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NEWS DAL C.S.M Bollettino n. 20 del 30 maggio 200 Pubblichiamo le notizie sui lavori del CSM della settimana questa settimana inviate dai nostri Consiglieri Fici, Aghina ed Arbasino, Nuova pagina 2

PARERE SUL MAXIEMENDAMENTO



All’esito della prolungata attività della sesta commissione dopo un dibattito durato due sedute del plenum, in cui sono intervenuti quasi tutti i consiglieri, si è pervenuti all’approvazione del parere del C.S.M. sul cd. maxiemendamento al d.d.l. di riforma dell’ordinamento giudiziario.

Si tratta di una delibera particolarmente corposa (oltre 80 pagine), che analizza tutti i passaggi del progetto governativo di modifica delle linee guida di riforma ordinamentale, su cui era già intervenuto il precedente C.S.M.

Il parere, che evidenzia le (poche) direttrici di marcia positive del maxiemendamento (tipizzazione degli illeciti disciplinari; rotazione degli incarichi direttivi), per il resto è particolarmente “severo” con il progetto riformatore, di cui sottolinea le incongruenze e le contradittorietà, rispetto alla dichiarata finalità di adeguare l’ordinamento giudiziario alle recenti modifiche costituzionali.

In sostanza si è inteso evidenziare come non è certo attraverso interventi ordinamentali come quelli contenuti nel maxiemendamento che si può offrire una risposta ai tanti problemi di efficienza del servizio giustizia.

Tutti gli interventi dei consiglieri togati, cui si è associato anche il cons. Berlinguer, hanno stigmatizzato le proposte ritenute maggiormente negative per l’assetto ordinamentale e organizzativo della magistratura, quali l’intensificazione spasmodica dei concorsi per la progressione in carriera con relativa disattenzione verso le funzioni di primo grado, lo svuotamento dei compiti dell’organo di autogoverno, il passo all’indietro compiuto in materia di formazione professionale, il “fascino discreto della gerarchia” che pervade l’intera proposta, in specie per quanto riguarda l’assetto degli uffici di procura.

Sono stati altresì evidenziati i pericoli di incostituzionalità di alcune disposizioni e la discriminazione che il sistema dei concorsi determina per le colleghe.

Rispetto alla stesura della delibera approvata dalla commissione, il parere definitivo è stato modificato per l’accoglimento intervenuto in plenum di una serie di emendamenti proposti dai consiglieri del Movimento.

Significativamente la proposta (pubblicata integralmente sul sito www.movimentoperlagiustizia.it) è stata approvata con il voto di tutti i consiglieri togati, cui si sono associati anche il Vice-Presidente Rognoni ed il cons.Berlinguer, astenuti Favara e Schietroma (che ha fatto riferimento ad un deprecabile clima conflittuale tra organi dello Stato in materia di giustizia).

Si tratta di un contributo corale e ponderato, offerto in un clima di leale collaborazione istituzionale, che auspichiamo possa essere valutato serenamente, per apportare una serie di modifiche al disegno riformatore che si sembrano veramente indispensabili.

I cinque consiglieri laici espressi dal Polo hanno invece votato un documento di minoranza, di contenuto radicalmente difforme rispetto al parere approvato dal plenum, contenente anche accenti particolarmente critici nei confronti della magistratura associata e del C.S.M. (anch’esso pubblicato su sito del movimento).





BOLLETTINO PER POSTI SEMDIRETTIVI E DI CASSAZIONE

Il plenum del 21 maggio scorso ha deliberato la pubblicazione di tutti i 107 posti semidirettivi vacanti e di quasi tutti i posti di cassazione e di procura generale vacanti. Sono rimasti esclusi alcuni posti di consigliere di cassazione riservati alle designazioni per meriti insigni di avvocati e professori (106 Cost.) e, rispetto ai 15 posti residui, si è ritenuto di non pubblicare tre posti. Rispetto a tale proposta della terza commissione, abbiamo ritenuto in plenum di appoggiare un emendamento inteso ad ottenere la pubblicazione di tutti i 15 posti disponibili, nella convinzione che per le esigenze di carattere eccezionale che possono verificarsi si potrebbe sopperire con le ulteriori vacanze che presto si determineranno, a causa di pensionamenti e di avanzamenti (ad esempio con la ormai imminente nomina di otto presidenti di sezione), ma il voto contrario di Unicost, MI e i laici del Polo non ne ha consentito l’accoglimento.





LA NOMINA DEL PRESIDENTE DELLA SEZIONE G.I.P. DEL TRIBUNALE DI FIRENZE

Sempre in occasione del plenum del 21 maggio è stata definita la procedura relativa alla nomina del presidente della sezione g.i.p. del Tribunale di Firenze.

Trattasi di una annosa questione, che il precedente Consiglio aveva definito con la nomina del dottor CARVISIGLIA, consigliere della Corte di Appello di Firenze, preferendolo ad altri aspiranti, fra i quali il dottor SORESINA, presidente aggiunto della sezione g.i.p. dello stesso Tribunale.

Quest’ultimo ha adito il giudice amministrativo e sia il T.A.R. che il Consiglio di Stato gli hanno dato ragione. Il Consiglio era, dunque, chiamato a rinnovare la procedura secondo le indicazioni del giudice amministrativo.

La maggioranza consiliare (Unicost, MI e laici del Polo) ha ritenuto, sia in commissione che in plenum, che l’esito del ricorso amministrativo non precludesse al Consiglio di riproporre il dottor Calvisiglia.

Sia in commissione che in plenum, unitamente ai colleghi di MD ed ai laici di centro sinistra, abbiamo, invece, ritenuto che dovesse essere preferito il dottor Soresina per rispetto delle chiare indicazioni del giudicato e per rispetto delle univoche indicazioni di circolare.

Deve, al riguardo, essere considerato che il dottor Carvisiglia nel corso della sua carriera non aveva mai svolto, prima della nomina poi annullata, il ruolo di giudice per le indagini preliminari, avendo fin dal 1987 prestato servizio presso la corte di appello; e che, per l’opposto, il dottor Soresina, più giovane del primo di soli sei mesi, è stato giudice per le indagini preliminari fin dal 1994, poi presidente aggiunto della sezione e, per un certo periodo, anche dirigente f.f. dell’ufficio stesso. In tale sua qualità ha, dunque, diretto l’ufficio per un certo periodo, in coincidenza alla delicata fase di unificazione degli uffici g.i.p. di pretura e tribunale; peraltro, quale giudice delle indagini preliminari, si è occupato di delicatissimi e complessi procedimenti nei confronti dei più grossi esponenti della mafia siciliana accusati degli attentati di Firenze, Roma e Milano. La sua attività presso l’ufficio in questione, che avrebbe poi voluto dirigere, è stata costellata da pareri univoci e costanti nei quali è stata sottolineato il carattere eccezionale del suo apporto organizzativo e direttivo.

Al dottor Soresina è stato, però, preferito il dottor Carvisiglia che neppure un giorno, nel corso della sua lunga carriera, era stato giudice delle indagini preliminare. E ciò la maggioranza consiliare (e, cioè, i colleghi di Unicost, di Mi ed i laici del Polo) ha ritenuto di poter argomentare e deliberare, nonostante le chiare e non equivocabili prescrizioni del giudice amministrativo, che aveva rilevato la illegittimità della precedente procedura per non avere il consiglio proceduto ad una valutazione comparativa fra i diversi aspiranti e, fra questi, il dottor Soresina; e nonostante – ciò che è altrettanto grave - il chiaro disposto delle circolare (15098 del 30 novembre 1993) che, con specifico riferimento al parametro dell’attitudine, indica la pregressa esperienza nelle stesse funzioni.

Vale la pena seguire il dibattito svoltosi in plenum sul sito www.radioradicale.it.

L’esito del voto ha assegnato l’incarico semidirettivo al dott.Carvisiglia con 13 voti (Unicost, MI e i laici del Polo) a 10 (M.D., Movimenti, Berlinguer e Schietroma), astenuti Rognoni e Favara.

In questa sede preferiamo astenerci da ogni ulteriore commento, se non per segnalare – con incredulità - come la descritta maggioranza consiliare abbia, per la seconda volta in pochi mesi, elevato a canone deliberativo la circostanza che, per un ufficio semidirettivo, così come qualche mese addietro aveva stabilito per un ufficio direttivo, costituisca titolo preferenziale non avere svolto, neppure per un giorno, le funzioni dell’ufficio che si va a dirigere.

Non riusciamo, invece, a cogliere segnali di ottimismo per un futuro diverso orientamento della descritta e consolidata maggioranza consiliare da quanto dichiarato da due consiglieri laici del polo, uno dei quali si è espresso, con dichiarazione di voto, in favore del dottor Carvisiglia sia pure con "perplessa sofferenza" (testuale), assicurando tutti che "sarebbe stata l’ultima volta".





NUOVE CIRCOLARI PER G.O.T. E V.P.O.

Il plenum del 22 maggio ha approvato con voto unanime le nuove circolari che regolano la nomina, la conferma e il tirocinio di g.o.t. e v.p.o.

Si tratta di delibere varate all’esito di approfondita disamina dei problemi inerenti l’assetto organizzativo e ordinamentale dei magistrati onorari operato in ottava commissione, operato anche attraverso la consultazione delle relative organizzazioni sindacali.

Il tema della magistratura onoraria è di recente oggetto di particolare attenzione, ma sovente non si va oltre un generico riconoscimento dell’insostituibilità delle loro attribuzioni.

Le nuove circolari operano un sensibile riassetto della precedente disciplina, ed il relatore (Aghina) ha indicato nella ricerca di una maggiore trasparenza nelle nomine e nell’efficienza del servizio cui sono destinati i magistrati onorari le linee direttrici che hanno ispirato la nuova normativa.

In particolare è stato delimitato il numero massimo di magistrati onorari presso ogni ufficio rispetto all’organico dei magistrati professionali e razionalizzata la procedura di nomina, sino ad ora regolata con criteri casuali, che ora consegue ad una graduatoria di durata biennale, sulla base di criteri di preferenza, cui attingere periodicamente all’insorgere di vacanze in organico.

La nuova regolamentazione consentirà così di fare fronte con un sistema di reclutamento assi più razionale del precedente, ai vuoti di organico che si determineranno tra le fila di g.o.t. e v.p.o. nel dicembre 2003, a seguito della scadenza del mandato di circa 800 magistrati onorari.

Molte attribuzioni sono state decentrate ai Consigli Giudiziari, tra cui la gestione del tirocinio, aumentato nella durata e finalizzato ad una valutazione di idoneità.

Favorito il passaggio ad altra funzione onoraria, è stata prevista – a differenza che in passato – anche la mobilità territoriale.

Di indubbio rilievo la funzione di vigilanza sulla magistratura onoraria affidata per i g.o.t. al Presidente del Tribunale e per i v.p.o. al Procuratore della Repubblica, riempita di contenuto attraverso una diretta responsabilizzazione dei dirigenti degli uffici in materia, onerati di una relazione periodica al Consiglio Giudiziario.

Si tratta di una serie di innovazione che si auspica potranno migliorare il servizio dei magistrati onorari, ma che al contempo impongono una consapevole attenzione al tema da parte dei neoeletti componenti del Consigli Giudiziari, che dovranno curare l’ottemperanza alle disposizioni delle circolari anche mediante un’auspicabile specializzazione all’interno degli organi decentrati di autogoverno.

Entrambe le circolari sono inserite nel sito www.movimentoperlagiustizia.it.





COMMISSIONI



SECONDA COMMISSIONE

I consiglieri del Movimento e di MD hanno chiesto l’apertura di una pratica volta a valutare l’opportunità di una modifica di competenze interne tra la Terza Commissione (Trasferimenti) e la Quinta Commissione (incarichi direttivi) con l’attribuzione alla seconda delle competenze in materia di conferimento degli uffici semidirettivi. Si è infatti rilevato che la progressiva diminuzione della percentuale di scopertura dell’organico, quasi totale per gli uffici di primo grado, se pure positiva per la funzionalità degli uffici stessi poteva portare ad un blocco della mobilità. Da cio’ l’esigenza di elaborare le linee di una nuova politica del personale di magistratura ma anche,in tempi brevi, di adottare scelte che consentissero di dare urgente corso alle procedure di copertura delle vacanze in un’ottica di liberare posti di primo grado . In questa prospettiva la drastica riduzione del carico di lavoro della Quinta Commissione, conseguente alla elevazione al 75^ anno dell’età pensionabile, offriva la possibilità di un miglior utilizzo delle risorse del Consiglio sgravando la Terza Commissione di una significativa parte del carico di lavoro.

A sostegno della proposta in commissione abbiamo sostenuto anche l’opportunità di attribuire un particolare rilievo ai semidirettivi fin dal momento del conferimento della relativa funzione e cio’ per la rilevanza che lo stesso legislatore attribuisce in relazione al funzionamento degli uffici.

In senso contrario si è pronunciato il presidente Stabile della terza commissione, in sede di audizione, che ha sottolineato l’esigenza di una gestione unitaria dei trasferimenti al fine dare una impostazione complessivamente uniforme alla politica degli organici della magistratura. Inoltre cio’ avrebbe determinato un depauperamento della struttura amministrativa della Terza Commissione con conseguente rallentamento dei lavori. Ha quindi proposto di sgravare la commissione della materia dei fuori ruolo disomogenea rispetto ai trasferimenti.

A quest’ultima proposta abbiamo obbiettato che la materia dei fuori ruolo (a prescindere dalla reale negativa incidenza sui lavori della commissione atteso il non rilevante numero delle pratiche) era del tutto estranea alla competenza della Quinta Commissione, deputata ad esprimere valutazioni di professionalità dei candidati ad incarichi direttivi, mentre la materia dei semidirettivi appariva piu’ adeguata, se pure regolata da diversi criteri, a tale specifica competenza.

La proposta a favore dello spostamento di competenze è stata approvata con tre voti a favore (Salmè, Mammone, Arbasino), due contrari (Tenaglia, Spangher) ed un astenuto (Di Federico).

Confidiamo che in plenum la proposta possa essere definitivamente approvata, per offrire una risposta reale sia ai problemi di mobilità dei colleghi (consentendo alla terza commissione di dedicarsi unicamente ai trasferimenti), sia all’accurata individuazione dei colleghi più idonei ad assumere delicati incarichi semidirettivi (che diventerebbero così la sostanziale attribuzione della quinta commissione consiliare).





TERZA COMMISSIONE

La Terza Commissione, nella seduta del 21 maggio, ha definito le prime proposte riguardo ad alcuni posti di primo grado pubblicati con bando del 16 marzo 2003; nel corso di questa settimana bianca la struttura è impegnata a definire la classificazione della documentazione ed a studiare le diverse graduatorie perché la commissione possa procedere ad una (ci auguriamo) massiccia serie di proposte a partire dalla prima settimana di giugno.

I magistrati interessati al bando di trasferimento in questione sono complessivamente 1.300 per un numero complessivo di cinquemila domande circa. Sia pure con qualche giorno di ritardo, rispetto ai tempi prefissati, sono state definite e rese note, attraverso l’intranet cosmag, le graduatorie provvisorie. Speriamo di procedere a ritmi serrati e, quindi, di recuperare il ritardo; e confidiamo, al riguardo, sulle recenti innovazioni di circolare in materia di riduzione del numero di domande da parte di ciascun aspirante e di limitazioni al diritto all’accantonamento della proposta. Confidiamo, altresì, di ricavare benefici dalla procedura di comunicazione telefonica, già prevista dalla circolare e cui potrebbe farsi costantemente ricorso grazie all’acquisizione delle utenze telefoniche dei magistrati interessati. All’iniziativa hanno risposto un migliaio di colleghi – a conferma dell’interesse diffuso ad una sollecita definizione dei lavori – e, tuttavia, intendiamo muoverci con cautela per una sperimentazione graduale ad evitare che la comunicazione telefonica determini, piuttosto che vantaggi ed accelerazioni, equivoci di difficile soluzione.

Cogliamo l’occasione per sollecitare coloro che ancora non hanno provveduto a comunicare le loro utenze telefoniche e, soprattutto, ad anticipare le loro riflessioni riguardo ad eventuali revoche di alcuni o tutti i posti richiesti.

E’ evidente, al riguardo, quanto possa essere utile evitare alla commissione di effettuare proposte, seguite a distanza di pochi o tanti giorni da revoche; e ci riferiamo a coloro che fin da adesso, senza attendere eventuali proposte, sono già consapevole che revocheranno certamente questa o quella domanda. Qualche mese addietro una analoga nostra sollecitazione aveva suscitato reazioni, più o meno garbate, da parte di alcuni colleghi, che hanno ritenuto di ribadire il loro diritto di riflettere fino all’ultimo. Non contestiamo questo diritto ma poiché sappiamo che ogni ritardata revoca determina un rallentamento abbiamo il dovere di insistere.

Con riferimento all’ulteriore bando di trasferimento del 16 aprile 2003, relativo a circa 140 posti di appello, proseguono i lavori di acquisizione delle domande e dei documenti, per una prossima pubblicazione delle graduatorie e per l’avvio delle proposte.





QUINTA COMMISSIONE

La commissione ha proposto con quattro voti favorevoli (Aghina, Mammone, Menditto e Riello) e due astensioni (Buccico e Schietroma) per l’ufficio direttivo di Presidente del Tribunale di Castrovillari il dott. AGOSTINO RIZZO (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari).

Si è trattato di una pratica particolare poiché, ancorchè unico candidato “in fascia”, si è dovuta valutare la possibilità di disporre la nomina a presidente del tribunale del procuratore della repubblica presso il medesimo circondario.

Attesa la compatibilità della proposta con le vigenti circolari, la maggioranza della commissione non ha ritenuto di poter inserire una valutazione di mera opportunità tra i criteri di attribuzione dell’incarico direttivo.

Per l’incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Patti, l’intervenuto deposito della revoca da parte del dott. FRANCESCO CASSATA, precedentemente proposto, comporterà nuova valutazione degli altri aspiranti.



Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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