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C.S.M.
Notiziario del Movimento per la Giustizia n. 16
14 aprile 2003

Nuova pagina 1



NEWS DAL C.S.M.



Pubblichiamo le notizie sui lavori del CSM della settimana questa settimana inviate dai nostri Consiglieri Fici, Aghina ed Arbasino,


Buona lettura


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INCARICHI DIRETTIVI

Il plenum ha deliberato i seguenti incarichi direttivi:

Quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani è stato designato il dott. GIACOMO BODERO MACCABEO (presidente del Tribunale di Tortona) con 17 voti (MI, MD, Arbasino, laici del Polo, Schietroma, Berlinguer, Marvulli, Favara), rispetto ai 6 voti raccolti dal dott. GAETANO TRAINITO (presidente di sezione del Tribunale di Trapani). Oltre al vicepresidente Rognoni, si è registrata l’astensione di Aghina e Fici, essenzialmente motivata dall’assenza di precedenti, significative, esperienze di p.m. per entrambi i candidati, ritenute necessarie in particolare per un ufficio particolarmente impegnato sul fronte della criminalità organizzata. In particolare il dott. BODERO MACCABEO non ha mai svolto funzioni di p.m. (anche se per molti anni è stato giudice istruttore).

Per l’incarico direttivo di Procuratore della Repubblica di Genova è stato designato dal plenum FRANCESCO LALLA (procuratore aggiunto di Genova) con 16 voti (Unicost, laici del Polo, Schietroma, Berlinguer, Aghina, Fici, Favara), rispetto ai 6 voti (MI, Salvi, Civinini, Marini, Arbasino) andati a BRUNO TINTI (procuratore aggiunto di Torino), e ai 2 voti (Menditto e Salmè) andati a ANTONIO SIMONE (procuratore di Verbania). Astenuti Rognoni e Marvulli.

Si è trattato di una scelta difficile per l’elevata professionalità dei candidati, con particolare riferimento a LALLA e TINTI, che ha determinato una diversificazione di opinioni tra i consiglieri del Movimento (segnale non isolato ed espressione di una libera determinazione dei personali convincimenti, senza artificiosi condizionamenti di “gruppo”).

In particolare si sono contrapposte la maggiore anzianità (anche in incarichi direttivi), l’esperienza in DDA e la conoscenza dell’ufficio da parte di LALLA, alle indiscusse doti organizzative ed informatiche di TINTI, che sono state comunque oggetto di unanime apprezzamento.

Per l’incarico direttivo di Presidente del Tribunale di Forlì ha prevalso FERNANDO MAFFUCCINI (pres. di sezione del Tribunale di Forlì) con 14 voti (MD, Movimento, laici del Polo, Berlinguer, Schietroma, Marvulli), rispetto a CORRADO TOSI che ha riportato 9 voti (Unicost, MI, Favara). Assenti al momento del voto Fici e Di Federico.



MODIFICA ALLA CIRCOLARE SUI TRASFERIMENTI:

Il plenum ha approvato la proposta di III Commissione per cui in caso di domande di trasferimento la graduatoria delle preferenze espressa dal magistrato opera solo all’interno del singolo concorso.

Si è così inteso evitare un aggravio nell’espletamento delle procedure di tramutamento, che consentiva sin qui all’aspirante (in caso di plurime pubblicazioni) di “accantonare” la domanda accolta in attesa della definizione di altra procedura per un altro posto pubblicato in un diverso bollettino.

La scelta è stata in qualche modo imposta dalla situazione di emergenza in cui versa la materia dei trasferimenti, e dalla conseguente necessità di accelerare al massimo la definizione delle procedure in atto, consentendo la pubblicazione di più bollettini, evitando il pericolo di paralisi o di ritardi.



NOMINA DEL REFERENTE PER LA FORMAZIONE DECENTRATA PER IL DISTRETTO DI MILANO SETTORE PENALE.

Sulla nomina dei referenti la Nona Commissione si era espressa all’unanimità per l’indicazione dei seguenti colleghi: DANIELA BORGONOVO, CESARE DE SAPIA, M.CARLA GATTO, NUNZIA GATTO, ELENA RIVA CRUGNOLA, mentre per un posto al settore penale aveva invece formulato (caso del tutto eccezionale) una proposta di maggioranza ed una di minoranza per il magistrato “ giudicante”. Era stato proposto con quattro voti il dott. Simone Luerti (Di Federico, Marotta, Meliadò, Tenaglia) e con un voto il dott. Paolo Ielo (Civinini) essendo assente per altri impegni Fici.. La ragione sostanziale della preferenza espressa dalla maggioranza della commissione si fondava sulla mancanza di esperienza specifica nel settore giudicante del dott. Ielo da poco trasferito al Tribunale dalla Procura della Repubblica. Il Plenum ha nominato il dott. Ielo con 13 voti a 11 (a favore:MD,Movimento,MI, 2 laici dell’Ulivo, Primo Presidente Cassazione e Procuratore Generale) essendo stato evidenziato che, a fronte delle pur positive valutazioni concernenti il dott. Luerti, il dott. Ielo, con una anzianità di molto maggiore, aveva nel passato svolto per molti anni funzioni giudicanti. Pertanto il suo bagaglio professionale era stato arricchito dall’esperienza in Procura ove aveva svolto attività investigative di elevato livello con esperienza anche nei rapporti con AG di altri Paesi ed a ciò doveva aggiungersi una attività scientifica concretizzatasi in pubblicazioni, seminari partecipazione a convegni anche all’Estero.



SEGRETARI DEL CSM

Dopo una discussione in plenum che ha occupato un’intera seduta, il plenum ha nominato due nuovi segretari del CSM.

L’istruttoria originaria, affidata alla terza commissione, aveva selezionato tra oltre cinquanta domande, una rosa di tre candidate: LUISA SAVOIA (Tribunale di Milano), SILVIA COPPARI (pm a Torino) e ELVIRA RUSSI (Tribunale di Cosenza), poi ridotta alle prime due dal Comitato di presidenza.

Dopo un lungo dibattito, dove non sono mancati accenti polemici sull’ ANM da parte in particolare del consigliere Di Federico, si è pervenuti all’approvazione della proposta del Comitato, e quindi alla nomina delle colleghe SAVOIA e COPPARI, con 13 voti a favore (Unicost, MI, Berlinguer, Schietroma, Civinini, Salvi e Arbasino) e 8 astensioni.



CORSO DI AUTOFORMAZIONE PER MAGISTRATI MINORILI

Sulla scia della positiva esperienza maturata sin qui dal corso di autoformazione professionale per giudici e pubblici ministeri dell’area della famiglia e dei minori, il plenum ha approvato di replicare questo progetto formativo per i distretti di Catanzaro, Firenze, Genova, Reggio Calabria e Trieste.

Saranno individuati 12 partecipanti per corso (4 giudici minorili, 2 pm minorili, 3 giudici onorari o pm che si occupino dell’area della famiglia e dei minori). Dichiarazioni di disponibilità entro il 25 maggio 2003.



ATTUAZIONE DELL’ART.106 COMMA TERZO COSTITUZIONE

E’ stato bandito un concorso per cinque posti per l’accesso in Cassazione riservato per meriti insigni a professori universitari e ad avvocati.



TABELLE

Prosegue l’esame delle tabelle dei vari uffici giudiziari, non sempre tempestivamente trasmesse al CSM. Nella settimana va segnalata l’ approvazione delle tabelle del Tribunale di Civitavecchia (con invito di istituire tabellarmente il posto in organico presso la sezione distaccata di Bracciano), e la non approvazione delle tabelle del Tribunale di Perugia, e l’approvazione parziale delle tabelle del Tribunale de L’ Aquila e del Tribunale di Pescara (per l’erronea utilizzazione dei got e il mancato rilievo dell’ultradecennalità di alcuni colleghi nelle medesime funzioni)



DISTINZIONE TABELLARE GIP/GUP

Sempre in materia tabellare, dopo un lungo percorso istruttorio, è stata approvata dal plenum la tabella di composizione per il 2002/2003 del Tribunale di Roma.

Va segnalato come il fulcro del progetto tabellare si incentri in una ripartizione separata della sezione gip/gup in due uffici con competenza esclusiva, con un organico equivalente di 20 unità.

La distinzione viene contemperata da una ricognizione annuale del carico di lavoro (e quindi di eventuali squilibri), e da una rotazione triennale.

Si tratta di una innovazione particolarmente delicata, per le rilevanti implicazioni organizzative derivanti, sino ad ora attuata solo nel Tribunale di Torino (dove peraltro si è poi ritornati al sistema tradizionale “misto”).

La proposta tabellare è stata approvata con ampia maggioranza; tra gli astenuti, Aghina ha rilevato come fosse opportuno corredare il progetto organizzativo da una rilevazione statistica aggiornata intesa a rassicurare sulle potenziali ricadute negative derivate da una suddivisione numerica tra gip e gup da operare solo sulla base di un attento monitoraggio.



FERIE E POSSIBILITA’ DI ALLONTANARSI DALLA SEDE DI RESIDENZA

Rispondendo ad un quesito posto da un collega del Tribunale di Locri, che chiedeva di sapere se il giudice che non debba assicurare turni di reperibilità, nei giorni in cui non abbia udienza ed in assenza di altre ragioni di servizio, possa godere di congedo ordinario anche se non in coincidenza con il periodo feriale ed allontanarsi dalla propria residenza senza richiedere congedi ordinari per ferie, il plenum ha deliberato:

- che il periodo di fruizione delle ferie da parte dei magistrati deve, normalmente, coincidere con il periodo feriale, ma il dirigente dell' ufficio può procedere ad una diversa distribuzione delle ferie, per esigenze organizzative dell'ufficio, nel rispetto del principio della tendenziale continuità delle medesime, che tenga anche in conto le esigenze personali manifestate dai magistrati; può, inoltre, compatibilmente con le esigenze organizzative dell'ufficio, concedere in maniera frazionata, anche
anticipatamente rispetto al periodo feriale, alcuni giorni di ferie per esigenze personali o familiari del magistrato, salvo l'assenso del Capo di Corte d'Appello di appartenenza;

- anche nel caso in cui il giudice non debba assicurare preordinati turni di reperibilità, nei giorni in cui non tiene udienza deve garantire la propria reperibilità e, quindi, la concreta e tempestiva disponibilità, per far fronte a situazioni eccezionali che possono eventualmente verificarsi.



MAGISTRATI DI COLLEGAMENTO

Ratificando la designazione operata dal ministro Castelli, che ha operato le designazioni sulla base di una rosa di nomi su cui si era già espresso il Consiglio (riducendone l’ampiezza), e attuando così una sorta di “concerto invertito” rispetto alla procedura in uso per il conferimento degli incarichi direttivi, è stata disposta la messa fuori ruolo dei colleghi:

ANNA PAGOTTO (giudice del Tribunale dei minori di Udine), nominata magistrato di collegamento per il Regno Unito e ELENA RAGANELLI (giudice del Tribunale di Roma), nominata magistrato di collegamento per la Spagna.



PROGRESSIONI IN CARRIERA

E’ stata dichiarata la non idoneità ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione di un collega in servizio presso il Tribunale di Roma nei cui confronti era stato definito per amnistia un procedimento penale per appropriazione indebita, da cui un procedimento disciplinare conclusosi con la perdita di un anno di anzianità.

Successivamente allo stesso era stata irrogata la sanzione disciplinare dell’ammonimento per pesanti ritardi nel deposito di sentenze, nonché la perdita di altri due anni di anzianità per la quasi ventennale appartenenza alla massoneria.

Sorprende che in sede di voto si sia registrato il voto contrario del solo cons. Buccico, espressosi più volte a sostegno di un rigoroso controllo della professionalità dei magistrati.

Altra votazione (questa volta unanime) ha riguardato la valutazione di inidoneità alle funzioni d’appello di un collega più volte sanzionato per il ritardato deposito di numerosi provvedimenti.



EUROJUST

Al plenum del 9 aprile è stata esaminata la proposta di delibera relativa alla scelta di un magistrato per essere destinato all’assistenza del componente italiano di Eurojust.

La procedura è stata avviata con nota del Ministro della Giustizia del 23 gennaio 2003 con cui è stata sottoposta al Consiglio una rosa di nomi perché venisse espresso un parere. Il Ministro ha, in sostanza, ritenuto applicabile la procedura del c.d. “concerto invertito” (e, cioè, il potere di scelta in capo al Ministro, previo parere del CSM), sottolineando nella predetta istanza l’espresso convincimento che il magistrato prescelto deve garantire il rapporto fiduciario con l’autorità di governo.

Si tratta di una procedura (quella del concorso invertito) individuata dal Consiglio con delibera del 24 gennaio 2001, in occasione delle procedure per la scelta dei magistrati di collegamento italiani presso i Ministeri della Giustizia del Regno Unito e del Regno di Spagna e per la individuazione, altresì, del componente italiano della struttura provvisoria di Eurojust. In detta occasione il Consiglio prese atto dei compiti principalmente di natura amministrativa demandati, dalle fonti internazionali, ai magistrati di collegamento ed ai componenti di Eurojust in struttura provvisoria; e, tuttavia, poiché le fonti europee attribuivano ai predetti magistrati anche funzioni giurisdizionali si è ritenuto che la procedura del “concerto invertito” fosse la più idonea a garantire le concorrenti esigenze ministeriali e consiliari.

Al plenum del 9 aprile abbiamo chiesto (cons. Fici) che, attesa la delicatezza del tema, la questione venisse trattata ad una seduta di plenum successiva. Ciò avverrà il 16 aprile.

E’ apparsa, infatti, del tutto incongrua, tenuto conto delle funzioni proprie dei magistrati addetti ad Eurojust nella sua attuale operatività, la procedura del “concerto invertito” invocata dal Ministro. Del tutto inaccettabile è parso, poi, il richiamo effettuato nella predetta nota del 23 gennaio 2002 al rapporto fiduciario con l’autorità di governo che i magistrati italiani destinati ad Eurojust devono garantire.

Invero, rispetto alla struttura provvisoria, il cui principale compito era quello di realizzare la struttura definitiva e che, conseguentemente, richiedeva una forte collaborazione con l’autorità di governo, Eurojust nella sua attualità operativa ha essenzialmente compiti giurisdizionali, per le sue funzioni di coordinamento e di impulso fra i pubblici ministeri degli stati aderenti; di guisa che assolutamente più adeguata – tenuto conto del nostro assetto costituzionale - appare la competenza del CSM a designare i componenti italiani.

Si tratta di una delibera di estremo rilievo che influenzerà in modo assai marcato le competenze, nel nostro Paese, riguardo alla nomina di magistrati che, in modo sempre più intenso nel prossimo futuro, opereranno in strutture giurisdizionali a livello europeo e sovranazionale in generale. Ed è evidente come, nella costruzione della giurisdizione europea ed internazionale dell’immediato e del prossimo futuro, il ruolo del CSM sarà decisivo per la salvaguardia dello status dei magistrati italiani e, quindi, per i principi di autonomia ed indipendenza.

Affidare un incarico giurisdizionale, come quello di componente di Eurojust, assecondando la richiesta del Ministro della Giustizia, che ha sottolineato la natura fiduciaria della scelta, significa stravolgere l’attuale assetto ordinamentale.

Ci auguriamo che anche le altre componenti consiliari facciano proprie le medesime preoccupazioni e la stessa consapevolezza.





ATTIVITA’ DELLE COMMISSIONI





PRIMA COMMISSIONE

La Commissione ha deliberato il deposito degli atti relativi alla procedura di trasferimento ex art. 2 L.G. nei confronti del Procuratore della Repubblica di Napoli dott. Cordova respingendo le richieste di approfondimenti avanzate dallo stesso e dal suo assistente dott. Nordio nel corso delle cinque sedute di audizione. Quattro di tali sedute sono state dedicate all’esame di tutti i capi di “incolpazione” con analitica esposizione degli elementi posti a loro fondamento e con acquisizione delle articolate deduzioni e spiegazioni fornite dal dott. Cordova. L’ultima seduta è stata dedicata alle libere dichiarazioni del Procuratore in relazione a tutti quei fatti sui quali si era riservato di fornire chiarimenti.

Si è quindi conclusa la fase istruttoria e la procedura prevede, dopo il formale deposito, un termine (determinato dalla commissione in venti giorni) per l’esame degli atti ed il deposito di memoria difensiva. Scaduto il termine la commissione delibererà la proposta al plenum: è ragionevole ritenere che la discussione in plenum possa avvenire prima dell’estate.



Prosegue la elaborazione della nuova circolare sulle incompatibilità ex art. 18 e 19 O.G. e situazioni assimilabili. Il relatore (Arbasino) ha predisposto una bozza di testo che tende a definire criteri predeterminati e chiari i quali, per un verso, garantiscano uniformità di valutazione dei casi e, per altro verso, diano ai colleghi utili e certi elementi di valutazione sul punto in occasione di domande di trasferimento o di scelta di sedi. Nel corso della prossima settimana la commissione dedicherà una seduta all’esame della bozza per la definitiva fissazione dei criteri e si auspica che nell’arco di un mese si possa riuscire a sottoporre al plenum la nuova circolare. E’ pressoché ultimato il programma informatico che verrà utilizzato per le dichiarazioni di incompatibilità in occasione del censimento che verrà varato in concomitanza con l’approvazione della nuova circolare.



TERZA COMMISSIONE

E’ opportuna qualche considerazione su tematiche particolarmente delicate, di cui si occupa la terza commissione, quali i collocamenti fuori ruolo e politica di contenimento

Fino al febbraio del 2001 ogni collocamento fuori ruolo determinava un corrispondente sacrificio negli organici degli uffici operanti nella giurisdizione, perché essendovi un organico complessivo dei magistrati in servizio, distribuito fra i diversi uffici di merito e di legittimità, ogni destinazione a funzione non giudiziarie comportava il congelamento di un posto.

Con la legge 48 del 2001 si è inteso ovviare a tale inconveniente, istituendo una aliquota di 200 unità riservata a tutti le destinazioni diverse rispetto agli uffici operanti nella giurisdizione. Si tratta, in buona sostanza, del c.d. organico dei fuori ruolo, ovvero del ruolo dei magistrati destinati a funzioni non giudiziarie: alla Presidenza della Repubblica, alla Corte Costituzionale, al Ministero della Giustizia ed al suo Ispettorato (con il limite delle 62 e delle 30 unità), al Consiglio Superiore della Magistratura, alle varie Autorità di Garanzia, alle Commissioni parlamentari d’inchiesta, al Ministero degli Esteri e ad altri Ministeri, a vari organismi internazionali.

Avvicinandoci a detto limite (allo stato ci sono circa 190 magistrati destinati a funzioni non giudiziarie) abbiamo sollecitato al plenum una presa di posizione in merito alla superabilità di detto limite e, nel caso si ritenesse possibile tale superamento, in merito alle linee guida da seguire nel congelamento dei posti degli uffici operanti nella giurisdizione. Abbiamo chiesto, altresì, che il Consiglio, nella comunque inevitabile esigenza di contenimento delle richieste delle diverse autorità per la destinazione di magistrati a funzioni non giudiziarie, prenda posizione riguardo alla politica da seguire.

Trattasi di scelte non facili per il sicuro rilievo di tutte le Istituzioni richiedenti il distacco, in ordine alle quali è difficile graduarne l’importanza.



Limite quinquennale al collocamento fuori ruolo

Altro argomento relativo alla circolare sul collocamento fuori ruolo è quello relativo al limite minimo di cinque anni di effettivo esercizio di funzioni giudiziarie, richiesto per potere accedere ad una collocazione fuori ruolo.

Tale limite, in passato, è stato più volte disatteso a fronte di alcune richieste avanzate da autorità dal grande rilievo istituzionale (e, principalmente, dalla Corte Costituzionale), per cui la determinazione, da parte del nuovo Consiglio, di rigoroso rispetto del limite ha determinato l’esigenza di coordinare tale nuova linea con la prassi del passato.

Ci si è, pertanto, orientati, in Terza Commissione nel senso di ritenere la persistenza del limite in questione e, tuttavia, preso atto della prassi del passato, si è, altresì, ritenuto, di proporre al plenum una modifica della circolare, prevedendo – quando la richiesta di collocamento fuori ruolo proviene dalla Presidenza della Repubblica, dalla Corte Costituzionale o da organismi internazionali – la possibilità di accogliere la richiesta quando il magistrato interessato ha compiuto cinque anni dalla nomina ad uditore giudiziario.

La soluzione individuata verrebbe a costituire, nella sostanza una mediazione, fra la rigidità della prescrizione (che vietava il collocamento fuori ruolo se non in presenza del superamento del limite relativo all’effettivo esercizio, per almeno un quinquennio, di funzioni giudiziarie) e la pregressa prassi disapplicativa determinata dall’esigenza di venire incontro alle aspettative manifestate da autorità di grande rilievo istituzionale.



Trattenimento in servizio fino al settacinquesimo anno di età - spostamento delle competenze in materia di semidirettivi dalla III all V Commissione

In una precedente comunicazione abbiamo avuto modo di evidenziare come la possibilità di permanenza in servizio fino al limite dei 75 anni di età, introdotta dalla legge finanziaria del dicembre scorso, ha rappresentato una novità “negativa” anche con riferimento alla mobilità del personale, per l’evidente rallentamento dei trasferimenti verso l’alto e, quindi, per le difficoltà aggiuntive di reperire vacanze di I grado.

Abbiamo avuto modo, in questi giorni, di verificare il numero complessivo, fino alla seduta di plenum del 10 aprile, dei magistrati che hanno chiesto di usufruire della facoltà in questione. Si tratta, allo stato, di 133 magistrati, in gran parte con incarichi direttivi. Stiamo predisponendo un elenco completo che quanto primo trasmetteremo in lista per ogni utile valutazione

La prima conseguenza pratica è che il carico di lavoro della Quinta Commissione si è drasticamente ridotto e potrebbe ancora ridursi nei prossimi mesi. Poiché si è dovuto contestualmente prendere atto delle crescenti difficoltà della Terza Commissione, le cui competenze sono state aumentate a seguito della riduzione del numero complessivo dei consiglieri, si è ritenuto di dover prendere in considerazione uno spostamento della competenza in materia di incarichi semidirettivi dalla Terza alla Quinta Commissione; per una più equa distribuzione del carico di lavoro, innanzi tutto, e così per accelerare i ritmi nella definizione dei bandi di trasferimento; ma anche per la sostanziale affinità delle scelte in materia di semidirettivi rispetto ai direttivi, tale da consigliare un accorpamento delle competenze.

Unitamente ai consiglieri di MD abbiamo chiesto l’apertura di una pratica e ci auguriamo che già nei prossimi giorni la Seconda Commissione accolga la relativa proposta.



Un ulteriore bando di trasferimento per posti di appello – le successive scadenze – il nostro progetto complessivo in materia di mobilità

Questa settimana, prima della pausa pasquale, il plenum approverà un ulteriore bando di trasferimento per circa 140 posti di appello. L’orientamento della III Commissione è, poi, quello entro la prima metà del mese di maggio di pubblicare gli oltre cento posti semidirettivi, una ventina di posti di Cassazione e, quanto, prima i posti dei neo-istituiti organici distrettuali.

Quanto al difficile argomento della mobilità di I grado questo è il quadro complessivo della situazione: oggi abbiamo soltanto una trentina di posti di I grado disponibili.

160 posti di I grado li otterremo non appena sarà definita la procedura di trasferimento che è stata avviata il mese scorso (sono pervenute centinaia e centinaia di domande e ne stanno pervenendo ancora, mentre gli operatori caricano i dati);

150/160 posti di I grado dovrebbero ricavarsi dalle procedure relative alle pubblicazioni dei posti di appello, definendo gli ultimi 35 posti del bando di dicembre ed i 140 messi a concorso con il bando previsto per il plenum della prossima settimana (si tratta di una stima perché i posti di appello vengono a volte coperti da magistrati che svolgono già funzioni di appello);

vanno, poi, considerati i 104 posti relativi ai neo-istituiti organici distrettuali che, come è noto, non possono essere destinati agli uditori e che verranno pubblicati non appena sarà pronta (ci si augura presto) la circolare attuativa di competenza della II Commissione;

quanto agli oltre cento posti semidirettivi scoperti l'orientamento è quello di procedere alla pubblicazione entro la metà di maggio; e così anche per le vacanze in Cassazione. Si tratta di procedure più lente e, pertanto, ai fini che qui interessano, incideranno poco sul reperimento a breve di posti di I grado. Certo è giusto adoperarsi per una sollecitazione di tali procedure ed, al riguardo, mi auguro che quanto prima la Seconda Commissione definisca (in senso favorevole) la proposta di trasferimento delle competenze in materia di assegnazione di incarichi semidirittivi dalla Terza alla Quinta Commissione. Se ciò avvenisse in tempi rapidi sarebbe un ottimo e concreto segnale di effettiva volontà di modificare il corso degli eventi.

Queste pubblicazioni dovranno essere avviate e ci si augura definite in tempi ragionevoli (ma il semplice auspico non basta, lo sappiamo bene), nella consapevolezza di non lontane, anzi vicine, importanti scadenze: ci si riferisce, innanzi tutto, alla maturazione del quinquennio di permanenza in sedi disagiate di un centinaio di colleghi che, a fine luglio ed a metà novembre, matureranno, ai sensi della legge 133 del 1998, il diritto di prescelta sulle sedi pubblicate e mi riferisco anche alla individuazione(entro la fine dell’anno o, tutt’al più, all’inizio del prossimo anno) di 310 sedi da destinare agli uditori giudiziari.

Tornando ai numeri (20/30+160+140/160+104) si tratta di circa 400/430 posti (allo stato quasi tutti da conquistare, uno per uno), che soltanto(si ribadisce: soltanto) con uno straordinario impegno di strutture e risorse è possibile reperire entro la fine dell’anno. Se poi si intende, già nel mese di luglio, procedere ad una ulteriore pubblicazione di posti di I grado per offrire opportunità di avvicinamento a chi è da anni lontano da casa, è evidente che il supplemento di impegno, di energie e di risorse deve essere ancora più consistente.

Per ottenere il risultato (310 posti per gli uditori a fine anno, preceduto da un bando in luglio per i trasferimenti ordinari) devono concorrere una serie di condizioni che sintetizziamo in sette punti programmatici, in ordine ai quali, per ciascuno di esse, procederemo ad un costante aggiornamento:

I) il Consiglio, nel suo complesso, deve garantire la realizzazione del progetto, destinando alla Terza Commissione quelle attenzioni e quelle risorse che sono assolutamente indispensabili; ciò significa non soltanto destinazione di personale per collaborare con quello attualmente in servizio, che non può rendere di più di quanto attualmente rende, ma anche precedenza assoluta alle riunioni straordinarie di III Commissione, disponibilità a farsi sostituire ed a sostituire perché comunque venga utilizzato ogni spazio di tempo disponibile;

II ) le competenze sugli incarichi semidirettivi va spostata dalla Terza alla Quinta Commissione;

III) la Settima Commissione deve approvare quanto prima la circolare sui magistrati distrettuali;

IV) la Terza Commissione deve sperimentare ogni possibile accelerazione procedimentale (ad es. proposte plurime, comunicazioni telefoniche), superando una vischiosità ed una resistenza connesse ad esperienze negative del passato e, quindi, accettando i rischi legati ad ogni tentativo di innovazione;

V) l'Ufficio Automazione deve definire (non entro l'anno ma entro il prossimo mese) il programma per un più efficiente gestione degli affari della Terza Commissione;

VI) bisogna far ricorso a personale esterno, anche ai sensi dell'art. 20 del regolamento di amministrazione e contabilità, per una più efficiente gestione dei bandi di trasferimenti. Si tratta di una procedura già attivata da altre commissioni consiliari e che personalmente sollecito da mesi. Non vediamo, in particolare, alcuna difficoltà nel conferire un particolare incarico a personale esterno (anche magistrati) per l'individuazione di ogni innovazione di carattere procedurale idonea ad accorciare i tempi;

VII) bisogna sollecitare la collaborazione dei consigli giudiziari, dei capi degli uffici, di ogni singolo collega, per sradicare prassi di mancanza di collaborazione che rallentano ulteriormente le procedure.



QUINTA COMMISSIONE

Sono state completate le audizioni dei candidati selezionati per gli incarichi direttivi di Procuratore Generale presso la corte d’Appello di Firenze e di Procuratore della Repubblica di Milano.

Nella prossima settimana è prevista l’audizione dei candidati alla Procura Generale presso la corte d’Appello di Lecce.

All’avanzato esame della commissione anche le pratiche relative al conferimento degli incarichi direttivi di Procuratore della Repubblica di Patti, Presidente del Tribunale di Biella e Procuratore della Repubblica di Latina.



Caso Galizzi alla consulta

La Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibile il conflitto di attribuzioni proposto dal C.S.M. nei confronti del Ministro di Grazia e Giustizia in ordine al rifiuto del ministro della Giustizia di conferire al dott. GALIZZI l'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica di Bergamo.



SETTIMA COMMISSIONE

Nomina del referente per l’informatica, settore penale, del Tribunale di Napoli.

In occasione della nomina dei referenti per l’informatica la commissione, all’unanimità, aveva deliberato di non accogliere la domanda dell’unico aspirante al posto, dott. Angelo Di Salvo, sulla base di un parere del Consiglio Giudiziario fondato su elementi di fatto specifici dimostrativi della insussistenza dei requisiti richiesti dalla circolare in materia e dal bando. Prima della trattazione in Plenum l’interessato aveva fatto pervenire ad ogni consigliere sue deduzioni, tese a dimostrare la sua idoneità, accompagnate da una “ consulenza” sulle sue capacità nel settore informatico redatta da un esperto in materia al quale era stato sottoposto un rituale quesito dallo stesso interessato.

In Plenum a seguito di interventi dei consiglieri Buccico e Marotta e Riello, il relatore Schietroma aveva chiesto il ritorno della pratica in commissione. Si è proceduto quindi a due audizioni del dott. Di Salvo nel corso delle quali nulla di nuovo è stato documentato che smentisse quanto già acquisito ed all’esito la commissione ha deliberato la sua nomina a maggioranza con tre voti a favore (Schietroma, Di Federico e Stabile), due contrari (Arbasino e Marini) ed un astenuto (Tenaglia) …..la parola ora passa al plenum e sarà interessante ascoltare le motivazioni di chi ha mutato opinione in modo così radicale.



Programma organizzativo Procura della Repubblica di Palermo.

Nell’esame del programma organizzativo della Procura della Repubblica di Palermo il cons. Di Federico (laico del Polo) ha rilevato la permanenza in DDA per un tempo superiore ai quattro bienni dei procuratori aggiunti Lo Forte e Scarpinato i quali risultavano inseriti in DDA con attribuzione di compiti di collaborazione col Procuratore (che non ha delegato la direzione della struttura) nel coordinamenti ed impulso investigativo in determinate aree geo-criminali unitamente ad altri due aggiunti della Procura.

La questione, proposta con l’evidente finalità di escludere i due aggiunti dalle attività di indagine relative ai reati ex art. 51 n. 3 bis CPP, ha determinato un acceso dibattito in commissione che ha investito l’esame della struttura organizzativa complessivamente elaborata dalla Procura di Palermo da almeno un decennio per fronteggiare le specifiche esigenze investigative di quel territorio nella lotta alla mafia e sempre approvata dal CSM negli anni precedenti. In buona sostanza quelle specifiche (e ben note) esigenze avevano determinato la necessità per il Procuratore di attribuire ad alcuni aggiunti compiti di coordinamento ed impulso investigativo delle indagini condotte dai sostituti della DDA con riferimento a determinate aree del territorio di competenza.

La disciplina di legge e quella secondaria emanata dal CSM non prevedono la possibilità di inserimento in DDA di procuratori aggiunti al di fuori del caso di delega, da parte del Procuratore, dell’intero potere di direzione della DDA ad un aggiunto: basti ricordare al riguardo che per i soli sostituti è prevista una procedura concorsuale per l’inserimento in DDA.

Le tesi che si sono confrontate andavano da una semplice “presa d’atto” dell’inserimento in DDA dei due aggiunti e quindi dalla illegittimità della loro permanenza per un tempo superiore ai quattro bienni (Di Federico) alla constatata inesistenza di impedimenti normativi alla realizzazione di simile struttura (costituente un “tertium genus” rispetto alla previsione normativa primaria e secondaria) sostanziandosi l’attribuzione degli incarichi di coordinamento agli aggiunti non già in una attività propria del “componente” della DDA ma bensì in incarichi di collaborazione col Procuratore preposto alla struttura stessa in attività proprie di questo ruolo (Arbasino).

La soluzione che è emersa, sulla quale hanno convenuto tutti i componenti della commissione, è stata di tipo interlocutorio nel senso che, nel dare atto dell’assetto normativo primario e secondario che regola la composizione della DDA, si è invitato il procuratore a formulare un programma organizzativo della DDA che rispetti, anche da un punto di vista formale, tale disciplina.

La considerazione che si può fare è che l’attuale disciplina di legge e regolamentare della DDA è inadeguata rispetto alle esigenze di determinate realtà territoriali e sarà nostro impegno adoperarci affinché il CSM non si limiti a valutare gli assetti organizzativi di tali uffici con atteggiamento aridamente burocratico, ma si dia carico di porre i capi degli uffici in condizione di poter allestire le strutture organizzative più idonee a contrastare cosi’ gravi fenomeni delittuosi.

Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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Luca Ramacci

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