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Poco fa il CSM, dopo lunga discussione, ha negato a maggioranza (12 a 12 con voto decisivo del Vicepresidente) al dott. Mario Cicala, l'autorizzazione allo svolgimento dell'incarico part time di consulente giuridico in collabroazione diretta con il Ministro dell'Interno.
Hanno votato contro l'autorizzazione: Fresa, Riviezzo e Petralia (Mov.), Pepino, Cesqui, Maccora e Pilato (MD), Siniscalchi, Tinelli, Volpi, Mancino (laici del centro sinistra).
Hanno votato
a favore dell'autorizzazione Ferri, Patrono e Romano (MI), Berruti, Viola, Mannino, Napolitano e Carrelli Palombi (Unicost), Anedda e Saponara (laici del centro destra) e Vacca (laica di sinistra).

di Mario Fresa Ciro Riviezzo Dino Petralia

Svolgeremo a breve un più ampio commento della discussione (con trasmissione anche dell'intervento di Mario Fresa), che ha segnato oggi una pagina importante del Consiglio, con un voto che ha evitato per un soffio una autorizzazione che avrebbe palesemente violato il principio generale di commistione - in capo allo stesso soggetto, non collocato fuori ruolo - tra compiti di giurisdizione e di amministrazione attiva, tra compiti di giurisdizione e funzione di indirizzo politico (Cicala avrebbe predisposto disegni di legge per conto del Ministro dell'Interno).
Ritenevamo che questo fosse un principio comune, ma la metà del Consiglio, guidata dal relatore Ferri, evidentemente la pensa in altro modo.
Riteniamo di aver scritto oggi una pagina importante a difesa della autonomia ed indipendenza della giurisdizione.
Riportiamo di seguito le due proposte alternative poste in votazione.
Ciascuno sarà libero di formarsi una opinione diretta sulle contrapposte posizioni consiliari.
Mario Fresa, Ciro Riviezzo e Dino Petralia

1117/IE/2008 - 0. DOMANDA PERVENUTA AL CONSIGLIO IN DATA: 22 luglio 2008 1. MAGISTRATO RICHIEDENTE: dott. Mario CICALA 2. FUNZIONI: Consigliere della Corte di Cassazione 3. ENTE CONFERENTE: Ministero dell'Interno 4. INCARICO CONFERITO: Consigliere Giuridico in diretta collaborazione con il Ministro dell'Interno 5. PERIODO DI SVOLGIMENTO: dal 31 luglio 2008 al 31 luglio 2011 6. IMPEGNO ORARIO RICHIESTO: 7. COMPENSO PREVISTO: gratuito 8. INCARICHI AUTORIZZATI NEL QUINQUENNIO: n. 1 9. INCARICHI IN ATTO: nessuno 10. INCARICHI IN ISTRUTTORIA: nessuno 11. INCARICHI ALL'APPROVAZIONE DEL PLENUM: nessuno 13. COMPONENTE DELLE COMMISSIONI TRIBUTARIE: sì (relatore Dott. FERRI)

Proposta di maggioranza - relatore dott. FERRI -
rilevato che con istanza 17 luglio 2008 il dott. Mario Cicala chiedeva di essere autorizzato a svolgere l'incarico di Consigliere Giuridico del Ministro dell'Interno dal 31 luglio 2008 al 31 luglio 2011; - letto il parere favorevole, a maggioranza, formulato dal Consiglio di Presidenza presso la Corte di Cassazione; - rilevato che, ai sensi del Capo 4 della Circolare sugli incarichi extragiudiziari n. 15207 del 16 dicembre 1987, nel testo coordinato approvato dal CSM in data 6 febbraio 2008, l'autorizzazione del CSM è sempre subordinata al positivo riscontro della compatibilità dell'incarico con: a. le esigenze del servizio (esigenza ed efficacia dell'amministrazione della giustizia vanno assicurate anche impedendo rilevanti sottrazioni di energie lavorative all'ufficio); b. le funzioni concretamente espletate dal magistrato interessato (occorre evitare che i valori dell'indipendenza ed imparzialità siano compromessi, ovvero possano apparire compromessi o anche soltanto esposti a rischio, per effetto di gratificazioni collegabili ad incarichi concessi o controllati da soggetti estranei all'amministrazione della giustizia). In definitiva i parametri di cui deve tenersi conto sono: - natura dell'incarico; - durata; - impegno che esso comporta - entità del compenso - numero e tipo degli incarichi espletati nell'ultimo quinquennio (ed in particolare quelli in corso di svolgimento). ritenuto che, nel caso in esame, gli elementi di valutazione disponibili sono: - la definizione dell'incarico e il soggetto conferente (Consigliere giuridico in diretta collaborazione con il Ministro dell'Interno) - la durata (31 luglio 2008 - 31 luglio 2011) - la gratuità dell'incarico - il parere favorevole del Primo Presidente della Corte di Cassazione - una nota del Capo di Gabinetto del Ministro dell'Interno in data 12 agosto 2008, inviata al CSM - lettera del cons. Cicala indirizzata al CSM e al Consiglio Direttivo, depositata il 23 ottobre 2008. A seguito di una richiesta di chiarimenti formulata, in sede istruttoria, dal Consiglio di Presidenza presso la Corte di cassazione pervenivano le seguenti ulteriori note: - nota del Capo di Gabinetto del Ministro dell'Interno, in data 11 novembre 2008, seguita da una puntualizzazione datata 12 dicembre 2009; - ritenuto che non sussistono ragioni per negare la compatibilità dell'incarico con le esigenze del servizio, atteso che la citata nota del Capo di Gabinetto del Ministro dell'Interno in data 12 agosto 2008, precisa che l'incarico, conferito a titolo gratuito, comporterà lo svolgimento di compiti in materia giuridica con orari e tempi da stabilirsi in modo da non arrecare pregiudizio alle funzioni del dott.Cicala quale Consigliere della Corte di Cassazione; nello stesso senso si è espresso il parere del Primo Presidente; - ritenuto inoltre che l'incarico appare compatibile anche con riferimento al secondo requisito previsto dalla circolare, e cioè la compatibilità dell'incarico, in relazione alla natura dello stesso, con lo svolgimento contemporaneo delle funzioni di consigliere della Corte di Cassazione; - ritenuto in particolare che secondo la Circolare occorre evitare che i valori dell'indipendenza ed imparzialità siano compromessi, ovvero possano apparire compromessi o anche soltanto esposti a rischio, per effetto di gratificazioni collegabili ad incarichi concessi o controllati da soggetti estranei all'amministrazione della giustizia: nell'ambito di tale valutazione si deve prender atto che il Ministero ha comunicato che al dott. Cicala viene dal Ministro conferito "il compito di assistere nella predisposizione dei testi normativi per la modifica e la migliore attuazione delle leggi a tutela delle vittime del dovere (Legge 206/2004, D.P.R. 243/2006), della criminalità organizzata (leggi 512/1999, 466/1980), dell'usura (leggi 44/1999), e dei testimoni di giustizia (legge 45/2001)", in collaborazione con " il Sottosegretario on. Alfredo Mantovano, competente su delega del sig. Ministro- alla trattazione delle suddette materie"; a fronte di ciò emerge dalla predetta documentazione che il Cons. Cicala: a) non svolge funzioni di amministrazione attiva, neppure sotto il limitato profilo della organizzazione di un ufficio ministeriale posto alla di lui dipendenza; b) non viene coinvolto -anche solo a livello di formulazione di pareri- nella redazione di singoli provvedimenti amministrativi, possibile fonte di specifico contenzioso; c) esercita funzioni esclusivamente consultive, in un rapporto di indipendenza intellettuale nelle valutazioni, che non determinano un coinvolgimento nelle scelte politiche del Ministro d) esercitata la sua consulenza per la "predisposizione dei testi normativi per la modifica e la migliore attuazione" di leggi specifiche, di indubbio rilievo e diffuso interesse e) non percepisce alcun compenso; - ritenuto dunque che ciò appare sufficiente ad escludere il rischio di un appannamento dell'immagine di terzietà della Corte di Cassazione a seguito dell'incarico conferito al Cons. Cicala, a ciò dovendosi peraltro soggiungere che la complessa struttura della Corte consente agevolmente di avvalersi dell'apporto del dott. Cicala senza che egli abbia comunque occasione di occuparsi di controversie che coinvolgano il Ministero dell' Interno; o questioni su cui abbia avuto modo di occuparsi come consulente. Del resto, il Consiglio di Presidenza riferisce che il dott. Cicala è da anni apprezzato componente della Sezione Tributaria, e quindi già svolge le funzioni giudiziarie in riferimento ad un contenzioso in cui non è mai parte il Ministero dell'Interno; mentre ha lasciato le Sezioni Unite, in modo da prevenire ogni sia pur remota ipotesi di imbarazzo. Sussiste peraltro anche un interesse dell'Ufficio ad avvalersi di un magistrato particolarmente esperto nell'ambito della sezione Tributaria, cioè di una sezione ove si manifesta un rapido turn-over; ritenuto infine che non si può trascurare la circostanza che l'incarico che il Cons. Cicala chiede di esercitare appare assai simile, se non identico, ad incarichi svolti da altri magistrati senza collocamento fuori ruolo: vengono in considerazione in proposito gli incarichi autorizzati al dott. Paolo Vittoria (deliberazioni in data 28.1.1992 e 22.11.1993 di autorizzazione allo svolgimento dell'incarico di Consigliere giuridico presso l'ufficio del Ministro delle Politiche Comunitarie), al dott. Libertino Russo (delibera in data 21.12.1998 di autorizzazione allo svolgimento dell'incarico di studio e ricerca quale Consigliere giuridico del Ministro delle Comunicazioni), e al dott. Umberto de Augustinis (deliberazione adottata in data 7.4.2004 di autorizzazione allo svolgimento dell'incarico di esperto per il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri);

delibera

di autorizzare l'espletamento del richiesto incarico.

Proposta di minoranza - relatore dott.ssa CESQUI
In data 20 giugno 2008 il Ministro dell'Interno comunicava l'intenzione di avvalersi della diretta collaborazione del dott. Mario Cicala, consigliere della Corte di Cassazione, richiedendo che venisse avviata la procedura per l'autorizzazione alla destinazione del predetto magistrato a funzioni diverse da quelle giudiziarie. In data 23 giugno 2008 il dottor Cicala comunicava la propria disponibilità ad essere collocato fuori ruolo presso il Ministero dell'Interno, con incarico di consigliere giuridico in rapporto di diretta collaborazione con il Ministro. Il 7 luglio 2008 il Ministro della Giustizia - in relazione alla richiesta del Ministro dell'Interno- richiedeva al CSM di deliberare il collocamento fuori ruolo del dottor Cicala presso il Ministero dell'Interno. Su richiesta della III commissione, il Primo Presidente della Corte di Cassazione esprimeva- in data 27.6.08- parere favorevole, rinviando a quello del Presidente titolare della V sezione civile del 25.6.08: quest'ultimo, pur evidenziando l'inevitabile aggravamento delle disfunzioni dell'ufficio che avrebbe prodotto l'assenza del dottor Cicala, si esprimeva favorevolmente in ragione della "delicata funzione che il Magistrato è destinato a svolgere preso il Ministero dell'interno.anche in considerazione della necessaria (e dovuta) collaborazione fra le istituzioni dello Stato". Con successiva istanza del 17 luglio 2008, il dottor Cicala richiedeva di essere autorizzato a svolgere l'incarico di Consigliere Giuridico del Ministro dell'Interno dal 31 luglio 2008 al 31 luglio 2011, revocando - in caso di accoglimento dell'istanza - la disponibilità al collocamento fuori ruolo per la nomina al medesimo incarico. Con nota in data 12 agosto 2008, il Capo di Gabinetto del Ministro dell'Interno precisava che l'incarico, conferito a titolo gratuito, comporterà lo svolgimento di compiti in materia giuridica "con orari e tempi da stabilirsi in modo da non arrecare pregiudizio alle funzioni del dott.Cicala quale Consigliere della Corte di Cassazione". Nella seduta del 18 settembre 2008, la IV commissione deliberava di richiedere il parere al Consiglio Direttivo. Nella seduta del 27 ottobre 2008, il relatore depositava una bozza di parere sfavorevole all'autorizzazione: come risulta dal verbale della seduta, il relatore evidenziava che, pur non sussistendo ragioni di incompatibilità con le esigenze di servizio per le circostanze indicate nella nota del Capo di Gabinetto del 12.8.08, "sussistono - invece- fortissime perplessità con riferimento al secondo, fondamentale requisito previsto dalla circolare, e cioè la compatibilità dell'incarico, in relazione alla natura dello stesso, con lo svolgimento contemporaneo di consigliere della Corte di cassazione e membro del Comitato Direttivo". A questo proposito- si legge nel verbale - " secondo la circolare (sugli incarichi) occorre evitare che i valori dell'indipendenza e dell'imparzialità siano compromessi, ovvero possano apparire compromessi o anche soltanto esposti a rischio, per effetto di gratificazioni collegabili ad incarichi concessi o controllati da soggetti estranei all'amministrazione della giustizia" ; " non appare sul punto esaustiva l'argomentazione, svolta dal cons. Cicala nella nota depositata il 23 ottobre 2008. Secondo tale nota, avendo il cons. Cicala cessato la propria attività di membro delle Sezioni Unite, non vi sarebbero ragioni per ritenere la sussistenza di possibili coinvolgimenti dello stesso in controversie che coinvolgano interessi di qualche rilievo del Ministero degli Interni, attesa la materia (controversie in tema di diritto tributario) trattata nella sezione di appartenenza (quinta sezione civile). Tale argomentazione-prosegue il relatore-trascura del tutto la circostanza che, nel caso del consigliere Cicala, le funzioni di consigliere della corte di cassazione si cumulano con quelle di membro del consiglio direttivo della corte stessa. Se l'esigenza individuata dalla circolare è quella di evitare situazioni che possono anche solamente apparire idonee a compromettere valori dell'indipendenza ed imparzialità, deve osservarsi che l'incarico in questione determinerebbe una tale situazione. Infatti, premesso che non risultano delimitazioni espresse alle materie di competenza del consigliere Cicala quale consulente giuridico del Ministro dell'Interno, e che pertanto tale incarico appare riferito a tutte le competenze del ministro, l'accoglimento della richiesta di autorizzazione determinerebbe una situazione palesemente incompatibile con i parametri di cui alla circolare, in cui il consigliere giuridico di uno dei più importanti ministri dell'esecutivo sarebbe contemporaneamente membro di un organismo che è parte intrinseca del sistema di autogoverno della magistratura." Su richiesta del Primo Presidente, il Consiglio direttivo disponeva quindi - a maggioranza- di concedere al dottor Cicala un termine di 30 giorni per precisare la "portata" dell'incarico: dal verbale della seduta risulta che -a sostegno della decisione contraria a tale approfondimento istruttorio- veniva dedotto che "i diretti collaboratori del ministro hanno un medesimo status, qualunque sia in particolare oggetto dell'incarico, che è incompatibile con la posizione del magistrato in attività di servizio poiché la consulenza in tale veste prestata non è limitata al contributo tecnico giuridico su problematiche specifiche connesse alla capacità e all'esperienza professionale del magistrato, ma consiste nella collaborazione a tutte le funzioni proprie del ministro, comprese quelle di elaborazione dell'indirizzo politico governativo e, in quanto tale deve ritenersi incompatibile con il contemporaneo esercizio delle funzioni giurisdizionali per il pregiudizio che non che ne deriva quanto meno all'immagine di autonomia ed indipendenza del magistrato". Nella seduta del 12 gennaio 2009 il consiglio direttivo esprimeva parere favorevole all'autorizzazione con quattro voti favorevoli, quattro astenuti, e tre voti contrari. Dal verbale della seduta risulta che il consiglio direttivo prendeva anzitutto atto delle note di precisazione pervenute alla capo di gabinetto del ministro dell'interno, in particolare nota dell'11 novembre 2008 nella quale si precisa che oggetto dell'incarico è "il compito di assistere il sottosegretario on. Mantovano nella predisposizione dei testi normativi per la modifica della migliore attuazione delle leggi concernenti la tutela delle vittime del dovere (legge 206/2004, d.p.r. 243/2006 ), la criminalità organizzata (legge 512/1999, legge 4606/1980), l'usura (legge 44/1999) e i testimoni di giustizia"; sulla base dei predetti chiarimenti, i componenti favorevoli alla autorizzazione evidenziavano che i dati forniti consentono di escludere che l'incarico in questione si caratterizzi per una connotazione politica e che, viceversa, lo stesso ha natura prettamente tecnica; altri ancora sottolineavano la provenienza dell'incarico da un organo istituzionale e la natura istituzionale dello stesso nonché l' opportunità e particolare utilità "in quanto strumento di osmosi di esperienze e, in definitiva, veicolo idoneo a procurare un arricchimento generale". Di contro, il parere sfavorevole veniva motivato con riferimento al pericolo di compromissione dei valori dell'indipendenza ed imparzialità in considerazione del fatto che l'incarico, "ancorché delimitato ad una attività di consulenza e supporto tecnico giuridico all'attività istituzionale dell'amministrazione dell'interno in settori specifici, si pone comunque nel quadro di un'attività di diretta collaborazione del ministro dell'interno, il quale, accanto al ruolo di vertice dell'amministrazione, svolge anche quello di soggetto politico che collabora, in posizione di assoluto rilievo, attesa l'importanza la varietà delle competenze attribuite al suo dicastero, alla elaborazione e attuazione dell'indirizzo politico del governo". Si sottolineava altresì la circostanza che il Dott. Cicala svolge, accanto le funzioni di consigliere della corte di cassazione, anche quelle di membro del consiglio direttivo della corte stessa, cioè di un organo che appartiene al circuito del governo autonomo. Tutti i componenti del consiglio direttivo contrari all'autorizzazione si esprimevano in senso favorevole all'espletamento dell'incarico nel caso di collocamento fuori ruolo. Ritiene la commissione che - sulla base delle predette argomentazioni - si debba necessariamente pervenire al rigetto della richiesta di autorizzazione. Ai sensi del Capo 4 della Circolare sugli incarichi extragiudiziari n. 15207 del 16 dicembre 1987, nel testo coordinato approvato dal CSM in data 6 febbraio 2008, l'autorizzazione del CSM è sempre subordinata al positivo riscontro della compatibilità dell'incarico con: a. le esigenze del servizio (esigenza ed efficacia dell'amministrazione della giustizia vanno assicurate anche impedendo rilevanti sottrazioni di energie lavorative all'ufficio); b. le funzioni concretamente espletate dal magistrato interessato (occorre evitare che i valori dell'indipendenza ed imparzialità siano compromessi, ovvero possano apparire compromessi o anche soltanto esposti a rischio, per effetto di gratificazioni collegabili ad incarichi concessi o controllati da soggetti estranei all'amministrazione della giustizia). In definitiva i parametri di cui deve tenersi conto sono: - natura dell'incarico; - durata; - impegno che esso comporta - entità del compenso - numero e tipo degli incarichi espletati nell'ultimo quinquennio (ed in particolare quelli in corso di svolgimento). Nel caso in esame, come rilevato dal parere di minoranza del consiglio direttivo, lo svolgimento dell'incarico, senza collocamento fuori ruolo e, dunque, con il contemporaneo esercizio da parte del dottor Cicala delle funzioni di consigliere della corte di cassazione e di membro del comitato direttivo della stessa, appare incompatibile con le esigenza di tutela dei valori dell'indipendenza e della imparzialità che potrebbero infatti essere compromessi per effetto del legame che l'espletamento di tale incarico, di "diretta collaborazione" con il Ministro dell'Interno, costituisce fra il magistrato e un organo di vertice dell'amministrazione nonché soggetto politico che collabora in posizione di assoluto rilievo alla elaborazione ed attuazione dell'indirizzo politico del governo. Né può ritenersi che il rischio di compromissione dei predetti valori sia escluso dalla natura esclusivamente "tecnico -giuridica" dell'apporto che il dottor Cicala dovrà fornire, trattandosi di requisito "implicito" in ogni richiesta di collaborazione rivolta a magistrati da soggetti estranei all'amministrazione, in sé non idoneo ad escludere la sussistenza di una situazione di "incompatibilità" dell'attività richiesta con il contemporaneo esercizio delle funzioni, da verificare di volta in volta ed in concreto, secondo la previsione di cui al capo 4 della circolare n. 15207 del 1987. Nel caso di specie, l'apporto di carattere tecnico- giuridico si inserisce nell'ambito di un rapporto di "diretta collaborazione" con un organo di vertice dell'amministrazione che, avuto riguardo alla natura e rilevanza delle competenze che gli sono attribuite, concorre in via primaria all'elaborazione dell'indirizzo politico del governo: ne consegue che la collaborazione, se non accompagnata dal collocamento fuori ruolo, è destinata necessariamente a connotare fortemente tutta l'attività che il magistrato "collaboratore" per il resto svolge ( nel caso di specie, funzioni di consigliere di Corte di Cassazione e di componente di un organo di autogoverno),creando quantomeno il rischio che l'esercizio di tali ultime attività non sia accompagnato dalla necessaria presunzione di imparzialità e di indipendenza che lo deve caratterizzare. L'apporto tecnico giuridico non è destinato infatti a inserirsi nell'ambito di una delle articolazioni tecniche a ciò deputate in modo stabile e strutturale, come gli uffici legislativi o finalizzati al conseguimento di uno specifico risultato, come le commissioni ad hoc o i comitati tecnici. Né diverse argomentazioni possono desumersi da precedenti delibere con le quali il Consiglio ha autorizzato lo svolgimento - in forma di incarico e senza collocamento fuori ruolo- di attività di consulenza giuridica per dicasteri: nel caso di specie rileva infatti la diversa e più forte caratterizzazione politica dell'attività e del ruolo del Ministero dell'Interno, a fronte di più specifiche e settoriali competenze tecniche di altri dicasteri, non aventi la medesima "generale" e riconoscibile valenza politica e, comunque, il mancato inserimento in una distinta struttura tecnica che, seppure avente funzione ausiliare e di consulenza, sia riconoscibile e distinguibile per la sua autonoma competenza tecnico- giuridica. Tutto quanto sopra premesso

delibera

di non autorizzare l'espletamento del richiesto incarico.

 

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