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CSM NEWS 14 febbraio 2008

Sommario

1. La circolare dei fuori ruolo.
2. La questione di Genova. -
3. Presidenti di sezione della Corte di Cassazione e altro
4. Gabriella Luccioli.
5. Presidente Corte d’Appello di Roma
6. Presidente Corte d’Appello di Venezia
7. Nuovo modulo incarichi extragiudiziari
8. Risoluzione sui semidirettivi requirenti decaduti.
1. La circolare dei fuori ruolo.
Mercoledì 6 febbraio scorso è stata approvata in plenum la nuova circolare sui fuori ruolo, dopo un lungo iter che, come si ricorderà, ha visto già una prima bocciatura del testo originario portato all’assemblea plenaria.
Due sostanzialmente le significative novità che caratterizzano il nuovo articolato: intanto la realizzazione di un forte segnale alla magistratura e a chi ci osserva, consistente nella fissazione di un tetto limite oltre il quale la destinazione fuori ruolo non è consentita. A tal riguardo è bene ricordare che l’intervento consiliare s’innesta in un contesto in cui, da una parte, la congerie di norme di legge e di discipline secondarie aveva condotto ad un numero limite “flessibile” e tutt’altro che chiaro (i precedenti 230) oltre che spesso “sforato” nella passata consiliatura; dall’altro, la legge Mastella (n. 111/07), abrogando la relativa disposizione, aveva praticamente eluso ogni intervento sul tetto massimo, rimettendo “pilatescamente” al CSM ogni iniziativa in proposito.
E' stato così fissato il tetto massimo numerico dei fuori ruolo in 185, in esso compresi i ministeriali della giustizia. Restano fuori dal numero, e dunque svincolati da esso, gli incarichi elettivi, quelli collegati allo svolgimento dell'autogoverno (magistrati del CSM e della Scuola della magistratura) e quelli presso organismi internazionali o comunque all'estero.
La modifica del “tetto” in numero fisso, piuttosto che il mantenimento di una percentuale flessibile pari allo 0,8% dell’organico annuale, ci è sembrata più rispondente alle esigenze di chiarezza e trasparenza che in questo specifico campo – come ben si sa – assumono un valore preminente e fortemente avvertito. Modifica riconducibile ad uno specifico emendamento portato in aula dalla terna movimentista e votato a larga maggioranza, ivi compreso il V. Pres. Mancino.
Secondo obiettivo perseguito, quello di velocizzare quanto più possibile la procedura di rientro dei fuori ruolo, alcuni dei quali (esattamente n. 19, con stima aggiornata all’1/2/08) tali sono da oltre dieci anni. Ebbene, la possibile celerizzazione raggiunta risiede nella abbreviazione – su nostro emendamento in commissione, tale e quale transitato al plenum – a 18 e 12 mesi del termine inizialmente biennale per i f.r. che, alla data di approvazione della circolare, fossero tali rispettivamente da oltre 5 e 10 anni nonché nella individuazione dell’intervallo di 24 mesi entro cui definire il rientro per coloro che fossero f.r. da più di tre anni ma meno di cinque. Quanto precede, ovviamente, nel presupposto (non condiviso da tutti e tuttavia positivamente vagliato dal plenum) che il periodo trascorso f.r. prima della Mastella venisse computato sul (di regola) quinquennio massimo di durata di ciascun incarico.
Ben comprendiamo che lo scaglionamento cronologico – che ha indubbiamente il pregio di far giustizia a diverse posizioni di permanenza f.r. – non è l’obiettivo massimo cui tendere (ed al quale onestamente il Mov. tendeva con un primo più rigido orientamento); esso tuttavia consente di ricomprendere nel quadriennio consiliare in corso – e questo è il dato che concorre ad una qualche orgogliosa soddisfazione – l’obiettivo effettivo del rientro dei fuori ruolo, specie dei più “longevi” tra essi.
Certo, l’irrigidimento in numero fisso e l’attualità di un numero addirittura superiore (n. 188) di f.r. non agevola in questo preciso momento il funzionamento a regime della circolare: il riferimento è ai “ministeriali giustizia” per i quali, pur operando una “riserva” d’organico (pari a n. 104 magistrati) all’interno dei 185 e risultando in via Arenula al momento un numero al di sotto dei 100, oggi non è consentita alcuna destinazione f.r. di magistrati. Occorrerà al riguardo, con i rientri volontari che verranno e quelli (non immediati) che imporremo, ripristinare la quota concessa al ministero, mantenendola così disponibile per esigenze valutabili come meritevoli di destinazione ivi di magistrati in posizione di f.r. .
Se si verificasse che esistono problemi reali nei rapporti con altre istituzioni apicali dello Stato o di funzionalità complessiva del sistema, esamineremo con il consueto spirito istituzionale soluzioni correttive che tengano però conto dei punti fermi sopra indicati.

2. La questione di Genova.
E’ stata archiviata, su proposta della prima commissione, la pratica aperta in relazione a quanto riportato dai giornali relativamente a fatti avvenuti presso la procura di Genova.
La pratica era stata aperta in relazione alle notizie riportate dalla stampa in data 15 novembre 2007, che riferivano di una modifica del turno di udienza e conseguente partecipazione all'udienza preliminare del Procuratore capo -al posto del sostituto di turno- sostituzione che sarebbe stata effettuata al solo scopo di chiedere il proscioglimento dell’imputato; il Procuratore stesso avrebbe dato questa notizia alla stampa corredandola con l'affermazione che si trattava di “un'inchiesta di cui vergognarsi”. La pratica di Prima Commissione si occupava solo di quest’ultimo aspetto – le dichiarazioni ai giornali - , mentre resta aperta la pratica in settima commissione sulla questione dell’assegnazione del fascicolo.
Abbiamo ritenuto preminente l'esigenza di superare i conflitti insorti presso la Procura di Genova e per questo abbiamo votato per l’archiviazione della pratica (Rel. Fresa).
Non ci siamo però limitati all’archiviazione bensì con la delibera abbiamo pure richiamato i colleghi della Procura di Genova ai principi di corretta collaborazione da improntarsi al rigoroso rispetto delle regole, ai fondamentali canoni di correttezza, al pieno rispetto delle diverse funzioni ed alla necessità di improntare le proprie condotte a costante, leale e fattiva cooperazione. Abbiamo altresì riaffermato il principio che ogni eventuale comunicazione a mezzo stampa deve avvenire dopo la necessaria canalizzazione nelle opportune sedi istituzionali; ed infine che i rapporti con i mezzi di informazione devono essere gestiti con particolare prudenza e misura, cosa che – nella specie – non ha fatto il Procuratore di Genova.
Purtroppo il giorno stesso dell’archiviazione dei fatti relativi alle notizie di stampa del 15 novembre 2007, la questione dei rapporti tra i magistrati della Procura di Genova ha avuto nuovamente la ribalta giornalistica.

3. Presidenti di sezione della corte di Cassazione e altro.
Sono stati nominati diversi Presidenti di sezione della Corte di Cassazione, molti all’unanimità o con un solo voto contrario (Fantacchiotti , Rovelli, De Roberto, Vitrone, Luccioli, Chieffi, Di Nanni, Ambrosini), mentre Miani Canevari è prevalso su Aldo Grassi (14 a 8 e 1 astenuto) e Di Maio su Mensitieri per 19 a 4. In entrambi i casi abbiamo votato convintamene a favore della proposta di maggioranza. Anche per i posti di Presidente di Sezione di Cassazione si va, sia pur faticosamente, superando il criterio dell’anzianità senza demerito per valutare il merito dei candidati e la loro attitudine alla direzione.
E’ stato anche nominato all’unanimità Avvocato generale presso la Procura generale della Cassazione l’ottimo collega Gianfranco Ciani.
Intanto in Quinta Commissione è stato proposto per il posto di Presidente Aggiunto della S.C. il collega Torquato Gemelli.

4. Gabriella Luccioli.
Dopo quarantatre anni dall’ingresso delle donne in magistratura è stato conferito per la prima volta ad una donna il posto di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione.
Il primo presidente di sezione donna è Gabriella Luccioli. Gabriella è entrata in magistratura con il decreto ministeriale del 1965, quello del primo concorso al quale, per la prima volta, furono ammesse le donne.
Il 26 aprile del 2005, con una festa organizzata dal Movimento insieme ad MD, celebrammo i quarant’ anni delle donne in magistratura ed alla serata intervennero – invitate d’onore- insieme alla Luccioli, Raffella D’Antonio, Guilia De Marco, Letizia De Martino, Emilia Capelli, Graziana Calcagno e Annunziata Izzo. Tutte entrate insieme in magistratura.
In più occasioni è stata evidenziata la scarsa presenza delle donne in posizioni direttive e semidirettive, una di queste è la Cassazione, ma analoga scarsa presenza è rilevabile nei Tribunali e nelle Corti di appello. I risultati di ricerche effettuate hanno rilevato la non fisiologicità del divario tra i posti ricoperti da donne e quelli ricoperti da uomini. Insomma, dati alla mano, il “ritardato” ingresso delle donne non giustifica un così rilevante divario tra uomini e donne, nel numero degli incarichi direttivi e semidirettivi.
Ci auguriamo che il trend cambi anche per effetto dell’ abbattimento dell’anzianità necessaria per il conferimento di posti direttivi e per l’introdotta temporaneità.
Una volta eliminati gli ostacoli che si frappongono alla piena valorizzazione delle donne siamo certi che il servizio giustizia migliorerà in efficienza per effetto del loro impareggiabile contributo organizzativo.

5. Presidente Corte d’Appello di Roma.
E’ stato nominato all’unanimità Presidente della Corte di Appello di Roma il dott. Giorgio Santacroce, ritenuto il più idoneo in una platea ampia di concorrenti, diversi dei quali più anziani di lui. Abbiamo votato per questo candidato in quanto il dott. Santacroce ha dimostrato in tutta la sua carriera grandi capacità, occupandosi sempre di processi ad alto livello, svolgendo una pluralità di funzioni, requirenti e giudicanti, provando nel concreto di avere attitudini direttive, anche al di fuori del lavoro giudiziario (ha diretto commissioni di studio ministeriali, ecc.). A lui l’augurio di dirigere efficacemente la più grande Corte del Paese.

6. Presidente Corte d’Appello di Venezia
E' stato nominato il nuovo Presidente della Corte d'Appello di Venezia nella persona della dott.ssa Manuela Romei Pasetti. Hanno votato a favore Unicost, i laici, i componenti di diritto e Ferri. Noi, insieme a MD, abbiamo votato a favore di Francesco Abate, mentre Patrono e Romano hanno votato a favore di De Robertis.

Abbiamo votato convintamente a favore di Abate, Presidente del Tribunale di Verona, che ha dato sempre ottima prova di sé, ottenendo risultati molto positivi dal suo ufficio, e che da circa venti anni ricopre con efficacia incarichi direttivi e semidirettivi. Questi elementi, e soprattutto i risultati concretamente raggiunti nell'esperienza direttiva (Verona è noto per essere un tribunale molto efficiente in un panorama complessivo piuttosto desolante) secondo noi andavano adeguatamente valorizzati. Ci sembrava e ci sembra che avesse tutti i titoli per fare bene anche alla Corte d'Appello di Venezia, territorio nel quale ha sempre operato.

Invece la maggioranza ha votato per la collega Romei Pasetti, che era fuori della fascia di anzianità, ritenendola di "spiccato rilievo". Ci è sembrato che questa volta l'applicazione della deroga al regime della fascia di anzianità, che pur abbiamo sollecitato in altre occasioni (si tratta di uno degli ultimi posti da assegnare con la precedente disciplina), non fosse giustificato, alla luce del fatto che la collega Romei Pasetti - pur avendo un ottimo curriculum - da molti anni (dal 1990) non svolge più funzioni giudicanti e non potesse vantare concrete esperienze direttive (è Avvocato generale a Milano dal 2003, e cioè da quando è rientrata in ruolo dal CSM), e meno che mai nel settore giudicante. Ciò a fronte di candidati in fascia di ottimo livello e dimostratisi concretamente capaci, tra i quali per primo il sunnominato Abate.

7. Nuovo modulo incarichi extragiudiziari
E’ stata modificata la circolare sugli incarichi extragiudiziari in quanto si è rilevata la necessità di avere informazioni specifiche circa: a) l'esatto numero di ore da svolgere in ciascun anno solare, sia con riferimento all'incarico oggetto della richiesta di autorizzazione, sia con riferimento agli altri incarichi autorizzati o per i quali è stata presentata domanda, in quanto i limiti massimi di ore di insegnamento autorizzabili sono fissati in relazione ad “ogni anno solare” ; b) se il richiedente svolga le funzioni di componente di Commissioni Tributarie, in quanto, in tal caso, i limiti orari su base annua sono altresì ridotti della metà.
Il nuovo modulo sarà a breve scaricabile dal sito intranet del Consiglio.

8. Risoluzione sui semidirettivi requirenti decaduti
Rispondendo a quesiti posti da vari uffici sulla disciplina da applicare ai Procuratori Aggiunti decaduti al 27 gennaio 2008 per decorso del periodo massimo di otto anni di permanenza nella funzione, il Consiglio ha innanzitutto ribadito che la decadenza dall’incarico comporta solo la perdita di quelle prerogative insite nell’esercizio dei poteri di direzione o semidirezione aventi ricadute esclusivamente organizzative, mentre non ne consegue modifica alcuna delle complessive attribuzioni giurisdizionali possedute dal magistrato nell’esercizio delle sue funzioni, né tanto meno
ricadute sulla piena capacità di svolgere le stesse. Il d.l. n. 3 del 2008 sulla “reggenza” nulla ha previsto in merito ai Procuratori Aggiunti, in quanto per essi nemmeno nel regime ordinario è prevista alcuna forma di reggenza dall’art. 109 ord. giud. . Resta fermo che ai Procuratori Aggiunti decaduti, e rimasti in servizio quali sostituti, possono essere attribuite deleghe per settori specifici dal Procuratore Capo. Ovviamente, l’esercizio di tale potere di delega dovrà avvenire sulla base di provvedimenti motivati e comunicati al CSM, all’esito di reali forme di interlocuzione con i magistrati dell’ufficio. Se, poi, il Procuratore Aggiunto decaduto reggeva l’ufficio per assenza del Procuratore titolare, a lui si applica la proroga della reggenza prevista dal citato d.l. n. 3 del 2008 (così è accaduto, ad esempio a Catania).

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