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Notiziario C.S.M. n. 29 del 18 ottobre 2003 Nuova pagina 3

SOMMARIO:
1.INDIVIDUAZIONE DELLE SEDI PER I BENEFICIARI DELLA L.133
2.NOMINE DIRETTIVI
3. TRASFERIMENTI E SEPARAZIONE DELLE FUNZIONI
4.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI


1.INDIVIDUAZIONE DELLE SEDI PER I BENEFICIARI DELLA L.133
Nella seduta di plenum dell'8 ottobre 2003 è stata approvata all'unanimità (con una sola astensione) la proposta della Terza Commissione relativa alle modalità procedimentale per il riconoscimento, ex art. 5 della legge n. 133 del 1998, del diritto di prescelta assoluta in favore di quei colleghi che hanno maturato, alla fine dello scorso mese di luglio, un quinquennio di permanenza nelle sedi disagiate.
Si tratta di una delibera attuativa della decisione adottata dal Consiglio il 23 luglio scorso, con la quale si è stabilito che per il riconoscimento di questo diritto non è necessario bandire un concorso aperto a tutti i possibili (e comunque certamente soccombenti) altri aspiranti; per evidenti ragioni di funzionalità e di razionale utilizzo delle risorse, nella convinzione che le aspettative di tutti gli altri aspiranti vanno tutelate evitando, soprattutto, ogni spreco di risorse e, nello specifico, scongiurando la gestione di concorsi per posti che sono comunque destinati ai titolari del beneficio.
Nella delibera in questione è stato meglio specificato che è tuttavia necessaria una previa individuazione di un elenco di sedi che si mettono a disposizione dei titolari del beneficio, elenco che deve coincidere con tutte le sedi vacanti che il Consiglio intende comunque coprire; ed è stato affermato che da tale elenco vanno escluse le sedi già pubblicate ed oggetto di procedure di trasferimento, così come tutte le sedi relative a procedure in corso di trasferimenti extra ordinem.
Come già anticipato in un precedente messaggio in lista, non possiamo non ricordare come il testo originario della delibera (che comprendeva la pubblicazione di tutte le sedi vacanti, salvo eccezioni analiticamente motivate, prevalentemente collegate a procedure di trasferimento non ancora definite), sia stato emendato su proposta del cons. Stabile che ha richiesto un "accantonamento" di una quota di sedi pari al 10% relativa alle sedi di corte d'Appello.
In sostanza la correzione ha comportato l'eliminazione dall'elenco delle sedi di soli due posti di tribunale, uno a Roma ed uno a Milano.
Veramente improbo comprendere la ratio di una simile modifica, operata per dedotte ragioni "cautelative" connesse ad "esigenze imprevedibili", prefigurate esemplificativamente con ipotesi di sopravvenienti trasferimenti per motivi di salute o ricollocamenti in ruolo.
E' difatti difficile comprendere come si possano restringere le (ipotetiche) cautele solo alle sedi di Roma e Milano, ed ancor più incongruo ove si consideri che la naturale turnazione nei trasferimenti consentiva di soddisfare ad ogni tipo di esigenza.
Le previsioni (dedotte chiaramente in sede di replica dal relatore Fici), hanno trovato plastica conferma nel plenum successivo all'approvazione della delibera, in cui per trasferimento ordinario di un collega in altro ufficio si è subito reso vacante un posto al Tribunale di Roma.
Come già accaduto in passato (per posti al massimario della Cassazione), la maggioranza del Consiglio ha preferito alla pubblicazione a concorso di tuttti i posti vacanti, l'accantonamento di una "quota"….
Per il resto non possiamo che rimandare al testo della delibera in questione che abbiamo già trasmesso in rete, riservandoci di valutare ogni rilievo, anche alla stregua dei problemi che emergeranno nelle prossime settimane, in previsione delle ulteriori analoghe delibere relative a coloro i quali matureranno il medesimo diritto il prossimo mese di novembre ed agli inizi di febbraio del 2004 (si tratta di circa sessanta colleghi).
Alla stregua di notizie acquisite per canali assolutamente informali, è possibile anticipare che non tutti i beneficiari intendono avvalersi da subito del diritto di precedenza assoluta (essendone stato espressamente affermato il mantenimento anche in caso d mancato immediato esercizio) e che le sedi ambite da coloro che intendono, invece, avvalersi del diritto de quo sono distribuite in modo uniforme in numerosi distretti. Comunque, entro pochi giorni sarà noto l'esito dell'interpello.


2.NOMINE DIRETTIVI
Il plenum ha designato il dott. GAETANO DRAGOTTO (Avvocato Generale presso la Procura Generale de L'Aquila) quale nuovo Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Ancona.
La votazione ha visto prevalere il dott. DRAGOTTO con 16 voti a favore (MD, Movimenti, laici del Polo, Marvulli, Favara, Berlinguer e Schietroma), mentre 5 voti (Stabile, Meliadò, Primicerio, Riello e De Nunzio) sono andati al dott. GIOVANNI VACCA (Avvocato Generale presso la Procura Generale di Salerno), e 2 voti (Lo Voi e Mammone) al dott. FRANCESCO MARIA AGNOLI (Presidente di sezione presso la Corte d'Appello di Bologna).
A margine del voto va rilevato come la valutazione comparata tra i tre candidati che avevano riportato indicazioni di voto in commissione, si sia incentrata essenzialmente tra un magistrato (DRAGOTTO), che poteva vantare plurime e positive esperienze in uffici direttivi (giudicanti e requirenti) ed un altro aspirante (AGNOLI) che non poteva vantare alcuna esperienza professionale in uffici requirenti (ove si eccettui una remota esperienza pretoriale e quella di consigliere al CSM, valutata dalla circolare come "ambivalente").
Il terzo candidato VACCA è stato sostenuto in plenum dai consiglieri di Unicost nonostante fosse collocato al 22° posto nella classifica di anzianità e, conseguentemente "fuori fascia", sulla base di dedotte "spiccate attitudini all'incarico" (criterio valutativo del tutto eccezionale e non sempre - ove utilizzato - idoneo a "resistere" al vaglio del giudice amministrativo).


3. TRASFERIMENTI E SEPARAZIONE DELLE FUNZIONI
In sede di discussione di ordinarie pratiche di trasferimento ordinario di colleghi da uffici giudiziari requirenti a giudicanti nell'ambito del medesimo circondario, si è aperto in plenum un vivace dibattito in ordine all'opportunità di tali trasferimenti.
Acclarata la piena legittimità, sulla base delle disposizioni vigenti, di adottare delibere analoghe, da parte di una larga parte del Consiglio (tutti i membri laici, Marvulli, e Favara) si è insistito sulla necessità di regolamentare in modo più rigoroso la possibilità di passare dalla Procura al settore penale del Tribunale del medesimo circondario, dando atto dell'attenzione che la settima commissione sta dedicando all'argomento in sede di stesura della nuova circolare sulle tabelle degli uffici giudiziari.
Senza contestare la possibilità attuale di trasferire un p.m. al tribunale, da parte dei predetti consiglieri si è proposto di corredare la delibera di trasferimento con la copia del verbale che desse conto della discussione in atto, diretta essenzialmente a partecipare il presidente del Tribunale di un'imminente, nuova regolamentazione di questo tipo di trasferimento.
Le obiezioni formali dirette a contestare una procedura irritale, diretta ad innestare un problema di carattere generale su di un caso singolo, non sono prevalse rispetto alla volontà della maggioranza del plenum, che ha ritenuto prevalente la necessità di informare il presidente del Tribunale della delicatezza di un problema, che troverà tra breve nuova regolamentazione.
Del tutto paradossale si è rivelata però presto la situazione, poiché la volontà di allegare il verbale di discussione che desse conto della problematica si è manifestata in modo sistematico per ogni pratica di trasferimento di p.m. al tribunale del medesimo circondario, ingenerando così una "paralisi" dell'attività consiliare, costringendo la quasi totalità dei consiglieri ad intervenire nel dibattito per "lasciare traccia" in ogni verbale delle proprie posizioni.
Inutili anche gli appelli di chi ha sottolineato il valore puramente simbolico della trasmissione di verbali dal contenuto non univoco e privi di efficacia cogente, come anche di chi ha evidenziato in via di fatto il probabile superamento del problema con l'approvazione della nuova circolare sui principi guida della materia tabellare.
Si è di conseguenza addivenuti all'intesa di invitare la settima commissione a presentare nella prossima settimana una "mozione" in argomento, diretta ad impegnare l'attività della stessa, in sede di circolare sulle tabelle, ad una nuova regolamentazione del tema.
Si tratta - in tutta evidenza - di uno "snodo" di particolare importanza nella vita del Consiglio e, di riflesso, nella gestione dei trasferimenti, preordinato alla risoluzione di un problema particolarmente avvertito all'interno (ma soprattutto all'esterno del Consiglio), e su cui si confrontano nella magistratura opinioni divergenti.
Sappiamo quali siano le modalità di regolamentazione del passaggio dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti previste nel d.d.l. di (contro)riforma dell'Ordinamento Giudiziario, sta ora al Consiglio individuare un (difficile) punto di equilibrio che contemperi esigenze di organizzazione degli uffici, unicità delle carriere, tutela delle esigenze di mobilità dei colleghi, evidente terzietà del giudicante.
Sin d'ora invitiamo i colleghi ad esprimere opinioni sul punto, attivando la palestra democratica telematica, e quanto prima forniremo dati, statistiche e punti problematici di una discussione che prende ora il suo avvio.


4.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Qui di seguito il resoconto della valutazioni tabellari per il 2002/2003 operato in settimana dal plenum.
Approvate senza osservazioni le tabelle dei seguenti uffici: Corte d'Appello di Cagliari; Procura di Rieti;Procura Generale di Roma; Tribunale di Pescara; Tribunale di Parma.
Approvate con riserva, invitando il dirigente ad integrazioni e chiarimenti su alcuni punti le tabelle di: Tribunale di Sala Consilina; Tribunale di Palmi; Procura di Mantova; Procura minori Roma; Procura di Bari; Tribunale di Reggio Calabria; Corte d'Appello di Firenze; Procura di Camerino; Tribunale di Piacenza; Tribunale di Macerata.
Approvate con richiesta di formulare una nuova proposta per il 2004/2005 che tenga conto di integrazioni e modifiche, le tabelle di: Tribunale minori Roma; Procura di Roma; Procura Generale di Roma; Procura di Cassino.
Non approvate le seguenti tabelle: Tribunale di Urbino e Tribunale di Brescia.


DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
Proseguono i lavori per la definizione dei bandi di trasferimento avviati nei mesi scorsi:
a) dei 160 posti di I grado pubblicati il 16 marzo 2003, sono state definite circa 110 procedure; una ventina sono pronte per essere portate in plenum già in questa e nella prossima settimana; mentre, per le altre si è in attesa di pareri ex articolo 190 o.g., dell'esito di attività istruttorie, di accantonamenti e di eventuali revoche (a proposito delle quali non sarà mai sufficientemente stigmatizzata la scarsissima collaborazione di tantissimi colleghi ed, in alcuni casi, una sconcertante dichiarata indifferenza per il disagio arrecato al Consiglio ed a tutti quei colleghi che hanno reali esigenze di celerità ed efficienza); per la chiusura di questo bando, salvo qualche posto residuo, è realistico prevedere il termine di fine novembre;
b) dei 150 posti di II grado pubblicati il 14 aprile 2003 sono state definite circa 50 procedure; quest'ultima settimana sono state esaminate ed affrontate le graduatorie relative ai posti messi a concorso a Roma e Napoli, mentre nei prossimi giorni dovremmo affrontare quelli relativi alla Corte di Appello di Milano; ciò significa, tenuto conto del lavoro di approfondimento già effettuato in merito a tutte le altre più importanti Corti di Appello, che anche il bando in questione potrebbe essere definito entro la fine di novembre;
c) per i 104 posti degli organici distrettuali (pubblicazione del 24 luglio, termine per la presentazione delle domande il 20 settembre) sono quasi pronte le c.d graduatorie provvisorie. Salvo una più attenta verifica hanno presentato domanda circa 240 colleghi e, da un sommario esame, quasi tutti i distretti, salvo i soliti distretti disagiati, dovrebbero avere qualche aspirante ( ….. salvo revoca !); nei prossimi giorni dovremmo essere in grado di fare una stima sui tempi di definizione;
e) più complesse sono le procedure relative ai posti del Massimario, ai posti di Cassazione, della Procura Generale ed a quelli della Direzione Distrettuale Antimafia messi a concorso nei mesi scorsi: si tratta di valutare comparativamente centinaia di aspiranti e, per ciascuno di essi, va esaminato il fascicolo e predisposta una scheda di valutazione.
Nei prossimi mesi, oltre alla definizione dei bandi in questione ed al trasferimento dei titolari del beneficio della legge 133/98, la Terza Commissione dovrà procedere, altresì, alla complessa procedura per l'assegnazione, alla fine di marzo 2004, delle sedi ai 310 uditori attualmente in tirocinio ordinario, previa approvazione della relativa graduatoria e previa individuazione delle sedi con almeno un mese di anticipo.
Ciò significa che, salvo imprevisti, si potrà procedere ad un nuovo bando (per 100/150 posti) per trasferimenti ordinari di I e II grado prima della fine dell'anno

QUINTA COMMISSIONE
Per quanto non più gravata da una particolare carico di lavoro per l'esiguità delle procedure di assegnazione di incarichi direttivi, la quinta commissione sta iniziando con comprensibile difficoltà l'espletamento del bando per i posti semidirettivi, in ragione della novità del tema.
Va altresì rimarcato peraltro come detti concorsi saranno oggetto di maggiore approfondimento rispetto al passato, limitando gli automatismi nell'assegnazione dei punteggi per merito ed attitudini, attraverso una più approfondita verifica dei curriculum professionali degli aspiranti.
Sin dalla prossima settimana operate le prime proposte (anch'esse comunque soggette alla liturgia degli "accantonamenti" e delle revoche.

OTTAVA COMMISSIONE
In attesa (si spera vana) delle decisioni del Ministro sulla ventilata proroga di oltre 900 tra v.p.o. e g.o.t. in scadenza il 31 dicembre 2003, la commissione ha operato delle audizioni dirette a monitorare la struttura di formazione per i giudici di pace operante presso il Consiglio Giudiziario di Milano.
Nella volontà di costituire degli organismi di formazione stabili dedicati a tutti i magistrati onorari, si è verificato il funzionamento e l'utilità dell'esperienza milanese e, dopo ulteriori approfondimenti, si passerà poi alla dettagliata formulazione delle proposte operative.

Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici
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