche questa volta su proposta unanime della V° Commissione, è stata raggiunta dal plenum quanto alla nomina della dr.ssa Livia Pomodoro a Presidente del Tribunale di Milano. Malgrado l’ottimo profilo del concorrente principale - il dr. Nicola Laudisio, presidente del Tribunale di Monza - la dr.ssa Pomodoro è stata preferita - potrebbe dirsi anche “acclamata” - sia in commissione che in assemblea plenaria (relatore Berruti) per via di un curriculum professionale di altissimo livello, comprensivo del pregresso svolgimento dell’incarico di capo di gabinetto del ministro della Giustizia e, attualmente, delle funzioni, esercitate con somma autorevolezza e rara capacità, di presidente del tribunale per i minorenni del capoluogo lombardo. La designazione di una donna ad un così alto incarico e l’assoluta condivisione di tale scelta costituisce un unicum che ha consentito ai media non solo nazionali di celebrare l’evento in termini di grandissimo risalto.



3. Un’applicazione extradistrettuale negata

E’ stata rigettata la richiesta di una applicazione extradistrettuale (a Torre Annunziata) sul rilievo che il distretto di competenza non presenta una scopertura superiore al 10 %, presupposto indispensabile per disporre l’applicazione secondo al circolare vigente. E’ un presupposto al quale spesso in passato si è derogato (per quanto ci è stato detto), ma si è voluto ancora una volta ribadire il dovere del rispetto delle regole. La ratio della disposizione è che in questi casi occorre provvedere con meccanismi interni al distretto (applicazione endodistrettuali, tabelle infradistrettuali, magistrati distrettuali, ecc.).



4. La pubblicità delle sedute dei Consigli Giudiziari e il loro rinnovo

E’ stata approvata una delibera sulle forme di pubblicità dei lavori del Consiglio Giudiziario. Si sono, in sostanza, richiamati i principi in materia, di trasparenza dell’azione amministrativa e di partecipazione, ma anche di rispetto della riservatezza, sottolineando come ciascun Consiglio Giudiziario, nell’ambito della sua autonomia, si è dotato di un Regolamento interno, nel quale è in genere regolamentata la materia, tenendo presenti i criteri generali.

E’ stata anche approvata una delibera sul rinnovo dei Consigli Giudiziari, previsto per il prossimo aprile, già inviata in lista, nella quale si esprime la più viva preoccupazione per la situazione che si va delineando. Infatti, è noto che il nuovo ordinamento giudiziario ha modificato profondamente la disciplina dei C.G., quanto alla composizione ed al sistema elettorale, ed il CSM, già con una delibera del giugno 2006, ha affermato di non poter intervenire con atti di normazione secondariain una materia già disciplinata per legge. Quindi, il CSM ha rappresentato al Ministro per la Giustizia l’assoluta necessità di sollecitare un intervento normativo, anche alla luce del fatto che lo stesso Ministro ha già preannunciato di voler ulteriormente modificare la disciplina dei C.G. .



5. Parere sul DDL sull’immigrazione clandestina

E’ stato licenziato il parere sul ddl in materia di immigrazione clandestina. Premesso che il CSM si occupa solo delle questioni che hanno una ricaduta sull’efficienza della giurisdizione o comunque sulla organizzazione degli uffici, senza entrare nel merito delle scelte politiche che spettano al solo Parlamento, si è dato un parere positivo sulla proposta abolizione del rito direttissimo obbligatorio previsto per alcuni reati, e si sono fatte altre osservazioni tecniche.



6. CSM, fuori ruolo e privilegi

Nelle scorse settimane il C.S.M. ha deliberato il ricollocamento in ruolo di un magistrato che ha svolto da ultimo attività di consulenza presso una Commissione parlamentare d'inchiesta, attribuendogli punteggi aggiuntivi per l'esercizio delle funzioni giudiziarie in sede disagiata, svolte in precedenza fino al 2005. Il Plenum si è diviso con tredici voti a favore (Unicost, Magistratura Indipendente, laici del Polo e Vicepresidente), undici voti contrari (MD, Movimento, laici dell'Unione) e un astenuto (il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione).
L'attribuzione di tali punteggi si pone in aperta violazione delle norme della circolare in materia, poiché l'intero sistema dei benefici derivanti dalle funzioni svolte in sedi disagiate è costruito sulla "permanenza" in tali sedi. Il C.S.M. non ha mai dubitato della non attribuibilità di tali punteggi a chi abbia già abbandonato la sede disagiata. Orbene, la posizione dei fuori ruolo non è diversa da quella di chi è stato trasferito dalla sede disagiata ad altra sede giudiziaria. Anche il collocamento fuori ruolo,
come il trasferimento ordinario, infatti, interrompe la permanenza in sede disagiata e deriva da una libera scelta del magistrato.

Gli unici due precedenti in materia, citati dai componenti di Unicost a favore della tesi favorevole all'attribuibilità del punteggio in questione, risalenti alla passata consiliatura, sono stati votati a maggioranza dal CSM, con il voto contrario dei rappresentanti del Movimento ed hanno dato luogo ad un contenzioso dinanzi al giudice amministrativo tuttora pendente.
Del resto la collocazione fuori ruolo ha già di fatto, posto rimedio al disagio conseguente alla attribuzione di sede disagiata, almeno sotto il profilo della gratificazione personale e della comodità della sede lavorativa in Roma (alla quale aspirano centinaia di colleghi anche da più di quindici anni).

La delibera si pone anche in contrasto con il progetto, in discussione, di modifica dell'Ordinamento giudiziario, laddove viene previsto l'obbligo, per il magistrato fuori ruolo da meno di tre anni che rientra in servizio, di svolgere le proprie funzioni presso l'ufficio di provenienza.
Noi non abbiamo alcun preconcetto nei confronti dei colleghi fuori ruolo (che, anzi, svolgono talora compiti di importanza e delicatezza particolari) ma riteniamo che nessuno debba godere di privilegi.


7. CSM e limiti al fuori ruolo

Il CSM ha deciso di collocare fuori ruolo col voto contrario dei soli consiglieri del Movimento per la Giustizia un magistrato destinato al Ministero della Giustizia nonostante il superamento del limite di legge di 230 magistrati già collocati fuori ruolo.
Non abbiamo condiviso tale decisione in quanto, pur comprendendo le pressanti esigenze del Ministero, abbiamo ritenuto prevalente il rigoroso rispetto delle regole.
E' ora più che mai necessario accelerare il ricollocamento in ruolo dei magistrati che hanno superato il limite massimo di permanenza fuori dall'effettivo esercizio della giurisdizione.


DALLE COMMISSIONI

3° Commissione:
Pochi giorni fa in Terza Commissione si è consumato un atto gravissimo. Dopo mesi in cui si discuteva della pratica per la copertura di 4 posti del Massimario della Cassazione, la maggioranza (M.I., Unicost, laici di destra e sinistra) con i voti contrari di Fresa e Pilato, ha deciso di rinviare ulteriormente l’esame, per unificarlo a quello di altro concorso per 19 posti dello stesso ufficio, invece di votare in modo trasparente, semmai su proposte diverse.

Tutto questo solo perché noi e MD non abbiamo accettato la logica spartitoria correntizia (tot posti a questa corrente, tot altri a quest’altra etc.) che ci era stata espressamente proposta ed abbiamo preteso che si esaminassero le singole posizioni senza guardare alle etichette, applicando semplicemente le regole stabilite nella circolare consiliare.

Il maggior numero dei posti a disposizione consentirà, negli auspici della maggioranza, più facilmente accordi spartitori, per chi ritiene che vadano attribuiti al gruppo di maggioranza un numero di posti proporzionale al “peso politico” della corrente, oltre a dilatare i tempi di definizione al di là di ogni ragionevole durata .

Intanto, una pratica aperta nel luglio 2005 non viene ancora definita. E si perderà altro tempo.

Il bollettone ordinario tarda ad arrivare, gli uffici protestano, i magistrati pressano, ma evidentemente le esigenze delle correnti sono più forti.

E’ una brutta pagina, una delle peggiori, di questo Consiglio, che pure si era aperto sotto ben altri auspici.



5° Commissione:
Tra l’11 e il 25 gennaio, molti sono stati i risultati raggiunti dalla V° Commissione.
Si è preso atto dell’intervenuto concerto del Ministro per il dr. Miceli, proposto quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Trieste. Sono stati inoltre proposti all’unanimità (relatore Petralia) il dr. Giuseppe Spadaro al posto di Presidente di sezione del Tribunale di Lamezia Terme nonché il dr. Tullio Moffa (rel. Petralia) quale Procuratore della Repubblica di Lanciano. Ancora all’unanimità, proposta Eleonora Fiengo, proveniente dalla Corte d’Appello di Napoli, al posto di Presidente di sezione Trib. Parma; Calogero Ferrotti, già Proc.re ad Orvieto, al posto di Procuratore della Rep.ca di Enna; Giuliano Lucentini, consigliere in corte a Firenze, proposto alla prima Presidenza della Corte d’Appello di Bologna. Proposti inoltre Umberto Mariani e Vittorio Rossi per i due posti di Presidente di sezione della Corte d’Appello di Venezia (Petralia e la Maccora si sono astenuti su Mariani, votando il solo Rossi e riservandosi in plenum eventuali altre proposte). Ancora una volta all’unanimità, proposti Edoardo Cofano (CdA Roma) al posto di Presidente del Tribunale di Orvieto e Antonino Maria Totaro a quello di Presidente del Tribunale di Mistretta (relatore Petralia). Proposto all’unanimità Giovanni Novelli al posto di Presidente del Tribunale de L’Aquila. Per i due posti di Pres. Sez. Trib. Milano si è deciso di procedere all’audizione dei principali aspiranti Manunta, Nardi e Bichi, all’esito della quale la commissione si è parzialmente divisa, proponendo la coppia Manunta-Nardi (Berruti, Siniscalchi, Bergamo, Patrono) e Manunta-Bichi (Maccora, Petralia). Per i 4 posti di Presidente di Sezione Trib. Napoli, la scelta è caduta su Antonio Panico, Bruno D’Urso, Adriana Pangia e Mariagrazia Di Somma. D’Urso e la Di Somma hanno frattanto revocato sicchè la pratica tornerà ad essere ridiscussa. Ancora una volta all’unanimità, la V° ha proposto Antonio Gagliardi al posto di Presidente del Tribunale di Sulmona e Paolo Cesare Maria Tamponi a quello di Procuratore della Rep.ca di Saluzzo. In esito ad un lungo contenzioso amministrativo, è stato proposto Vincenzo Nardi per il posto di Avvocato Generale presso la Corte di Cassazione, preferendolo a Raffaele Palmieri, già con tali funzioni alla Procura Generale della Cassazione (3 voti favorevoli e 3 astensioni: Petralia, Maccora, Patrono). Dopo la revoca della già proposta Anna Maria Di Oreste al posto di Presidente del Tribunale di Vicenza, è stato designato all’unanimità Giuseppe Bozza, Presidente di sezione del medesimo Tribunale.

La settimana dal 5 febbraio si è aperta con la proposta unanime di Annamaria Peschiera al posto di Presidente del Tribunale di Vigevano.

Seguirà l’esame dei posti di Procuratore della Rep.ca di Sant’Angelo dei Normanni, Procuratore minori Milano e Procuratore Repubblica Oristano; tra i semidirettivi, Proc. Aggiunto Roma, Presidente di sezione Corte d’Appello Genova e Procuratore Aggiunto Lecce.



9° Commissione:

Merita qui risalto la vicenda del rinnovo di 4 componenti - due per il settore penale, due per il civile - del Comitato Scientifico.

Va intanto premesso che tutti e tre noi esponenti del Movimento in Consiglio, nel corso della campagna elettorale ed in ogni possibile occasione, avevamo detto in termini chiari e netti che, se eletti, ci saremmo opposti ad ogni forma di “lottizzazione correntizia”; in particolare a quell’ipocrita procedura, formalmente camuffata da pubblico interpello, secondo cui - il contesto è quello del comitato scientifico - ad ogni componente uscente di un gruppo subentrerebbe un entrante appartenente alla stessa corrente.

Per la verità, l’occasione si è presentata ben presto con le sostituzioni di Ichino-Amato per il penale e di Corder-D’Arrigo per il civile. Relatori per la prima coppia sono stati Cesqui-Anedda, per la seconda Napolitano-Petralia.

Ebbene…..guarda caso…..sono stati proposti, per il penale, Mannucci Pacini e Recchione, appartenenti ai medesimi gruppi degli uscenti, nonché, per il civile, Positano e Di Marzio, anch’essi con simmetriche discendenze correntizie.

Petralia, dopo avere inutilmente ribadito quanto, un po’ illusoriamente, aveva già sostenuto ad esordio di lavori di IX°, ha rimesso la delega, rimarcando, con la sua formale astensione dal voto, il più netto dissenso verso tale insana prassi.

Astenendoci qui da qualsiasi nota di commento sulla professionalità e i titoli dei proposti, sappiano i lettori che, al ripetersi di tali situazioni, noi del Mov persisteremo in IX° nell’astensione ferma e convinta da ogni deliberazione in proposito, non esitando a rimettere, poi, alle sedute plenarie i toni e gli argomenti di ancor più vibrata riprovazione. Con l’augurio - ancor meglio, il sogno - di poter vincere la battaglia!

Mario Fresa - Dino Petralia - Ciro Riviezzo
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