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Notiziario del Movimento per la Giustizia n. 26 del 22 luglio 2003 NEWS DAL C.S.M. Pubblichiamo le notizie sui lavori del CSM della settimana questa settimana inviate dai nostri Consiglieri Fici, Aghina ed Arbasino, Nuova pagina 2

SOMMARIO:

1.SPOSTAMENTO DELLA COMPETENZA PER CONFERIMENTO DI INCARICHI DIRETTIVI DALLA TERZA ALLA QUINTA COMMISSIONE

2.NOMINE AL COMITATO SCIENTIFICO

3.ORGANICO DEI MAGISTRATI DISTRETTUALI

4.FUORI RUOLO

5.TABELLE UFFICI GIUDIZIARI

6.CAMBIO ALLA SEGRETERIA E VICE-SEGRETERIA DEL C.S.M.

7.SUL RISPETTO DELLA PRIVACY NELL’ATTIVITA’ GIUDIZIARIA

8.PROCEDURA EX ART.2 PER IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI NAPOLI

9.POTERE DI REVOCA DELL’ASSEGNAZIONE DI PROCEDIMENTI DA PARTE DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

10.DELIBERE PER GENITORI

DALLE COMMISSIONI



1.SPOSTAMENTO DELLA COMPETENZA PER CONFERIMENTO DI INCARICHI DIRETTIVI DALLA TERZA ALLA QUINTA COMMISSIONE.

In occasione del plenum pomeridiano del 16 luglio u.s. si è discusso della proposta formulata, a maggioranza, dalla Seconda Commissione, relativa al trasferimento delle competenze in materia di incarichi semidirettivi dalla Terza alla Quinta Commissione. Come già segnalato in precedenti nostri notiziari, si tratta di una questione decisiva per le prospettive programmatiche della materia della c.d. mobilità del personale, ove si consideri il sovraccarico di lavoro della Terza Commissione ed il sostanziale svuotamento di competenze della commissione deputata al conferimento degli incarichi direttivi, a seguito del “blocco” determinato dall’innalzamento a 75 anni della permanenza in servizio.

Si provi ad immaginare, se nell’organizzazione del lavoro di un qualunque ufficio giudiziario non si tenesse conto di un così eclatante squilibrio nei carichi di lavoro, quale sensazione di inadeguatezza organizzativa ed incapacità gestionale avvolgerebbe la figura del dirigente, quali reazioni si determinerebbero all’interno dell’ufficio, quali disservizi si provocherebbero all’esterno.

Ebbene, il gruppo consiliare di Unicost non ha receduto dalla posizione assunta in commissione ed ha fieramente resistito all’innovazione, ricevendo (fortunatamente) che l’adesione del solo cons. Le motivazioni addotte sostegno del mantenimento dello status quo ante, oltre che incomprensibili, sono state all’evidenza contraddittorie, posto che il cons. Riello si è diffuso nella tesi che alla Quinta Commissione, in quanto commissione speciale, non potesse essere attribuita una ulteriore competenza oltre quella relativa agli incarichi direttivi (dimenticando che fino a qualche anno addietro si occupava anche degli avanzamenti in carriera per le c.d. funzioni direttive superiori); mentre, il cons. Tenaglia ha sostenuto che, per un riequilibrio dei carichi di lavoro, sarebbe stato sufficiente attribuire alla Quinta Commissione la materia dei collocamenti fuori ruolo (??!??!!!!).

In particolare ci ha colpito la prospettiva della posizione dei colleghi: a fronte di una conclamata esigenza deflattiva per la terza commissione (intasata da una pluralità di procedure di trasferimento), si è preconizzata con un pessimismo forse eccessivo una sorta di ingestibilità amministrativa ove venisse accolta la proposta di trasferire alla quinta commissione le nomine dei semidirettivi.

Piuttosto che esercizi di “millenarismo”, avremmo preferito una più costruttiva disponibilità a superare le prevedibili difficoltà insite a qualsiasi cambiamento (peraltro superate anche in occasione degli accorpamenti di competenza delle commissioni a seguito della riforma numerica del Consiglio).

Ha prevalso alla fine il buon senso, atteso che è stato già comunicato che il Comitato di Presidenza proporrà al Presidente della Repubblica di attribuire, per la prossima consiliatura, alla Quinta Commissione la materia degli incarichi semidirettivi.

Cerchiamo ove possibile di non esercitarci in sterili polemiche e, tuttavia, non possiamo esimerci dal rinnovare il nostro giudizio estremamente negativo sulla posizione assunta da Unicost: una posizione non tanto miope e, da un punto di vista organizzativo, assolutamente perniciosa, quanto del tutto incomprensibile e che, come tale, resterà consegnata agli atti consiliari.

Per coloro che volessero cimentarsi nel cogliere il senso ed, in ipotesi, la bontà della posizione assunta agli amici di Unicost, suggeriamo l’ascolto dei lavori del plenum pomeridiano in questione sul sito www.radioradicale.it, cominciando dalla fine e, cioè, dall’intervento del consigliere Buccico, attuale presidente della Quinta Commissione, che ha evidenziato come le pratiche di competenza della sua commissione sono vicine allo zero e che il prossimo anno la Commissione avrebbe dovuto restare in attesa …. di “eventi naturali”… per il conferimento di nuovi in carichi direttivi.

Ascoltare per credere !



2.NOMINE AL COMITATO SCIENTIFICO

Sono stati coperti i quattro posti vacanti al comitato scientifico del Consiglio, mediante la nomina dei colleghi COSIMO D’ARRIGO (Trib. Messina) e PAOLO CORDER (Trib. Venezia) per il settore civile, e GIOVANNA ICHINO (Appello Milano) e GIUSEPPE AMATO (p.m. Roma) per il settore penale. Si sono espressi con voto contrario alla delibera soltanto i cons. Buccico e Di Federico.



3.ORGANICO DEI MAGISTRATI DISTRETTUALI

La Terza Commissione ha proposto ed il plenum ha approvato una modifica della circolare sui trasferimenti con riferimento ai posti di nuova istituzione dei magistrati distrettuali (già trasmessa in lista).

La Terza Commissione ha, quindi, proceduto ad approvare la proposta, che approderà al prossimo plenum, relativa alla pubblicazione dei 104 posti in questione. E’ stato previsto il termine del 20 settembre per la presentazione delle domande e quello del 30 settembre per l’inoltro da parte degli uffici.

Il bando di trasferimento in questione deve essere definito prima della individuazione delle sedi da destinare agli uditori. Siamo convinti che il ruolo del magistrato distrettuale non sarà un ruolo agevole e che i diretti interessati andranno aiutati perché le loro responsabilità ed il loro carico di lavoro sia ben individuato e tenga conto della precarietà della loro assegnazione, in sostituzione, ad un determinato ufficio; per altro verso, si tratta di un ruolo di grande interesse che consentirà ai protagonisti di cogliere la complessità di diversi settori operativi e, quindi, in prospettiva, di acquisire una notevole esperienza. Se, poi, si considera che la mobilità va drasticamente riducendosi, il posto distrettuale potrebbe offrire un’opportunità di avvicinamento, per chi vive lontano da casa, da considerare con la massima attenzione. Sarà opportuno avviare al riguardo una riflessione collettiva per conoscere ed approfondire ogni aspetto della nuova funzione, onde evitare che i posti in questione (non destinabili agli uditori) restino vacanti.



4.FUORI RUOLO

Al ministero della Giustizia il dott. GIUSEPPE CAPOCCIA (p.m. Lecce).



5.TABELLE UFFICI GIUDIZIARI

Sono state approvate in settimana dal plenum, con osservazioni e richiesta di nuove proposte, le tabelle organizzative dei seguenti uffici giudiziari: Trib. Cagliari, Trib. Nuoro, Trib. Ariano Irpino. Rigettate invece le proposte tabellari per la Procura di Ariano Irpino e il Tribunale di Bologna.



6.CAMBIO ALLA SEGRETERIA E VICE-SEGRETERIA DEL C.S.M.

Dopo la delibera che ha disposto il ritorno a funzioni giudiziarie del vice-segretario del C.S.M. dott. FRANCESCO SALZANO, in settimana è stato disposto il trasferimento del segretario generale dott. PIERFELICE PRATIS alle stesse funzioni presso la Corte Costituzionale.

In plenum sono state profuse ampie e non convenzionali attestazioni di stima al dott. Pratis, che ha svolto il suo delicato ruolo con ammirevole dedizione ed efficacia, al punto da ipotizzare il rigetto della proposta di delibera, per “costringerlo” alla permanenza in Consiglio.

A Pierfelice Pratis i nostri auguri per i nuovi, delicati compiti istituzionali cui è stato destinato, ed un grazie di cuore per l’attività svolta al Consiglio.

Al contempo sono stati approvati i “bandi” per le nuove nomine del segretario e del vice-segretario generale, con scadenza 30 settembre 2003.



7.SUL RISPETTO DELLA PRIVACY NELL’ATTIVITA’ GIUDIZIARIA

E’ stata approvata dal plenum un’interessante delibera (già trasmessa in lista) sull’esigenza di rispetto della privacy nella gestione dei nomi delle parti e dei testi nella trattazione delle controversie civili, in esito ad una segnalazione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Rieti.



8.PROCEDURA EX ART.2 PER IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI NAPOLI

Accogliendo una richiesta di differimento avanzata dal dott. Nordio, “difensore” del dott. AGOSTINO CORDOVA, è stata rinviata al plenum del 10 settembre l’inizio della trattazione plenaria della proposta di trasferimento per incompatibilità ambientale e funzionale del Procuratore della Repubblica di Napoli.



9.POTERE DI REVOCA DELL’ASSEGNAZIONE DI PROCEDIMENTI DA PARTE DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

Il plenum ha esaminato una delibera della settima commissione (con proposta di approvazione) relativa ad un provvedimento adottato dal Procuratore della Repubblica di Napoli dott. Cordova, con cui veniva disposta la revoca dell’assegnazione di un procedimento penale ad un sostituto, che ne aveva richiesto l’archiviazione.

Si ricorda in proposito che la potestà di revoca dell’assegnazione è attribuita al Procuratore della Repubblica solo in caso di richiesta “oggettivamente insostenibile sul piano tecnico, esulante dal campo dell’opinabilità e manifestamente ingiustificabile”.

Poiché la maggioranza del Consiglio ha ritenuto che la proposta di delibera non contenesse elementi esaustivi a tale proposito, tali da consentire una puntuale verifica della condizione di revoca, si è disposto il ritorno in commissione.



10.DELIBERE PER GENITORI

Il plenum ha approvato due delibere che regolano i casi di fruizione frazionata dei congedi parentali e l’ambito dei congedi parentali in caso di parto gemellare (entrambe trasmesse in lista).



DALLE COMMISSIONI



TERZA COMMISSIONE

Benefici ex legge 133/98

Come già segnalato, la prossima settimana sarà discussa in plenum una proposta di delibera relativa alle modalità procedurali per il riconoscimento del beneficio di prelazione assoluta che, ai sensi dell’art. 5 della legge n. 133 del 1998, matureranno il prossimo 26 luglio una quarantina di colleghi ed il 13 novembre successivo un ulteriore contingente della stessa consistenza numerica. Si tratta di un diritto riconosciuto dalla legge e maturato, dopo un quinquennio di permanenza, in sede disagiata, in merito al quale l’attuale Consiglio deve limitarsi a dare esecuzione. La nostra linea (approvata a maggioranza dalla commissione) è quella di pervenire al riconoscimento del diritto in questione, senza previa pubblicazione: la legge non lo esclude ed il buon senso lo impone. Gli altri aspiranti vanno tutelati, non già facendoli partecipare ad un concorso perso in partenza, quanto piuttosto razionalizzando le risorse e le energie del Consiglio per accelerare le procedure di trasferimento e conquistare lo spazio (non è facile, ma non è impossibile) per una ulteriore pubblicazione di posti di primo grado, prima della individuazione delle sedi da destinare agli uditori.



SESTA COMMISSIONE

Con la sola opposizione del cons. Spangher, la sesta commissione ha approvato una delibera sulla vicenda delle ispezioni disposte dal Ministro della Giustizia presso la Procura di Milano, rispondendo così alla sollecitazione proveniente da tutti i procuratori aggiunti dell’ufficio, diretta a provocare un’iniziativa che garantisse l’efficacia e l’indipendenza della Procura.

Il documento licenziato dalla commissione, ampiamente pubblicizzato dagli organi di informazione, che lo hanno contrapposto con il contenuto della relazione degli ispettori, ribadisce la posizione consiliare con riferimento ai limiti intrinseci dell’attività ispettiva.

In particolare è stato riaffermata l’autonomia della giurisdizione e la sua insindacabilità rispetto agli accertamenti ispettivi, legittimando di conseguenza l’opposizione del segreto di indagine operato da parte dei p.m. di Milano, di cui è stata riconosciuta la leale collaborazione rispetto all’organo ministeriale.

In sede di predisposizione dell’ordine del giorno del prossimo plenum comunicheremo in lista e sul sito www.inmovimento.it la proposta di delibera integrale.



SETTIMA COMMISSIONE

Presso la settima commissione è in fase di elaborazione la nuova circolare sulle tabelle di organizzazione degli uffici giudiziari per gli anni 2004 -2005. L’intendimento, come abbiamo già riferito, è quello di introdurre una procedura semplificata per gli uffici il cui programma organizzativo 2002 – 2003 sia stato approvato senza significativi rilievi, di intervenire su alcuni aspetti della disciplina che si sono rivelati problematici nonché di dare al testo una forma più snella.

Al fine di acquisire un panorama completo delle problematiche e di avere suggerimenti ed indicazioni, si è ritenuto utile organizzare un incontro con i dirigenti degli uffici giudiziari anche allo scopo di confrontare le diverse esperienze vissute e quindi di favorire una attiva partecipazione degli stessi al processo formativo della circolare.

Gli incontri hanno avuto luogo nei giorni 11 luglio coi dirigenti degli uffici giudiziari composti da un numero al disotto delle 19 unità (presenti i cons. Marini, Arbasino e Tenaglia); 12 luglio coi dirigenti degli uffici al di sotto delle 70 unità fino a 20 unità comprese (presenti i cons. Marini, Arbasino e Meliadò); il giorno 14 luglio coi dirigenti degli uffici di almeno 70 unità (presenti i cons. Marini, Arbasino, Stabile, Di Federico). I lavori della giornata inaugurale sono stati aperti dal Vice Presidente Rognoni e nel corso degli stessi è intervenuto il Ministro di Grazia e Giustizia il quale, sollecitato dal Presidente Marini su specifici temi, ha affermato:

A) di non essere orientato alla abolizione delle piccole sedi in quanto il loro mantenimento pur non rispondendo a criteri di efficienza e funzionalità del servizio complessivo rappresentano un presidio di presenza dello Stato nel territorio e fanno bene all’immagine della magistratura. Ha dichiarato di essere favorevole a ridisegnare le circoscrizioni e di vedere con favore la apertura di nuove sedi di Corte di Appello;

B) che nel corso della precedente legislatura era stato fatto un grande sforzo per aumentare l’organico della magistratura e le risorse ma che è stato necessario fare una valutazione “ a bocce ferme” per aver contezza dell’utilizzo delle risorse investite e della situazione della allocazione dei magistrati: a suo avviso non è certo che un aumento del numero dei magistrati giovi alla efficienza del sistema.

C) Che la magistratura onoraria svolge ormai una funzione irrinunciabile per consentire al magistrato ordinario di occuparsi delle questioni importanti e che quindi il suo intendimento è quello di prorogare le magistrature onorarie in scadenza, di aumentare le competenze del giudice di pace, di affrontare il problema della gestione di un numero così elevato di magistrati onorari.

Il dibattito tra dirigenti degli uffici nelle tre giornate è stato molto ampio ed interessante. Da parte di molti si è sottolineato come la sollecitazione ricevuta a concentrarsi, oltre che sull’aspetto organizzativo, anche sulla definizione di obbiettivi redigendo programmi di lavoro che tendano al loro perseguimento si scontra con le carenze di personale amministrativo (nelle sedi del nord) e di risorse e mezzi.

Sui temi specifici si è auspicato, quanto alle tabelle, che le stesse siano meno rigide ed attribuiscano maggiore discrezionalità (anche nelle assegnazioni) ai dirigenti che debbono poi essere valutati per quello che sanno fare. Si è anche auspicata una maggiore informazione sulla organizzazione tabellare degli altri uffici e si è chiesto che le tabelle siano differenziate dettando discipline specifiche in relazione alle dimensioni degli uffici. Generalmente è stata condivisa la proposta semplificazione della procedura sottolineandosi la inadeguatezza dell’attuale sistema che ne comporta la approvazione quando ormai il biennio è in scadenza. Si è invocata una maggiore ampiezza dei casi di provvisoria esecutorietà dei provvedimenti di variazione tabellare dei dirigenti.

Sul tema dei rapporti tra tribunale e procura si è condivisa la necessità di una reciproca concreta collaborazione nella redazione dei rispettivi programmi organizzativi e si è suggerito di prevedere reciproche “osservazioni”. Da parte di alcuni Procuratori si è lamentata la scarsa considerazione della funzione del P.M. nella definizione dei ruoli di udienza, si è auspicato che la loro formazione da parte del giudicante avvenga di concerto con il PM ed i difensori e si è lamentata la rigidità dei criteri che regolano i casi di “autoassegnazione” del procuratore.

Sull’utilizzo dei GOT si è lamentata l’eccessiva rigidità dei criteri imposti dal CSM, vi è stata una generale “confessione” di utilizzo al di là dei “limiti” e si è comunque auspicata una maggiore chiarezza che tenga anche conto delle dimensioni degli uffici.

Sul limite di permanenza ultradecennale è stata rappresentata, soprattutto relativamente ai piccoli e medi uffici, la disfunzionalità conseguente allo spostamento di magistrati esperti che, mutando settore, hanno difficoltà e non sono motivati. Si è rappresentata inoltre la opportunità di conservare il limite solo con riferimento a ben determinate materie. Con riferimento poi all’Ufficio GIP si è manifestata necessità di chiarezza sul limite di permanenza presso quell’ufficio a seguito dell’intervento legislativo che ha posto il limite dei sei anni.

Sui semidirettivi è stato affermato che occorrerebbe valorizzare coloro che per età e motivazioni sono in grado di svolgere efficacemente un lavoro giurisdizionale accanto a necessarie funzioni di coordinamento anche giurisprudenziale della sezione.

Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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Consulta il sito del MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA all’indirizzo:

www.movimentoperlagiustizia.it

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