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SOMMARIO
1) Bando di concorso Giudici Onorari Minorenni e Sorveglianza
2) Caso Palermo
3) Sul Presidente-vicario di Frosinone
4) Crisafulli: un fuori ruolo infinito
5) Incontro di studi Cinema e Mass-Media
6) Apertura pratica Dottorato di ricerca
7) Parere DDl su prelievo materiale biologico
8) Il ritorno di Carnevale
9) I Consigli Giudiziari
10) La circolare sui trasferimenti.
Dalle Commissioni


1) Bando di concorso Giudici Onorari Minorenni e Sorveglianza. Sono stati approvati (relatore Pepino) due bandi di concorso, e relative circolari, per la nomina degli esperti del Tribunale per i Minorenni e del Tribunale di Sorveglianza. I bandi sono stati già messi nella lista generale del Movimento. I bandi contengono rilevanti novità in tema di procedure, nel senso della loro semplificazione.

2) Caso Palermo. E’ stato approvata, all’unanimità, la delibera (relatore Volpi) sul caso “Palermo”, in ordine alle polemiche dei giorni scorsi tra il Procuratore Nazionale Antimafia Grasso e il Procuratore di Palermo Messineo. La delibera è stata già inserita nella lista generale del Movimento. In sostanza, il Consiglio ha sollecitato tutti gli uffici alla più piena e leale collaborazione, al fine di fortificare l’azione di contrasto alla criminalità organizzata, e nel contempo ha ribadito che gli eventuali contrasti vanno incanalati nelle vie istituzionali, innanzitutto verso il Consiglio stesso.

3) Sul presidente-vicario di Frosinone. Un caso assai particolare ma d’indubbio interesse quello che ha riguardato – dapprima la VII° Commissione e, in rapida successione, il Plenum – la nomina, fortemente contestata, del Presidente vicario del Tribunale di Frosinone, in persona del dr. Guido Caporaso, presidente di sezione del medesimo ufficio. Questi i fatti: nell’imminenza del suo pensionamento, il Presidente del Tribunale, dr. Alberto Urbano, a modifica dell’assetto tabellare vigente e con efficacia immediatamente esecutiva, aveva assegnato le funzioni vicarie al giudice anziano Patrizia Mannacio e non invece al presidente di sezione dr. Caporaso. La designazione, caldeggiata da un diffuso (pressocchè corale) consenso dei magistrati dell’ufficio, era stata preceduta da una riunione di tutto l’ufficio, presenti, tra gli altri, la Mannacio ed il Caporaso che espressamente ne contestava l’irritualità e l’illegittimità. Siffatta decisione, di certo straordinaria ed infrequente per le prassi usualmente seguite nei tribunali italiani, traeva spunto da una sfiducia nutrita nei riguardi del Caporaso, motivata anche dall’esito di un’ispezione che di recente aveva interessato quel tribunale e che si era conclusa con affermazioni non certo commendevoli circa l’impegno e la laboriosità del predetto Caporaso, ritenuto responsabile principale di alcune carenze rilevate soprattutto nel settore penale. Il Consiglio Giudiziario di Roma, interessato della formulazione del parere sul provvedimento di variazione tabellare, si esprimeva negativamente sul requisito dell’urgenza, curando di trasmettere sollecitamente l’incarto al CSM per la decisione anche del merito. Approdato in VII° Commissione, l’atto è stato ampiamente discusso e, al fine di comprovarne la fondatezza, sono state anche acquisite copie di alcuni provvedimenti presidenziali di revoca di incarichi di coordinamento e collaborazione, precedentemente conferiti al Caporaso. La revoca di tali incarichi ed il fatto che essi fossero gli unici ad essere attribuiti a costui - ha rettamente osservato la Commissione - rende inapplicabile l’obbligatorietà della sua nomina a vicario ai sensi del paragrafo 32.6 della vigente circolare sulle tabelle, abilitando dunque, il Capo dell’ufficio ad una diversa scelta anche tra la schiera di semplici giudici, così come avvenuto in favore della Mannacio. Il provvedimento di modifica tabellare è stato dunque condiviso dalla Commissione, con l’unica eccezione della clausola di immediata esecutività, legittimamente attribuibile, per disposizione di legge e di circolare, solo in casi eccezionali e in via d’urgenza, per l’assegnazione dei magistrati a settori o sezioni, nella specie non ricorrenti.
La conclusione della proposta, poi approvata dal plenum nella pedissequa seduta del 14 febbraio, è stata quindi quella di confermare il provvedimento di destinazione a funzioni vicarie della dr.ssa Mannacio senza tuttavia alcuna efficacia immediatamente esecutiva. Resta nell’ovvio che l’approvazione definitiva del Consiglio “restituisce” all’atto la forza esecutiva che non poteva essergli conferita prima.
In appendice ai fatti, va detto che il Consiglio, nel valutare la vicenda, non soltanto ha privilegiato condivisibilissime argomentazioni di sostanza ma, altresì, ha agito con solerzia e tempestività esemplari.
Si ha notizia che il dr. Caporaso ha fatto ricorso al TAR, sostenendo le ragioni del suo dissenso.

4) Crisafulli: un fuori ruolo infinito. Il CSM ha di recente confermato, a maggioranza, la destinazione a funzioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie del dott. Francesco CRISAFULLI presso la Rappresentanza permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa in qualità di esperto giuridico, per un ulteriore biennio dal 10 settembre 2007 al 9 settembre 2009.
Abbiamo votato a favore della istanza in quanto:
- essa si conforma ai principi posti in materia di collocamento dei magistrati fuori del ruolo organico dalla circolare consiliare n. 15972 del 20 luglio 2000 e successive modifiche, nonché al disposto dell'art. 3 della legge 13 febbraio 2001 n. 48, su "aumento del ruolo organico e disciplina dell'accesso in magistratura" in materia di destinazione dei magistrati a funzioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie;
- il limite decennale di permanenza fuori ruolo previsto nel paragrafo 3 della circolare 15972/2000 trova deroga nel successivo paragrafo 4 in caso di incarico di svolgimento di compiti e funzioni presso un organismo internazionale e, nella specie, pure in funzione di coagente aggiunto del Governo italiano dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo;
- più volte il CSM ha evidenziato in questi casi l’interesse per l’Amministrazione della giustizia di una attiva partecipazione a simili compiti, per cui va valutata favorevolmente l’esigenza che lo svolgimento delle funzioni “non cessi immediatamente ma con modalità e tempi idonei a consentire il passaggio degli incarichi ad altri esperti”;
- trattandosi di proroga nel collocamento fuori ruolo, l’ulteriore destinazione non incide sui limiti numerici di cui all’art. 3 della L. 48/01.
Pur prendendo atto di tutto ciò, abbiamo evidenziato che il dott. CRISAFULLI è fuori ruolo ininterrottamente dal 9 marzo 1992 (fino al 4 maggio 2000 alla Presidenza della Repubblica e, successivamente, a Strasburgo con l’attuale incarico) e che, oggi, può essere nella sostanza considerato più un diplomatico che un magistrato. Abbiamo pertanto auspicato una diversa regolamentazione normativa di simili fattispecie.

5) Corso Cinema e Mass-Media. Non è usuale che in merito ad un incontro di studio del CSM possa addensarsi tanta polemica. Intanto, è accaduto che, al plenum della scorsa settimana e ancor prima in sede di IX° Commissione, la discussione sull’incontro in oggetto – La magistratura nel cinema, letteratura e mezzi di comunicazione – ha provocato più d’un rilievo critico.
La discussione, già avviatasi in commissione non senza considerazioni critiche, in plenum ha generato poi un ampio confronto con punte polemiche anche assai vivaci, concentrate sulla ritenuta scarsa funzione formativa del corso, considerato “leggero”, “spettacolare” e totalmente inadatto alla domanda di formazione che il Consiglio intende privilegiare e seguire. C’è da dire, in verità, che l’incontro - mutuato dal modello francese - non è il primo del genere ed in passato i colleghi hanno manifestato grandissimo interesse per iniziative simili. Si pensi che il più alto numero di domande di partecipazione si è registrato proprio in riferimento all’iniziativa di cui stiamo trattando. Si terrà dal 19 al 21 marzo ed il suo obiettivo è quello di ricostruire e trasmettere l’impressione che gli “altri” (giornalisti, scrittori, registi, sceneggiatori etc.) hanno del magistrato e del suo lavoro. Abbiamo votato favorevolmente anche in considerazione della fase avanzatissima di definizione del corso (relatori avvisati, ammissioni dei partecipanti, fissazione della data, impegno del sito destinato all’incontro).

6) Apertura pratica Dottorato di ricerca. Abbiamo chiesto l’apertura di una pratica sui Dottorati di ricerca. Infatti, abbiamo notato che si fanno sempre più frequenti i casi di colleghi che vanno in aspettativa, anche pluriennale, per frequentare dei Dottorati di ricerca. Il Consiglio non ha alcun potere discrezionale al riguardo, trattandosi di un diritto del collega. Abbiamo chiesto, quindi, l’apertura di una pratica, per verificare la possibilità di sollecitare il Ministro della Giustizia a farsi promotore di una modifica legislativa che dia al Consiglio la possibilità di valutare e comparare le situazioni degli uffici di provenienza con il diritto del collega a usufruire del congedo. Infatti, in molti casi vengono così sguarniti uffici già in gravi difficoltà.

7) Parere DDl su prelievo materiale biologico. E’ stato approvata (relatori Riviezzo e Volpi) il parere sul ddl governativo sul prelievo di materiale biologo ai fini dell’estrazione del DNA. Si tratta di un disegno di legge che dovrebbe colmare la lacuna lasciata dalla nota sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della precedente normativa in materia. Il Consiglio, pur condividendo l’esigenza che ha portato il Governo alla presentazione della proposta, ha espresso alcune perplessità su singoli punti procedurali, proponendo dei cambiamenti soprattutto in funzione dell’efficienza dell’azione giudiziaria. Al di là di questi aspetti, il punto principale che dovrà affrontare il Parlamento sarà quello della creazione di una Banca Dati (se non del materiale prelevato, almeno dei risultati delle analisi), che potrebbe essere molto utile per le indagini. E’ chiaro che qui vengono in contrasto l’ esigenza di efficacia dell’azione penale con quella di tutela della riservatezza, e spetta al legislatore operare il bilanciamento nei modi ritenuti opportuni.


8) Il ritorno di Carnevale.Il dott. Corrado CARNEVALE, magistrato in quiescenza, già Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, aveva chiesto in data 29 marzo 2004 di essere riammesso nell'Ordine Giudiziario ai sensi della legge n. 350 del 24.12.2003 e succ. mod., nonché di essere assegnato alle funzioni di Presidente aggiunto della Corte di Cassazione.
Con riguardo a detta istanza, il Consiglio Superiore della Magistratura, con ricorso depositato in data 13 dicembre 2004, aveva sollevato conflitto di attribuzione nei confronti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica davanti alla Corte Costituzionale, la quale, con sentenza n.284/2005 aveva dichiarato inammissibile il ricorso in quanto la questione poteva essere sollevata “nel corso di uno dei giudizi comuni che possono essere attivati dagli interessati a seguito dell'adozione, da parte dello stesso CSM, dei provvedimenti regolati dalle norme de quibus”,
Pertanto, con delibera del 19 ottobre 2005 il CSM aveva rigettato la domanda del dott. CARNEVALE in quanto il magistrato era cessato, a seguito della revoca della istanza di permanenza nel servizio oltre il 70° anno di età, per raggiunti limiti di età e non anticipatamente, per cui non sussisteva il presupposto legittimante la richiesta medesima, mancando ogni discrezionalità da parte del Consiglio in ordine all'accoglimento della domanda di cessazione così presentata,
Il TAR Lazio con sentenza n. 2746/2006, su ricorso del dott. CARNEVALE, ha annullato la citata delibera ritenendo che anche nel caso di cessazione oltre il 70° anno di età sussistessero i presupposti indicati dalla normativa, dovendosi interpretare la nozione di “ordinario limite di età” come comprensiva di quella derivante dall'applicazione del d.lgs. 503/1992, e riconoscendo altresì il diritto del dott. CARNEVALE “al prolungamento del servizio per il periodo risultante dal cumulo della sospensione ingiustamente subita - pari a sei anni, sei mesi e ventiquattro giorni nonché del periodo non espletato” (fino al compimento del 72° anno) “per effetto delle dimissioni anticipatamente rassegnate”, respingendo la domanda dell'istante limitatamente all'attribuzione del posto di Presidente Aggiunto della Cassazione,
Il Consiglio di Stato, davanti al quale ha proposto appello il CSM, ha, con decisione n.7210/2006, riformato in parte la sentenza del TAR Lazio di primo grado, affermando la correttezza dell'interpretazione del Consiglio quanto alla distinzione tra collocamento anticipato in quiescenza e collocamento per limiti di età per rinuncia alla proroga fino al 72° anno, che, invece, quanto al diritto del prolungamento del rapporto per il periodo di sospensione ingiustamente subita, la decisione del Consiglio di Stato ha affermato l'avvenuto passaggio in giudicato della sentenza del TAR attesa la mancata impugnazione, in parte qua, del relativo capo della sentenza da parte del CSM, riconoscendo il diritto del dott. CARNEVALE al prolungamento del rapporto per complessivi anni sei, mesi sei e ventiquattro giorni,
La Quarta Commissione del CSM ha quindi formulato a maggioranza (e con l’astensione di Mario Fresa) proposta di riammissione in magistratura del dott. Corrado CARNEVALE, già Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, ai sensi dell'art. 3, comma 57 della legge n.350/2003 ed il prolungamento del rapporto per anni 6, mesi 6 e giorni 24 dalla data della delibera, in attesa di assegnazione della sede; con trasmissione degli atti alla V Commissione per l'assegnazione della sede al magistrato.”
Il CSM - nella seduta del 7 marzo u.s. - ha disposto la riammissione nell'Ordine Giudiziario del dott. Corrado Carnevale dopo che una nostra proposta di ritorno della pratica in Commissione era stata rigettata con 11 voti a favore, 11 contrari e 3 astenuti.
Nel merito, il plenum si è pronunciato con 11 a favore (la relatrice Vacca dei comunisti italiani, il vicepresidente Mancino, i laici del Polo, MI e parte di Unicost), 10 contrari (Movimento per la Giustizia, MD, Tinelli e Volpi dell’Unione ed il PG Delli Priscoli) e 4 astenuti (tra cui il DS Siniscalchi).
Nel suo intervento, Mario Fresa ha sintetizzato le ragioni della sua astensione in commissione, perché non era stato messo in grado di valutare i limiti del giudicato amministrativo che, come noto, copre il dedotto e il deducibile, ma non quei fatti, diversi o successivi, che non sono stati nemmeno portati all’attenzione del plenum. Ha chiesto pertanto il ritorno della pratica in commissione per poter finalmente leggere e valutare i fatti compiuti dal dott. Carnevale e non coperti dal giudicato amministrativo.
Abbiamo fortemente criticato la sentenza del Consiglio di Stato che ha eluso il problema del diritto al ripristino del dott. Carnevale, ma non lo ha risolto, nel presupposto, a nostro modo di vedere errato, dell’acquiescenza del CSM a questo aspetto preliminare. Conseguentemente, il Consiglio di Stato ha eluso anche la questione della possibile incostituzionalità della cd “legge Carnevale”.
D’altra parte, abbiamo anche evidenziato che nella sentenza il Consiglio di Stato parla di “meccanismo di reintegrazione” e non di reintegrazione tout court. Consentire al CSM di valutare discrezionalmente, nell’ambito di tale meccanismo di reintegrazione, l’esistenza di fatti o comportamenti incompatibili con l’esercizio delle funzioni giurisdizionali, è l’unica lettura possibile delle predette norme in maniera costituzionalmente orientata.
Dunque, abbiamo invano sostenuto che la sentenza del Consiglio di Stato non precludeva al CSM l'esame del merito delle vicende che non erano state oggetto del giudizio amministrativo.

9) Consigli Giudiziari. E’ stata approvata una ulteriore delibera (dopo quella del 17 febbraio 2007) che sollecita il Ministro della Giustizia a proporre un intervento legislativo d’urgenza in relazione alla prossima scadenza dei Consigli Giudiziari, prevista per il 1 aprile 2007. La questione è ormai drammatica, perché il Consiglio non può dettare la normativa elettorale che manca nella riforma dell’ordinamento giudiziario. Quindi, il legislatore deve intervenire con urgenza, innanzitutto prorogando la validità degli attuali Consigli Giudiziari e, poi, dettando le norme attuative della riforma già approvata ovvero modificando la struttura dei Consigli Giudiziari, così come previsto anche nella riforma della riforma proposta dal Ministro Mastella.

10) La circolare sui trasferimenti. Il Plenum ha approvato, con qualche emendamento, la circolare sui trasferimenti proposta dalla Terza Commissione, presieduta da Mario Fresa. Si tratta di un importante passo avanti sulla strada della semplificazione delle procedure, al fine di renderle più veloci e rispettare i tempi programmati per la pubblicazione dei posti. La circolare sui trasferimenti è prodromica alla pubblicazione ordinaria dei posti vacanti, prevista ormai tra alcune settimane. La gran parte delle modifiche, come detto, è diretta a velocizzare le pratiche di trasferimento, soprattutto incidendo in maniera restrittiva sulle revoche e sulle richieste del cd accantonamento. Altre modifiche tendono a ricondurre a "razionalità" il complesso sistema dei trasferimenti.
Questi i punti focali dell’intervento:

ADEGUAMENTO TECNOLOGICO: Si è ritenuto che un notevole contributo per fare fronte alla necessità di velocizzazione delle procedure possa provenire da un adeguato utilizzo degli strumenti informatici e che la diretta disponibilità in formato elettronico, oltre che delle singole domande di trasferimento, di tutti gli allegati alle stesse inerenti, possa essere utile a tal fine, rendendo tale documentazione immediatamente reperibile e consultabile, sia in fase preparatoria, sia nell’ambito delle attività di Commissione, così da consentire con immediatezza l’analisi del curriculum di ciascun istante, nonché la verifica circa la sussistenza o insussistenza di situazioni determinative di specifici punteggi (ad esempio, per l’avvicinamento al coniuge).
Si è pertanto deciso di modificare i punti 1 e 16 della circolare n. 15098/1993, introducendo la possibilità che i bandi di concorso, da un lato, prevedano l’inoltro della documentazione allegata alle domande di trasferimento anche in formato elettronico e, dall’altro, disciplinino di volta in volta in modo nuovo, alla luce dell’evoluzione delle capacità organizzative della Segreteria, le modalità con cui sia ammissibile formulare riferimento a documentazione già prodotta unitamente a precedenti domande.

REVOCA: Si introduce il meccanismo del 'preavviso di proposta' che consente alla Commissione di interpellare unitariamente una pluralità di aspiranti al posto da assegnare, senza limitarsi solo a coloro che verrebbero assegnati al medesimo in assenza di revoca, e di prevedere, inoltre, che la revoca, per essere valida, debba essere presentata anche in relazione al semplice preavviso di proposta. In sostanza, si propone di anticipare la possibilità di revoca rispetto all'eventuale proposta; tale scelta innovativa dovrebbe determinare un diverso approccio dei magistrati alla materia della mobilità. In altri termini ed in un'ottica di tutela delle esigenze dell'amministrazione che devono essere coniugate con il diritto del magistrati a vedersi esaminata in tempi brevi la domanda di tramutamento avanzata, si tenta di disincentivare la diffusa prassi di presentare domande cosiddette esplorative, venendo ad essere esclusa la possibilità per l'avente diritto di procrastinare la scelta sino al momento della formulazione della proposta da parte della Commissione.

ACCANTONAMENTO: L'istituto, attraverso l'introduzione di opportuni accorgimenti, può essere reso funzionale a contemperare le esigenze dei richiedenti con quelle di buona amministrazione. Da un lato da più parti viene evidenziata la necessità di introdurre un temperamento all'eccessivo irrigidimento del sistema delle revoche attualmente vigente; ma, da un altro lato, ai fini di massima efficienza amministrativa appare assolutamente necessario evitare inutili stasi procedimentali. Tale duplice esigenza può essere soddisfatta consentendo al candidato proposto di accettare con riserva la sede di minore gradimento. In altri termini, il proposto potrebbe condizionare l'accettazione della sede proposta alla definizione della procedura relativa ad altro posto più ambito, garantendo comunque la copertura del posto.

PUNTEGGI AGGIUNTIVI PER FUNZIONI SPECIALISTICHE: Si è avvertita l'esigenza di velocizzare l'iter procedimentale nell'ambito delle pubblicazioni di posti inerenti funzioni specialistiche (lavoro, sorveglianza e minori). Difatti i lavori preparatori relativi a tali procedure richiedono spesso un impegno notevole per ricostruire il profilo professionale del candidato finalizzato all'attribuzione dei punteggi aggiuntivi previsti nella circolare per chi ha già svolto in passato funzioni specialistiche, o ha effettuato particolari approfondimenti e studi, o ha partecipato a corsi specifici. Nell'ottica di responsabilizzare i magistrati che avanzano tali domande di tramutamento ed al fine di snellire le attività istruttorie, si prevede un preciso onere di certificazione (specie per i titoli che si riferiscono ad epoca più risalente) da parte del candidato.

INCENTIVAZIONE ALL'AGGIORNAMENTO DELLE DOMANDE PENDENTI:Sempre in vista dell'esigenza di introdurre una maggiore responsabilizzazione del magistrato che avanza domanda di tramutamento, si introducono accorgimenti che consentano di incentivare l'aggiornamento di una domanda pendente da più pubblicazioni.

UN DIVERSO REGIME PER I MAGISTRATI DISTRETTUALI:La particolare natura dei posti di magistrato distrettuale, requirente e giudicante, induce a prevedere delle pubblicazioni specifiche per i suddetti posti, ogni volta che gli stessi si rendano vacanti. L'esperienza ha insegnato, infatti, che dette posizioni risultano poco appetibili se inserite nell'ambito della pubblicazione ordinaria delle sedi vacanti.

LE SEDI DISAGIATE:Appare del tutto ingiustificata la differenziazione attualmente prevista nell'attribuzione dei punteggi aggiuntivi per chi ha svolto, non in prima destinazione, funzioni nelle sedi a copertura urgente e per chi, in prima destinazione, ha scelto una sede pure indicata come a copertura urgente o anche una sede a copertura necessaria. In particolare, in queste ultime ipotesi, per l'attribuzione del punteggio aggiuntivo è attualmente previsto il requisito della provenienza da circondario non confinante, nel senso che al magistrato che chiede il trasferimento ad una sede il cui circondario confina con quello di provenienza è negato qualsiasi punteggio aggiuntivo. La sostanziale identità di situazioni non appare idonea a giustificare la diversità del trattamento relativo all'attribuzione del punteggio aggiuntivo, sicché il sistema andava comunque ricondotto a razionalità, omogeneizzando le situazioni. La Commissione aveva proposto, all’unanimità, di escludere il punteggio aggiuntivo per entrambe le ipotesi, mentre il Plenum ha ribaltato questa decisione, prevedendo di concederlo anche a coloro che provengano da sedi di prima assegnazione, per i quali prima non era previsto. Detto punteggio resta comunque escluso nell’ipotesi di tramutamento all’interno della stessa sede, da un ufficio ad un altro.

LE APPLICAZIONI EXTRADISTRETTUALI:Il punteggio aggiuntivo previsto in circolare viene per prassi attribuito anche nei tramutamenti dalle funzioni di primo grado a quelle di appello. Nell'ottica di assicurare valore preponderante per la copertura dei posti di Corti di appello e di Procure generali alle valutazioni di attitudini e merito, si ritiene di limitare l'attribuibilità dei punteggi aggiuntivi in questione alle sole applicazioni extradistrettuali in grado di appello:

ASSEGNAZIONE DI POSTI IN GRADO DI APPELLO:Allo specifico fine di attribuire valore preponderante alle valutazioni di attitudini e merito per il conferimento degli uffici di Corti di appello e di Procure generali, si ritiene di limitare l'attribuibilità dei punteggi aggiuntivi per provenienza da sedi disagiate o per applicazioni extra-distrettuali solo alle ipotesi di provenienza da uffici già in grado di appello e, comunque, di altro distretto.

SALVAGUARDIA DELL'UNITA' FAMILIARE:Alcuni recenti dubbi interpretativi ed oscillazioni consiliari in materia consigliano l'espressa puntualizzazione che la residenza del coniuge e dei figli, che dà diritto al relativo punteggio aggiuntivo, tanto nel caso di ricongiungimento che nel caso avvicinamento, debba intendersi - anche per evidenti ragioni di certezza e parità di trattamento - quella "anagrafica". Si chiarisce poi che, come da prassi costante del Consiglio superiore, il punteggio di avvicinamento al luogo di residenza spetta all'interessato quando il tramutamento avviene da un ufficio che disti più di 100 chilometri ad un ufficio che disti non oltre 100 chilometri.
Ragioni di evidente parità di trattamento in situazioni sostanzialmente analoghe inducono a prevedere l'ipotesi di un particolare avvicinamento al luogo di residenza, che poi potrebbe essere, per ragioni tabellari interne all'ufficio di destinazione, un vero e proprio ricongiungimento, nel caso in cui la residenza anagrafica del coniuge e degli eventuali figli sia ubicata in un Comune limitrofo a quello della sede circondariale di destinazione, ovvero sede di sezione distaccata di ufficio giudiziario.
Con emendamento presentato in sede plenaria è stata prevista una speciale ipotesi di attribuibilità dei punteggi relativi alla salvaguardia dell’unità familiare ai magistrati fuori ruolo, in occasione delle procedure ordinarie o virtuali di ricollocamento.
Si è riconosciuta, nella ipotesi in cui il ricollocamento in ruolo comporti in concreto un allontanamento dal nucleo familiare, l’attribuzione dello stesso punteggio aggiuntivo che spetta agli altri magistrati in caso di ricongiungimento o avvicinamento alla famiglia.
Dunque, i punteggi aggiuntivi verranno riconosciuti anche al magistrato da ricollocare in ruolo, ai fini di favorirne il ricongiungimento o l’avvicinamento al luogo di residenza dei familiari, ovvero ai fini di attenuarne o ridurne l’allontanamento dal coniuge e dagli eventuali figli, attribuendo i punteggi di cui al presente paragrafo per il trasferimento in sedi ubicate ad una distanza non superiore ai 100 chilometri dal luogo di residenza dei familiari.

IL TRASFERIMENTO D'UFFICIO CAUTELARE IN SEDE DISCIPLINARE:A seguito del D.L.vo n. 109/2006, sul punto non modificato dalla L. n. 269/2006, è stata introdotta, nell'ambito procedimento disciplinare, la misura cautelare del trasferimento ad altra sede. Di tale disciplina, pertanto, deve tenersi conto nell'ambito della disposizione relativa ai trasferimenti di ufficio. Allo scopo di garantire effettività alla misura interinale, si dispone che il C.S.M. provveda, "comunque, entro trenta giorni".

I MAGISTRATI FUORI RUOLO:La Terza Commissione ha oramai ultimato il monitoraggio delle posizioni dei magistrati destinati a funzioni diverse da quelle giudiziarie e si accinge ad una impegnativa attività di ricollocamento in ruolo di numerosi magistrati. Questa attività di ricollocamento in ruolo è peraltro urgente in quanto non possono essere superati i limiti numerici, previsti dalle leggi in materia, dei magistrati che possono essere collocati fuori ruolo (complessivamente 230).
Non può, al riguardo, essere sottovalutata la necessità di fornire al Paese il contributo di esperienza e professionalità che la Magistratura è in condizioni di offrire per tutte quelle posizioni nell'Amministrazione, negli organi costituzionali ed in organismi internazionali espressamente riservate a magistrati. Ciononostante occorre incentivare il rientro in ruolo dei magistrati, al fine di evitare la creazione di carriere parallele, consentendo un adeguato "turn over" e facendo sì che l'esercizio di funzioni diverse da quelle giudiziarie costituisca un'esperienza limitata nel tempo, tale da arricchire la vita professionale del magistrato e della categoria nel suo complesso.
Pare quindi necessario effettuare un coordinamento fra le previsioni contenute nella circolare in merito alle possibilità di accesso ed alle modalità di espletamento del concorso virtuale. Si attenuano pertanto le differenze di disciplina prevista a seconda che il rientro in ruolo avvenga a richiesta del Ministro (cd. messa a disposizione) o in seguito a richiesta del magistrato. Non appare, difatti, più giustificata una disciplina di maggior favore per la prima ipotesi che, notoriamente, può assumere una valenza negativa nel percorso professionale del magistrato. Il chiarimento appare opportuno alla luce della prassi ormai consolidatasi di riconoscere la possibilità di accedere al concorso virtuale con tutte le limitazioni previste nella circolare nelle ipotesi in cui la permanenza fuori ruolo si sia protratta per almeno tre anni. Del resto, i noti e recenti divieti di circolare, relativi all'espletamento di concorsi virtuali con riferimento ad uffici particolarmente ambiti (direttivi, semidirettivi, cassazione, ecc.) oggi rappresentano una sicura garanzia di applicazione della regola contenuta nel par. XXXI, secondo la quale "ai fini dell'interpretazione delle disposizioni della presente circolare deve essere fatto comunque riferimento, per i casi dubbi, al principio secondo cui il collocamento fuori ruolo o l'aspettativa non debbono comportare indebiti vantaggi."

Dalle Commissioni:

Prima Commissione: La Prima Commissione affronterà la prossima settimana alcuni dei più scottanti casi apertisi nei giorni scorsi, e di cui ha parlato la cronaca nazionale.

Terza Commissione: Prosegue l’esame delle domande di trasferimento, ai posti di primo e secondo grado. Prosegue anche il lavoro sui posti del Massimario e della Procura Generale presso la Corte di Cassazione. E’ prossima la pubblicazione ordinaria dei posti vacanti.

Quarta Commissione: A seguito di nostra esplicita richiesta, è stata aperta pratica diretta a monitorare i casi di applicazione dell’art. 15 della circolare dell’ottobre 2005, che sancisce di regola il divieto di incarichi extragiudiziari conferiti da enti privati e, in ogni caso, di partecipazione a scuole di preparazione per le professioni legali e per l’accesso alla magistratura. Abbiamo tra l’altro verificato che pende, dal 1998, una pratica relativa ad una nota scuola di preparazione al concorso per uditore, ove insegnerebbero noti magistrati.
E’ inoltre iniziata la discussione finalizzata ad ulteriori modifiche della circolare sugli incarichi extragiudiziari, dirette soprattutto a meglio regolamentare le ipotesi di “attività occasionali” che, come tali, non sono soggette ad autorizzazione.

Quinta Commissione: Il 20 marzo, su relazione di Petralia, si è trattato il posto di Procuratore aggiunto di Lecce. Dopo la revoca di Zuccarelli, due sono residuati i candidati più accreditati: Ennio Cillo e Claudio Oliva, entrambi sostituti procuratori generali a Lecce, e per ambedue è stata disposta ed eseguita l’audizione. La brillantezza e l’eccezionale gamma esperienziale che caratterizza la professionalità del primo - emersa dal fascicolo e dall’audizione - oltre che la spiccata attitudine all’organizzazione, ha determinato un voto unanime in commissione in favore del Cillo.
Marina Ponzetto e Giuseppe Strazzuso, rispettivamente presidente di sezione in tribunale e consigliere in corte a Torino, sono stati proposti, anch’essi all’unanimità, ai due posti di presidente di sezione in corte d’appello. Sempre all’unanimità, i posti di Procuratore della repubblica di Oristano e di Presidente del tribunale di sorveglianza di Cagliari sono andati rispettivamente ad Andrea Padalino Morichini e a Francesco Sette, sostituto a Roma il primo, presidente di sezione a Cagliari il secondo.
Il 6 marzo si è svolta l’audizione dei candidati Marena, Rinaldi, Iannella, Daniele e Guerriero per il posto di Procuratore della Repubblica di Sant’Angelo dei Normanni. All’esito, due giorni dopo, si è votato con il seguente risultato: Rinaldi Erminio (Patrono, Petralia, Maccora), Guerriero Antonio (Siniscalchi, Bergamo), Daniele Rodolfo (Berruti). Tre sono, dunque, le proposte destinate al plenum. Analoga designazione per Rinaldi, dopo la revoca della precedente destinataria della preoposta, Luisa Zanetti della Procura di Milano, è stata fatta per il posto di Procuratore della Repubblica di Ivrea, con la sola astensione di Siniscalchi.
Ancora, per Procuratore Minori Milano le proposte sono state due, Monica Frediani, giudice del tribunale di Milano (Patrono, Berruti, Petralia, Bergamo), e Maria Teresa Rotondaro, giudice minori Napoli (Siniscalchi, Maccora). Da aggiungere che, tra le audizioni disposte, c’è stata anche quella della altrettanto valida e brillante dr.ssa Patrizia Esposito, anche lei giudice presso il tribunale dei minori partenopeo.
Meritevole di menzione per le implicazioni in un certo senso “sovversive” del suo contenuto è la proposta del dr. Marco Devoto, presidente di sezione del tribunale di Genova, all’analogo posto semidirettivo in corte. La peculiarità sta nel fatto che il dr. Devoto, avendo fatto parte per circa sei mesi del CSM, avrebbe dovuto ritenersi attinto dalla preclusione prevista all’art. 35 della legge n. 195/58 modificato dall’art. 13 della l. n. 44/2002 che, com’è noto, impedisce il conferimento di incarichi direttivi e semidirettivi ai magistrati che rientrano in ruolo una volta cessato l’incarico di consigliere al CSM. Sta di fatto, però, che il candidato aveva inoltrato domanda in epoca non sospetta, ossia precedente alla “chiamata” consiliare, e i termini del concorso, bandito ovviamente prima di quell’incarico, erano anch’essi spirati in precedenza. Siffatta situazione, in cui la “scure” normativa avrebbe colpito il candidato fuor da ogni prevedibile ratio legis, ha spinto la commissione a valutare favorevolmente l’attribuzione del posto al dr. Devoto, per il quale – ovviamente! – sussistevano le condizioni di preferenza, per merito e attitudini, rispetto agli altri aspiranti.

Sesta Commissione: E’ cominciato l‘esame del ddl di riforma dei servizi segreti, già approvato da un ramo del Parlamento. Nei giorni scorsi è stato presentato al C.d.M. il disegno di legge di riforma dell’Ordinamento Giudiziario, che ora dovrà essere oggetto di attento esame da parte del Consiglio. E’ cominciato il lavoro preparatorio del parere.

Mario Fresa Ciro Riviezzo Dino Petralia
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