Get Adobe Flash player
Bollettino CSM n. 21 dell' 11 giugno 2003 Nuova pagina 2

INCONTRO NAZIONALE SUI PROBLEMI TABELLARI

Per operare un bilancio sullo stato di attuazione della riforma del giudice unico di primo grado e, soprattutto, per valutare i principali problemi tabellari derivanti dalla riforma per gli uffici giudiziari, anche in vista dei lavori in corso per la predisposizione della nuova circolare in materia di tabelle, è stata deliberata l’organizzazione di un incontro destinato ai dirigenti degli uffici giudiziari (Presidenti di Corte d’Appello, Presidenti di Tribunale, Procuratori Generali e Procuratori della Repubblica presso i Tribunali), suddiviso in tre gruppi con riferimento alla diversa composizione numerica degli uffici giudiziari (piccole/medie/grandi dimensioni), che avrà luogo a Roma rispettivamente in data 11, 12 e 14 luglio. APPROVAZIONE TABELLENella settimana sono state approvate dal plenum le proposte tabellari relative ai seguenti uffici giudiziari: Tribunale di Tivoli (fatta salva l’attribuzione ai g.o.t. di un ruolo autonomo civile e penale, dell’esecuzione immobiliare e delle tutele); Tribunale di Bari; Corte d’Appello di Bari (parzialmente); Tribunale di Biella. Per i numerosi contrasti con la vigente circolare non sono state invece approvate le tabelle del Tribunale di Pistoia.

PROGRESSIONI IN CARRIERA

Con 11 voti a favore (Unicost, MI, Laici del Polo), 8 contrari (Movimenti, MD, Berlinguer, Marvulli, Di Federico) e 2 astensioni (Rognoni e Favara) è stata dichiarata l’idoneità alle funzioni direttive superiori del dott. ILIO POPPA (consigliere d’Appello a Torino).L’intervenuto trasferimento d’ufficio ai sensi dell’art.2 L.G. intervenuto in data 24.1.96 e la sanzione disciplinare della perdita di un anno di anzianità per tre distinte vicende occorse mentre dirigeva quale procuratore aggiunto della Procura di Milano il “pool” dei reati tributari (a-omessa segnalazione di una situazione di incompatibilità derivante dall’esercizio dell’attività forense in materia penal-tributaria della di lui moglie; b- violazione dell’obbligo di astensione quale p.m. con riferimento ad un procedimento nei confronti di un amministratore delegato di società assicuratrice difesa dalla di lui moglie; c- accettazione del regalo di un telefono cellulare da parte di un imprenditore con cui non era in particolare rapporto di amicizia, nonché del pagamento per quattro anni delle bollette del medesimo telefono), non sono state sufficienti a determinare una maggioranza negativa sulla delibera in questione.Va rilevato come il dott. POPPA già in precedenza era stato valutato negativamente dal C.S.M. per il conferimento di funzioni direttive superiori e che ancora questa volta il Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Torino aveva espresso un parere contrario (se pure a maggioranza) all’idoneità alla progressione in carriera, sulla base della gravità e natura dei fatti pregressi, pur dando atto di una successiva condotta irreprensibile.Pur prendendo atto di una positiva condotta del magistrato successiva alle vicende che ne hanno comportato il trasferimento d’ufficio e l’irrogazione di una sanzione disciplinare, ci è sembrato di non poter condividere, per la gravità di condotte non particolarmente remote, la volontà di chi ha ritenuto di poter considerare il dott. POPPA meritevole di essere valutato per la nomina a funzioni direttive superiori, disattendendo altresì quanto deciso dal Consiglio Giudiziario di Torino.E’ stata invece approvata la proposta della quarta commissione di dichiarare l’inidoneità della dott.ssa ANNAMARIA SCIRE’ (giudice del Tribunale di Genova) ad essere valutata ai fini della nomina a magistrato di cassazione (su cui peraltro si è avuta l’astensione dei consiglieri di Unicost) sulla base di quanto valutato dal locale Consiglio Giudiziario, per le segnalate difficoltà ad adeguarsi alle nuove funzioni assegnatele dopo l’unificazione degli uffici di primo grado.

PROCURATORE GENERALE DI ROMA

SALVATORE VECCHIONE (Procuratore della Repubblica di Roma) è stato nominato nuovo Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma. Si è pervenuti alla sua designazione con 18 voti a favore (Aghina, Berlinguer, De Nunzio, Favara, Fici, Marini, Marotta, Marvulli, Meliadò, Menditto Primicerio, Riello, Rognoni, Salmè, Salvi, Stabile, Tenaglia e e Ventura-Sarno), dopo che il relatore di maggioranza della pratica (Aghina) ne aveva descritto il positivo profilo professionale e i difficili incarichi direttivi ricoperti, sempre con esiti lusinghieri.A CARMELO CALDERONE (Avvocato Generale presso la Procura Generale di Roma) sono andati 4 voti (Di Federico, Lo Voi, Mammone e Schietroma), e 2 voti (Buccico e Spangher) sono andati a RICCARDO DI BITONTO (Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Bari).

INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI AGLI UDITORI

In sede di esame di una serie di richieste di autorizzazione per incarichi di insegnamento avanzate da uditori giudiziari, è stato esplicitato l’orientamento della quarta commissione (condiviso dal plenum), di ritenere autorizzabili gli incarichi extragiudiziari conferiti ad uditori in corso di tirocinio nella misura della metà del monte-ore ritenuto ordinariamente ammissibile. Tanto per contemperare le prioritarie esigenze di formazione cui deve essere destinato l’uditore in sede di tirocinio.

AVVOCATI IN CASSAZIONE

Nell’esame in plenum della proposta di copertura di tre posti di consigliere di Cassazione con avvocati o professori portatori di “meriti insigni” in attuazione del disposto dell’art.106 comma secondo Cost., si è verificata la disponibilità di soli 2 docenti universitari e 30 avvocati.Acquisiti i pareri del C.U.N. e del C.N.F., verificato che la proposta della commissione aveva individuato tre professionisti (dei Fori di Firenze, Barcellona Pozzo di Gotto e Milano) con valutazione comparativa con gli altri aspiranti, senza un’adeguata verifica dei “meriti insigni” richiesti dal dettato costituzionale, il Consiglio ha deliberato il ritorno della pratica in commissione per una più approfondita valutazione interpretativa del suddetto presupposto per la nomina.

MAGISTRATI FUORI RUOLO

Continua con ritmo incessante l’esodo di colleghi verso settori esterni alla giurisdizione. Questa settimana il plenum ha deliberato la collocazione fuori del ruolo organico della magistratura, con destinazione Ministero della Giustizia, dei seguenti magistrati:
STEFANO APRILE (Trib. Varese); MARIA LUCIA FRATE (Trib. minori Catania); ANTONIO SANGERMANO (p.m. Vercelli); SILVIA SERENI (p.m. Napoli); MARIA VIGNA (Trib. Novara).
Sono stati altresì destinati fuori ruolo, avvicinandosi così l’ormai prossimo limite massimo di 200 unità complessive: TERESA BENVENUTO (p.m. a Torino, già candidata al C.S.M.), designata quale vice capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia; MASSIMO FEDELI (sost. proc. gen. presso la Cassazione), designato quale vice capo dipartimento per gli Affari di Giustizia presso il Ministero; LORENZO MATASSA (p.m. a Firenze), designato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul dossier Mitrokhin. CASO DI SALVODopo un iter alquanto travagliato ed un dibattito complesso, il plenum ha deliberato la nomina del dott. ANGELO DI SALVO (giudice del Tribunale di Napoli) a referente distrettuale per l’informatica presso la corte d’Appello di Napoli.
La decisione che ha diviso il Consiglio riguardava la nomina all’incarico di referente per l’informatico di un collega su cui vi era stato un unanime parere negativo del Consiglio Giudiziario, e su cui la settima commissione, dopo una prima proposta negativa si divideva con una proposta di minoranza (rel. Marini) in cui venivano evidenziate l’ accentuata litigiosità del Di Salvo e i suoi comportamenti idonei a dar corso a valutazioni di insufficiente affidabilità.In particolare venivano ricordati un procedimento ex art.2 L.G. deliberato dal C.S.M., a seguito del quale il collega richiedeva il trasferimento ad altra sede giudiziaria, e la richiesta di intervento della P.S. a mezzo 113 operata dallo stesso Di Salvo all’interno della Procura di Salerno per visionare un atto di un procedimento penale che lo riguardava.
Veniva altresì evidenziata la condotta del Di Salvo manifestatasi nella diffusione del contenuto di email all’interno di una mailing-list di colleghi, senza alcuna autorizzazione, anche mediante pubblicazione del loro contenuto su riviste, pur essendo il collega responsabile di una mailing-list in cui si fa espresso divieto di divulgazione del contenuto dei messaggi.Si riporta in proposito un passo della proposta di minoranza:
“……integra grave inaffidabilità la diffusione a soggetti terzi ed estranei di e-mail destinate a circolare solo tra un gruppo ristretto di destinatari sottoposti al vincolo di riservatezza, si è in presenza di modalità e di toni inevitabilmente destinati ad ingenerare negli aderenti alla mailing list interessata reazioni negative dovute a mancanza di affidamento ed a violazione del rispetto della privacy. Il dott. DI SALVO, sentito sul punto, si è limitato a sostenere la legittimità del suo operato, senza minimamente considerare il vulnus all'affidamento sulla riservatezza della comunicazione o, comunque, sulla non diffusione degli scritti privati da parte delle diverse decine di soggetti interessati). Tali elementi sono sicuramente incompatibili con lo svolgimento di un ruolo così delicato che presuppone – come su evidenziato – l'instaurazione di rapporti corretti e stabili con la totalità dei magistrati e dei dirigenti di un distretto, la possibilità di acquisire la conoscenza di elementi riservati e, in generale, la gestione di numerosissimi dati, nonché la designazione di altri soggetti per ruoli ausiliari importanti (i referenti locali) e la diffusione della conoscenza informatica in stretto collegamento con i referenti per la formazione.”L’esito del voto del plenum ha portato alla nomina a referente del DI SALVO con 12 voti a favore (MI, laici del Polo, Schietroma, Marvulli, Riello, Stabile e Tenaglia), 10 contrari (MD, Movimenti, Berlinguer, Favara) e 4 astenuti (Rognoni, De Nunzio, Meliadò e Primicerio).Singolari le motivazioni addotte a sostegno del voto favorevole alla nomina del Di Salvo dai colleghi di Unicost, determinati dalla volontà di non privare il distretto di Napoli di un referente per la formazione (per soli quattro mesi, attesa la scadenza dell’incarico a dicembre 2003…) e, in particolare, poco comprensibili di conseguenza le motivazioni per cui ben tre consiglieri del medesimo gruppo hanno ritenuto di astenersi (e questo in una delibera che comportava anche la nomina di tutti gli altri referenti per la formazione del distretto di Napoli). ANCORA CONCORSI VIRTUALISempre in occasione del predetto plenum del 4 giugno 2003, due ulteriori procedure di concorso virtuale hanno visto nuovamente votare compatti i consiglieri Unicost ed MI (unitamente a tutti i laici dei quali si è astenuto il solo cons. Buccico); ed ancora soccombenti i consiglieri del Movimento e di MD. Dovrebbe trattarsi degli ultimi concorsi virtuali, prima della riforma che (finalmente) sarà discussa nel plenum di mercoledì prossimo.Ci siamo astenuti con riferimento all’assegnazione – tramite virtuale - al collega Salzano (vicesegretario generale del Consiglio) del posto di applicato alla Procura Generale presso la Corte di Cassazione; perché, per lo stesso posto, è in corso una procedura di concorso ordinario, Ed abbiamo votato contro in merito all’assegnazione – tramite virtuale - della collega Mancino al posto di applicato di appello all’ufficio del Massimario. Si trattava di posizione analoga ad altra già trattata in precedenza (quella della collega Piccialli), che è stata anch’essa approvata con il nostro voto contrario, motivato dalla assoluta mancanza dei presupposti di circolare. Ciò che avevamo da dedurre e contestare lo abbiamo fatto in occasione dell’approvazione della proposta Piccialli e lo abbiamo ribadito per contrastare la proposta Mancino, rilevando che se la stessa avesse partecipato al concorso reale in atto, sarebbe rimasta piazzata al settanduesimo posto. I nostri rilievi ed i nostri voti contrari sono stati vani in quella occasione e sono stati vani in questa. Speriamo che sia davvero l’ultima, anche se questo auspicio resta un’amara conclusione, sia perché l’invocato principio del tempus regit actum si è incongruamente dilatato nel tempo per effetto del ritardato esame da parte del plenum della nuova circolare, sia perché proprio la nuova circolare prevede che non si dia corso a concorso virtuale quando è possibile l’esperimento del concorso reale.

CINQUE ANNI E NON PIU’ CINQUE ANNI

In occasione della seduta di plenum del 4 giugno 2003 è stata approvata – su proposta della Terza Commissione - una modifica della circolare del 19 luglio 2000, nella parte relativa al periodo minimo di cinque anni di effettivo esercizio delle funzioni giurisdizionali perché un magistrato possa essere collocato fuori ruolo. La ratio di tale disposizione paranormativa, analoga a quella corrispondente della precedente circolare del 1994, era quella di assicurare la previa maturazione nel giovane magistrato di una specifica professionalità, soprattutto con riferimento ai principi di autonomia ed indipendenza, attraverso il concreto esercizio di funzioni giurisdizionali per almeno un quinquennio; ed era, altresì, quella di evitare che, dopo il prescritto uditorato, il magistrato potesse essere troppo presto distolto dalle funzioni per le quali, con impegno di strutture e risorse, era stato selezionato e preparato, determinando peraltro disservizi per gli uffici di prima destinazione.E’, tuttavia, successo che in non poche occasioni, nel corso della precedente consiliatura, il predetto limite è stato, senza alcuna specifica motivazione, più volte disatteso, soprattutto con riferimento a richieste relative al distacco di magistrati presso la Corte Costituzionale.A fronte di ulteriori richieste di collocamento fuori ruolo di colleghi con esercizio effettivo di funzioni inferiore al quinquennio, per assolvere alla funzione di assistenti di studio di giudici costituzionale, la nuova Terza Commissione si è posta il problema della compatibilità della pregressa prassi con il menzionato requisito di circolare ed, anche a fronte di una specifica novità normativa (legge 48 del 2001) che poteva indurre a valutare ormai superato il predetto limite, ha ritenuto di sottoporre la questione all’Ufficio Studi per un’adeguata valutazione della riscontrata disarmonia fra la pregressa prassi ed il rigore formale della prescrizione di circolare.La lettura del parere non ha offerto un’indicazione univoca, essendo rimasto confermato soltanto che in passato il Consiglio, evidentemente per la prevalente esigenza di assecondare le richieste provenienti da un così prestigioso organo costituzionale, aveva ritenuto non vincolante il predetto limite.La Terza commissione ha ritenuto di non potere ulteriormente seguire la pregressa prassi e, tuttavia, nel registrare il persistente interesse della Corte Costituzionale, ha ritenuto di proporre una modifica della circolare che adeguasse il dato formale alle precedenti delibere, che evidentemente per la loro ripetizione nel tempo hanno rappresentato la spia di un un’inadeguatezza del dato formale di circolare.
E’ stata, pertanto, proposta una modifica della circolare in questione, così consentendo, con riferimento al limite quinquennale in questione, una espressa deroga con riferimento alle richieste provenienti dalla Presidenza della Repubblica, dalla Corte Costituzionale e da organismi internazionali; tenuto conto, con riferimento ai primi due organi, dell’altissimo rilievo costituzionale e, pertanto, dell’esigenza di valutare con la massima considerazione richieste nominative fondate su una particolarissimo intuitu personae e, con riferimento agli organismi internazionali, all’esigenza di non ostacolare ogni forma di cooperazione a livello internazionale in materie comunque collegate alla giurisdizione.Rispetto all’alternativa avanzata dalla Terza Commissione è prevalsa in plenum la proposta che differenzia le posizioni della Presidenza della Repubblica e della Corte Costituzionale, cui è possibile essere destinati non appena acquisita la qualifica di magistrato di tribunale; rispetto agli organismi internazionali per i quali il limite è stata ridotto da un quinquennio di effettivo esercizio di funzioni ad un quinquennio dal decreto di nomina ad uditore giudiziario.La proposta rimasta soccombente (votata dal relatore Stabile e soltanto da Fici e Meliadò) era più rigida perché prevedeva una generale riduzione del quinquennio a decorrere dalla nomina ad uditore giudiziario, sia per gli organismi internazionali che per Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale. Molte le astensioni (non certamente riferibili solo alla proposta approvata, come singolarmente rilevato dai colleghi di Unicost nel loro bollettino), derivate sia dall’insufficiente motivazione della proposta, sia da più di una perplessità sulla reale necessità di dover provvedere alla modifica della circolare.


COMMISSIONI

SETTIMA COMMISSIONE

La Commissione continua l’esame delle tabelle degli uffici giudiziari per il biennio 2002- 2003: ad oggi ne sono state valutate circa la metà e non tutte sono state trasmesse dai consigli giudiziari. Se si considera che è iniziato l’ultimo semestre del biennio non si puo’ affermare che la situazione sia soddisfacente e, a questo punto, non resta che l’obiettivo minimale: quello di giungere alla approvazione di tutte le proposte entro la fine del 2003.Le ragioni di questa difficoltà ad approvare le tabelle in tempi tali da dare certezza alla situazione organizzativa degli uffici sono molteplici. Certamente ha inciso il cambio di consiliatura con il conseguente rallentamento dovuto alla necessità dei nuovi consiglieri di attrezzarsi per affrontare un lavoro molto tecnico e complesso. Di regola poi lo studio delle tabelle e la relativa discussione comportano tempi lunghi e se si considera che quelle da esaminare sono circa cinquecento si può comprendere quanto tempo richieda la loro approvazione. Incidono poi i tempi di trasmissione e da parte dei capi degli uffici e da parte dei consigli giudiziari i quali sovente ricorrono al sistema della interlocuzione col dirigente dell’ufficio e cioè ad una procedura certamente utile, in quanto porta a dirette modifiche o chiarimenti da parte del dirigente, ma che rallenta i tempi di trattazione della pratica.Ma l’esame delle tabelle è reso più difficoltoso anche dal fatto che se pure si è assistito ad un miglioramento complessivo nell’utilizzo dello strumento, sono numerosi i dirigenti degli uffici che non hanno ancora acquisito la c.d. “cultura tabellare”. Se circa il 70% degli uffici formula progetti organizzativi sostanzialmente accettabili e sui quali si possono eseguire interventi minimi, i rimanenti uffici presentano problemi gravi e sovente si giunge ad una bocciatura della proposta per la mancanza di un’impostazione minimale aderente alle norme della circolare.Per un verso quindi si è portati a tendere ad una semplificazione delle procedure per consentire un’approvazione tempestiva, per altro verso si deve tener conto del rilevante numero di uffici che ancora non sono in condizione di esprimere un programma organizzativo adeguato e che quindi abbisognano di approfondita interlocuzione.Movendo da queste considerazioni e tenendo conto del fatto che non si può fissare una cadenza più ampia (come sarebbe auspicabile) dal momento che il biennio di vigenza delle tabelle è fissato dalla legge, ci si è proposti di elaborare una soluzione che contemperi queste contrapposte esigenze in occasione delle sedute di commissione (ed anche in occasione di un incontro con i componenti uscenti dei consigli giudiziari) dedicate alla formulazione della nuova circolare sulle tabelle 2004-2005.Se la tabella di un ufficio giudiziario viene approvata dal CSM, magari dopo interlocuzione del Consiglio Giudiziario ovvero a seguito di integrazione conseguente ad approvazione parziale, vi è da chiedersi per quale ragione alla scadenza del biennio, senza che siano intervenuti fattori rilevanti implicanti modifiche dell’impianto organizzativo, sia necessario riattivare la complessa procedura. Si deve anche considerare che il piano organizzativo viene costantemente aggiornato con la formulazione delle “variazioni” e la relativa approvazione: alla scadenza del biennio quindi si ha una situazione dell’ufficio “aggiornata”. Se si considera, come si è detto, che circa il 70% degli uffici, secondo le nostre previsioni, vedrà approvato il proprio progetto organizzativo si puo’ pensare, per questi uffici espressamente individuati dal CSM, ad una procedura semplificata. In sostanza poiché l’impianto organizzativo complessivo (formazione delle sezioni, ripartizione delle materie, ripartizione dei magistrati, criteri di assegnazione etc) è stato ritenuto coretto ed adeguato a far fronte ai flussi di lavoro questi uffici non dovrebbero piu’ riformulare la tabella ma semplicemente comunicare le modifiche che intendono apportare e rese necessarie da eventi sopravvenuti (dalla semplice destinazione di nuovi uditori alla necessità di modificare l’organico di una sezione). Per il rimanente 30% degli uffici la procedura rimarrebbe quella in atto.
Su questa “idea base” si sta lavorando: la stessa ha certamente il pregio di snellire la procedura e di consentire al consiglio di concentrare maggiormente l’attenzione sugli uffici “problematici”. Restano però diversi aspetti da definire: in primo luogo dovrebbe rimanere fermo il potere del dirigente dell’ufficio, pur in presenza di un piano organizzativo approvato, di formulare una nuova proposta migliorativa che tocchi anche l’assetto complessivo; in secondo luogo dovrebbe rimanere fermo il potere del CSM di intervenire su situazioni approvate ma che si ritiene debbano essere riviste; in terzo luogo dovrebbe essere definito il ruolo del consiglio giudiziario che dovrebbe intervenire esprimendo un parere unicamente sulle modifiche proposte (ma si è anche avanzata l’idea che la conferma della tabella o la semplice variazione vengano direttamente rimesse al CSM). Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

= = = = = = = = = = = = = = = = =

Consulta il sito del MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA all’indirizzo:
www.movimentoperlagiustizia.it
Per ricevere notizie in tempo reale su decisioni e dibattiti in seno al CSM ed all’ANM, sui più rilevanti interventi legislativi, aderisci alla mailing.list del MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA l’adesione è gratuita, può essere in qualsiasi momento revocata e non comporta iscrizione al gruppo o alcun tipo di vincoliPer aderire alla lista, manda un messaggio a Luca Ramacci
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Share